Joyoboyo, il re che amava imparare

Joyoboyo, Joyboy

Re Joyoboyo e Joyboy, un legame più che casuale?

Era il 2014 quando scrissi questo articolo su Joyoboyo e Joyboy. Dopo 3 anni voglio riproporvelo, perché merita sempre una rilettura col senno di poi.

Oda, come si sa, prende sempre spunto da eventi reali del nostro mondo e li inserisce nella sua storia. E qui c’è un riferimento più che palese a Joyboy, l’uomo del Grande Regno che scrisse la lettera di scuse agli Uomini-Pesce del Regno di Ryugu.


Sri Mapanji Jayabaya o Jayabhaya, (in giavanese si legge Joyoboyo) è stato un re indonesiano dell’isola di Giava tra il 1135-1157 d.C.

Re Joyoboyo è conosciuto per aver riunificato il regno di Kediri a seguito di una scissione causata della morte del suo predecessore Airlangga, e per aver regnato con giustizia e intelligenza, portando prosperità al regno. Come la maggior parte dei re dell’epoca, si associò ad una divinità per legittimare il suo dominio. Alcune fonti dicono che era il bis bis nipote del dio della saggezza, Brahma, altre che era l’incarnazione di Vishnu. Suo padre, Gendrayana, affermava di essere un discendente dei cinque leggendari fratelli Pandava del poema epico indù Mahabharata e legava il proprio lignaggio ad Arjuna, il terzo Fratello Pandava, figlio del dio Indra. Perciò, si credeva che Joyoboyo avesse un potente talento magico che gli permetteva di vedere lontano nel passato e molto in là nel futuro.

Joyoboyo, inoltre, era saggio e desideroso di imparare. Sotto il suo dominio, il regno di Kediri raggiunse il suo picco di prosperità, in particolare nella letteratura. L’era del Regno di Kediri venne definita l’età aurea per la letteratura indù a Giava.

Egli incarnava l’archetipo del Ratu Adil (che in lingua giavanese significa Re Giusto), in quanto portò la giustizia sociale, l’ordine e l’armonia nel mondo; come giavanese, infatti, credeva in una storia ciclica di epoche che si alternano tra prosperità e sofferenza. Di lui si sa che abdicò una volta arrivato alla vecchiaia, e cercò di concludere la propria esistenza vivendo nella meditazione.

Joyoboyo è inoltre famoso nell’era moderna per le profezie ad egli attribuite: c’è da sottolineare che viene indicato come autore della Prelambang Joyoboyo, un libro profetico che ha svolto un ruolo importante per la cultura giapponese.
Riportando alcuni versi parafrasati di una profezia ad egli attribuita, così possiamo leggere:

“I giavanesi verranno governati dai bianchi per 3 secoli e dai nani gialli per la durata della vita di una pianta di mais prima del ritorno del Ratu Adil: il cui nome dovrà contenere almeno una sillaba del giavanese Noto Negoro.”

Facendo un breve excursus storico sull’Indonesia e sulle sue isole, sappiamo che nel VI e VII secolo nacquero a Giava e Sumatra svariati regni che riuscirono poi a controllare le acque dello Stretto di Malacca. Gli stessi regni prosperarono con l’aumentare del commercio marino tra Cina e India e oltre. Uno dei più importanti tra i regni fu appunto quello di Kediri, nell’est dell’isola, ancora oggi evocato, insieme a quello di Majapahit, dagli odierni dirigenti indonesiani per promuovere l’unità e la legittimità dello Stato.

Anni dopo, durante la colonizzazione delle Indie Orientali da parte dei regni Occidentali, l’isola e il regno videro il passaggio degli inglesi, dei francesi ed infine degli olandesi, che nel XIX secolo assunsero il controllo diretto dei territori prima appartenenti alla Compagnia Unita delle Indie Orientali, dando l’avvio a diffuse povertà e carestie.

Quando, durante la II Guerra Mondiale il Giappone occupò la Indie Orientali Olandesi, nelle prime settimane del 1942, molti indonesiani ballarono per le strade accogliendo l’esercito giapponese in quanto credevano che si stesse compiendo la profezia attribuita a Joyoboyo, che disse che un giorno gli uomini bianchi avrebbero stabilire il loro dominio su Giava e avrebbero oppresso le persone per molti anni, fino all’arrivo degli uomini gialli del nord. Questi “nani gialli” sarebbero dovuti rimanere sull’isola per un ciclo colturale e poi se ne sarebbero dovuti andare, liberando Giava dalla dominazione straniera. Per la maggior parte dei giavanesi, il Giappone era un liberatore: la profezia si era avverata. I giapponesi liberarono gli indonesiani nazionalisti dalle prigioni olandesi e li assunsero come funzionari e amministratori: infine, concessero all’Indonesia l’indipendenza il 9 agosto 1945. Un detto di quei giorni dice: “Nonostante siano passate tre colture di mais, la profezia di Joyoboyo si è realizzata.”

