L’eredità degli Antichi e la missione di Gol D. Roger

Gol D. Roger

L’eredità degli Antichi e la missione di Gol D. Roger

Avvertenza: il presente articolo non si pone solo l’obiettivo di analizzare il viaggio di Gol D. Roger in sé, ma prova anche a contestualizzarlo nel quadro del progetto e dell’eredità degli antichi, analizzando il modo in cui questi ultimi condizionarono le future generazioni, fino ad arrivare all’eredità lasciata dallo stesso Gol D. Roger. Motivo per cui partiremo da molto lontano, e lo faremo ponendoci la stessa domanda che si pose il professor Clover nel capitolo 395: “Perché esistono i Poneglyph?”

Il professor Clover, insieme al suo team di archeologi, dedicò buona parte della sua vita allo studio di questi antichi manufatti. In funzione di ciò che scoprì, concluse che queste pietre indistruttibili furono pensate per consegnare ad imperitura memoria i tratti salienti di un passato che non poteva e non doveva essere dimenticato. Scriverlo soltanto sui libri non sarebbe stato sufficiente né sicuro, in quanto, oltre al tempo, vi era un nemico ben più agguerrito e risoluto: una coalizione di regni, conosciuta poi come Governo Mondiale, decisa a cancellarne ogni traccia.

Ma se l’intento era quello di mettere al corrente le future generazioni della storia passata e dei suoi segreti, perché non incidere le pietre in lingua comune? Perché rendere questo messaggio tanto complesso da decifrare?

Il motivo in realtà è semplice: evidentemente vi erano informazioni che non sarebbe stato saggio rendere accessibili a tutti, almeno non senza una preventiva mediazione. Informazioni che avrebbero potuto spaventare le menti più deboli e ingolosire quelle più perverse.

Prendiamo ad esempio il caso delle Armi Ancestrali, o quello, non ancora confermato, della sperimentazione umana e dei frutti del Diavolo. Cosa pensate sarebbe accaduto se persone di media o scarsa cultura, non avvezzi a girare il mondo, avessero letto di una storia condita da tre armi in grado di distruggere il mondo e di un Regno tanto avanzato tecnologicamente da rendere reale l’assunto “L’uomo che si fa Dio“?

In un mondo che sarebbe prevedibilmente piombato in un medioevo scientifico-culturale, come poi è accaduto, con chi pensate si sarebbero schierati costoro? Con quel regno che metteva il progresso davanti ad ogni altra cosa e predicava l’uguaglianza tra i popoli, oppure con i suoi detrattori? Con buona probabilità, come la storia insegna, i progressisti sarebbero stati additati come pazzi, mostri… demoni. Ecco perché dare in pasto ad un mondo non ancora pronto informazioni del genere avrebbe significato la completa rovina.

Di qui, probabilmente, la scelta di usare una lingua ben diversa da quella comune. Una scelta che implicava una condizione di assoluta rilevanza: fatto salvo il clan Kozuki, che si tramandò la capacità di leggere e scrivere i Poneglyph, al resto dell’umanità non restava che studiarli per poterli decifrare. In altre parole, lo studio, e quindi la conoscenza, diventò automaticamente non solo lo strumento per poterli tradurre, ma anche l’unico modo per poter comprenderne il contenuto! D’altronde abbiamo appena detto che senza un’adeguata preparazione culturale non è possibile sviluppare senso critico, e senza questa capacità è impossibile a sua volta riuscire ad effettuare le scelte più opportune, distinguendo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

A nostro parere, questo deve essere stato il dilemma di fronte al quale si sono trovati Gol D. Roger e i pirati Jolly Gol D. Roger. Un dilemma insolvibile senza la giusta levatura intellettuale. Al di là di tutto ciò che diremo fra poco al riguardo in modo più approfondito, Gol D. Roger non fu in grado di dare un’ interpretazione incontrovertibile a quello che apprese, tant’è vero che lo stesso Rayleigh a Sabaody confessò a Robin che, alla fine del viaggio, pur venendo a conoscenza della stessa storia che loro scoprirono, sarebbero potuti giungere a conclusioni diametralmente opposte.

A tal proposito apriamo una breve parentesi chiarificatrice, perché è bene fugare ogni dubbio:

Le esatte parole di Rayleigh (che il Re ha gentilmente tradotto per noi), a precisa domanda, furono:

“[…] La verità è che abbiamo scoperto TUTTA la storia”.

Motivo per cui è possibile affermare con certezza che a Gol D. Roger e compagni non mancasse alcun pezzo, e dunque, che la loro incapacità di tirare le somme in modo univoco non fosse affatto imputabile a questo. Inoltre è presumibile che il Rio Poneglyph sia strutturato in maniera tale da rendere impossibile a chi non lo legga per intero di venire a conoscenza di TUTTA la storia.

