X-Ray Analysis Capitolo 871 – “Ci volunu i bummi”

Basterebbero questi 8 secondi di video per riassumere egregiamente il capitolo, e sono piuttosto sicuro che verrà il giorno in cui sarò parimenti sintetico…
Dunque, cominciamo.
Ci troviamo fra i primi capitoli del volume 87, che verosimilmente sarà l’ultimo dedicato alla saga di Whole Cake Island. In altre parole, come già detto più volte, siamo alle battute finali! Non è un caso che la narrazione cominci a farsi più concitata, spettacolarizzata e ricca di colpi di scena.

Big Mom, Kaido, Luffy: livelli di forza e scenari futuri

Sono sempre stato dell’idea che l’ipotetica sconfitta di Big Mom non fosse stata pensata per questa saga. In caso contrario la ciurma sarebbe dovuta essere quanto meno al completo (come ha affermato Nami nello scorso capitolo) e certamente in compagnia di un gran numero di alleati dall’ottimo potenziale. Inoltre, se la caduta di un villain comune ha impegnato Oda (e Luffy) per parecchi capitoli (basti pensare a Crocodile, a Enel, a Rucchi o a Doflamingo, la cui sconfitta è sopraggiunta a valle di più riprese di combattimento), la caduta di un Imperatore non era nemmeno lontanamente ipotizzabile in questo arco narrativo (perchè sapevamo già da tempo che la saga non sarebbe andata per le lunghe, dato che entro l’anno avremmo assistito al Reverie e all’inizio dell’avventura a Wano). Mancavano inoltre l’elemento del conto alla rovescia e la classica scalata verso il Boss finale, comuni agli altri combattimenti. Ma non solo: a Punk Hazard Luffy promise a Law di abbattere Kaido, una promessa che ha rinnovato anche a Momonosuke durante la saga di Zo. Non c’era alcun motivo sensato per ritenere che Oda cambiasse obiettivo, tant’è che con il capitolo odierno è Luffy stesso a confermare che nella sua scala delle priorità Big Mom viene dopo Kaido.
Se è vero ciò che si intuisce, ovvero che Kaido è al momento, come più volte ribadito, la creatura più forte del mondo, evidentemente è superiore persino a Big Mom. Logica vuole che se in qualche modo Luffy riuscirà a batterlo, potrebbe anche evitare lo scontro con Linlin semplicemente sulla base del forte deterrente che rappresenterebbe la sua vittoria. In altre parole, la vittoria su Kaido attesterebbe d’ufficio la superiorità del potenziale di Luffy rispetto a quello di Big Mom, e anche se ci sono molti elementi che giocano a favore del fatto che prima o poi lei cercherà vendetta, ce ne sono altrettanti per ritenere che la risoluzione del contenzioso avverrà per vie traverse alla classica scazzottata.
Il problema principale, però, è conseguire la vittoria su Kaido. Non esiste assolutamente un termine di paragone fra un imperatore e la ciurma al completo, figuriamoci fra un imperatore e Luffy. Nel momento in cui si è entrati nel Nuovo Mondo non è stata più la forza del singolo a fare la differenza, ma la potenza di fuoco complessiva. Sono le alleanze, adesso, la chiave di volta per la vittoria, e Luffy, a conti fatti, è stato un precursore degno di nota in questo senso, dato che per tutta la durata del suo viaggio non ha fatto altro che contrarre debitori e racimolare amici. Il carisma, unitamente ad una buonissima dose di fortuna sfacciata, sono il suo Top Gear, ovvero il suo potere di punta, senonchè il più spaventoso, come lo stesso Mihawk ha ammesso a Marineford.
 
Facendo inoltre un banale parallelismo con Dressrosa, e ricordando che “un solo pugno” è ciò che Luffy ha usato per mettere fine al duello con un Doflamingo già allo stremo ma che ora non ha nemmeno fatto il solletico a Big Mom, è facile capire che per arrivare ad abbattere Kaido, un essere che a quanto pare nessuno osa definire “umano“, il gioco di squadra sarà di certo una condizione necessaria, ma forse addirittura non sufficiente, dato che lo stesso Oda, che è perfettamente consapevole delle potenzialità dei protagonisti, ha ammesso poco tempo fa di non sapere ancora come fare per sconfiggerlo. 
Per capirlo bisognerebbe anzitutto capire cosa sia Kaido, e temo che per saperlo con certezza dovremo aspettare ancora un bel po’. Tuttavia un paio di anni fa stilai in merito una teoria, secondo la quale Kaido sarebbe, in modo simile a Sanji e fratelli, il prodotto finale di un’operazione di ingegneria genetica (e si, ne parlavo abbondantemente molto prima che diventasse una cosa largamente assodata). Più nello specifico, ho ipotizzato che il suo DNA possa essere stato arricchito con geni specifici di altri animali. Geni che danno all’animale una precisa caratteristica, come un carapace durissimo, una muscolatura agile e potente, una rigenerazione molto rapida delle ferite, una resistenza fuori dal comune, etc. ma che impiantati nel corpo di un uomo, lo rendono l’equivalente di una terrificante macchina da guerra e concorrono a rendere giustizia ad un nome altisonante come “Kaido delle innumerevoli bestie“, cui calza sia la caratterizzazione della sua ciurma, sia, probabilmente, la sua stessa natura.
Ma se parliamo di manipolazione genetica non si può non pensare a ciò che, su piccola scala, ha fatto Jajji, uno scienziato che ha dedicato a questo settore praticamente tutta la sua vita. I Vinsmoke difatti hanno una pelle molto resistente, forza e agilità sovrumane, la capacità di secernere o assimilare veleno, la capacità di produrre scariche elettriche, etc. Gran parte di queste abilità sono riconducibili a precisi animali. Reiju è l’esempio più emblematico, in quanto, come suggerisce anche il suo abbigliamento, è ispirata alle falene (il design del suo mantello è ripreso dalla femmina di Actias Luna, le decorazioni dalla femmina di Automeris io) alcune delle quali si crede si nutrano di veleno.  Niji dal suo canto è in grado di produrre scariche elettriche, una capacità che hanno ad esempio alcuni pesci, detti proprio elettrofori. L’esoscheletro di cui tutti i Vinsmoke sono dotati, poi, è un’altra peculiarità piuttosto comune nel mondo animale.
Ma ancor prima, Oda ha toccato l’argomento durante la saga di Thriller Bark, dove il dott. Hogbak eseguiva esperimenti di chirurgia alla Frankestein, assemblando letteralmente pezzi di animali differenti, ognuno scelto in modo tale da contribuire a rendere il prodotto finale un organismo di maggior pregio bellico. Emblematico è l’esempio di Absalom, costituito da membra di leone, orso, elefante e gorilla, tale da avere forza e resistenza fuori dal comune.

Viene naturale chiedersi: perché Moriah ha avallato questo genere di ricerche?

La risposta, con buona probabilità, è da ricercare nel suo desiderio di vendetta nei confronti di Kaido, per cui il finanziamento sotto banco di ricerche sul potenziamento degli esseri umani attraverso l’innesto chirurgico di membra, tessuti e organi di animali differenti, potrebbe essere il tentativo di emulare ciò che anni or sono venne compiuto su Kaido grazie alla manipolazione genetica. Non è da escludere, infatti, che Moriah abbia ragionato esattamente come i carpentieri di Water Seven nei riguardi di Pluton: nel caso in cui questa fosse stata risvegliata, sarebbe servita un’altra Pluton per fronteggiarla (cosa che giustificava l’esistenza dei progetti). Analogamente, per fronteggiare Kaido, secondo Moriah sarebbe servito un altro Kaido (cosa che lo ha spinto anche ad impossessarsi di Oars).

Si sarebbe rivelata un’idea vincente?

Per rispondere a questa domanda probabilmente bisogna chiedersi, in questo contesto, se sia meglio la chirurgia o l’ingegneria genetica, ovvero se abbia più chance di vittoria un organismo modificato post-mortem o uno creato fin da principio con quelle caratteristiche. A naso direi la seconda, il che giustificherebbe, fra le altre cose, il fatto che Oda non abbia ancora ben chiaro come sconfiggere Kaido, una cosa che altrimenti avrebbe saputo piuttosto bene fin da Thriller Bark.
Il problema di concepire un essere come Kaido, secondo quella che è al momento solo una mia teoria, sta nel fatto che, racchiudendo in sé le specifiche di moltissimi animali, diventa praticamente impossibile ucciderlo o sopraffarlo. In altre parole si crea un essere apparentemente immortale. Dunque come si sconfigge un tipo del genere? All’epoca portai come termine di paragone una divinità del pantheon norreno, Baldr, che la madre riuscì a rendere immortale facendo giurare ad ogni cosa, pianta o animale di non fargli del male. Poi Loki scoprì che in realtà non tutto era stato considerato dalla madre. Il muschio infatti non aveva prestato giuramento, sicchè con una freccia di muschio Baldr morì. Sulla falsa riga di questo mito vi è quello di Achille, ritenuto immortale, fatto salvo il tallone.
Anche Kaido, dunque, potrebbe avere il suo tallone d’Achille, ma come fare per scoprirlo? In merito credo che saranno fondamentali le conoscenze dei due duchi, dei Kozuki, di Marco, di Law e di Zunisha. Probabilmente persino di Jajji, se ne uscirà vivo. 

Il CP0 e il Tamatebako

Riguardo alla CP0 scrivevo nella scorsa X-Ray:
Se è vero che in un mondo di porte chiuse chi possiede la chiave è il Re, in un mondo consumato dalla corruzione e dalla cupidigia il più ricco è anche il più potente. Lo abbiamo già visto con Doflamingo, ma ora è lampante. Il Governo Mondiale non entra soltanto nel merito delle trattative sui frutti o sul contrabbando di armi, ma attinge ad ogni risorsa che la malavita può fornire, se questo vuol dire sottrarla ad altri pirati.
La CP0, in un contesto simile, assume decisamente molto più significato: è l’organo preposto a fare affari per conto del Governo negli ambienti in cui questo non si può presentare con le vesti ufficiali di un Marine. La CP0 è quella che mette letteralmente le mani nella melma, quella che si misura quotidianamente con la peggiore feccia del mondo per cercare di ricavarne profitto. Quella che controlla, sorveglia, intercetta e scende a compromessi. E’ l’Egida vera e propria dei Draghi Celesti.
Dunque nulla di strano che in un contesto ad alta concentrazione di malavita ci sia anche un membro del CP0 infiltrato.
Ma la domanda è: che genere di vantaggi sperava di ottenere Stussy prendendo parte all’evento organizzato da Big Mom? 
In accordo con quanto detto del CP0, era di sicuro presente per tenere sotto controllo le mosse dell’imperatrice e gli eventuali accordi con il Germa. Tuttavia il sospetto che potesse già sapere del tamatebako nasce nel capitolo 861, quando infatti Morgans stupisce Big Mom dicendosi informato del fatto che fosse venuta in possesso del famoso tesoro dell’Isola degli Uomini Pesce. Allo stesso modo, dunque, potrebbe averlo saputo Stussy, che pare non a caso quella meno stupita dalla notizia.
Nessuno di loro tuttavia si sarebbe aspettato una bomba a suo interno. E che bomba, verrebbe da dire.
L’esplosione ha praticamente distrutto mezzo palazzo di Big Mom, che pare minacciare il collasso da un momento all’altro e rischia di dare concretezza ad uno scenario quasi ricorrente in One Piece e che pronosticai molto tempo fa, ovvero quello della liberazione dei prigionieri della biblioteca (basti pensare a Impel Down o Dressrosa).
Per la definitiva risoluzione della saga, a mio parere, basterebbero questi due elementi, anche se in ballo ci sono ancora molti protagonisti in grado di fare la loro parte, non ultimi i pirati del Sole e l’esercito di cloni del Germa.
Su personaggi e saga farò un approfondimento a parte nella prossima analisi.
Per il momento è tutto.

Ray

4.18/5 (11)

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Elbaf è un villaggio, non un’isola

elbaf

Siamo così sicuri che l’isola dei Giganti si chiami Elbaf?

Si è sempre dato per scontato che Elbaf fosse il nome della famosa isola dei Giganti. Anch’io l’ho sempre pensato, vittima di errori o di letture superficiali, ma ieri mi è venuto un dubbio, che mi ha portato a ricontrollare dalla versione giapponese i dialoghi originali in cui veniva citato il termine (che d’ora in poi chiamerò “E.” per ragioni di indicizzazione).


CAPITOLO 116

  • Brogy: Io sono Brogy, il più forte guerriero di E.!!
  • Dorry: Io sono Dorry, il più forte guerriero di E.!!
  • Dorry: Provengo da Elbaf, un VILLAGGIO di guerrieri.
  • Dorry: Sarà il dio di E. a decidere.

CAPITOLO 118

  • Brogy: …l’onore di E.

CAPITOLO 119

  • Dorry: …il dio di E.
  • Dorry: …l’onore di E.

CAPITOLO 120

  • Dorry: …i guerrieri di E.

CAPITOLO 122

  • Brogy: …l’orgoglio dei guerrieri del VILLAGGIO di Elbaf.

CAPITOLO 127

  • Dorry: Perfino le poderose armi di E…
  • Brogy: …il dio di E.

CAPITOLO 128

  • Usopp: Maestro!! Un giorno verrò ad E!!
  • Brogy: Giuro su E…

CAPITOLO 129

  • Brogy: Ammirate la più grande “lancia” del clan dei Giganti di E!!
  • Usopp: Così è questa la vera forza dei guerrieri di E!!
  • Pirati Giganti: Anche se anche noi siamo Giganti di E…
  • Usopp: …un giorno visiterò Elbaf, il VILLAGGIO dei guerrieri!!

CAPITOLO 384

  • Oimo: Siamo il disonore di E.
  • Usopp: Elbaf?! Provenite da Elbaf, il VILLAGGIO dei guerrieri?!
  • Oimo: …permettendoci inoltre di tornare ad E insieme!
  • Usopp: Quei guerrieri di E di cui parli…

CAPITOLO 392

  • Saul: Non ho nulla a che vedere con quei barbari di E… […] Ma esistono anche clan di Giganti pacifici.

CAPITOLO 418

  • Franky Family: Andiamo, nel nome di E!!

CAPITOLO 431

  • Oimo: Perciò, dopo aver aiutato ancora un po’ qua, torneremo ad E.
  • Karsee: Visto che E ti piace tanto, potresti venire con noi!

CAPITOLO 435

  • Usopp: Ho deciso di andare a E!

CAPITOLO 439

  • Oimo: Ma il re dei cecchini ha promesso che un giorno verranno ad E.

CAPITOLO 490

  • Miniavventura: Oimo e Karsee in partenza per E

CAPITOLO 770

  • Armata di Pica: Nemmeno un guerriero di E può nulla contro Machvise-sama…

CAPITOLO 779

  • Usopp: Haa, quanto vorrei andare ad E!

CAPITOLO 858

  • Chiffon: Tempo fa ci fu un uomo che si innamorò di Lola a prima vista, perciò decise di farle una proposta di matrimonio. Costui era nientemeno che Loki, il principe del TERRA dei Giganti di Elbaf!!

CAPITOLO 866

  • Box: Questa è l’isola in cui vivono i famosi Giganti conosciuti come “i guerrieri di E”
  • Box: Parlando di E…
  • Carmel: Se li uccideste, i guerrieri di E riformerebbero la loro armata!!
  • Box: E così il TERRITORIO di Elbaf, in cui vivevano questi Giganti, divenne un ponte d’amicizia tra Giganti e Umani…
  • Box: Ma sopratutto, Rinrin vide per la prima volta ad E…
  • Box: Nuovo Mondo, Warland – E
  • Gerðr: Noi di E digiuniamo per dodici giorni fino al festival del Solstizio d’Inverno!
  • Bambino: Rinrin ha distrutto il VILLAGGIO di Elbaf!!

CAPITOLO 867

  • Hajrudin: Che fine ha fatto l’orgoglio di E?!!
  • Box: …madre Carmel abbandonò E…
  • Agente del CP0: Non posso credere che te ne sia andata da E.
  • Carmel: A soli cinque anni è riuscita a distruggere buona parte del VILLAGGIO di Elbaf!
  • Carmel: Trentasette anni fa ingannai la Marina per infiltrarmi ad E…

Ok, vi ho annoiati parecchio con tutta questa trafila di frasi… e probabilmente qualcuna me la sono pure persa, ma era importante rintracciare questi dati perché confermano il mio sospetto, ossia che NON VIENE MAI AFFIANCATA LA PAROLA “ELBAF” al termine ISOLA. La ricerca ha portato alla luce anche un secondo elemento, ossia che Elbaf non è altro che il villaggio in cui vive la ciurma dei pirati Guerrieri Giganti, di cui prima Jarr e Jarl e poi Dorry e Brogy erano i capitani.

Questo villaggio è contenuto nel Warland, che ricorda moltissimo sia la parola Vinland, ossia il nome che i vichinghi diedero alla porzione di America settentrionale che raggiunsero nei loro viaggi dalla penisola scandinava, sia la parola Ásaland, ossia la terra d’origine degli dèi scandinavi e uno dei nove mondi della cosmologia della mitologia norrena, connesso agli altri dall’albero Yggdrasill… che guarda caso potrebbe essere lo stesso albero che pare ergersi al centro dell’isola dei Giganti di Elbaf. La principale “città” di questa terra è chiamata Ásgarðr, che di fatto è la capitale dell’Ásaland, in cui Odino vive e regna sugli dèi.

Non so dirvi se Warland sia quindi il nome dell’isola o se indichi il territorio governato dal re che dovrebbe avere il suo castello proprio sull’isola in cui c’è anche Elbaf; re che, tra l’altro, è il padre del principe Loki (figlio guarda caso di Odino, nella mitologia norrena) che sappiamo chiederà inutilmente la mano di Lola. In ogni caso la cosa certa è che il nome dell’isola o del regno NON È ELBAF, che invece è SOLO il nome del villaggio dei pirati Guerrieri Giganti.