La profezia di Joyoboyo continuava dicendo Quando i carri di ferro si muoveranno senza cavalli e le navi navigheranno nel cielo, Ratu Adil verrà a salvare e a riunire l’Indonesia, inaugurando l’alba di una nuova età d’oro.” Secondo il re giavanese, l’inizio della vita di questo nuovo grande leader sarebbe stata difficile, ricca di difficoltà, umiliazione e povertà, ma egli avrebbe avuto il potere di elevarsi sopra ogni cosa grazie alla sua sincerità ed al suo cuore saldo; così il Re Giusto rinascerà nell’oscurità della sofferenza per ripristinare l’ordine, l’armonia e la giustizia nel mondo.


Il riferimento a Joyboy è palese, come molte altre piccolezze che potrebbero riguardare il Regno Antico e quanto successe in quegli anni. La compagnia delle Indie potrebbe essere benissimo un riferimento all’alleanza dei Venti Regni che formarono il Governo Mondiale, come il Giappone potrebbe essere identificato da Wano, che potrebbe avere legami con il Regno Antico (aggiornamento 2017, alla fine era così davvero). Infine, il protagonista (Luffy o Teach, a seconda del tuo schieramento XD) potrebbe essere l’incarnazione di Joyoboyo, il Ratu Adil o Re Giusto, che alla fine porterà una nuova era di prosperità e luce.

Ultima cosa. Come detto all’inizio, i giavanesi credono in una storia ciclica, dove all’era di prosperità segue l’era delle tenebre, la quale si trasforma di nuovo nell’epoca di prosperità a tempo debito e via dicendo. Attualmente molti giavanesi credono di essere al centro di Jaman Edan (l’età della follia o delle tenebre). Pertanto, l’arrivo del Ratu Adil si avvicina e inaugurerà l’alba di una nuova era d’oro.

Prendete la prima pagina del capitolo 100 di One Piece e leggete la frase di Roger. Non si fa tutto più semplice?

Il Re

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Elbaf è un villaggio, non un’isola

elbaf

Siamo così sicuri che l’isola dei Giganti si chiami Elbaf?

Si è sempre dato per scontato che Elbaf fosse il nome della famosa isola dei Giganti. Anch’io l’ho sempre pensato, vittima di errori o di letture superficiali, ma ieri mi è venuto un dubbio, che mi ha portato a ricontrollare dalla versione giapponese i dialoghi originali in cui veniva citato il termine (che d’ora in poi chiamerò “E.” per ragioni di indicizzazione).


CAPITOLO 116

  • Brogy: Io sono Brogy, il più forte guerriero di E.!!
  • Dorry: Io sono Dorry, il più forte guerriero di E.!!
  • Dorry: Provengo da Elbaf, un VILLAGGIO di guerrieri.
  • Dorry: Sarà il dio di E. a decidere.

CAPITOLO 118

  • Brogy: …l’onore di E.

CAPITOLO 119

  • Dorry: …il dio di E.
  • Dorry: …l’onore di E.

CAPITOLO 120

  • Dorry: …i guerrieri di E.

CAPITOLO 122

  • Brogy: …l’orgoglio dei guerrieri del VILLAGGIO di Elbaf.

CAPITOLO 127

  • Dorry: Perfino le poderose armi di E…
  • Brogy: …il dio di E.

CAPITOLO 128

  • Usopp: Maestro!! Un giorno verrò ad E!!
  • Brogy: Giuro su E…

CAPITOLO 129

  • Brogy: Ammirate la più grande “lancia” del clan dei Giganti di E!!
  • Usopp: Così è questa la vera forza dei guerrieri di E!!
  • Pirati Giganti: Anche se anche noi siamo Giganti di E…
  • Usopp: …un giorno visiterò Elbaf, il VILLAGGIO dei guerrieri!!

CAPITOLO 384

  • Oimo: Siamo il disonore di E.
  • Usopp: Elbaf?! Provenite da Elbaf, il VILLAGGIO dei guerrieri?!
  • Oimo: …permettendoci inoltre di tornare ad E insieme!
  • Usopp: Quei guerrieri di E di cui parli…

CAPITOLO 392

  • Saul: Non ho nulla a che vedere con quei barbari di E… […] Ma esistono anche clan di Giganti pacifici.