Detto questo, quindi, abbiamo capito e assodato uno dei pilastri fondanti di tutto il ragionamento, ossia: senza un’adeguata preparazione culturale non è possibile dare una corretta interpretazione della storia. Un concetto che se vogliamo è banale, dato che vale a tutti i livelli, e non certo solo in One Piece.

Chi è che invece possedeva queste caratteristiche? Naturalmente i ricercatori di Ohara.

Allora vi facciamo la seguente domanda: secondo voi, un ricercatore di Ohara sarebbe stato in grado di compiere l’impresa di Gol D. Roger, conquistando l’intera Grand Line?

Anche in questo caso la risposta è banale, ed è no, perché mancava loro ciò che invece competeva a Gol D. Roger, ossia le doti e i mezzi pirateschi, che di fatto gli permisero di girare il mondo, di conoscerlo e di conoscerne le genti, facendo fronte ad ogni sorta di pericolo che la navigazione, specialmente dentro la Grand Line, poteva mettergli dinanzi. A tal proposito risulta emblematico ciò che disse Rayleigh a Robin continuando nella sua spiegazione:

“[…] Osserva con attenzione il mondo”.

Attenzione: “osserva”, non “osservate”.

In quel momento, infatti, si stava rivolgendo alla Robin studiosa di Ohara, affinché colmasse la lacuna che il professor Clover e gli altri presentavano, ossia, come già detto: la mancanza di doti piratesche tali da permettergli di girare il mondo, di osservarlo e di conoscerlo. Pur essendo vero e indiscutibile che Nico Olvia ed altri ricercatori presero il mare alla ricerca di altri Poneglyph, siamo ben lungi dalla condizione di cui stiamo parlando, tant’è vero che si fecero catturare dalla Marina ancora prima di aver completato la loro missione.

Di fatto, anche le successive parole di Rayleigh cominciano a quadrare:

“[…] Di noi così come della gente di Ohara si potrebbe dire che siamo stati un po’… avventati”.

Già… perché mai sarebbero stati avventati?

Perché, se non fosse ancora chiaro, erano entrambi completamente sprovvisti di una delle due condizioni essenziali sopra citate, che in definitiva possiamo riassumere come segue:

  1. Conoscenza del mondo e delle sue genti, acquisita con l’esplorazione dei mari e il relazionarsi con le varie razze e popolazioni presenti sulla terra.
  2. Nozioni storiche-culturali tipiche di uno studioso.

D’altronde, non è possibile decidere del futuro senza un’adeguata conoscenza del passato (condizione culturale) e del presente (condizione piratesca).

Alla luce di questo, possiamo cominciare col dare un significato completamente nuovo, ad esempio, alla presenza di un Poneglyph nella sacra terra dell’archeologia, qual era Ohara. Infatti, nell’ipotesi di un Regno sufficientemente avveduto e lungimirante, quale potrebbe esser stato il Grande Regno dell’antichità, è assolutamente convincente che gli antichi posizionando un Poneglyph ad Ohara cercassero una commistione fra levatura intellettuale e capacità piratesche, che doveva realizzarsi spingendo da un lato i ricercatori ad interessarsi e studiare quelle pietre, ma sperando, d’altra parte, che un giorno uno di loro sarebbe riuscito a possedere le doti di un pirata e/o avrebbe incontrato l’uomo della provvidenza. Condizione che, per la prima volta dopo 800 anni, viene a compimento evidentemente nel momento in cui Nico Robin si unisce alla ciurma di Luffy.

D’altronde, se è vero che il Poneglyph affidato agli Shandia doveva essere protetto per via delle informazioni sensibili in esso contenute, non è parimenti logico pensare ad una sorte simile per quello di Ohara. Chi avrebbe dovuto difenderlo in tal caso? I ricercatori? Sono stati a malapena in grado di occultarlo. Quindi è evidente che il motivo per cui venne affidato loro un Poneglyph non fosse tanto quello di proteggerlo ma quello di studiarlo, permettendo così all’umanità di cominciare a camminare nella giusta direzione.

Ma, arrivati a questo punto sorge spontanea un’altra domanda: se il Grande Regno ha tenuto conto di questi due fattori, evidentemente aveva architettato un progetto molto più ampio e su scala più vasta per garantire che quelle memorie storiche sopravvivessero alla storia stessa.

Qual era dunque questo progetto?