La “scoperta” che Elbaf è un villaggio dà un nuovo peso alle parole di Saul, che come abbiamo visto affermava di non essere un Gigante di Elbaf. Stando a quanto detto, Saul potrebbe essere nativo della medesima isola dei pirati Giganti, ma non dello stesso villaggio e quindi clan, anche se abbiamo letto nel capitolo 867 che sparse lungo la Grand Line esistono, anche se in numero molto esiguo, nazioni di Giganti, il che tiene comunque in vita l’opzione che provenga da un’isola diversa. Sia come sia, i Giganti di Elbaf sono malvisti perfino all’interno dell’intero popolo di Giganti, in quanto ritenuti dei barbari… un po’ come i pirati Vichinghi erano visti dai comuni cittadini della Scandinavia!

Come al solito, ho fatto il mio dovere… se poi avrò visto là, solo il futuro saprà darci risposte.

Il Re

5/5 (7)

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X-Ray Analysis – Capitolo 850

One Piece Capitolo 850

Benvenuto alla nuova X-Ray su One Piece Capitolo 850!

Ma prima… una digressione. One Piece Capitolo 850

Pochi giorni fa mi è capitato di rivedere “La Grande Partita“, un film biografico del 2014.

Narra la folle storia del più celebre scacchista di tutti i tempi: Robert James “Bobby” Fischer, un americano, di origini ebree, talmente fissato col gioco degli scacchi da sviluppare gravi disturbi della personalità. Visse in un periodo della storia molto particolare: erano gli anni della guerra fredda, gli anni in cui la Terza Guerra Mondiale non arrivò mai sui campi di battaglia, ma venne condotta su tutt’altri fronti, in una folle corsa ideologica volta a “mostrare i muscoli” e dimostrare, in soldoni, quale nazione fosse la migliore. Dalla corsa allo spazio, allo sport. Ogni settore che imponeva una competizione era un potenziale campo di battaglia. Il gioco degli scacchi, per l’immane calcolo strategico che impone, a maggior ragione non ne fu esente. Lo storico scontro fra Bobby Fisher e il russo, nonché campione in carica, Boris Spassky, fu uno degli eventi più seguiti e attesi al mondo. Si vociferava addirittura che da quello scontro dipendessero le sorti dell’America. One Piece Capitolo 850

Ma perchè vi sto parlando di questo film?

Perché la strategia che secondo Fischer adottavano i russi è molto simile a quella che sembra stia mettendo in atto Big Mom, un personaggio che non a caso, come ho dimostrato nell’approfondimento su lei e Pudding, prende in prestito molti elementi dalla strega del foklore russo Baba Yaga, nonché da Alice del Paese delle Meraviglie, dove, al servizio della perfida Regina Rossa vi è proprio un esercito di pedoni da scacchiera, per altro già visti in tutte le salse. Sarà un caso?

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Ora, suddetta strategia consisteva nel rassicurare l’avversario, aprendo varchi e mostrando apparenti punti deboli, inducendolo così all’errore fatale. Come un fuoco che attira la povera falena, così i russi distruggevano i loro avversari, con strategie a “tela di ragno” che permisero loro di guadagnarsi le posizioni più alte della classifica mondiale. Questo è quello di cui, lentamente, ci si comincia a rendere conto proseguendo lungo la trama di Whole Cake Island, un’isola che in realtà si presenta, figurativamente, come un’immensa scacchiera, con pedoni e pedine mosse con precisione chirurgica per raggiungere, alla fine, il tanto desiderato Scacco Matto, ossia il potere militare e scientifico della Germa. One Piece Capitolo 850

Il personaggio di Pudding in questo caso gioca davvero un ruolo essenziale. Se prendiamo per buona la sua vera indole, cosa che lei dice sanno solo i suoi familiari, i conti, pressappoco, tornano.

Ciò che sostanzialmente continua a non convincermi è la figura di Nitro. One Piece Capitolo 850

Come dicevo nello scorso approfondimento:

La figura di Nitro, invece, potrebbe essere un richiamo agli esseri brainslugparassitari Brain Slugs di Futurama. Questi, fra le altre cose, avevano la capacità di manipolare la mente dei malcapitati. Quindi se è vero che esiste un legame esistenziale indissolubile fra Pudding e Nitro, è possibile che quest’ultimo possa avere un’influenza più o meno importante su di lei. È inoltre parere comune che possa essere un pezzo di gelatina animato da Big Mom, e come tale controllato dalla stessa per sorvegliare Pudding. Eppure, per quanto sensato, andrebbe detto per completezza che nessuno fra i figli di Big Mom si porta appresso una “telecamera” costantemente puntata addosso. Se così fosse, sarebbe un’anomalia interessante, cui si somma quella caratteriale del personaggio. Potremmo dunque azzardare l’ipotesi che Nitro esista per via della bontà d’animo di Pudding? One Piece Capitolo 850
Eppure Nitro non ha fatto nulla per impedirle di consegnare a Luffy la scorciatoia per Whole Cake. Allo stesso modo non ha battuto ciglio dinanzi alle rivelazioni che Pudding ha fatto a Sanji privatamente. Allora le cose sono due:

  1. Pudding è un essere malvagio, al pari di buona parte dei suoi fratelli e sorelle. Ma in tal caso la presenza di Nitro sarebbe ridondante e giustificata solo come elemento decorativo e/o di compagnia.
  2. Pudding è di animo gentile, esattamente come ha dimostrato di essere. Come tale Nitro potrebbe esistere proprio per sorvegliarla, ed il fatto che sia rimasto in disparte finora potrebbe voler dire che quanto compiuto da Pudding fosse perfettamente in linea con i piani di Big Mom. One Piece Capitolo 850

Inoltre dicevo:

La presenza di Nitro è congiunturale all’univocità dell’pudding-erdbeeren-sossealimento che ogni figlio/a di Big Mom rappresenta. Pudding infatti, esattamente come l’omonimo budino, si porta appresso la gelatina decorativa. L’immagine in questo caso è estremamente esplicativa.

Appurato che Pudding pare in realtà un essere malvagio, Nitro è, come nel piatto omonimo, solo un elemento decorativo e/o di compagnia? One Piece Capitolo 850

Non è un’ipotesi da scartare a priori, ma, considerando che probabilmente è proprio lui a infliggere le ferite che abbiamo visto sul corpo di Reiju, è probabile che magari sia stato pensato come “guardia del corpo”. D’altronde abbiamo appena detto che a Pudding competeva il ruolo più rischioso e importante, e la stessa Pudding dichiara di essere la preferita di Big Mom.

Portare avanti questa ipotesi e concludere quindi, banalmente, che Pudding è un essere malvagio, ci porta a tagliare fuori, di netto, una serie di elementi che potrebbero ancora avere la loro importanza nella narrazione. Quali?

  1. Stando al riferimento citato, escludiamo ogni sorta di influenza negativa da parte di Nitro.
  2. Se il piano era quello di uccidere tutti durante il matrimonio, perchè spifferarlo deliberatamente a Luffy e Nami?
  3. Sempre se il piano era questo, perchè prendere ed eliminare Reiju anzitempo? A quale scopo?

Partendo dall’ultimo punto, pensare che Reiju fosse talmente forte da condizionare le sorti di un agguato così ben ideato sembra a tratti inverosimile. Sicuramente è una pedina in meno da far fuori, ma in fin dei conti non sarebbe stato più saggio aspettare l’evento o farli fuori tutti direttamente? Considerando che le nozze saranno ancora l’indomani, non pensate che la scomparsa di un membro della famiglia dello sposo desterebbe sospetti forti? Specialmente se ricordiamo che Yonji aveva già suggerito eventuali contromosse o furbate da parte di Big Mom. Stanno tutti sul chi vive… alla minima stortura si scatena il putiferio.

Inoltre, rileggendo il manga col senno di poi, capisco perchè Big Mom si è adoperata così sagacemente per far stare buoni tutti, Sanji in primis, con promesse al limite dell’assurdo. Eppure, fu proprio Big Mom a dire a Pudding di fare esattamente ciò che lei diceva, ma è arduo spingersi a pensare che nel piano fosse contemplata l’eliminazione di Reiju. Perchè proprio lei? Aveva forse visto o sentito qualcosa che non doveva vedere o sentire?

In questo senso, non posso non pensare al messaggio di Pekoms, al suo rapimento e alla sua eliminazione da parte di Capone. Perchè ha scritto “fuggite“? Cosa aveva scoperto? Sapeva forse che, dietro quelle nozze, si celava un piano diabolico per distruggere i Vinsmoke e Luffy, facendogliela pagare così per l’affronto conseguito sull’isola degli uomini pesce? In fin dei conti, se ci pensate bene, sarebbe come prendere due piccioni con una fava. Anzi tre, se aggiungiamo anche Caesar Clown. Un vero e proprio Scacco Matto.

cattura61Ma sappiamo che gli ingranaggi di questo complesso e intricato piano salteranno. Potremmo persino dire che sono già saltati. Non sappiamo ancora cosa sia accaduto, se sia intervenuto Sanji o se Reiju sia riuscita a contrattaccare, fatto sta che l’abbiamo vista pesantemente ferita ma libera di muoversi. Verso dove? Beh, io credo proprio che stesse andando ad avvisare i suoi familiari, coperta quasi sicuramente da suo fratello, che ora avrà tutti i buoni motivi di questo mondo per scatenarsi. Probabilmente poterà anche una informazione circa Luffy e Nami (data da Sanji), dato che i Mugiwara, ora più che mai, saranno necessari per uscire da quella trappola infernale. One Piece Capitolo 850

Su ciò che è stato fatto a Reiju torniamo dopo. Proseguiamo col ragionamento e vediamo dove porta.

Abbiamo capito che, se realmente Big Mom aveva già pianificato tutto, è evidente che qualcosa sta andando storto. Chi è che gli ha messo i bastoni fra le ruote? Luffy e Nami? No di certo, anzi era quasi impaziente di riceverli. Sanji? Forse si, ma solo in parte e solo per la vicenda di Reiju. In realtà è la stessa vicenda di sua sorella un’anomalia grande quanto un palazzo. Pudding ha corso un rischio enorme, ed è molto probabile che il tutto sia andato già in malora. Se Big Mom è davvero una così sadica calcolatrice, avrebbe forse trascurato questo dettaglio?

Viene normale ritornare con la mente al capitolo 834, la dove vediamo Capone eliminare Pekoms. Dalle parole del Mink capiamo subito che non si trattava di un ordine di Mama, ma di una sua iniziativa, che forse nascondeva un altro fine, ben più ambizioso. Tuttavia sarebbe già il secondo evento fuori programma. E allora comincia credo a insinuarsi ancor più forte la tentazione di considerare che, dietro alla burattinaia Big Mom, ci sia un altro direttore d’orchestra, una mente ancor più fine e sadica.

Un complotto nel complotto? Sarebbe davvero un gran colpo di scena. Ma ad opera di chi?

Abbiamo detto che nel comportamento di Pudding qualcosa non torna. Pur mostrandosi così sadica e malvagia, le è capitato di pensare, in un attimo di solitudine dove evidentemente non aveva bisogno di fingere, a sua sorella Lola. Subito dopo è andata a spifferare tutto a Luffy e Nami, con la netta volontà di sconvolgerli e farli infuriare.

Si è persino guadagnata un posto di tutto rispetto fra le grazie della madre, che ora la tiene in enorme considerazione. Lei di contro, fa leva su questa cosa per fare un po’ quello che le pare, come quando ha scelto il proprio abito da sposa. Tuttavia, quando la domestica le fece notare che Big Mom non era d’accordo mi è sembrato di cogliere una nota di disappunto, molto ben dissimulata. One Piece Capitolo 850

Potremmo ipotizzare che lei in realtà sia pura di cuore ma che sia stata adeguatamente manipolata, magari prendendo spunto dal riferimento che abbiamo citato circa i Brain Slugs. Purtroppo, però, non abbiamo elementi che provino una manipolazione mentale da parte di Nitro. Anche perchè se si tratta di un semplice Homie la vedo molto difficile che riesca a prevalere su una figlia di Big Mom.

Piuttosto prende sempre più piede l’idea che Pudding in realtà, pur essendo malvagia, odi profondamente sua madre e stia tramando insieme a Capone contro di lei. In questo caso si rivelerebbe doppiamente malvagia e ancor più interessante.

nitroNon se l’avete mai notato, ma Nitro assomiglia in modo sfacciato a Capone. Persino il capello è uguale. Che sia un Homie creato con un pezzo della sua anima? Probabile, ma non solo. Nitro potrebbe essere il tramite fra Pudding e Capone. Qui però scendiamo nella pura speculazione, perchè alla domanda: “come farebbe Capone a comunicare con Pudding?” l’unica risposta che mi viene in mente tira in ballo l’uso del terzo occhio.

E qui torniamo a Reiju. Cosa le è stato fatto?

All’apparenza sembra che sia stata “tramortita”. Sembra quasi semi-ipnotizzata da Pudding, mentre Nitro, oltre a tenerla legata, pare che riesca a ferirla. Potrebbe essere una sorta di sanguisuga, e questo spiegherebbe la debolezza successiva di Reiju, che stenta a reggersi in piedi avendo evidentemente perso litri di sangue.

Arrivati a questo punto non ci resta che aspettare il prossimo capitolo e vedere cosa accadrà veramente, cosa che potremmo sapere prima del 2017. Nel frattempo, io avrei finito.

Questa sarà quasi sicuramente l’ultima X-Ray dell’anno, ma spero sia stata comunque piacevole. Colgo l’occasione per ringraziare la novella staffista DocQ, che mi è stata di grande aiuto per la stesura di questo articolo, i miei compagni di ciurma e soprattutto voi lettori. Auguro a tutti Buon Natale. One Piece Capitolo 850

Mi raccomando, aspetto i vostri commenti.

Alla prossima.

Ray

4.85/5 (20)

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One Piece Gold: il film – Recensione OPLab

One Piece Gold

One Piece Gold: bel film o delusione?

One Piece Gold è il primo film di animazione ambientato nel mondo di Eiichiro Oda ad approdare sul nostro Grande Schermo, un evento imperdibile per gli appassionati.

Distribuita in tutte le sale il 24 Novembre scorso da Kock Media, la nuova produzione targata Toei Animation, a parte godere di un discreto doppiaggio, punta tutto sulla sterile spettacolarizzazione dei contenuti (ripresa in modo sfacciato da grandi film come Now You See Me e Ocean’s Eleven) e sulla classica denuncia sociale, a discapito della trama e della caratterizzazione dei personaggi. Infatti, One Piece Gold si caratterizza soprattutto per molte informazioni sparse, troppi Deus Ex Machina e una serie sconfinata di “vecchie conoscenze” buttate in mezzo solo per ingolosire i fan. Fra alti e bassi, a fine proiezione One Piece Gold lascia addosso la sensazione di aver assistito più ad una propaganda che ad un vero prodotto cinematografico. One Piece Gold

Come l’intero manga, anche questo ennesimo film su One Piece gira intorno ad una tematica scottante, che è quella della ricchezza e del potere che ne deriva, denunciando ripetutamente i crimini che spesso vengono compiuti in nome del Dio Denaro, ai danni della libertà individuale e collettiva.

La nuova avventura dei pirati di Cappello di Paglia si piazza temporalmente fra la saga di Dress Rosa e quella di Zo, ed è ambientata  su una nave colossale, la più grande al mondo, una sorta di Las Vegas galleggiante, lunga ben 10 chilometri ma mille volte più lussuosa, tant’è che tutto, persino le case, sembrano fatte d’oro. La nave, date le enormi dimensioni, non è motorizzata ma viene trainata da due gigantesche tartarughe. Vi è poi una cittadina, molto vicino alla prua della nave, chiamata Downtown, mentre a monte, là dove dovrebbe ergersi il castello di poppa, vi è il cuore pulsante di tutto: Gran Tesoro.

Quasi tutte le scene si svolgono di notte. Questo permette da un lato di godere al massimo della coreografia messa a punto dagli animatori giapponesi, con luci stroboscopiche, fuochi d’artificio, insegne luminescenti, pioggia d’oro e altre diavolerie. D’altra parte, si pongono le basi e le condizioni ideali per il colpo del secolo. In fondo c’era da aspettarselo che in una nave così ricca ci fosse, da qualche parte, un tesoro altrettanto imponente. A maggior ragione se la nave è pensata per essere un enorme casinò, dove gente di ogni schiatta e genia attracca tentando la fortuna. Si incontrano infatti pirati, persone comuni e persino Marines. Poi si scoprirà che sono tutti indebitati fino al collo, continuamente vessati dalle turbe del villain di turno: Gild Tesoro, ex pirata e proprietario della nave. One Piece Gold

Gild, un nome che fa il verso a Gold, gode non a caso del potere di manipolare a suo piacimento tutto l’oro che tocca. Durante la sua carriera da pirata è riuscito ad accumulare una fortuna, tant’è che si vocifera possegga qualcosa come il 20% delle ricchezze mondiali, e il Tributo Celeste, ossia le tasse che paga al Governo Mondiale, ammonta, in proporzione, a ben 500 miliardi di Berry, che secondo Robin sarebbero sufficienti a comprare una piccola nazione. È così che Gild tiene in pugno i Draghi Celesti. Il suo tributo è, a ragion veduta, il più ingente in assoluto.

Grazie alle sue enormi ricchezze, e quindi alla sua enorme influenza, Gild non solo si trova a capo di una vera e propria nazione riconosciuta dal Governo Mondiale, ma gode anche dei benefici di un componente della Flotta dei Sette. Questo è il motivo per cui, unitamente al suo passato da schiavo dei Draghi Celesti, si crede una vera e propria divinità. Ma, nonostante gli sforzi dei produttori di dargli spessore a colpi di flashback drammatici e fin troppo frammentati, alla fine sembra più una commistione mal riuscita tra Doflamingo ed Enel.

One Piece GoldIl braccio destro di Gild è Baccarà, la classica spilungona formosa e attraente, il cui potere le permette di manipolare la fortuna delle persone che tocca. Il nome, in pieno Oda-style, ricorda il quasi omonimo gioco di carte. Vi è poi Dice, l’energumeno imbecille, e Tanaka, una sorta di Fukuro rivisitato.