CAPITOLO 418

  • Franky Family: Andiamo, nel nome di E!!

CAPITOLO 431

  • Oimo: Perciò, dopo aver aiutato ancora un po’ qua, torneremo ad E.
  • Karsee: Visto che E ti piace tanto, potresti venire con noi!

CAPITOLO 435

  • Usopp: Ho deciso di andare a E!

CAPITOLO 439

  • Oimo: Ma il re dei cecchini ha promesso che un giorno verranno ad E.

CAPITOLO 490

  • Miniavventura: Oimo e Karsee in partenza per E

CAPITOLO 770

  • Armata di Pica: Nemmeno un guerriero di E può nulla contro Machvise-sama…

CAPITOLO 779

  • Usopp: Haa, quanto vorrei andare ad E!

CAPITOLO 858

  • Chiffon: Tempo fa ci fu un uomo che si innamorò di Lola a prima vista, perciò decise di farle una proposta di matrimonio. Costui era nientemeno che Loki, il principe del TERRA dei Giganti di Elbaf!!

CAPITOLO 866

  • Box: Questa è l’isola in cui vivono i famosi Giganti conosciuti come “i guerrieri di E”
  • Box: Parlando di E…
  • Carmel: Se li uccideste, i guerrieri di E riformerebbero la loro armata!!
  • Box: E così il TERRITORIO di Elbaf, in cui vivevano questi Giganti, divenne un ponte d’amicizia tra Giganti e Umani…
  • Box: Ma sopratutto, Rinrin vide per la prima volta ad E…
  • Box: Nuovo Mondo, Warland – E
  • Gerðr: Noi di E digiuniamo per dodici giorni fino al festival del Solstizio d’Inverno!
  • Bambino: Rinrin ha distrutto il VILLAGGIO di Elbaf!!

CAPITOLO 867

  • Hajrudin: Che fine ha fatto l’orgoglio di E?!!
  • Box: …madre Carmel abbandonò E…
  • Agente del CP0: Non posso credere che te ne sia andata da E.
  • Carmel: A soli cinque anni è riuscita a distruggere buona parte del VILLAGGIO di Elbaf!
  • Carmel: Trentasette anni fa ingannai la Marina per infiltrarmi ad E…

Ok, vi ho annoiati parecchio con tutta questa trafila di frasi… e probabilmente qualcuna me la sono pure persa, ma era importante rintracciare questi dati perché confermano il mio sospetto, ossia che NON VIENE MAI AFFIANCATA LA PAROLA “ELBAF” al termine ISOLA. La ricerca ha portato alla luce anche un secondo elemento, ossia che Elbaf non è altro che il villaggio in cui vive la ciurma dei pirati Guerrieri Giganti, di cui prima Jarr e Jarl e poi Dorry e Brogy erano i capitani.

Questo villaggio è contenuto nel Warland, che ricorda moltissimo sia la parola Vinland, ossia il nome che i vichinghi diedero alla porzione di America settentrionale che raggiunsero nei loro viaggi dalla penisola scandinava, sia la parola Ásaland, ossia la terra d’origine degli dèi scandinavi e uno dei nove mondi della cosmologia della mitologia norrena, connesso agli altri dall’albero Yggdrasill… che guarda caso potrebbe essere lo stesso albero che pare ergersi al centro dell’isola dei Giganti di Elbaf. La principale “città” di questa terra è chiamata Ásgarðr, che di fatto è la capitale dell’Ásaland, in cui Odino vive e regna sugli dèi.

Non so dirvi se Warland sia quindi il nome dell’isola o se indichi il territorio governato dal re che dovrebbe avere il suo castello proprio sull’isola in cui c’è anche Elbaf; re che, tra l’altro, è il padre del principe Loki (figlio guarda caso di Odino, nella mitologia norrena) che sappiamo chiederà inutilmente la mano di Lola. In ogni caso la cosa certa è che il nome dell’isola o del regno NON È ELBAF, che invece è SOLO il nome del villaggio dei pirati Guerrieri Giganti.