A nostro parere, ad una prima fase, consistente nell’esplorazione dei mari e nella conoscenza del mondo e delle sue genti, che si sarebbe chiusa con l’approdo sull’ultima isola (dove si sarebbe venuti a conoscenza dell’esistenza dei Poneglyph, della civiltà che li fece scolpire e di Raftel), doveva seguire una seconda fase di ricerca, studio e traduzione dei Poneglyph sparsi per il mondo.

Per fare ciò il Grande Regno avrebbe dovuto necessariamente agire su più livelli, tenendo conto di molteplici variabili. Anzitutto, come dicevamo all’inizio, bisognava conciliare la necessità di salvaguardare il loro sapere dal tempo e da possibili nemici, con la volontà di far arrivare il messaggio a colui che un giorno sarebbe stato in grado di cambiare le sorti del mondo, e abbiamo capito che in quest’ottica si inquadrano bene le scelte di usare un materiale indistruttibile e una lingua molto difficile da tradurre.

Rimane tuttavia ancora un grado di vulnerabilità: infatti le pietre, se trovate, potevano essere prelevate e fatte sparire. Bisognava dunque curarsi di nasconderle per bene, in particolar modo quelle più importanti (ovvero quelle del Rio Poneglyph). Al contempo, però, era necessario fare in modo che solo coloro in grado di tradurre quei caratteri sarebbero stati in grado di trovarle. Ecco spiegata la funzione dei Poneglyph di locazione, ossia quelli che indicano la posizione di altri Poneglyph, senza i quali evidentemente sarebbe stato molto difficile, per non dire impossibile, trovarli tutti.

Ma se tutti i Poneglyph furono nascosti più o meno accuratamente, dato anche il loro numero estremamente esiguo, come avrebbe fatto l’eventuale predestinato a cercarli se non ne avesse mai visto uno in vita sua? Evidentemente bisognava porre da qualche parte nel mondo qualcosa che, oltre ad essere facilmente rintracciabile, mettesse al corrente dell’esistenza di queste pietre, di Raftel e di tutto ciò che era necessario sapere per completare l’opera, compresa l’esistenza del clan Kozuki.

A tal proposito, direte voi: perché non affidare a Ohara la stessa conoscenza lasciata in eredità al clan Kozuki?

Se abbiamo capito il ragionamento la risposta è banale: così come l’abito non fa il monaco, la sterile capacità di leggere e scrivere una lingua morta non faceva dei Kozuki dei luminari, quindi, sebbene avessero potuto tranquillamene decifrare il contenuto di un Poneglyph, non avrebbero avuto gli strumenti culturali necessari a capire e interpretare il messaggio finale, tant’è vero che quest’ultimo non fu mai tramandato, e morì insieme alla prima generazione di scalpellini.

Ciò che importa tenere a mente è che non è possibile, né pensabile, bypassare la fase di studio e di ricerca che porta alla decifrazione dei Poneglyph, e pretendere poi di capire oltre ogni ragionevole dubbio il loro contenuto. Questa è una tappa forzata e assolutamente necessaria. Ecco perché Gol D. Roger, come vedremo fra poco, costituì, con buona probabilità, l’unico vero grande “imprevisto” all’interno di questo complesso meccanismo di trasmissione delle informazioni ideato dall’antico regno.

Lui difatti non ebbe alcuno studioso in ciurma, ma, per quel che riguardava la traduzione, si affidò a Oden Kozuki, il discendente diretto di un clan che era stato inserito nel computo delle informazioni salienti sui Poneglyph con uno scopo completamente diverso rispetto a quello di agevolare l’eventuale predestinato nella decifrazione di queste pietre. In altre parole, Gol D. Roger, pur avendo molte carte in regola per rivestire il ruolo di uomo della provvidenza, bypassò la fase più importante, tant’è vero che, alla fine, a prescindere da tutti gli altri fattori di cui parleremo a breve, non fu in grado di arrivare ad una conclusione univoca e incontrovertibile, ovvero pur essendo arrivato fino a Raftel, non fu in grado di farsi carico del peso della storia. La malattia non fece che peggiorare le cose. Anzi, è molto probabile che sia stata la stessa malattia a spingere Gol D. Roger per la via più breve, costringendolo ad essere “avventato”. Potremmo dire che nella ciurma di Gol D. Roger pur abbondando le doti intellettive scarseggiavano le doti intellettuali.

Ma c’è anche un altro elemento che giocò un ruolo chiave nella disfatta del Re dei Pirati. Un elemento che rappresenta il terzo pilastro fondante dell’intero progetto e di questo articolo: il tempo.