L’intero team lavora sinergicamente per imbrogliare tutti coloro che mettono piede a Gran Tesoro, facendo il buono e il cattivo tempo a propria completa e insindacabile discrezione. Ciò che regna su quella nave è una condizione di schiavitù indotta dal pagamento di enormi debiti contratti col gioco d’azzardo e la complice manipolazione della fortuna. Vittima di questo perverso e malsano meccanismo speculativo è anche un componente dell’Armata Rivoluzionaria, un certo Reis Max, che giustifica la presenza di Sabo e Koala nei paraggi.

Reis tuttavia si trova in una prigione sotterranea, dove tutto è completamente fatto di oro massiccio. Qui, ancora una volta, viene messo il luce uno dei tanti paradossi della ricchezza: a che serve avere oro da poterci nuotare in mezzo, se mancano i beni di prima necessità quali cibo e acqua? Insomma, sembra di stare in un girone dantesco, in cui vengono condannati, per contrappasso, tutti coloro che da vivi avevano bramato ricchezza più di ogni altra cosa. Il rivoluzionario, che ci viene presentato come un incallito giocatore d’azzardo, sembra proprio rispecchiare questa visione.

Akainu, Rucchi, Spandam e molti altri volti noti si guadagnano brevi cameo all’interno della vicenda, ma finiscono per risultare presenze ridondanti e quasi inutili ai fini della trama.

Il personaggio di svolta è Carina, che ci viene presentata come una vecchia conoscenza di Nami. Le due ragazze, accomunate da un passato da ladruncole e una sfrenata passione per i soldi, decidono di derubare Gild e fargliela pagare per i suoi soprusi, ivi compresa la cattura di Zoro, cui spetta vestire le ingrate vesti della principessa in pericolo.

Insieme ai Mugi rimasti, Carina mette in atto un piano, in pieno stile Ocean’s Eleven, con tanto di colpi di scena e coreografie riprese, tal quali, dal film Now You See Me. Alla fine arrivano le tanto attese quanto immancabili mazzate, in cui ogni componente della ciurma ha modo di sfoggiare almeno una delle migliori tecniche di combattimento viste fin’ora nel manga.

Una volta abbattuto Gild e consegnato fatalmente ai Marine, scatta una inspiegabile e forzosa corsa contro il tempo, che ha l’unico scopo di consegnare allo spettatore i titoli di coda, e che si rivela, in modo piuttosto prevedibile, l’ennesima truffa di Carina.

Nonostante One Piece Gold non sia di certo il miglior film di animazione di cui si possono vantare in quel Sol levante, rimane uno dei migliori fra quelli prodotti su One Piece. Lo zampino di Oda si vede, ed è probabilmente merito suo se in qualche modo questa produzione potrà definirsi di successo. In ogni caso lascia ben sperare per il futuro. A noi, nel frattempo, non resta che goderci l’opera magna.

Ray

4.25/5 (4)

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Il piano di Pudding

Charlotte Pudding: cos’ha in mente?

In questi giorni non si parla d’altro: Pudding, secondo molti, dovrebbe togliersi la vita; secondo altri, farà solo finta di suicidarsi. Francamente, per me non avverrà ne l’una ne l’altra soluzione, e vi spiego rapidamente perché:

  1. Una persona che ha realmente questa intenzione non lo dice mai a nessuno, per ovvi motivi. Al massimo lascia qualcosa per iscritto.
  2. In One Piece, che di suo è uno shonen, il tema del suicidio è già stato toccato con Baby 5 e Kaido. Abbiamo già potuto appurare il modo in cui Oda si approccia a temi simili. Se mai dovesse farla suicidare davvero, io, lo dico e lo faccio, smetto di leggere One Piece a vita.
  3. Pudding sta agendo, non tanto per sé, quanto per Sanji. Se si ammazzasse per renderlo libero, lo distruggerebbe emotivamente ancora di più. Altro che rabbia da Super Saiyan.
  4. Oda è un bastardo, e la maggior parte dei suoi lettori di volta in volta cade nelle sue trappole come un fesso. Ricordate la saga di Zo, quando Nami, in lacrime, disse a Luffy che era capitato qualcosa di brutto a Sanji? Da che si pensava che fosse rimasto gravemente ferito, o chissà che, si scoprì che in realtà non l’avevano neanche rapito… se ne era andato lui di sua spontanea volontà, giusto per risolvere una questione personale. Sono i soliti cliffhanger alla caz*o di cane usati da Oda per mettere suspense e apprensione, per poi trollarci tutti.

Piuttosto, è giusto e lecito pensare che accadrà qualcosa che farà arrabbiare Sanji oltre ogni dire, con o senza il famoso risveglio dei geni sopiti. Questo è principalmente il motivo per cui Oda ce lo ha presentato in versione “principessa”. C’è chi non l’ha gradito. Io, pur non essendo un fan del personaggio, devo dire di aver apprezzato molto questa scelta, perché pone esattamente le basi per il discorso che stiamo facendo.

Sanji ha metabolizzato la faccenda. Ha passato le ultime ore cercando di assicurarsi che quella fosse la soluzione migliore per tutti. Ha persino parlato con Big Mom, pur di essere assolutamente certo che ogni sua prossima mossa non avrebbe comportato ritorsioni sui suoi amici. Adesso è completamente immerso nel ruolo di futuro sposo, di amante perfetto e galante quale sente di esser sempre stato.

Cosa accadrà, quindi?

Provo a teorizzare un poco, sparandone qualcuna qui e li.

Charlotte Pudding Lola

Premessa. Nell’immagine scelta, Lola dice una frase interessante: “Non preoccuparti, non mi ucciderà”. Questa frase mi ha dato un po’ l’input per quanto segue.

Pudding da persona buona, sincera e “ingenua”, secondo me, dirà a Big Mom che non ha intenzione di sposarsi, molto probabilmente giustificando l’azione di sua sorella Lola e dicendo di voler essere parimenti libera di scegliere il suo matrimonio, convinta che Big Mom non le farà nulla, proprio come è accaduto con Lola. Ma l’imperatrice, già furente per l’azione di Lola, perderà il senno e attaccherà Pudding. Probabilmente le risucchierà anni di vita fino a ucciderla (?!) proprio come fece con Moscato (??!)… tutto questo sotto gli occhi di Sanji.

A quel punto ogni certezza del cuoco crollerà. Venuta a mancare colei che lo teneva saldo alle sue vacillanti convinzioni, tornerà a ponderare l’idea di partenza: sconfiggere l’intera ciurma dell’imperatrice e guadagnarsi la propria libertà.

Per tutto il resto, sebbene quanto detto è già difficile che accada, non resta che stare a vedere.

Ray

4.08/5 (13)

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X-Ray Analisys – I Poneglyph

Cari amici e lettori, ben ritrovati. Poneglyph

Capitolo dell’anno? Ni.
Sicuramente questo 846 è un capitolo molto ricco di informazioni, grazioso a vedersi e con una scenografia molto ben curata. Possiamo tranquillamente piazzarlo sul podio dei tre capitoli più interessanti del 2016, ma da qui a renderlo il migliore ne passa.

Sperando di fare cosa gradita, vorrei sorvolare sugli accadimenti “secondari” (cui dedicherò post mirati in pagina nei prossimi giorni) e focalizzare la mia attenzione sui Poneglyph, perché ci sono dei ragionamenti che vorrei sviluppare insieme a voi. Ringrazio gli altri colleghi per aver già parlato organicamente di diversi argomenti correlati, non fosse altro perché posso finalmente scrivere qualcosa di relativamente breve.

Cominciamo dalle parole del Barone Tamago sui Poneglyph

“Questi monumenti di pietra incisi si chiamano Poneglyph, sono sparsi per tutto il mondo ed in centinaia d’anni non sono mai stati distrutti. Si dice che ne esistano circa una trentina, bon, e che nove di questi siano quelli che contengono informazioni!* Nel momento in cui verremo condotti sull’ultima isola, Raftel, queste pietre cominceranno a raccontarci la verità che riguarda questo mondo.”

*NB: la parola “informazioni”, come mi suggerisce il Re, di cui vi invito a leggere le traduzioni, è scritto coi furigana di “Rio Poneglyph”. Tenete a mente questa cosa perché ci servirà.

Facciamo un salto indietro di seicento capitoli e prendiamo il 218. Qui Robin ricorda gli ultimi istanti prima che la tomba reale dei Nefertari crollasse, istanti in cui si sfoga con re Cobra.

poneglyph alabastaLa sua frustrazione discende dal fatto che in 20 anni di ricerche tutti gli indizi trovati la portavano ad Arabasta, ma qui non c’era ciò che cercava, ossia il Rio Poneglyph, bensì l’ubicazione di Pluton, cosa alla quale non era minimamente interessata. Da ciò che lei spiega a Cobra si evince chiaramente che non ha ancora capito cosa sia il Rio Poneglyph, tant’è che lo paragona ad una stele singola in cui trovare tutto ciò che riguarda il secolo buio. Un sogno che secondo lei non si realizzerà mai.

Cobra comincia a intuire, e infatti le chiede: “Stai dicendo che esiste un modo per svelare la storia che è stata celata, e che quel Poneglyph (cioè il Rio) sia la chiave per tutto ciò?”
Robin, fra le lacrime, conferma.poneglyph skypiea

Poi però, unendosi a Luffy, riesce a raggiungere Skypiea. Qui spiega che esistono al mondo solo due tipologie di Poneglyph (evidentemente non sapeva ancora dei Road):
– quelli che contengono indicazioni su altri Poneglyph;
– quelli che contengono informazioni.

Grazie al messaggio lasciato da Roger capisce che il Rio non è una singola stele, ma l’unione di tutte quelle che contengono informazioni (esattamente quel che dice Tamago, ecco perchè Oda l’ha scritto in quel modo). Tuttavia, a Robin manca ancora un pezzo per completare la deduzione, ovvero: non tutti quelli che contengono informazioni sono essenziali! Solo nove di questi compongono il Rio. Ergo, esistono altri Poneglyph contenenti informazioni “marginali”.

Ma di cosa stiamo parlando?

Per capirlo andiamo alla traduzione letterale delle parole “Poneglyph” e “Rio Poneglyph”:

i primi significano “Testo della storia”, mentre il secondo significa “Vero testo della storia”. Ora, non è che il Rio racconta la verità, mentre gli altri dicono fesserie. Queste pietre parlano di storia, ed in particolare della storia del mondo, narrando accadimenti o riportando informazioni comunque preziose alla sua ricostruzione, dalle origini fino agli ultimi eventi (che per il Regno Antico rappresentano proprio il secolo buio). Di questo secolo, ossia della verità nascosta dal GM, ne parla il Rio Poneglyph, cioè un sottoinsieme di blocchi informativi che tratta solo quella porzione di storia.

Evidentemente è una porzione di storia cruciale, dato che vi sono dedicati ben nove blocchi su diciassette*.

*NB: 17 è un numero preso al netto dei Road e di quelli che indicano la posizione di quelli che compongono il Rio, ma potrebbe anche essere inferiore.

Primo quesito: i Poneglyph che indicano l’ubicazione delle armi ancestrali sono senz’altro dei Poneglyph informativi, e questo ce lo conferma Robin a Skypiea. Ma siamo assolutamente sicuri che facciano parte del Rio?

Questa è una di quelle domande cui al momento non è possibile rispondere con certezza. Ci si trova dinanzi ad uno dei tanti bivii cui ci pone Oda (da gran bastardo):

  • Se la risposta fosse si, evidentemente le armi ancestrali avrebbero giocato un ruolo importante durante i cento anni bui.
  • Se la risposta fosse no, queste armi apparterrebbero semplicemente alla storia del mondo. Sarebbero un tassello di cui, secondo l’antico regno, bisognava prendere atto, seguendo fedelmente la filosofia di Clover secondo cui tutto ciò che appartiene al passato è giusto che si conosca, a prescindere dalla sua pericolosità potenziale.

Secondo quesito: dato che Clover e gli studiosi di Ohara con ottime probabilità non hanno mai trovato i Poneglyph riguardanti le armi ancestrali, ma erano comunque giunti a metà della loro indagine*, quanti e quali Poneglyph hanno letto? E il Poneglyph di Ohara, era un Rio?

*NB: questo viene detto da Clover nel capitolo 394.

Analizzando le parole di Clover del capitolo successivo, ossia il 395, dove spiega per filo e per segno i risultati delle loro ricerche e le deduzioni connesse, non si evince nulla, e sottolineo nulla, che riguardi il secolo buio. Clover apprende molte informazioni sul Grande Regno, ma nulla sugli accadimenti dei 100 anni di vuoto. Proprio per questo lui, desideroso di capire, cambia strada e va a monte del problema, chiedendosi: “ma perché esistono queste pietre? Perché chi le ha create si è curato di usare un materiale indistruttibile?”

Da qui esegue in cascata una serie di deduzioni logiche che cominciano a spaventare i cinque astri, i quali ordinano la sua esecuzione poco prima che rivelasse un elemento chiave, a suo dire, per comprendere il motivo per cui il GM ha cancellato dal mondo l’antico regno. Ma ancora una volta non si dice nulla sulla verità mancante, ovvero sugli accadimenti del secolo buio, altrimenti Clover avrebbe di sicuro rinfacciato le azioni, o una parte di esse,compiute dal GM nei confronti dell’antico regno. Invece sono solo ipotesi, audaci, come furono definite dai Cinque, ma pur sempre ipotesi. Di sicuro saranno veritiere, ma non discendono da qualcosa che lui ha letto direttamente. Non so se mi spiego.

Arriviamo quindi ad uno dei nodi cruciali: se il Poneglyph di Ohara fosse stato un Rio Poneglyph, come avrebbe fatto Robin a comporre tutti i pezzi?

Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che lei sapeva già leggerli quando venne promossa ad archeologa. Spiava persino le riunioni degli altri membri del centro di ricerca, che la notte si riunivano nel seminterrato, nella sala del PG. Partendo dal presupposto che non sappiamo se lo abbia letto tutto o meno (dato che poteva limitarsi a spiare), che non ha mai preso appunti come fece in seguito da adulta, e che sono passati vent’anni da allora, è convincente pensare che abbia solo ricordi vaghi e approssimati di quelle informazioni, sempre ammesso che le abbia lette.

In altre parole, tutto spinge a pensare che il Poneglyph di Ohara, se facesse parte del computo dei Nove, costituirebbe un tassello mancante di enorme rilevanza, senza il quale praticamente rimarrebbe oscura una parte della verità. Senza contare che, dopo il Buster Call, il Governo possa aver prelevato quel Poneglyph e trasferito chissà dove. Quindi, anche per una questione di necessità di trama, si avalla la tesi iniziale.

Tornando al quesito di partenza, come conciliare dunque l’informazione data da Clover al capitolo 394 (dove dice che sono arrivati solo a metà dell’indagine sui PG) col fatto che, in soldoni, non hanno scoperto nulla degli accadimenti del secolo buio, ma solo informazioni storiche “di contorno” sul Grande Regno, tali da metterli in condizione di sviluppare delle prime ipotesi?

Ohara, come diceva Clover stesso, riuniva i migliori archeologi di tutto il mondo. Costoro lavoravano sui Poneglyph da tempo immemore, perché evidentemente sono sempre stati affascinati da questo tassello archeologico. D’altronde era pur sempre il loro mestiere. Quindi è impensabile che, in così tanti anni, non abbiano pescato almeno uno di quei Nove Pg, anche perché per affermare di essere a metà dell’opera devono aver capito quanti ce ne fossero in totale al mondo. Ma ancora una volta ci troviamo di fronte ad un bivio, ossia di fronte a due soluzioni:

  • La prima è che, quando il Governo andò a rompere i maroni a Ohara, il livello di traduzione fosse ancora in divenire, essendo questo un processo molto lento che richiedeva il contributo di molte teste pensanti (mentre Robin era in grado di farlo con una semplicità disarmante). Motivo per cui, pur avendo le pietre, o i calchi di queste, o una trasposizione tal quale su un blocco di appunti, queste informazioni dovevano ancora essere decifrate.
  • Oppure il Rio Poneglyph non contiene informazioni soltanto sul Secolo Vuoto, ma questa ipotesi, oltre a contrastare con quanto detto fin’ora, è poco convincente. Difatti, che senso avrebbe distinguere fra Rio e Poneglyph normali (al netto di quelli che danno indicazioni geografiche) se non può esserci una distinzione sostanziale nel loro contenuto?

In altre parole, quindi, i “demoni di Ohara” sono stati sfortunati, perché son state tranciate loro le gambe prima ancora di aver finito la corsa. Se ragioniamo in termini di trama, è giusto che sia così, altrimenti Robin ( e quindi noi lettori) avrebbe avuto poco da scoprire durante il suo viaggio. Ne consegue che, al netto delle armi ancestrali (abbiamo capito essere un grosso punto interrogativo), tutti i Rio, per noi e per la ciurma, sono ancora da scoprire.

Spezzo una lancia a favore dell’informazione sul nome del Regno, che potrebbe discendere dalla lettura di uno di quei nove PG, in quanto cruciale per capire cosa è accaduto. Ma nessuno ci assicura che questa informazione fosse contenuta nel Poneglyph di Ohara, anzi, sembra proprio che questo Poneglyph debba essere escluso dal computo.

Ora, che siano 9 oppure 6 in realtà non è che cambi molto, ma ci pone dinanzi ad un altro grosso inghippo, con il quale si sarà dovuto confrontare persino Oda: se in vent’anni di narrazione sono saltati fuori poco più che una manciata di Poneglyph, dovremo aspettare altri vent’anni per trovare quelli che restano? Ecco quindi la necessità di inserire nella narrazione la presenza dei Calchi. In proposito mi piacerebbe che, in qualche modo, Robin venga in possesso delle ricerche compiute dai suoi genitori, e che quindi il sacrificio di Olvia, di Saul e di tutti gli altri non sia stato vano.

Ma torniamo a quel che dice il Barone Tamago:

“Nel momento in cui verremo condotti sull’ultima isola, Raftel, queste pietre cominceranno a raccontarci la verità che riguarda questo mondo.”

Ho letto molti dubbi su questa frase, in particolare ci si chiede da cosa nasca la necessità di portare i Poneglyph a Raftel. Io però non vedo scritto nulla di simile. A mio parere ciò che intende Tamago è che, una volta recuperate tutte le info necessarie (possibilmente usando i calchi che sono più pratici e facilmente trasportabili) , e una volta giunti a Raftel, è possibile capirne il contenuto, che altrimenti rimarrebbe criptico.