La “scoperta” che Elbaf è un villaggio dà un nuovo peso alle parole di Saul, che come abbiamo visto affermava di non essere un Gigante di Elbaf. Stando a quanto detto, Saul potrebbe essere nativo della medesima isola dei pirati Giganti, ma non dello stesso villaggio e quindi clan, anche se abbiamo letto nel capitolo 867 che sparse lungo la Grand Line esistono, anche se in numero molto esiguo, nazioni di Giganti, il che tiene comunque in vita l’opzione che provenga da un’isola diversa. Sia come sia, i Giganti di Elbaf sono malvisti perfino all’interno dell’intero popolo di Giganti, in quanto ritenuti dei barbari… un po’ come i pirati Vichinghi erano visti dai comuni cittadini della Scandinavia!

Come al solito, ho fatto il mio dovere… se poi avrò visto là, solo il futuro saprà darci risposte.

Il Re

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“La volontà della D” è la traduzione corretta?

La volontà della D, questa sconosciuta

Parliamo in questo breve articolo di qualcosa che ancora ci sfugge dopo 20 anni di narrazione: la volontà della D.

Diamo sempre per scontato che la traduzione corretta sia “la volontà della D”, ma analizziamo invece i termini che compongono i termini originali giapponesi “Dの意志” (D no ishi).

  • “D”: boh, cos’è? Un nome? Un abbreviazione? Un simbolo? Sappiamo che c’è dietro una storia antica, come dice Roger a Baffibianchi. Nient’altro.
  • “No”: preposizione articolata che racchiude singolari e plurali (DEL, DELLO, DELLA, DEI, DEGLI, DELLE).
  • “Ishi”: ha cinque possibili traduzioni, ovvero “volere, volontà intenzione, scopo, determinazione”.

Detto questo, perché dare per scontato che sia “LA VOLONTÀ DELLA D”? Perché rendere soggetto la D in quanto lettera? Non potrebbe essere “Lo scopo dei D“? Oppure “L’intenzione di D?” E va bene pure “La volontà di D” o “dei D“.

Ciò che si evince però è una cosa sola, ovvero che “questa cosa D” (che sia singolare o plurale poco importa) ha (permettetemi il termine)impiantato” in coloro che hanno questa lettera all’interno del proprio nome di famiglia uno scopo, una volontà a cui dover rispondere, proprio come se fosse un istinto primordiale a cui non possono dire di no.

Eppure questo ragionamento cozza, almeno per il momento, con quanto abbiamo visto nei “D” apparsi finora. Cos’hanno in comune le famiglie Monkey, Gol, Portgas, Hugwor, Trafalgar e Marshall? Quale dovrebbe essere lo scopo comune che accomuna sei famiglie (per ora) con persone tanto dissimili nei comportamenti, perfino nella famiglia stessa? Che ancora non ci sia stato mostrato? Oppure anche se si ha la D nel proprio nome di famiglia, non tutti hanno questa volontà ereditata?

la volontà della DRiporto il dialogo tra Kureha e Dorton alla fine della saga di Drum.

  • Kureha: …Conoscete Gol “D.” Roger ?
  • Dorton: D…? Intende Gold Roger? Non penso ci sia qualcuno al mondo che non conosca quel nome.
  • Kureha: …Capisco, ora lo chiamano così… Gold Roger. Sembra che la mia piccola renna si sia messa al seguito di un tipo davvero pericoloso…
  • Dorton:
  • Kureha: Quindi “D no Ishi” è sopravvissuto/a (è ancora vivo/a)

Teniamo in considerazione che Kureha aveva allora 139 anni ed è stata testimone praticamente degli ultimi 150 anni di storia. Come sappia della D è ancora un mistero, ma se prendiamo come base questo dialogo possiamo dire con certezza che lei ha rivisto in Luffy quel qualcosa che dovrebbe essere un fondamentale di questa “D no ishi”.

Luffy cos’ha fatto a Drum ? Ha messo i bastoni tra le ruote all’autorità del luogo, liberando il paese dalla sua presenza? In tal caso anche Teach ha fatto la stessa cosa, facendo fuggire Wapol da Drum. Oppure ha preso con sé un medico disagiato dell’isola? In tal caso, chi può dire attualmente che Doc Q non fosse un medico di Drum? No, dev’essere qualcos’altro. Qualcosa che ancora non abbiamo ben compreso, perché dubito che in 139 anni e nei 22 anni dopo la morte di Roger non abbia mai sentito nominare un D, visto che Garp, ad esempio, è un vice-Ammiraglio della Marina.

Mi hanno chiesto: La missione dei D sarebbe una traduzione accettabile?”