Ma che significa? E cosa si dovrebbe capire di tale contenuto se nessuno, a parte Robin, è ormai in grado di tradurlo?

Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad un bivio importante:

  • alcuni miei colleghi ritengono, giustamente, che queste informazioni siano poco affidabili, essendo il frutto di una tradizione orale che, passando di bocca in bocca, può aver acquisito sfumature sempre diverse;
  • tuttavia è anche possibile che tale informazione abbia subito poche mutazioni rispetto all’originale, e che quindi abbia solo un piccolo margine di inaffidabilità.

A cosa ci portano queste considerazioni?

Partiamo dalla seconda. Se ciò che Tamago ha detto è sostanzialmente vero, deve discendere perlomeno da una esperienza diretta, ma l’unica di cui si ha memoria è quella di Roger. A meno di considerare la disgustosa ipotesi che qualcuno della sua ciurma abbia tradito, per rendere vera questa ipotesi bisogna che tale informazione arrivi da via traverse, ad esempio che discenda da antiche dicerie. Allora, ponendoci in questa condizione, arriveremmo ad un’unica soluzione: su Raftel è presente qualcosa o qualcuno in grado di leggere, far parlare o mettere nelle condizioni di tradurre il contenuto dei PG.

Ora, questa soluzione fa acqua da tutte le parti, anzitutto perché Roger aveva Oden con sé, quindi aveva bisogno di tutto fuochè di un traduttore/interprete. Ma d’altro canto, è impensabile che si arrivi a Raftel senza tradurre il contenuto dei Road, per cui una figura del genere è in sostanza doppiamente inutile, giacchè se riesci ad arrivare a Raftel evidentemente puoi cavartela da solo in fatto di traduzione.

Torniamo quindi alla prima ipotesi: Tamago parla per sentito dire, come tale è molto probabile che stia dicendo delle inesattezze. Quindi il problema non è tanto “come fare a portare tutte le pietre su Raftel”, ma “cosa accade realmente una volta arrivati su quest’isola?”.

Le domande giuste sono essenziali per districarci in questo bordello interminabile (passatemi il termine). Difatti, se quanto detto da Tamago è inesatto, sopravvive comunque il dubbio che raggiungere Raftel sia necessario per capire e intendere ciò che c’è scritto nelle nove pietre che compongono il Rio Poneglyph. Perché se bastasse semplicemente tradurli tutti e venire a conoscenza della verità, verrebbe meno la necessità di raggiungere Raftel. Quindi resta imprescindibile il fatto che su questa isola ci sia qualcosa di complementare alle informazioni del Rio Poneglyph.

Sarebbe convincente pensare, ad esempio, che su Raftel ci sia l’ultimo tassello mancante per completare il Rio Poneglyph, ossia l’ultima pietra da leggere per avere tutti gli elementi necessari a trarre le proprie conclusioni. Forse è anche per questo che Roger scrisse a Skypiea: “seguirò queste parole fino agli estremi confini del mondo”. Probabilmente sapeva o intuiva che non avrebbe potuto completare la sua ricerca senza prima raggiungere Raftel.

Vorrei concludere questo approfondimento con una teoria, che in realtà è più un’illazione, ma se siete arrivati fin qui, sorbendovi questo pesante ragionamento, mi sembra quasi doveroso premiarvi in qualche modo.

Torniamo a quanto detto da Tamago e immaginiamo per un istante che nelle sue parole ci sia un fondo di verità, che discende da antiche dicerie, e che implica il riunire materialmente tutte le pietre sull’isola. Non vi pare di ricordare qualcosa di noto?drago shenron

A me ricorda tanto il meccanismo di funzionamento delle Sfere del Drago di Dragonball, per cui se le riunisci tutte queste “parlano”, o meglio, permettono di evocare il Drago e di esprimere un desiderio. In modo analogo, riunendo i Poneglyph del Rio, sarebbe possibile evocare (la sparo) le anime degli antichi e farle parlare (?!)… ma va beh, è solo un’illazione.

Piuttosto vorrei farvi notare un’altra cosa graziosa.

simbolo kozuki one pieceQuesto se ricordate è il simbolo dei Kozuki, ovvero coloro che incisero i Poneglyph. Se osservate il simbolo al centro, noterete che è composto proprio da 9 sfere, disposte (al netto del numero maggiore) esattamente come venivano disposte le sfere del Drago. Possibile che rappresentino il Rio Poneglyph?

Inoltre la Gru, che fa da contorno, in Giappone è simbolo di longevità e si crede che se si realizzano in vita mille gru è possibile esprimere un desiderio. Ancora un richiamo a Dragonball.

Ma mi tocca smorzare subito gli entusiasmi, perché queste assunzioni implicano due cose:

  • Come avrebbero fatto i Kozuki ad innestare le anime degli antichi dentro i Poneglyph?
  • Come trasportare tutte queste pietre su Raftel (non sapendo tra l’altro neanche dove si trova di preciso) ?

Se volete divertirvi a ragionare, lasciatemi le vostre deduzioni nei commenti.

Alla prossima!

Ray

4.83/5 (23)

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X-Ray Analysis – Capitolo 845

Capitolo 845

Questo capitolo 845… What a feeling!! ♫ ♩ ♬ ♥

Miei cari amici e lettori, ben ritrovati.

Giunto a rimorchio di un 844 altrettanto carico di emozioni, ben disegnato e ben sceneggiato, testimonia con forza la bravura di Oda nel rendere scene traboccanti pathos, qualcosa la cui intensità mancava almeno dai tempi di Senor Pink. Ma la cosa che più mi piace è che non parliamo di un flashback (dove i feels sono sempre dietro l’angolo) bensì di una scena attuale, in piena evoluzione, il cui finale temo sia tutto fuorché scontato.

Ciò che Oda ci propone nel capitolo 845, con immensa e indiscutibile maestria, è l’intreccio di due drammi: quello del cuoco e quello del suo capitano.

Sanji si trova a non avere più alcuno scampo. Sente di aver messo un muro fra se stesso e il resto di coloro che per 13 anni hanno reso la sua vita un po’ meno infernale, per il loro stesso bene.
Luffy invece, rincuorato dalla stessa Pudding il giorno prima (perchè se ricordate disse loro che Sanji, nonostante tutto, non poteva sposarla perchè sarebbe dovuto tornare dai suoi compagni) si illude che lui tornerà, e sceglie, contro ogni ammonimento di Nami, di rimanere esattamente dove si trova e di affrontare tutti coloro che vorranno spazzarli via, ovvero l’Armata della rabbia, da cui il titolo.

Direi che dopo aver letto questo capitolo con attenzione i conti cominciano a tornare. Erano (e temo siano ancora ora) molti quelli che sostenevano un possibile comportamento doppiogiochista da parte di Pudding, cosa per altro lecita, ma che a mio parere è ormai quasi del tutto inconsistente. È evidente che quanto da lei raccontato sull’incontro avuto con Sanji la prima volta, e su ciò che lui le ha detto, fosse vero, giacché non vi erano ancora i vincoli fisici e psicologici (manette e ricatti, per intenderci) che sussistono adesso, e che lo hanno costretto a fare ciò che ha fatto, disattendendo le aspettative dei suoi compagni. Aspettative che sono figlie di quanto detto da Pudding in quella famosa scena, che di seguito andiamo a rivedere:

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Questo è il motivo principale per cui Luffy, al di là delle proprie convinzioni pregresse sul suo cuoco di bordo, conta fermamente sul fatto che Sanji tornerà, tant’è che si rifiuta anche solo di spostarsi in un posto più riparato per timore che l’altro tornando e non vedendolo possa pensare che il suo capitano abbia rinunciato a lui. Abbiamo ancora una volta una dimostrazione di forza d’animo, o di volontà, da parte di Luffy. Qualcosa che affonda le radici ai tempi delle promesse riguardanti il 3D2Y, ed il famoso: “li proteggerò tutti”. Qui comincia la vera sfida, sia fisica che psicologica, perchè a voler ben notare, è un braccio di ferro a chi cede prima: il corpo o la mente?

In un modo o nell’altro, mi piacerebbe che, oltre ad un duello in collaborazione con Nami che cerca di contrastare la tempesta scatenata da Prometheus e Zeus, Luffy sfoderasse una volta per tutte la tonalità del Re Conquistatore, nella sua forma più classica, pura e figa, perchè credo sia arrivato il momento di stenderne qualcuno in più.

Ed è molto bello il modo in cui Oda rende lo svolgimento contemporaneo delle scene che riguardano Sanji e Luffy, compenetrando immagini dell’una con i testi dell’altra, in un crescendo di colpi e dialoghi che preparano il lettore al momento clou. Frasi e parole che colpiscono con la stesa forza del Hawk Gatling che si consuma sul campo di battaglia. Capitolo 845.

Ma arriviamoci con calma, perchè è uno dei momenti più belli ed emozionanti che mi sia capitato di leggere nel corso dell’intero manga.

Dopo aver lasciato Sanji in preda ai sensi di colpa e alle lacrime, lo ritroviamo svuotato, passivo, silente, a vivere in pieno la quinta ed ultima fase di elaborazione del suo dramma (che vi spiegavo nello scorso commento essere paragonabile ad un vero e proprio lutto, dato dalla perdita della propria libertà). Una inerzia e una indifferenza da cui si desta solo quando Yonji pone l’accento sul potenziale combattivo smisurato dei componenti dell’armata di Big Mom. Ancora una volta la mente corre a Luffy e l’espressione tradisce in pieno tutta la sua preoccupazione. Qualcosa che comunque è costretto a tenere per se, dato che l’incontro con BM è ormai prossimo.

La scena cambia e ci ritroviamo nel bel mezzo del pranzo pre-matrimoniale. Un evento tutto sommato molto più mondano di quanto mi fossi immaginato, fatte salve le scene esilaranti con le teiere e i pancake. Ci troviamo ad assistere ad uno scambio di battute rapido fra Jajji e Rinrin, che lascia subito intendere quale sia il reale scopo di tutta quella messa in scena. Fra i due, quello con l’atteggiamento più soft è proprio Jajji, che non vacilla nemmeno un secondo al cospetto di un imperatore, forse perchè sa di avere al seguito i fiori all’occhiello della sua armata, oppure perchè… beh, non voglio ancora sbilanciarmi troppo su questo punto. Capitolo 845.

La scena cambia ancora, e stavolta ci troviamo negli alloggi di Pudding, dove ad una prima occhiata, salta subito all’attenzione una specchiera elegante e voluminosa, che noi sappiamo poter rappresentare una potenziale via di comunicazione fra Sanji e Chopper. Chissà che non possa rappresentare persino una potenziale via di fuga.

sanji_2

Qui vediamo Pudding scusarsi con Sanji per non essere stata in grado di mantenere la parola data ai suoi compagni, rivelando di essere l’artefice del piano che ha portato Luffy su Whole Cake Island praticamente incolume e inosservato. Piano che però ha decretato anche l’inizio di tutti i guai. Capitolo 845.

La faccenda comincia a farsi più interessante quando la figlia di Rinrin comincia a mettere in guardia Sanji dei trucchi con cui Big Mom, ormai esperta in fatto di matrimoni combinati, costringe le vittime a sposarsi. Non fa in tempo a spiegare del tutto la storia dei bracciali che Sanji mostra di averli già. Questo se non altro è sintomatico non solo del fatto che Big Mom è molto più scaltra di quanto potesse sembrare, ma anche di quanto sia singolare il matrimonio attuale rispetto ai precedenti, se persino Pudding è rimasta sorpresa da una così repentina “messa in sicurezza” dello sposo. Come se non bastasse, Sanji racconta anche il dramma costituito dal pessimo rapporto che ha con i suoi familiari, come testimonia a caratteri cubitali il suo viso tumefatto. Capitolo 845.

Toglie quindi la maschera, e non solo dal viso. Forse proprio perchè consapevole di non avere più nulla da perdere, sceglie di mostrarsi per ciò che è realmente… sceglie di fidarsi di lei. E comincia: parla della sua infanzia e dell’inferno che ha dovuto vivere sulla propria pelle pur essendo di stirpe reale,  spiegando che è stata proprio l’impossibilità di provare gioie a spingerlo a credere a qualcosa della cui esistenza non era nemmeno sicuro (l’All Blue) e che a sua volta lo ha convinto a prendere il mare. Un mare che per lui, come per molti altri, ha costituito un nuovo inizio, una seconda chance, un modo se non altro migliore per poter apprezzare quella vita che già di suo aveva ben poco di “naturale”. Capitolo 845.

Riassume i 13 anni successivi come una lunga, felice parentesi, durante la quale ha conosciuto coloro che lui considera i suoi “salvatori”. Tutti, in un modo o nell’altro, hanno contribuito ad alleggerire il suo cuore, ed ora il timore che possa venire loro fatto del male lo ha convinto a deporre le armi ed accettare passivamente ciò che verrà, senza opporre resistenza. Parla dei suoi timori per Zef, per Luffy e per tutti coloro su cui ormai non può più fare affidamento, semplicemente perchè da forza e pilastri esistenziali, son diventati di colpo la sua vulnerabilità più grande. Capitolo 845.

“Vorrei semplicemente sparire dalle loro vite senza ferirli.”

Pudding scoppia a piangere. Si sente in qualche modo responsabile, perchè in fin dei conti Rinrin è pur sempre sua madre. Si è innamorata di quel ragazzo, e non lo sa ancora.

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Si lascia andare in preda all’istinto, alla compassione… all’amore.

Si ritira subito, imbarazzata, ma ormai irrimediabilmente coinvolta. Cerca di riprendere le distanze, ma è Sanji che le azzera nuovamente. Lui ha capito.

“Tu… sei la mia unica salvezza adesso. Se davvero non ti dispiace ciò che sono, allora…”

sanji_1

 

Vada come vada, questa scena sintentizza qualcosa che forse non si è mai visto fin’ora: l’amore nascente fra due personaggi non secondari. Niente a che vedere con le classiche menate tragicomiche del passato. Un sentimento che è foriero di speranza, di nuova linfa vitale, e che rappresenta soprattutto per Sanji una vera e propria ancora di salvezza, l’unico compromesso accettabile per tirarsi fuori da quell’inferno di vita che si porta appresso… in altre parole, la redenzioneCapitolo 845.

Ecco perchè per me rimarrà la migliore scena del 2016.

Non importa se in realtà si dimostrerà solo un fuoco fatuo in futuro, anche perchè un sentimento del genere è pur sempre penalizzante nei riguardi una prospettiva di vita da pirata. Ciò che importa è la bellezza indiscutibile di una scena simile, data dalla potenza espressiva di immagini e parole, attraverso cui è possibile cogliere una marea di concetti, rimandi, allusioni, etc. Qualcosa per la cui esaustiva trattazione ci vorrebbe ben più che una misera analisi riassuntiva come questa.

In altre parole un personaggio come Sanji meriterebbe molto più tempo e più riflessioni, ma la vita è il nemico. Ergo spero di avere tempo sufficiente nella settimana di pausa per buttare giù con più calma impressioni a più ampio spettro su di lui e Pudding.

Non è mia abitudine intraprendere analisi di carattere sentimentale, quindi spero di non avervi annoiato. Fatemi sapere le vostre impressioni.

Alla prossima.

Ray

4.81/5 (32)

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X-Ray Analysis – Capitolo 818 – 817

Wano

Carissimi amici,

finalmente trovo qualche minuto per tornare a scrivere organicamente qualcosa su One Piece, spinto anche dall’incontenibile fervore che penso ha pervaso un po’ tutti voi durante la lettura dell’ultimo capitolo. Ho apprezzato parecchio i contenuti, in primis per l’utilità delle rivelazioni ai fini del libro che sto scrivendo insieme al Re. Se vi dicessi che la scoperta di un clan di Wano che scolpiva i PG non mi ha sorpreso affatto probabilmente non mi credereste, e non potrei darvi torto, d’altronde non avete ancora letto nulla di tutto ciò che da quasi due anni non vedo l’ora di raccontarvi. Ma il problema come sempre è il tempo.

Oggi parliamo del capitolo 817 e 818, per sommi capi, andando ad analizzare alcuni punti cardine, per concludere poi con una parte della MaxiWanoTheory, promessa mesi or sono e mai completata, ma che ahimè non posso ultimare, per le stesse ragioni di cui sopra.

Dato che ci aspetta una lunga analisi, direi di non tergiversare oltre.

Capitolo 817

Gli elementi salienti a mio parere sono stati tre:

  1. Momonosuke non è figlio di Kin’emon ma di un Daimyo di Wano (precisamente del Daimyo di Kuri, Oden Kozuki) e tutta la compagnia di samurai, più Inuarashi e Nekomamushi, sono suoi sottoposti, nonchè amici.
  2. Raizou è sempre stato a Zou, tenuto prigioniero all’interno della Balena per la sua incolumità.
  3. Esistono dei PG diversi dagli altri, di colore rosso, il cui scopo non è quello di narrare la storia perduta.

A parte il punto 1, che avevo teorizzato tempo fa limitatamente al fatto che Momo non fosse figlio di Kinemon, per il 2 mi son dovuto ricredere… sinceramente speravo che Raizou fosse altrove, ma come sempre la linearità della narrazione la fa da padrone: Kinemon – Punk Hazard, Kanjuro – Dressorsa, Raizou – Zou. Molto, molto semplice. Il punto 3 invece non me lo sarei mai aspettato, ma l’ho digerito con piacere.

Cominciamo parlando di una famiglia molto particolare, probabilmente l’unica che, dopo quella della D., è riuscita a impensierire seriamente il Governo Mondiale con le sue azioni.

Il Clan Kozuki

Non so quanti di voi conoscono la storia del Giappone feudale. Nel dubbio vi do giusto qualche cenno, altrimenti vi perdo per strada.

L’impalcatura politica del Giappone è stata quasi del tutto copiata da quella cinese dell’epoca. I rapporti con la Cina sono sempre stati, diciamo, di amore e odio… basti pensare alle origini del termine “Wa”, scritto con  il kanji 倭, inizialmente utilizzato dai cinesi per indicare quel popolo di barbari residenti a Est così fedeli e puntuali nel pagamento dei tributi, e successivamente trasformato quasi per sbaglio dagli stessi cinesi in 和 (che si legge sempre “wa”, ma significa: “paese dell’armonia, della pace e dell’equilibrio”) e subito adottato con fierezza dai giapponesi, che per anni ne fecero il loro simbolo. Non a caso, proprio il suddetto kanji, 和, compare nel flashback di Brook, quando parla della terra di Wano. In realtà, quando i samurai comparirono per la prima volta in veste di guerrieri e non più di servitori, questo nome era ormai caduto in disuso da tempo. Il fatto che Oda lo associ all’epoca feudale del Giappone, storicamente successiva, può essere sinonimo di spunti e richiami ad epoche passate, quelle stesse che la storia difficilmente racconta proprio perchè le fonti ufficiali andarono perdute (quel che sappiamo è merito degli annali cinesi, difatti). Ma ancora una volta i giapponesi, furbi, hanno voluto strumentalizzare questa sottospecie di destino infame e avverso per crearsi da zero, e sempre sulla falsa riga del vicino Impero Celeste, una propria storia e una propria mitologia, legando indissolubilmente l’umano e il divino, al punto da imparentare la famiglia imperiale con i Kami più importanti dello Shintoismo. L’idea di dare all’Imperatore natali semi-divini è retaggio cinese. Lo stesso stemma imperale, ossia il Drago, è retaggio cinese. Ma evito di dilungarmi al riguardo.

Ciò che importa è che ad un certo punto della sua storia, il Giappone si è trovato con un Imperatore a capo di numerose famiglie, ad ognuna delle quali decise di concedere un appezzamento di terra. Questi appezzamenti sarebbero poi diventati gli Han, ossia i feudi, mentre i capifamiglia sarebbero col tempo diventati i Daimyo, ossia i signori feudali.

Ora, credetemi se vi dico che la figura del Daimyo fu la rovina di questo Paese. Il modello istituzionale cinese era molto solido, ma era appunto cinese, ossia modellato per quel popolo. I giapponesi, arrivati a un certo punto, si ritrovarono con un modello istituzionale che mal si accoppiava con i loro usi, costumi e abitudini. In altre parole, si cucirono addosso un vestito molto scomodo, che dal cominciare a far le grinze un po’ dovunque, prese a strapparsi in modo irreparabile. L’imperatore pian piano venne eclissato, mentre la figura del capo militare, ossia lo Shogun, acquisiva sempre più prestigio e potere, al punto da diventare la carica più ambita di tutto l’impero. A partire dal clan Minamoto, conosciuto anche come Genji, si ebbe un governo di tipo shogunale, chiamato Bakufu, in cui sostanzialmente era lo Shogun e non l’imperatore a dettare legge. Da quel momento in poi, la storia venne scandita a colpi di shogunati, susseguitisi al prezzo di innumerevoli vite umane. Il culmine di questa follia si ebbe durante il periodo Sengoku, conosciuto anche come l’epoca degli stati belligeranti. Facile capire perchè. Per riacquistare un minimo di pudore e di ordine, furono necessari gli sforzi e i sacrifici di tre grandi uomini: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Quest’ultimo, dopo una lunga serie di peripezie che ebbero fine con la vittoria di Sekigahara, riuscì a riunificare il Giappone sotto la sua guida, dando inizio all’epoca più famosa dell’intera storia giapponese: l’epoca Edo.

Al riguardo c’è da dire tantissimo, ma ci torniamo dopo. Quel che importa al momento è sapere che durante questo periodo visse una famiglia / clan di nome Nannbu, il cui simbolo era il seguente:

600px-Japanese_Crest_Nannbu_Turu.svg

Se siete attenti osservatori noterete subito alcune somiglianze con lo stemma del Clan Kozuki, in particolare l’uccello al centro (una gru), al cui interno troviamo una specie di sole, alcune volte considerato la stilizzazione di un fiore e molto spesso di un sistema di 9 astri, che preso da solo rappresenta il Kamon di altri clan giapponesi. Naturalmente ci sono anche altri stemmi che riportano la gru come animale simbolico (a ragion veduta, visto che è anche uno degli animali più caratteristici del Giappone). Qui di seguito vi mostro i più famosi:

crest_mori_gamo_kimotsuki_hatano

Ora, a parte la somiglianza dello stemma, il Clan Kozuki e il Clan Nannbu non hanno nient’altro da spartire, se non il fatto che entrambe furono rinomate famiglie di samurai.

Cattura4Un altro dettaglio interessante risiede nel nome del clan: “Kougetsu” o “Kozuki”, due letture diverse degli stessi kanji, stanno per “Luce lunare“. Al riguardo potremmo speculare fino a domani, ma non avendo chissà quali grandi teorie da raccontarvi, mi limito a dire che probabilmente la falce di luna incisa sulla fronte di Raizo fa riferimento proprio a questo. Non si escludono comunque implicazioni secondarie e vaghi richiami alla Luna, che a Zou abbiamo già visto più volte. Considerando che durante l’arco di Skypiea questa ebbe rilevanza particolare, sarebbe interessante se diventasse nuovamente centrale di qui a breve.

Raizo la Nebbia

Il primo ninja dell’intera opera è, come Kanjuro, un palese omaggio ad un attore del teatro Kabuki. Il soggetto in questione si chiama Ichikawa Danjuro, e potete ammirarlo nella seguente raffigurazione:

Raizou

Outfit a parte, la cosa che ho trovato più interessante di questo personaggio è l’attinenza  a molti dei clichè ninja sviluppatisi proprio durante il periodo Edo, ivi compresa la presunta capacità di compiere azioni “sovrumane” o “magiche”, come lascerebbe intendere l’utilizzo della pergamena (sia chiaro che non è da prendere alla lettera). Sui Ninja comunque ci torniamo dopo.

Red Poneglyph

Quando Robin asserì che il colore di questa pietra era rosso accesso, la cosa mi ha stranito un poco. Per anni ho pensato che queste pietre fossero indistruttibili perchè fatte di un preciso materiale. Mantenendo costante questo dato, mi pare evidente che o esiste un altro materiale, con proprietà identiche ma di colore rosso, oppure è stato dipinto. Questa seconda opzione non mi convince tantissimo, anche perchè una pittura che si conserva intatta per centinaia di anni non credo si conosca, e sarebbe troppo osè probabilmente anche per uno Shonen, a meno che non si scopra che i pigmenti usati erano i globuli rossi dei cinque astri… XD

Come faceva notare il mio stimato collega Flax, nel passaggio dall’817 all’818 si può notare il simpatico gioco di parole “Red” – “Road”. Nell’ultimo capitolo infatti, tale pietra viene chiamata Road Poneglyph, ma tra poco parliamo anche di questo.

Per concludere con le impressioni circa l’817, il fatto di aver trovato un PG e per di più così singolare mi ha eccitato parecchio. Come sapranno coloro i quali hanno seguito le precedenti X-Ray, era un evento che aspettavo dal primo momento in cui ho visto Zou.

Capitolo 818

Forse il capitolo più ciccioso e ricco di informazioni dai tempi di Ohara, tuttavia (e qui so di andare parecchio controcorrente) non è uno di quelli che mi ha fatto esclamare WOW! , pur avendo gioito come un bambino dinanzi al suo primo giocattolo. Vediamo intanto quali sono i punti cardine:

  1. Il Red PG è chiamato Road Poneglyph e, unitamente ad altri tre dello stesso colore, rivela la posizione di Raftel.
  2. Kaido e Big Mom ne possiedono uno a testa, mentre il quarto RPG rimane tutt’ora disperso.
  3. Non è più necessario andare personalmente alla ricerca dei PG: basta infatti trovare i calchi e unirli.
  4. Il clan Kozuki era anticamente una famiglia di “tagliapietre”: furono loro a scolpire i Poneglyph.
  5. Ascoltare la “voce” delle cose non significa “leggere” sulla superficie delle stesse; per tradurre i PG serve la conoscenza tramandata lungo la linea di sangue dei Kozuki, oppure un discendente di Ohara.
  6. Non è un caso, quindi, che Oden, ossia il padre di Momo, facesse parte della ciurma di Roger.
  7. Oden è stato giustiziato prima di poter tramandare le sue conoscenze al figlio. In pratica adesso l’unica al mondo che può svelare la verità è Nico Robin.
  8. Oden è arrivato fino a Raftel e ha scoperto il segreto del mondo. Questo lo ha reso una preda molto ghiotta, e ha messo in pericolo il suo clan. Per proteggere i suoi sudditi, Oden è morto.

RoadMap Poneglyph

Solitamente con il termine Roadmap intendiamo un piano o una sequenza di step da conseguire. In inglese sta semplicemente per “cartina stradale”. In questo caso, il singolo PG indica una strada o un percorso da seguire a partire da un luogo ben preciso. L’insieme di tutti e quattro costituisce di fatto una mappa, come conferma anche Nami.

Cattura5

La cosa mi ha lasciato sostanzialmente indifferente. C’è chi s’è esaltato e chi l’ha presa male, ma in qualche modo c’era da aspettarselo. Insomma, un’isola introvabile avrà pur bisogno di indicazioni per essere trovata. Piuttosto ciò che fa riflettere è altro.

Il ruolo dei Kozuki

Il clan Kozuki ha scolpito queste pietre 800 anni fa, alla fine dei 100 anni di vuoto. Eppure è sopravvissuto tranquillamente. A prescindere da ogni forma di speculazione sui rapporti con il Grande Regno, io penso che un tale dato è indicativo di una cosa soltanto: Clover aveva (parzialmente) torto. Ma d’altronde uno dei cinque astri glielo disse apertamente che la sua era (cito testualmente) “un’ipotesi audace”.

Cattura6

Vi ripropongo il testo originale:

Clover: “Quello che alla maggior parte di noi preme di più sapere non è il contenuto dei Poneglyph, ma il motivo della loro esistenza… per quale motivo le persone del passato hanno voluto trasmettere un messaggio alle generazioni future incidendo dei testi su solide pietre? Io credo che il motivo per cui hanno inciso quella storia su pietre indistruttibili, poi disseminate in tutto il mondo, è da ricercare nel fatto che se avessero scritto il messaggio su carta o libri, questi sarebbero stati distrutti. E questa è la chiara prova che quelle persone avevano dei nemici…

Astri: “Cosa sta insinuando, dottor Clover?”

Clover: […] “Probabilmente quando compresero che sarebbero stati annientati da una grande alleanza, conosciuta in seguito come Governo Mondiale, incisero la storia su delle pietre con l’intento di tramandare ai posteri la verità, e quelle pietre sono i Poneglyph.

Se la prima parte del discorso ha senso, la seconda, ritenuta dagli astri una teoria azzardata, cade completamente. Non è stato infatti il Grande Regno a scrivere i PG, e di questo c’era già sentore, considerando che un popolo sotto attacco tutto ha, fuorchè il tempo di scolpire pietre (gli astri furbastri questo lo sapevano!). Il clan Kozuki, forse dalla parte del Grande Regno, forse semplicemente neutrale, si è sobbarcato l’onere di evitare che la verità venisse cancellata per sempre, ed ecco perchè nei Poneglyph troviamo anche l’ubicazione delle armi ancestrali (che con la storia in realtà non è che c’entrino poi così tanto). Molto probabilmente il clan era in buoni rapporti col Grande Regno, visto che a uno di loro di nome Joyboy hanno anche fatto il favore di scrivere una lettera di scuse diretta all’allora principessa Poseidon.

Tutto questo ci porta ad una sola conclusione: il Grande Regno si servì di questi abili scalpellini/tagliapietre per tramandare alle generazioni future i loro segreti.

Raftel

Cattura7Finalmente dopo non so più quanti anni e capitoli si torna a parlare dell’ultima isola della Grand Line, la misteriosa e introvabile Raftel. Molti si sono cimentati ( e si cimenteranno ) nel trovare una valida spiegazione al perchè esistono 4 Poneglyph rossi adibiti a svelarne la collocazione. Io parto dal presupposto che Raftel, come dimostra anche l’immagine nella mente di Inu quasi praticamente identica a quella dei ricordi di Crocus, sia uno dei punti fermi di tutta l’opera, ossia qualcosa che è stata concepita quasi 20 anni fa e si è mantenuta inalterata fino ad oggi. Ergo, se fin dall’inizio si è parlato di Raftel come di un’isola, io credo proprio che sia un’isola e non una città incastonata nella Red Line o robe simili. Il fatto che servano indicazioni precise per trovarla, come dico da sempre, non deve stupire… il Nuovo Mondo è un tratto di mare molto caotico. La parte finale della Grand Line potrebbe addirittura riservare sorprese inaspettate, come mulinelli, correnti violente, foschie, tratti di bonaccia isolati, mostri marini sempre in agguato etc… insomma, potrebbe darsi che attorno all’isola vi sia una sorta di campo minato che va percorso entro precisi tratti di mare con una precisa direzione, e considerando con non hai nulla per orientarti, senza punti fermi potrebbe essere impossibile da superare. Come se non bastasse, nulla ci dice che questa isola non venga sommersa dalla marea periodicamente, o venga avvolta dalla foschia. Mi ha incuriosito quella specie di fiamma che nello schema avvolge il punto in cui si trova Raftel. Chissà che cosa rappresenta…

In ogni caso, la scelta del colore rosso secondo me è puramente grafica, per indicare una classe di PG molto più importante. Solitamente quando vi arriva una notifica, il baloon è rosso… così come quando ricevete una segnalazione importante,  un avviso di pericolo o robe del genere. Questo non fa altro che rimarcare l’importanza di Raftel, e il fatto che chi riesce ad arrivare fin li, riesce a comporre il puzzle completo.

La morte di Oden

Per i motivi sopra esposti, se al mondo esiste un uomo che conosce la verità e sa leggere i PG, questo diventa automaticamente l’indiziato numero 1 per tutti coloro che, non avendo la possibilità di tradurre gli antichi caratteri, vogliono arrivare dritti al punto ed evitarsi la fatica di trovare Raftel, tradurre e capire il contenuto del Rio PG, etc… Kaido evidentemente è uno di questi. Da tempo pensavo a questo personaggio, e l’unica risposta che riuscivo a trovare alla domanda: “ma un uomo praticamente immortale, che caspita può volere mai da un gruppo di samurai?”, era solo una: “evidentemente i samurai sanno qualcosa che riguarda il One Piece”. Non c’è da essere geni per dedurlo. Per uno che ha vissuto centinaia di anni e che ormai si passa il tempo cercando di suicidarsi, cosa può ancora essere degno di interesse? Naturalmente il tesoro più grande di tutti, appunto il One Piece. La cosa però si fa interessante se ci si comincia a chiedere: “ma perchè è interessato al One Piece?”

Non affronto l’argomento perchè esula dalla trattazione e in ogni caso domande del genere le tratterò adeguatamente nel libro, insieme al Re, quindi abbiate fede.

Ritornando a Oden… la sua morte, per quanto sensata, dato che si è sacrificato per proteggere la sua gente, è una delle cose che mi ha fatto storcere di più il naso. In primis, ritengo la scelta di giustiziarlo abbastanza ingenua. Ma se consideriamo che la ciurma di Kaido è composta da elementi senza senno come Jack, tutto torna. Suppongo che adesso cerchino Momonosuke perchè pensano che lui conosca gli stessi segreti del padre… al chè un bel “COG***NI”non glielo leverebbe nessuno. Ma cosa più importante, come dice anche Neko, molto presto ad entrare nel mirino dei più sarà proprio Nico Robin, in quanto l’unica persona al mondo in grado ancora di tradurre i Poneglyph.

Non da meno, ho trovato fuori luogo il gioco di parole usato per descrivere la sua morte. Oden in giappone è un piatto tipico, una specie di zuppa. Uno che si chiama Oden, cucinato nella tipica zuppa giapponese, sembra proprio una di quelle battute alla Oda, con la differenza che stavolta la trovo un tantino di pessimo gusto.

L’importanza del traduttore e la “voce” delle cose

Se c’è una cosa che si evince praticamente nell’immediato, ma si avvertiva già dal precedente capitolo, è che la capacità di sentire la “voce” delle cose, da sola è praticamente inutile (per quanto riguarda la traduzione dei PG). In caso contrario, nessuno avrebbe chiesto a Robin di tradurre il contenuto del PG rosso con Momonosuke li vicino che “sentiva” tutto quanto. Questo è il motivo per cui Roger si è dotato di un membro capace di leggere (e anche scrivere) l’antica lingua, ed è anche il motivo per cui Luffy ha bisogno di Robin, pur essendo probabilmente in grado, come Roger di sentire la “voce” delle cose.

A tal proposito mi preme fare una certa distinzione fra il sentire la voce di tutte le cose e il sentire la voce dei Poneglyph… perchè da quel che ho capito, sia Oden che Momonosuke riescono a sentire la voce dei PG, non quella di ogni singola pietra, mentre Roger, come Luffy, riusciva a capire ad esempio i Re del Mare… non vorrei spingermi troppo oltre, ma è probabile che si tratti di due poteri simili ma diversi.

Tuttavia, se per gli animali in fondo la cosa è abbastanza comprensibile, con le pietre si complica. Sarà forse la pietra di cui è fatto il PG ad essere particolare? Magari la cava sorgeva nei pressi di un cimitero? (scherzo XD)

Questo, a mio parere, è uno dei punti ancora oscuri, sul quale si potrebbero fare mille congetture.

Kaido, Wano e i Samurai

Finalmente arriviamo alla parte finale dell’analisi. So che sarete stanchi, ma da qui comincia forse la parte più sfiziosa, considerando che inserirò molte info presenti nella MaxiWanoTheory, che in pratica, ormai, non vedrà più la luce.

Come vi dicevo all’inizio, l’epoca più importante del Giappone feudale è senz’altro l’epoca Edo. Tutti i clichè sui Samurai, sui Ninja e su ciò che è diventato mainstream in film, documentari e libri, nacque proprio in questo periodo.