A mio dire sarebbe un’adattamento che potrei ritenere corretto in quanto non cozzerebbe con quanto “ishi” vuole intendere, ovvero una volontà, un intento, uno scopo. I due termini che formano la parola i-shi significano “idea, cuore, gusto, pensiero, desiderio, cura, simpatia” e “intenzione, piano, risoluzione, aspirazione, movente, speranza“, quindi una missione è quasi implicita nel termine, ma è solo un’adattamento, perciò la terrei come opzione di riserva onde evitarci problemi di sorta.

Non ci resta che attendere. Come al solito, no? Nel frattempo vi lascio riflettere su questo scopo, su questo obiettivo, su questa volontà da portare a termine che questo/i D si tramandano da tempi a noi tutt’ora ignoti.

Il Re

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Nome tabù di Trafalgar D Water Law

nome tabù

Cos’è il nome tabù di cui parla Trafalgar D Water Law?

Stavo rileggendo vecchie traduzioni e mi sono imbattuto nel dialogo in cui Law dice a Buffalo e Baby 5 che il suo nome è Richard Phil… no, questa è un’altra storia… dicevo, il suo nome è Trafalgar D Water Law. La cosa strana è che Law afferma testualmente: “D è un nome nascosto, mentre Water è il mio nome tabù.” Al che mi sono chiesto che cosa significasse quel “nome tabù” e sono andato a vedere cosa traduce la Star Comics. Loro scrivono: “D. è un nome da nascondere, Water si usa per chi è defunto.” Visto che le due frasi cozzano parecchio, sono andato ad indagare e sono finito sulla wikipedia giapponese, dove ho scoperto cosa diavolo significa questo termine particolare nipponico conosciuto come “imina”.

Imina significa “nome tabù”, tradotto anche come “nome vero”, ed è legato attualmente alle persone defunte e ai nobili. Il concetto di nome tabù ha origine in Cina, noto come huì (), dove si riteneva irrispettoso riferirsi ad una persona con il suo vero nome quando questa non era uno stretto conoscente: da qui nasce il concetto di nome tabù. Inoltre, gli imperatori cinesi vietarono l’uso dei caratteri dei loro nomi in modo che nessuno potesse utilizzarli tranne che loro stessi, il che diventava un problema quando i caratteri in questione erano particolarmente comuni.

Nel Giappone antico, il nome vero era raramente pronunciato, poiché si credeva che conoscerlo poteva renderti in grado di influenzare il fato del suo possessore. Chiedere ad una giovane donna il suo vero nome equivaleva ad una proposta di matrimonio e se la donna lo svelava era come se avesse accettato la proposta. Esistevano, inoltre, dei nomi d’infanzia che andavano a nascondere il vero nome. Questi venivano poi mutati nei nomi veri quando si raggiungeva l’età adulta, i quali erano comunque spesso tenuti nascosti. Il nome vero completo veniva usato per distinguere ufficialmente la persona durante la cerimonia del Gempukku, un rito di passaggio dopo il quale si è ufficialmente riconosciuti come membri di un clan, guadagnando relativo status.

Nel Giappone moderno, il nome tabù riguarda solo l’imperatore, a cui ci si riferisce solo come Tennō Heika (Sua Maestà l’Imperatore) o Kinjo Heika (Sua Maestà in carica). Il popolo giapponese ha avuto tanto rispetto di questa usanza che gli storici hanno dimenticato moltissimi nomi veri di altrettanti personaggi storici. Inoltre, quando una persona muore, il suo vero nome diviene tabù e non è più pronunciato.

Ahimè, da questo discorso non ho cavato un ragno dal buco, perché non sono riuscito a capire perché Law debba essere il primo e il solo nella storia a possedere un nome tabù, ma almeno mi sono chiarito che cosa sia questo “imina” di cui non avevo capito nulla fino ad ora. Mi sembra una cosa troppo particolare per averla inserita così, come se nulla fosse, guarda caso ad un personaggio che ha la D nel nome, e sono propenso a pensare, per quanto non si possa definire errata a livello di traduzione, che la versione della Star Comics non sia giusta con il contesto. Perché in questo caso “Water” si dovrebbe usare per chi è defunto? Law è vivo e vegeto. Non è più facile che il suo nome tabù sia dovuto al fatto che nel North Blue la sua famiglia fosse considerata importante, magari perché composta da medici di fama e quindi facenti parte di un clan? O tutta questa faccenda è semplicemente una trovata di Oda, che ha voluto sviluppare il personaggio successivamente e si è inventato questa cosa del nome tabù? Quest’ultima ipotesi, sinceramente, mi sembra una trovata poco convincente, soprattutto perché la sua famiglia ha un peso sulla trama molto grande a livello storico.

Come al solito, chi vivrà vedrà.

Il Re

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