I Samurai e i Ninja

Il termine samurai originariamente proveniva dal cinese e voleva dire “servitore” o “accompagnatore”, e a partire dall’ottavo secolo designò una classe di burocrati di rango medio-basso della corte dell’imperatore, che nel corso dei secoli acquistò sempre maggior potere. Nel XIII secolo il termine assunse un significato militare diventando sinonimo di bushi, ossia colui che possiede la conoscenza e l’arte marziale, indicando dunque i guerrieri più valorosi ma anche più potenti e sapienti. Nel periodo Muromachi (XIV-XVI secolo), con il diffondersi del buddismo zen, si impose anche un codice morale, il Bushido, cioè la via del bushi, del samurai. E’ un sistema di principi etici a cui il guerriero deve attenersi: giustizia, coraggio, benevolenza, disciplina, sincerità, onore, lealtà. Il rispetto delle regole è fondamentale, come l’impossibilità di mancare alla parola data e la ricerca di una morte gloriosa.

Ergo, essere un samurai non voleva dire soltanto appartenere ad una classe, ma anche essere un uomo di valore e di grande integrità morale. Negli scritti di Musashi Miyamoto – considerato il più grande spadaccino della storia giapponese, ma anche scrittore e pittore – la via del bushi viene descritta come ricerca di arricchimento interiore e di perfezione.

Tra gli ideali del samurai vi era anche quello della conoscenza: la classe dei samurai era una classe colta, che esercitava l’arte della calligrafia e della cerimonia del tè, si interessava di pittura, letteratura, teatro, nonché di giardinaggio. In tal senso non deve stupire la scelta di Oda di caratterizzare Kanjuro come un attore del teatro Kabuki, dandogli come arma proprio un pennello.

Man mano che le lotte intestine fra Daimyo diventavano sempre più accese, crebbe la richiesta di guerrieri con un più elevato grado di istruzione nelle arti belliche, mimetiche e di sabotaggio: il ninja. Durante il turbolento periodo Sengoku furono molti i Daimyo che ingaggiarono Ninja per commissionare assassini, rapine e sabotaggi di sorta.

Sempre durante questo periodo il titolo di samurai era aperto a tutti: bastava distinguersi in battaglia. Successivamente Toyotomi Hideyoshi promulgò una legge che rendeva ereditario tale titolo e proibiva di portare armi alla gente non appartenente a questa casta. La spada diventò quindi segno distintivo di appartenenza ad una classe e veniva portata sempre e con orgoglio. Allo stesso tempo si diffuse anche l’idea che nella spada risiedesse l’anima del samurai. Questo portò ad una venerazione dell’arma ancora maggiore (come testimonia la reazione di Kinemon alla vista della Shusui, ritenuta addirittura tesoro nazionale di Wano).

Con la fine del periodo Sengoku e l’inizio del periodo Edo, il samurai tornò a svolgere principalmente funzioni di burocrate o di polizia, vigilando sui confini e mantenendo l’ordine all’interno di ogni feudo. La domanda di guerrieri altamente specializzati crollò improvvisamente e nel giro di pochi anni dei Ninja si perse quasi ogni traccia, anche se le tecniche tipiche del Ninjutsu vennero comunque tramandate e insegnate.

Anche la mobilità sociale che aveva contraddistinto il periodo delle guerre civili si cristallizzò in una rigida struttura sociale gerarchica (samurai, contadini, artigiani, mercanti), raggiungendo l’apice con il Sakoku, ossia la politica isolazionista che caratterizzò l’intero periodo Edo, e di cui anche Brook fa menzione.

L’integrità morale perse sempre più importanza a favore dell’appartenenza di classe e al proprio clan (e al proprio daimyo). Sotto il dominio Tokugawa anche il bushido cambiò i suoi valori. Se nell’opera “Il libro dei cinque anelli” di Musashi Miyamoto (all’inizio del periodo Edo) la disciplina del samurai era soprattutto ricerca di perfezione e affinamento interiore, già qualche anno più tardi (inizio Settecento), nel testo ufficiale che viene considerato una sorta di bibbia del bushido, lo Hagakure, si diede molta più importanza alla lealtà e all’obbedienza al daimyo come primo ideale del samurai. Questo dettaglio si evince abbastanza facilmente ripercorrendo tutta la storia del gruppetto di Momonosuke, basti vedere come reagiscono al solo pensiero che il loro Daimyo è morto.

Il samurai aveva un obbligo di totale fedeltà al suo signore feudale, e doveva essere disposto a sacrificare la vita per lui. Infatti c’era l’usanza, poi vietata, di suicidarsi alla morte del proprio signore. Questo derivava dal fatto che originariamente i samurai dovevano proteggere il loro generale durante le battaglie, e non solo non essere riusciti nel compito era considerato un fallimento, ma l’obbligo di suicidarsi funzionava anche da deterrente contro tradimenti e defezioni. Gli unici a non essere sottoposti all’obbligo di suicidio erano i non appartenenti al rango dei samurai, i soldati semplici e i Ronin (samurai caduti in disgrazia, cacciati o fuggiti).

Da ciò si evince che la salvezza indotta dal sacrificio di Oden, in realtà potrebbe essere proprio la morte dei suoi fedelissimi per suicidio. Quale miglior modo, d’altronde, per sfuggire alle terribili torture della ciurma di Kaido?

Allora, il fatto che Kinemon e Kanjuro, pur essendo samurai, non sono stati assoggettati a tale obbligo, sembra essere un forte indizio del loro essere Ronin. Ad argomentare per bene le motivazioni per cui Kinemon, in particolare, si possa considerare un Ronin c’ha già pensato la collega dello Strong World, di cui vi riporto l’articolo: https://goo.gl/hbCPJV. Discorso molto simile è possibile fare per Kanjuro.

Per chi non fosse ancora convinto che il periodo di riferimento è proprio il periodo Edo, ci sono piccole chicche che il Sensei ha disseminato lungo la narrazione.

Nel capitolo 657, ad esempio, Kinemon chiede ai mugi se a loro piacciono gli Hanjimono. Gli Hanjimono sono dei giochi puzzle-based in cui si deve ricostruire il senso di un’immagine a partire dai suoi frammenti. Tipici del periodo Edo.

La spada di Zoro, la Shusui, riporta sul fodero lo stemma della famiglia Tokugawa, che come abbiamo detto ha governato per l’intera durata del periodo Edo.

Lo stesso Fujitora, palesemente originario del Pese di Wano, potrebbe essere stato cacciato a causa del suo vizio per il gioco d’azzardo. Durante il periodo Edo, infatti, ogni forma di gioco d’azzardo era severamente vietata.

Infine, i soprannomi di diversi samurai già incontrati, tipo Jigoro del Vento, Shiliew della Pioggia, Kinemon Fuoco Fatuo, Kanjuro Pioggia notturna, Raizo la Nebbia, etc… sembrano ispirarsi al libro di  Musashi Miyamoto: “Il libro dei cinque anelli”, scritto proprio nei primi del 1600, detto anche “il libro dei cinque elementi”, dove però l’elemento naturale non viene trattato nella sua forma fisica, ma usato per veicolare concetti di carattere disciplinare o spirituale.

Kaido e i Pirati delle Cento Bestie

Una volta chiarito il discorso sulle origini dei samurai e dei ninja, le implicazioni della morte di Oden e il ruolo che potrebbero avere ad oggi Kinemon e Kanjuro, analizziamo rapidamente la situazione a Wano, dato che, come pronosticavo tempo fa, Kaido e la sua ciurma controllano l’intero paese.

Ritengo che alcuni nomi utilizzati in tutta questa faccenda dei samurai facciano riferimento tanto alla geografia del Giappone quanto ai costumi dell’epoca feudale. Ritengo inoltre che la ciurma di Kaido si ispiri in qualche modo alla tipica struttura geopolitica del Giappone e dei suoi palazzi durante il periodo Edo. Partiamo da Kaido.

Il termine “Kaido” in quel del Sol Levante si trova abbastanza frequentemente, specie se si prende in mano una carta geografica della nazione. L’isola più a Nord si chiama proprio Hokkaido, poichè rappresenta quell’appezzamento di terra settentrionale che fa da ponte fra Honshu e il continente asiatico (viene tradotto infatti come Northen Sea Circuit). Delle quattro isole principali, questa è quella che è entrata a far parte del Giappone più di recente. Per lungo tempo fu infatti una terra popolata da barbari, e considerando che si piazza a latitudini molto elevate, potrebbe aver fatto da musa ispiratrice per rievocare un gruppo di pirati barbari, ispirati proprio ai Vichinghi, qual’è la ciurma di Kaido. Tra l’altro, se non ricordo male, nel capitolo in cui compare X-Drake e il profilo di un castello giapponese (che alcuni avevano scambiato per un Kaido con le corna), stava nevicando.

Altro termine interessante è il feudo di appartenenza di Kinemon, nonchè terra natale del Clan Kozuki. ossia la terra di Kuri “九里”. I kanji, fra le altre cose, possono essere tradotti come “nove quartieri”, il che potrebbe essere un richiamo all’isola più meridionale del Giappone, Kyushu, divisa proprio in nove distretti. L’elemento più interessante è il soprannome dell’isola, dovuto alla massiccia presenza di vulcani attivi: “isola del fuoco“, che risulta perfettamente compatibile con le tecniche specialistiche di Kinemon, detto non a caso “Fuoco Fatuo”. Inoltre è stata terra di origine di moltissimi samurai, il che è comunque un punto a favore, ma cosa più importante, durante il periodo Edo possedeva l’unico porto “internazionale”. In pratica l’unica via di fuga dal Giappone, che il nostro gruppo potrebbe aver sfruttato per fuggire.

Per quanto riguarda la struttura della ciurma dei Pirati delle Cento Bestie, ritengo che Kaido abbia in qualche modo preso spunto proprio da Wano. Abbiamo l’imperatore, le tre Calamità, e i Gifters e i Pleasures con i rispettivi “capitani”. In particolare, Gifters e Pleasures potrebbero ispirarsi rispettivamente ai samurai e agli uomini di corte (menestrelli, cantastorie, etc.).

Nel capitolo 808, se ricordate, ci vennero presentati i sottoposti di Jack, i quali vennero categorizzati principalmente in Pleasures e Gifters. Nella relativa X-Ray analizzando i nomi vennero fuori cose un po’ strane. In particolare per i Pleasures la traduzione dei kanji portava a qualcosa del tipo: “persone che fanno ridere” o “persone che compongono musica”.

Per quanto riguarda i Gifters invece, avevamo qualcosa del tipo:  “persone che possiedono una dote”, in riferimento al fatto che possedevano i poteri concessi dagli Smiles.

E allora i Pleasures a cosa potevano fare riferimento? La chiave di volta potrebbe risiedere proprio nel loro abbigliamento. Se all’epoca li avete osservati bene, i Pleasures avevano in testa un berretto a punta, mentre quelli di rango più alto, dai Gifters in poi, un paio di corna ricurve.

Cattura8.1

Cattura8.2

Anticamente da Oda venne rilasciato un bozzetto che raffigurava Izo, uno dei comandanti di Baffibianchi, da piccolo, mentre danzava allietato dalle note di due musicisti (tipicamente appartenenti alla rango della servitù, come dimostra anche il giochino tenuto da Momo sulla sunny al capitolo 705, in cui lui impersonava lo Shogun e Chopper, Brook e Nami i servitori). L’ appartenenza di Izo a Wano è più che evidente. Addirittura il nome stesso fa riferimento ad uno dei quatto Hitokiri di Bakumatsu, mentre l’outfit da adulto è più simile a quello di una Geisha.

Izo_bambino

L’acconciatura dei menestrelli, come potete vedere, prevedeva proprio un peduncolo di capelli tirato in aria, molto somigliante al berretto a punta dei Pleasures.

Le corna dei Gifters e degli uomini di rango superiore, sembrano invece prendere spunto dalle corna di bufalo tipiche dei Kabuto da battaglia dei samurai.

Cattura9

Lo stesso Jack porta una specie di Chonmage (acconciatura tipica dei samurai), per non parlare di Kaido che è praticamente abbigliato come un tipico guerriero giapponese (pronto per commettere Seppuku xD).

Quindi in definitiva ho come l’impressione che l’intera ciurma di Kaido sia strutturata sulla falsa riga della tipica corte imperiale giapponese.

La suddivisione dei territori e le Tre Calamità di Kaido

Il ragionamento che ho seguito è tanto semplice quanto fantasioso: il Giappone è composto da quattro isole principali, ergo Wano potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere composta da altrettante isolette. Se associamo l’isola di Hokkaido a Kaido, ne rimangono tre “libere”, da far amministrare alle sue “Tre Calamità”.

In realtà, nella geografia di Wano (dove non esistono i termini Hokkaido, Honshu, Shikoku e Kyushu, che sono i veri nomi delle maggiori isole del Giappone) vedo Kaido seduto sul trono di Kuri, insieme forse allo Shogun di Wano, ed ora vi spiego perchè.

Sulla base della precedente considerazione sui soprannomi dei samurai (fuoco, nebbia, vento, pioggia, etc..) , le isolette di Wano potrebbero essere in qualche modo collegate ai quattro elementi: fuoco, acqua, aria e terra, in modo da avere, in pratica:

Kuri – il feudo del Fuoco (di cui fa parte Kinemon)
xxxx – il feudo dell’Acqua (di cui potrebbero far parte Kanjuro e Shiliew)
yyyy – il feudo dell’Aria (di cui potrebbero far parte Jigoro e Raizo)
zzzz – il feudo della Terra

Abbiamo detto che a Kuri molto probabilmente amministra Kaido, ergo negli altri tre feudi potremmo avere a capo di tutto le Tre Calamità. Considerando quel che abbiamo visto con Jack, mi immagino gli altri due come mostri di potenza, con Zoan del reparto ancestrale o mitologico.

In tal senso, nella mitologia biblica esistono tre animali leggendari: il Behemoth, il Leviatano e lo Ziz, associati rispettivamente a Terra, Acqua e Aria, che sono proprio i feudi liberi e papabili.

Perchè ho scelto proprio queste tre bestie?

L’idea è nata dopo aver letto una teoria redatta da un utente nella pagina del Bike & Raft. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la ciurma di Kaido è composta da uomini-bestia, tutti più o meno fruttati. Le tre Calamità, in particolare, potrebbero avere frutti tali o poteri tali, da poterli ricollegare alle tre creature mitologiche della Bibbia, dove il Behemoth è, secondo molte fonti, la versione romanzata e mistificata del Mammuth.

Quindi Behemoth = Jack (il cui dominio è quello della Terra). Allo stesso modo la calamità col potere del Leviatano amministrerà il feudo dell’Acqua e quella col potere dello Ziz amministrerà il feudo dell’aria. Rimane Kuri, dove siede Kaido.

Il ragionamento, lo ripeto, è molto semplicistico e probabilmente errato, ma mi piace pensare in modo schematico. Vedremo poi in che termini ci proporrà la questione Oda.

* * * *

Bene, credo di aver finito (in ogni caso mi fermo, perchè è stato abbastanza arduo arrivare fin qui). Spero che la trattazione non sia stata troppo noiosa, ma soprattutto che sia stata di vostro gradimento.

Fatemi sapere cosa ne pensate, quali sono state le vostre impressioni e che idee vi sono venute in merito alle questioni ancora aperte, qui nei commenti o sulla pagina facebook.

Un caro saluto a tutti e alla prossima.

Ray

4.81/5 (21)

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Le origini di Sanji [Teoria]

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Cari amici e cari lettori, ben ritrovati.

Molti di voi probabilmente si saranno chiesti: ma chi sarebbe il tizio dell’immagine? Se come me non seguite l’anime, non vi biasimo, perchè nel manga il soggetto si vede appena. Ma prima di dirvi di chi si tratta, vorrei stendere, con l’aiuto del Re, delle brevi premesse su Sanji per fare rapidamente il punto della situazione. L’obiettivo è capire cosa ci è stato riferito di rilevante sul suo conto fino a questo momento.

 

  1. Il più lontano ricordo del suo passato, al momento, risale all’incontro con Zef e alla sua esperienza di cuoco in una nave.
  2. Sembra sia nato nel North Blue e che per andare a vivere nel East Blue, dove ha lavorato, abbia attraversato la Red Line.
  3. Il nome della sua famiglia è Vinsmoke e stando alle parole di Brook pare sia molto potente/pericolosa.
  4. Fin da piccolo ha dimostrato una certa “levatura sociale” (pur non mancando, in età adulta, di imbruttire a maleparole, essendo stato svezzato in mezzo a pirati) e di nutrire un rispetto esagerato per le donne, al punto da rasentare l’amore viscerale per tutte quelle che rientrassero entro certi canoni di bellezza, poi neanche troppo ricercati.
  5. Da piccolo non aveva la giusta sensibilità nei confronti del cibo, tant’è che gettava gli avanzi.
  6. Da piccolo ha scoperto il sogno della sua vita: trovare l’All Blue.
  7. Sempre da piccolo ha avuto modo di leggere il libro sui frutti del diavolo.
  8. Da grande, poi, ha dimostrato una insolita attitudine alle missioni in solitaria e alle missioni sotto copertura.
  9. Ha dimostrato molta freddezza e capacità di autocontrollo (corredate dall’immancabile accensione di sigaretta) dinanzi a situazioni critiche o di pericolo.
  10. Ha dimostrato grande sensibilità e rispetto verso questioni di onore o doveri familiari (vedasi Jinbe, Violet o Kin’emon).
  11. Ha sempre avuto una certa consapevolezza delle sue origini, al punto da ritenersi spavaldamente “il più problematico della ciurma di Cappello di Paglia” con cui la Marina, la Flotta dei Sette o il Governo potessero avere a che fare.
  12. Ha dimostrato di possedere un gruppo sanguigno molto raro.
  13. Si è guadagnato una taglia con su scritto “Only Alive”.
  14. Ha sempre nascosto un segreto.

Caratteristiche peculiari di retaggio familiare:

  • Il colore dei capelli: biondo.
  • Il sopracciglio a spirale.
  • L’eleganza e il bon ton.

Stile di combattimento :

  • Appreso da Zef
  • Appreso da Ivankov

Proviamo quindi a fare questa analisi.

Se fosse di famiglia nobile/borghese si spiegherebbe anzitutto l’educazione, il bon ton, l’eleganza e l’etichetta ricercata, che per carità, calza a pennello addosso a uno chef di ispirazione francese, ma il punto è che se anche la scuola di cucina insegnasse un minimo di galateo, da qui ad esasperarlo e farne quasi uno stile di vita ne passa. Di sicuro, in ogni caso, una cosa che non potrebbero mai insegnare è gettare gli avanzi (cosa che nelle famiglie più ricche è quasi un’abitudine). Sanji infatti, impara questa lezione di vita sulla sua pelle, proprio durante il suo apprendistato di cuoco.

Ma non è finita qui.

Una famiglia nobile non si distingue certo solo per eleganze, etichetta o “spocchiosità”. Un retaggio del genere può garantire l’accesso a luoghi altrimenti inaccessibili. Ecco quindi che il fatto di aver letto il libro dei frutti potrebbe essere non tanto il culo di un bambino qualsiasi che lo trova per caso e lo legge, ma il culo di nascere in una certa famiglia, la cui biblioteca possibilmente è talmente fornita da annoverare anche libri del genere. Non è da sottovalutare, a proposito, la cultura di Sanji. Conosceva la storia di Noland, e va beh, nel North Blue la conoscevano praticamente tutti… ma conosceva bene anche i Samurai e Wano. Se ricordate, è stato lui a “smascherare” Kinemon per via del chonmage a Punk Hazard. Per non parlare poi di quante ne sappia in fatto di “scienza in cucina”, roba da far rosicare perfino Bressanini. Ricordate la cottura delle nubi di Skypiea per ricavare acqua? La cottura con pietre roventi? Il cristallo di salgemma di Robin (riconosciuto a colpo d’occhio) ? Questi sono solo degli esempi per dire che ha sempre avuto anche una certa attitudine allo studio e alla cultura, che nel mondo di One Piece (ma anticamente anche nel nostro) è sinonimo di borghesia e nobiltà.

E ancora, una famiglia ricca e nobile è spesso una famiglia che non si fa mancare vizi e sfizi. Al giorno d’oggi forse si può concepire con difficoltà, ma un tempo, tipo un paio di secoli fa, specialmente fra i più alti ceti sociali era usanza riunirsi e organizzare feste all’insegna del tabacco, tanto quanto all’insegna del tè. Sarà un caso che si terrà un Tea Party con una famiglia che di nome fa Vin-smoke, e che Sanji, loro terzo figlio, abbia il vizio di fumare? Per non parlare poi dell’omosessualità, che è legata alla figura di Sanji per mezzo dei Transformati. Anticamente (tipo antica Grecia e antica Roma, ma non solo) erano molto di moda i rapporti pederastici, tanto quanto i rapporti omosessuali. Senza distinzione di classe, questo avveniva in assoluta normalità, probabilmente non senza casi di disagio (anche perchè spesso si abusava), ma di certo senza il clamore e lo scandalo che susciterebbero oggi. La cosa naturalmente era molto presente nelle ville degli aristocratici, dove festini e bunga-bunga facevano parte del palinsesto quotidiano. Persino oggi, nella cultura di massa, sembra che stia passando il messaggio che questa roba fosse quasi un “vizio per ricchi”. Di sicuro, nella nobiltà di un tempo, era di una normalità quasi sorprendente. Ecco perchè penso che, al di là della gag azzeccatissima, ci sia un vago richiamo alle sue origini.

Infine, antiche dicerie sostengono che le famiglie reali si distinguessero dalle altre per il sangue, non tanto per il colore di questo (che va beh, era “blu” per via dell’utilizzo di stoviglie d’argento e per via del fatto che, essendo bianchissimi, le vene risaltavano parecchio), quanto per il gruppo sanguigno. In breve molti credevano che avere il gruppo più raro fosse indice di nobiltà… tipo prescelto. E Sanji, guarda il caso, ha il gruppo sanguigno più raro del mondo di One Piece. Ora, se la suddetta storia abbia un fondo di verità o meno a noi importa poco, perchè tutto ciò che può far sugo si mette in pentola, ergo Oda non deve per forza ispirarsi a roba che nella realtà sia vera… basti il fatto che usi fiabe e favole =)

Tuttavia, anche se fin qui sembra che tutto torni, ci sono cose che la nobiltà non riesce a spiegare bene. L’attitudine alle missioni in solitaria e sotto copertura, ad esempio. L’incredibile autocontrollo in situazioni di pericolo. Per non parlare della spiccata sensibilità per le donne e per le problematiche familiari. Di certo il fatto di trovarsi in tenera età a fare il cuoco a bordo di una nave può significare solo due cose: o è fuggito, o è stato cacciato/abbandonato. Stando a ciò che dice nell’ultimo capitolo, io propenderei più per questa ultima ipotesi. Ergo, si potrebbe creare il terreno ideale per costruire un’infanzia non facile, come lascia intendere anche Brook sottolineando che per passare dal mare settentrionale a quello orientale si deve fare un viaggio assurdo e irto di pericoli.

Cosa potrebbe completare quindi il quadro?

A prescindere dai disagi familiari e la probabile morte della madre, che spiegherebbe, proprio come nel Genji, la sua passione per le donne,  se la sua famiglia avesse le mani in pasta negli affari della marina o, ancora meglio, nei servizi segreti del governo, ogni tassello tornerebbe a posto. Il Re sosteneva la tesi di una famiglia, oltre che nobile, anche mafiosa, e ci sta. In fondo quasi tutta la nobiltà di One Piece ha rapporti con la malavita (come abbiamo visto con Dress Rosa) e persino il loro modo di fare non sembra essere meno calzante.

Tuttavia l’ipotesi che vi proponiamo oggi è la seguente, ed è leggermente diversa da ogni altra che vi abbiamo proposto:

Sanji figlio … non di un nobile qualsiasi, non di un mafioso qualsiasi, nè di un astro e nemmeno di un reggente… ma di uno che dentro il Governo ha molto potere. Uno che ha trattato con Doflamingo per tutto questo tempo. Uno che probabilmente gestisce anche la CP0 e che di sicuro vive a Marigeois, e quindi è un nobile. Stiamo parlando dell’uomo con la bombetta visto nel capitolo 595! colui che, secondo le fonti più aggiornate, viene definito “funzionario governativo”.

Questo è uno dei pochi casi in cui l’anime risulta più utile del manga, perchè fa vedere meglio alcuni dettagli. Certo, stiamo parlando pur sempre dell’anime, ma non è il primo caso in cui alcuni dettagli vengono mostrati con più chiarezza (fidatevi, ve ne daremo atto più avanti). Quindi, posto che il design possa essere verosimile, che quindi sia realmente biondo e abbia un profilo mandibolare con annesso pizzetto molto simile a quello di Sanji (probabilmente ha pure le sopracciglia a ricciolo), l’idea che il padre sia lui regge benissimo. In fondo abbiamo dedotto che il padre di X-Drake fosse Diaz Barrel certo non solo dal nome, ricordate?

doflamingo

Come afferma Doflamingo nello stesso capitolo, il tizio sembra godere di grande potere all’interno del governo, ergo avrebbe l’autorità per far emanare un avviso di taglia con su scritto “Only Alive”. Di certo è un nobile, e quindi rende congruenti tutte le cose dette all’inizio. Di certo ha avuto a che fare con la malavita, avendo trattato per anni con Doflamingo. Probabilmente gestisce pure la CP0, e il fatto che nell’anime si veda intimorito da Doflamingo non deve trarre in inganno. In fondo colui che aveva davanti era pur sempre un mostro di potenza, e lui non è detto che fosse un temibile guerriero un tempo.

Allora rimane da chiarire solo una cosa: come mai Sanji dice di essere nato nel North Blue?

L’informazione secondo noi è vera, ma bisogna segnalare comunque che Marigeois è una terra sacra e che in Giappone nelle terre cosiddette non si può nè nascere nè morire, per non intaccare la sacralità del luogo. Dunque non c’è da stupirsi se, specialmente nel caso di concubine o seconde mogli (come è usanza fra i Draghi Celesti), queste vengano mandate a partorire lontano da Marigeois.

Arrivati a questo punto, ci rendiamo conto che le domande sono ancora tante, tipo: “che ruolo potrebbe avere Tsuru? (viste le chicche della cover del 124)” , “perchè un funzionario governativo dovrebbe combinare un matrimonio con una imperatrice?” , “potrebbe darsi che c’entri Bonney?” , etc…

Ecco, dato che non abbiamo nient’altro che aria fritta in mano, possiamo solo speculare e le idee sarebbero tantissime. Adesso sta più che altro al genio di Oda stupirci ancora una volta. Nel frattempo se vi volete sbizzarrire, fate pure le vostre teorie.

Per oggi è tutto, e abbiate fede che è regolare!

A presto!

Ray & Il Re

 

4.83/5 (18)

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X-Ray Analysis 806 – Sanji protagonista di Zo

capitolo 806

Cari amici, ben ritrovati a questa X-Ray Analysis sul capitolo 806 di One Piece!

Di settimana in settimana continuate a crescere di numero… non so che dire! Davvero, grazie!

Purtroppo anche questa volta, come l’ultima, vi attende una X-Ray formato famiglia. Quindi mettetevi comodi e fate scorte di pazienza.

Questo capitolo 806 si apre subito con tante micro-conferme che vedremo nel dettaglio, ma termina in modo molto, molto losco. Come se non bastasse, la prossima settimana ci sarà pausa, ahimè, quindi non potremo che fare ipotesi su ipotesi e provare a decifrare l’enigma, basandoci su quello che abbiamo.

Cominciamo subito con qualche info di massima.

Questo capitolo molto probabilmente chiuderà il volume 80, il ché significa che il prossimo aprirà il volume 81 e già questo può essere indice del fatto che Oda comincerà a percorrere un preciso filone. Partirà un bel flashback che ci chiarirà le cose? Oppure si concentrerà sulla riorganizzazione della ciurma, volta al recupero di tutti i compagni? Chiaramente non ci resta che aspettare.

E allora cominciamo.

Miniavventure

Cattura76A quanto pare la taglia di Luffy non poteva arrivare in un momento migliore in quel di Fooshia. Da quel che vediamo, infatti, sembra sia nato un bimbo, e che sia di Makino, la locandiera del villaggio, una delle primissime protagoniste del manga. Se ricordate, infatti, tutto cominciò per una manciata di barili di sakè.

Qualcuno nei commenti mi chiedeva se queste mini avventure fossero dedicate  Luffy. Si, sostanzialmente sono incentrate su di lui e sulla sua taglia. Vedremo le reazioni di tante vecchie conoscenze dinanzi alla nuova, incredibile taglia che pende sulla sua testa!

Dettagli: l’avete notato anche voi quel cappello in basso a sinistra? Non vi pare somigli molto a quello di Sabo? Che abbia fatto tappa a Fooshia prima di rientrare a Baltigo? Anche perchè, se ricordate, nel capitolo 803, cioè quando arrivano a Baltigo, Sabo non ha il cappello!

La risalita di Kin’emon, Kanjuro e…

Cattura81Dopo essere caduti, travolti dalla scimmietta da circo, rieccoli in groppa ad un felino (neko vuol dire proprio gatto) e in procinto di salire. A quanto pare l’andatura di questo animale, nonostante sia rinomato per la sua proverbiale agilità, non sembra essere molto più rapida della velocità con cui il sole sta calando. Sembra quasi che tutto il gruppetto ci tenga ad arrivare in cima prima che faccia buio… ergo mi ricollego al post sulla licantropia (che trovate QUI). Non è che…  ?

Ma andiamo avanti.

Altra cosa interessante è la successiva smentita da parte di Wanda a ciò che, in principio, aveva affermato Law. L’odio e l’ostilità dei Mink nei confronti degli umani, infatti, sembra essere solo una leggenda metropolitana. Wanda è stata molto chiara in proposito: “possiamo essere ostili solo se ci è stato fatto un torto”… ma chi non lo sarebbe?
Generalmente, comunque, è più la paura del diverso che hanno la maggior parte degli uomini a scatenare in loro una reazione psicologica di auto-difesa, e fargli ammettere che queste creature sono ostili solo perchè, sostanzialmente, lo sembrano o perchè possono cadere preda di istinti animaleschi. D’altronde Chopper ne è l’esempio lampante… vi ricordate la sua storia? Veniva cacciato e discriminato sia perchè era “diverso”, ma anche perchè in certe condizioni poteva far del male ad altra gente (tipo quando si trasformava perdendo il controllo). Da qui tutta la storia che rimandava all’abominevole uomo delle nevi e i pregiudizi sulla povera renna.

E gli uomini pesce? Forse loro sono diversi?
Assolutamente no! Anche loro hanno avuto una storia simile.
Ma se ci fate caso, mentre i Mink sono tacciati di essere ostili pur non essendolo a priori, gli uomini pesce invece lo erano (tant’è che erano restii a donare il sangue agli umani) pur sembrando tanto amichevoli e cordiali sulle prime. Questo ulteriore parallelismo sembra tirare acqua al mio mulino, come suol dirsi, confermando l’ipotesi che i Mink altri non siano che il corrispettivo terrestre degli uomini-pesce.

Rimanendo in tema di ipotesi azzeccate, sia io che il Re sostenevamo che l’attributo “esseri-inferiori” fosse un retaggio del fatto che gli uomini, rispetto ai Mink, fossero semplicemente creature senza pelliccia, che scopriamo tra l’altro essere per loro motivo di orgoglio. Come ci spiega Wanda, infatti, se non fosse per questo, a loro modo di vedere, gli uomini sarebbero a tutti gli effetti dei Mink-scimmia. Cioè, due “razze” sostanzialmente uguali. Ecco perchè nella scorsa X-Ray dicevo che “Razza” non è appropriato… sarebbe come dire che esiste la razza bianca, quella nera, quella gialla, etc…

Inoltre, sembra essere confermato anche che il termine “Mink” sta proprio per “pelliccia”, come dissi approfonditamente nella scorsa analisi.

E Raizo?

Lo so, è ancora solo una teoria… ma a mio modo di vedere comincia a rafforzarsi l’ipotesi che sia proprio quella scimmietta. Vedremo più avanti perchè…

Dettagli: in tutto questo discorso, non sembra anche a voi che Oda abbia fatto un qualche riferimento alla teoria dell’evoluzione darwiniana, secondo cui l’uomo discende dalla scimmia?

Inoltre, avete notato che i samurai, pur non essendo mai stati a Zo, sappiano molte cose su quest’isola? L’informazione circa l’ostilità è un indizio lampante di un radicato preconcetto, probabilmente una diceria che si tramanda da tempo sulla base del nulla… e come se non bastasse, sapevano anche dell’eruzione d’acqua. Quindi è lecito pensare che sappiano anche altre cose di quest’isola, non per forza vere, ma almeno verosimili. Non credete?

Tenete a mente questa cosa perchè più avanti ci servirà.

La vita su Zo

Nei giorni scorsi sulla nostra pagina facebook ho pubblicato alcuni articoli su diversi aspetti di quella che dovrebbe essere la quotidiana vita a Zo. In particolare, per quanto riguarda la sua vegetazione, ipotizzavo che fosse così singolare proprio perchè conformata, nel corso del tempo, alle altrettanto singolari condizioni di quest’isola, e nello specifico, ad una irCattura77rigazione frequente a base di acqua salata. Ho infatti sostenuto un possibile richiamo alla coltivazione idroponica (QUI trovate l’articolo completo), nella quale si può fare a meno di terra e terriccio, utilizzando opportune rocce. Se notate, tutti gli alberi crescono “abbracciati” a grossi massi, che ne garantiscono anche la stabilità durante le inondazioni.

Proprio Robin mi da contezza di questo, asserendo di capire il motivo per cui la vegetazione era così strana dopo aver visto il modo in cui la gente del posto tira avanti ogni giorno.

Qualche tempo fa, invece, quando parlai di Arg-e Bam e del castello al centro della città, avendo intuito come molti di voi che l’eruzione di pioggia altro non fosse che una spruzzata di acqua dell’elefante stesso, guardando quei boccaporti alla base delle mura immaginai che servissero per far defluire l’acqua infiltratasi dentro il castello… ma mai avrei potuto immaginare che in realtà fosse tutto un ingegnoso meccanismo di drenaggio e depurazione dell’acqua di mare! A quanto pare, infatti, quei canali servono a canalizzare l’acqua verso diverse zone della città, distribuendola in modo pressochè uniforme dopo averla depurata. Geniale.

Cattura78Quel buco ricavato nel torrione che vediamo, mi lascia supporre che Jack abbia fatto un pensierino a questa struttura, cercando probabilmente di sabotare l’intero sistema, magari come vendetta per non aver ottenuto quel che cercava.

Infine, intuiamo che questi Mink vivono sostanzialmente di pesce fresco e di frutta. Direi che non se la cavano così male… se poi hanno anche qualche donna-gallina che caga uova, o qualche donna-mucca che produce latte, stanno veramente a posto.

Insomma, in tempo di pace Zo doveva essere davvero un angolo di mondo splendido, dove la gente, come diceva Wanda, viveva in armonia con la natura e in pace col resto del mondo. Finchè non arrivò lui…

Dettagli: il nome pronunciato da Wanda, con riferimento all’elefante, è Zanesa, che per assonanza ricordaCattura79 Ganesa, dio indiano con il corpo di un uomo e la testa di un elefante, venerato come dio della saggezza ed è, secondo la tradizione, il protettore degli studiosi e degli scrittori (per la felicità di Robin, ed anche mia che ci credo tantissimo, potremmo scoprire qualcosa sui 100 anni bui.)

Altra cosa interessante è la “campana di benvenuto”, che a quanto pare deve essere suonata prima di entrare nella foresta della balena. Lo so che avete i cosiddetti gonfi di riferimenti a Skypiea, ma anche la campana… !!!

Cattura80Infine, la polena della nave che si trova dentro la fortezza, assomiglia in modo incredibile alla polena della Yonta Maria. Come mi faceva notare Munna, sulla polena i questo relitto, che è finito li sicuramente perchè aspirato e rigettato dall’elefante stesso, sembra esserci un Pegaso, nota figura mitologica… e se ricordate anche sulla polena della Yonta Maria c’era una figura mitologica: la Nike! E allora possibile che quella nave appartenesse alla flotta di cui Orlumbus è poi diventato capitano?

Comunque ne parleremo meglio nei prossimi giorni.

Andiamo avanti.

Jack, Jack… s, ma Jack chi?

Jack Sparrow?
Jack lo Squartatore?
Jack di Titanic?

Forse non è nessuno di questi… o forse è ognuno di loro contemporaneamente.

Jack è un pirata, è un folle e sadico omicida ed ha anche affondato due navi… che volete di più? XD (non che il Jack di Titanic abbia affondato il più famoso transatlantico della storia, ma una scenetta di Jack aggrappato ad un relitto dove giaceva Doflamingo non sarebbe stata male… XD)

Oltre a sembrarmi realmente un micro riferimento a tutti questi personaggi, mi sembra principalmente un riferimento a due famosi Hannibal…

  1. Hannibal Lecter;
  2. Hannibal “Ship” (per gli italiani Annibale Barca XD … ovviamente Barca non si traduce eh… non scrivetemi robe del tipo “eh ma si chiamava bla bla..” );

360_lecter0103Il riferimento ad Hannibal Lecter è molto evidente. La maschera in particolar modo è quasi inconfondibile. Anche se parliamo di due maschere differenti, è proprio l’idea di fondo che, associata ai modi e al temperamento, me lo fa somigliare in modo incredibile al suddetto. Quando lo vidi la prima volta non potei onestamente fare a meno di pensare sia a lui che a Jack lo squartatore, ed ora mi rendo conto di quanto possa sembrare comica questa curiosa legge del contrappasso secondo cui, stando alle notizie sui giornali, sia stato fatto a pezzi nel suo folle attacco ai convogli della marina. Notizia chiaramente non confermata, ma comunque interessante.

L’altro riferimento, quello ad Annibale Barca, è un po’ più sottile, ma basta fare mente locale per collegare tutti i punti. Durante la seconda guerra punica, questo grande stratega e comandante -altro che quel coglione- partì da Cartagine con una sfilza di elefanti e uomini (guarda che coincidenze) , passò attraverso Hannibal_traverse_le_Rhône_Henri_Motte_1878la Spagna (riferimenti a caso, tipo Pedro -nome spagnolo- o il toro Rody -che sta per rodeo- che incorna il panno rosso…) , poi attraverso la Francia (e chi se non Sanji la incarna perfettamente, con le sue tecniche e i suoi modi da chef d’oltralpe) per arrivare infine in Italia (wanda è un nome italiano, per chi non lo sapesse). Dopo aver spazzato una resistenza dopo l’altra e aver vinto una battaglia dopo l’altra, i Romani decidono di attaccare Cartagine e Annibale è costretto a rientrare.

Ora non so voi, ma io ci vedo pari pari la storia di Jack. Sto povero pazzo viene mandato a Zo, combina un casino in cerca di qualcosa, per poi essere richiamato per la questione della cattura di Doflamingo.

Io dico che può starci.

Tra l’altro, questa modalità di crocifissione era tipica dei romani.

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Dettagli: a quanto pare Jack ha attaccato il naviglio della marina preposto a fare da scorta a Doflamingo. L’accostamento Mammuth – Buddha è un altro richiamo alla cultura orientale.

Curioso inoltre che siano affondate solo 2 navi. Considerando che uno diventa un animale enorme, un altro diventa un Buddha gigante e un altro spara meteoriti, è un miracolo che qualcuno ne sia uscito vivo.

Ma perchè Jack ha messo a soqquadro un’intera nazione?

Per cercare di fare luce su questo mistero dobbiamo anzitutto capire come sono andate le cose temporalmente. Mi servirò di piccoli assunti teorici per condurre la ricostruzione.

Per questioni di comodità chiamerò inoltre Kin’emon, Kanjuro, Raizo e Momonosuke, semplicemente Ka, Ki, Ra e Mo, o meglio ancora: il gruppo KaKiRaMo ® (o che è lo stesso: la compagnia del piskello).

Andiamo a noi:

  1. Il suddetto gruppo un bel giorno parte dal paese di Wano diretto a Zo. I motivi non li sappiamo. Dovevano spiegarceli, ma una volta casca una scimmia a caso e li travolge, n’altra volta c’è l’elefante che si fa la doccia e il gatto che li porta si smaterializza, fatto sta che Oda li sta tenendo il più lontano possibile dal gruppo principale per evitare di farci capire qualcosa di questa benedetta saga. Una cosa però è certa… quando loro sono fuggiti qualcuno deve essersene accorto, altrimenti non sarebbero stati inseguiti non appena messo piede a Dress Rosa, nè tantomeno Jack avrebbe potuto cercare un samurai con certezza proprio a Zo. Ma ora ci arriviamo.
  2. Durante la traversata da Wano a Zo, il gruppo fa naufragio e si separa. Da una parte Raizo, dall’altra il gruppo KaKiMo ®.
    Anche in questo caso, non siamo in grado di dire con certezza quando tutto ciò sia avvenuto. Ma almeno abbiamo la certezza che le cose andarono proprio così.
    Raizo molto probabilmente riuscì a raggiungere Zo, ma nel frattempo qualcuno da Wano diramava un avviso su alcune isole del circondario (tipo Dress Rosa) di quello che era successo. Doflamingo allora, ha dato precise direttive ai suoi, ossia di catturare eventuali samurai che fossero sbarcati sull’isola.
    Ma questo pone un altro problema. Come faceva colui che ha chiamato Doflamingo da Wano, a sapere che il gruppo di samurai aveva fatto naufragio? Mi viene da pensare che ci sia stato un inseguimento e che la tempesta abbia fatto perdere agli inseguitori le tracce dei samurai, da cui l’ipotesi che avrebbero naufragato su qualche isole nei paraggi, tipo appunto Dress Rosa.
  3. Mentre Raizo raggiunge Zo, il gruppo KaKiMo ® sbarca a Dress Rosa.
    Una volta messo piede a Dress Rosa, il gruppo KaKiMo viene quasi certamente scoperto e comincia la fuga per le vie della città. Nel frattempo Doflamingo viene avvisato dai suoi uomini della presenza di questi samurai, e a sua volta avvisa quel qualcuno di prima, a cui sarà stato semplice intuire che l’unico che mancava all’appello era Raizo. Ergo, questo qualcuno di Wano fa un’altra telefonata, stavolta per Jack, ordinandogli di andare a Zo perchè, non avendo ricevuto più comunicazioni da nessuno, l’unica possibilità è che Raizo abbia davvero raggiunto l’isola sul dorso dell’elefante.
  4. A Dress Rosa Momonosuke sale accidentalmente su una nave carica di bambini, diretta a Punk Hazard, mentre Kanjuro viene catturato. Mentre Jack salpa alla volta di Zo, Momonosuke salpa alla volta di Punk Hazard e Kanjuro purtroppo viene fatto prigioniero.
  5. Kin’emon decide quindi di abbandonare momentaneamente Kanjuro, per non essere anch’egli catturato, e parte alla volta di Punk Hazard per recuperare Momonosuke, che stando alla versione ufficiale dovrebbe essere suo figlio (ma io non ci credo neanche se me lo dice Oda in persona).
  6. Arrivato a Punk Hazard, Kin’emon si imbatte in Law, che lo fa “a pezzi”.
    Nel frattempo è possibile che Jack sia sbarcato su Zo.

Il resto lo sappiamo, avendolo vissuto insieme alla nostra ciurma.

Ora vediamo se temporalmente questa storiella può avere un senso.

Jack ha attaccato Zo esattamente 15 giorni prima rispetto alla narrazione attuale, significa 4 giorni prima che i nostri Mugi arrivassero a Punk Hazard, cioè prima ancora che si riunissero a Sabaody. Infatti, andando a ritroso:

  • 7 giorni son passati di viaggio fra Dress Rosa e Zo;
  • 3 giorni son passati a Dress Rosa;
  • 1 giorno fra Punk Hazard e DR;
  • 1 giorni fra PH e Fishmen Island/Sabaody.

Quindi 11 giorni prima rispetto alla narrazione corrente i nostri sbarcarono a Punk Hazard, e a questo punto eravamo già ben oltre il punto 6 della ricostruzione, cioè quando Kin’emon era già sparpagliato in giro per l’isola e Jack era sbarcato su Zo da 4 giorni (vi quadra il discorso?).
La prima volta che sentiamo parlare di Jack è proprio in quel giorno, cioè quando salta la distilleria di SAD e Caesar viene catturato. I suoi scagnozzi intendono informarlo, ma è probabile che lui abbia risposto: “Non rompetemi le balle, sto altrove impegnato.” … e giù di torture sui Mink.

Dato per assodato che mi abbiate seguito fin qui, vediamo cosa potrebbe essere successo.

15 giorni prima d’ora, Jack sbarca sull’isola di Zo, sfonda il cancello principale e leva di mezzo, uno dopo l’altro, tutti coloro che gli si oppongono. Ha il tempo di devastare la città di Kurau, di fare prigionieri e di costruire strumenti di tortura un po’ dovunque. Arriva a penetrare perfino nella foresta proibita e sicuramente ben oltre, visto che ovunque vadano i nostri incontrano Mink con vistose fasciature. Tutto questo avrà richiesto almeno qualche giorno. E arriviamo a -9 dalla narrazione attuale, cioè quando Sanji & Co arrivano su Zo.

Doflamingo era fresco di sconfitta (avvenuta 10 giorni prima rispetto alla narrazione attuale) e la notizia ha fatto subito il giro del mondo. Mentre Jack era ancora intento a torturare ed estorcere informazioni ai Mink per scoprire dove si nascondesse Raizo, gli giunge sicuramente la notizia della cattura di Doflamingo… a questo punto le cose sono due: o gli viene ordinato di lasciar perdere, oppure comincia a intuire che le cose stanno andando a rotoli (prima caesar, poi doflamingo) e decide di intervenire di sua volontà.

Ma ragioniamo un attimo.

In condizioni di navigazione ottimale ci vuole un giorno pieno per raggiungere Zo partendo da Dress Rosa, proprio come hanno fatto i mugi fuggendo da Big Mom. Doflamingo è rimasto a Dress Rosa 3 giorni. La sera del primo giorno, cioè quando vediamo i nostri a casa di Kyros, è probabile che la notizia fosse già arrivata a Jack. Se lui fosse partito quella sera, o quella notte, in condizioni ottimali sarebbe dovuto arrivare a Dress Rosa la sera del secondo giorno di permanenza di Mingo a DR. E invece lui raggiunge il naviglio quando questo era già partito da un pezzo, quindi il terzo giorno, o il quarto, o il quinto… in realtà non si capisce nè viene specificato. Quindi, in sostanza, l’ipotesi che Jack fosse ancora a Zo quando Sanji è arrivato è ancora possibile.

La conferma di ciò ci arriva indirettamente proprio dal comportamento dei Mink nei confronti dei mugiwara! Vengono definiti “benefattori” e non c’è altro motivo per cui debbano essere chiamati così, se non perchè hanno contribuito concretamente alla liberazione di Zo dalla piaga di Jack.

E ora finalmente arriviamo alla domanda di partenza: perchè Jack cercava disperatamente quel samurai? è molto probabile che fosse un ordine di quel tizio, che ormai avrete capito essere Kaido. Momonosuke è certamente una carta importante, ma forse per Kaido è ancora più prezioso qualche segreto che solo i samurai conoscono, e nel quale probabilmente rientra anche Momonosuke (ma magari il piccolo ancora non ne sa niente, per cui catturare lui senza un samurai non avrebbe avuto alcun senso).

E cosa sarebbe questo segreto?

Beh, io credo che abbia qualcosa a che fare con la presunta immortalità di Kaido. Tendo infatti ad escludere i frutti e Caesar perchè semplicemente le vicende di Punk Hazard non influiscono minimamente con l’operato di Jack a Zo. Quegli accadimenti hanno solo fatto incazzare Doflamingo (e forse anche kaido) … ma Jack è proprio fuori dai giochi in questo contesto.

Che cosa potrebbe essere successo a Sanji?

Appurato che Sanji ha sicuramente avuto a che fare con Jack, mettiamo insieme i pezzi:

  1. Wanda parla espressamente di cadaveri;
  2. Oda non ucciderebbe mai (perlomeno non sul serio) un componente della ciurma;
  3. Nami e Chopper sono vivi e vegeti, e hanno anche un nuovo look simil orientale/regale;
  4. Caesar era con il gruppo e Sanji aveva il suo cuore.

L’ipotesi più accreditata per ora è che Sanji si sia immolato per salvare gli altri. Quindi potrebbe essere stato catturato, oppure potrebbe aver accettato una qualche sfida all’ultimo sangue.

Di certo io credo che se avesse riportato ferite mortali, Chopper sarebbe stato in grado di aiutarlo… e se non ce l’avesse fatta non sarebbe stato così “pimpante”, conoscendolo. Piuttosto quella che si dispera è Nami… quindi mi viene da pensare che Sanji ancora una volta abbia patito per fare il galantuomo.  Magari il manifesto “only alive” ha influito sulla scelta di Jack di prenderlo come prigioniero, visto che non si vede tutti i giorni una cosa del genere… ma volendo ragionare, possibili motivi scatenanti potrebbero derivare sia dalla fama di Brook, sia dall’importanza di Momonosuke, sia dall’importanza di Caesar…

Wanda tuttavia parla di “compagno defunto”. Perchè?

Beh magari un tipo col cuore fuori dal petto o uno scheletro vivente possono essere dei validi motivi per considerare tutti quanti una sorta di zombie viventi. Non vedo altre soluzioni al momento, considerando che appunto Chopper e Nami stanno bene.

Dulcis in fundo, quindi, sembra trasparire chiaramente un concetto: Sanji protagonista indiscusso di Zo, e salvatore degli uomini visone. In che modo, rimane ancora un mistero.

E se non fosse andata così? …Finale 2.0!

Cancellate queste ultime considerazioni e considerate quanto segue.

C’è ancora aperta la possibilità che Jack non fosse più sull’isola quando Sanji & Co sono arrivati, ma solo i suoi scagnozzi, a cui ha affidato il compito di trovare il samurai. Questa versione spiegherebbe le parole della donna: “riferiremo che il samurai non era con loro” … riferiremo a chi ? Beh, proprio a Jack magari… o a Kaido, che è lo stesso.

C’è anche un’altra cosa strana… il tipo, quel testa di capra, chiama i Mugi “invasori” … questo potrebbe essere sinonimo del fatto che a Zo è stato completamente cancellato il regno del ducato di Mokomo ed è stato instaurato un governo che faceva capo sostanzialmente a Kaido, per cui chiunque si fosse intrufolato in quell’isola era praticamente un invasore, mentre i Mink erano solo degli schiavi da seviziare per estrapolare informazioni. Quando poi è arrivato Sanji è probabile che questa tirannia sia finita, ma, ripeto Jack non era più sull’isola. Quindi cosa può essergli capitato? è forse rimasto vittima di qualche sortilegio presente nell’isola? forse è per questo che alcuni Mink si sentono quasi in colpa dinanzi ai mugi, e alcuni di loro li trattano come se fossero i nuovi sovrani?

In tal caso il corpo di sanji sarebbe ancora a Zo, ma probabilmente senza vita… o vittima di qualche “incantesimo”. E questo, assieme al corpo di Caesar senza cuore, e assieme a Brook spiegherebbe la parola “cadaveri”.

Io onestamente preferisco questa versione dei fatti. Innanzitutto farebbe quadrare perfettamente ogni dettaglio del capitolo 795, e tirerebbe in ballo anche la magia, cosa che io credo fortemente sia legata a questa terra.

E poi, vi immaginate “il principe addormentato” ? XD .. morto, ma in realtà vivo… magari con le ore contate.

Conclusioni

Ricapitolando rapidissimamente, perchè suppongo che avrete le balle piene e vi sarete rotti di leggere.

La timeline degli eventi a mio parere è la seguente:

(Tempo non definito) I samurai partono da Wano. Kaido ordina di inseguirli.
(tnd.) I samurai fanno naufragio e si separano. Gli inseguitori perdono le tracce.
(tnd.) Raizo arriva a Zo. Kaido ordina ai suoi di cercare i samurai nelle isole limitrofe.
(tnd.) Su Dress Rosa vengono scoperti 3 dei 4 samurai di partenza. Kaido, non ricevendo notizie dagli altri, ordina a Jack di andare a Zo a cercare il quarto.
(tnd.) Momonosuke finisce a PH, Kanjuro rimane prigioniero di Doflamingo e Kin’emon parte per PH.
(tnd.) Kin’emon si scontra con Law e ha la peggio.

-15 Jack arriva a Zo
-11 i mugi arrivano a PH e Jack viene avvisato della cattura di Caesar e della distruzione del SAD.
-10 i mugi arrivano a DR e Doflamingo viene sconfitto. La notizia arriva fra la sera e l’indomani anche a Jack che lascia Zo, ormai ridotta in rovina e completamente sotto il suo controllo, lasciando alcuni suoi scagnozzi.
-9 Sanji & Co. riescono a sfuggire da Big Mom e arrivano a Zo, dove si scontrano con gli scagnozzi di Jack, i quali una volta sconfitti abbandonano la nazione, liberandola. Poi succede qualcosa…
-7 i mugi partono da DR e mentre sono già distanti dall’isola (quindi forse il giorno dopo), si vede Jack raggiungere il convoglio di Doflamingo e attaccarlo. Nello stesso giorno il giornale riporta le taglie dei Mugi e l’Only Alive di Sanji, ma non dice nulla su Jack, quindi l’attacco non è ancora avvenuto.

FINE

Ce l’ho fatta… che fatica!

Spero che vi abbia chiarito le idee, anche se ho dovuto ragionare come se io conoscessi realmente l’andamento delle cose, ma se mi mettevo a usare i condizionali finivo domani e non avreste capito un’H. Spero che sia chiaro che sono solo ipotesi da confermare.

Nei prossimi giorni approfondiremo magari qualche aspetto che non ho trattato, ma sto a 4000 parole e non ho più voglia di scrivere, nè credo voi di leggermi.

Alla prossima!

Ray

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