Gol D. Roger apparteneva alla generazione sbagliata. Mancò l’appuntamento col destino di appena vent’anni, ed il motivo è molto semplice. Immaginando quali potessero essere le mire degli antichi, è impossibile non tenere conto delle armi ancestrali. In qualche modo, di certo, queste andavano usate, ma non necessariamente come armi di distruzione di massa. Ciò implica che, quando Gol D. Roger arrivò a Raftel, le armi sarebbero dovute essere tutte parimenti disponibili, e noi sappiamo per certo che Poseidon all’epoca non era ancora venuta al mondo. Quindi oltre alla malattia, oltre all’incapacità di trarre dovutamente le proprie conclusioni, Gol D. Roger aveva di fronte un altro ostacolo insormontabile: la mancanza di un tassello cruciale per adempiere alla volontà degli antichi (e verosimilmente anche alla promessa fatta da Joyboy).

Ecco perché Rayleigh disse a Robin:

“[…]Anche se in questo momento vi rivelassi ogni cosa a proposito della storia, non potreste fare alcunché…!!”

Eppure, nonostante la presenza di numerosi fattori a giocare contro di lui, Gol D. Roger fu l’uomo imprevisto di cui il Grande Regno aveva estremamente bisogno, perché fu colui che rese il meccanismo di trasmissione delle informazioni ideato dagli antichi, praticamente perfetto.

Affermare una cosa del genere capite bene che equivale a contemplare degli errori, o comunque degli elementi di vulnerabilità che avrebbero potuto compromettere la buona riuscita del progetto.

I più attenti di voi avranno di certo notato che non abbiamo ancora analizzato il pezzo più importante della catena, quello da cui sarebbe dovuto cominciare tutto, ossia il “contenitore” delle informazioni posto sull’ultima isola, la fonte da cui il prescelto avrebbe dovuto venire a conoscenza di tutti i dati preliminari e necessari per poter cominciare la ricerca dei Poneglyph. Come abbiamo già detto, questo elemento doveva godere di alcune proprietà particolari, in quanto doveva essere al contempo facile da trovare ma insospettabile da parte della Marina o del Governo Mondiale. Doveva inoltre essere in grado di perdurare nel tempo, almeno finché non avesse adempiuto alla sua “missione”; d’altra parte doveva essere estremamente selettivo nei confronti di coloro che gli si sarebbero posti davanti.

Analizziamo le ipotesi che circolano.

  • Gol D. Roger potrebbe aver trovato un Poneglyph.

Ci sentiamo di escluderlo, il Governo lo avrebbe certamente spostato, a maggior ragione se doveva rispettare il vincolo di essere facilmente rintracciabile. Inoltre, come avrebbe fatto Gol D. Roger ad apprendere le informazioni in esso contenute? Ascoltandone la voce direte voi. Ma se il suo potere gli dava questa capacità, allora perché reclutare Oden? La presenza a bordo di quest’ultimo sarebbe stata superflua. Tra l’altro, usare un Poneglyph per svelare l’esistenza dei Poneglyph stessi non ci sembra una trovata brillante.

  • Gol D. Roger potrebbe aver trovato una sorta di “Stele di Rosetta”.

Questa teoria circola insieme a quella che vuole che una stele di questo tipo si trovi a Raftel. Nulla di più sbagliato. A Raftel non può esserci nulla di simile, perché per arrivarci occorre conoscere la lingua antica e tradurre i 4 Road Poneglyph, sicché tale stele sarebbe superflua. Che si trovi sull’ultima isola è parimenti impensabile, perché altrimenti gli antichi avrebbero consegnato a chiunque mettesse piede sull’isola la chiave per giungere a Raftel, alla verità e alle armi ancestrali. Si pensi a Kaido e Big Mom, ma soprattutto al Governo. Avrebbero potuto persino farla sparire. Inoltre, avendo Gol D. Roger appreso i fondamenti di traduzione dalla stele, la presenza di Oden sulla sua nave sarebbe divenuta nuovamente superflua.

  • Gol D. Roger ha semplicemente ascoltato quelle informazioni da un oggetto sull’isola o dall’isola stessa.

Impossibile. A questo punto Gol D. Roger avrebbe potuto ascoltarle anche da altre isole o da altri oggetti sparsi per il mondo. Senza contare che in questo modo il suo potere assumerebbe dimensioni bibliche.

Veniamo allora alla nostra ipotesi.

  • Gol D. Roger ha incontrato sull’ultima isola un animale millenario

A nostro avviso sì. Innanzitutto perché la capacità di ascoltare un animale pare non essere così rara, né così comune (Gol D. Roger e Oden prima, Luffy e Momonosuke poi). Inoltre questa ipotesi supera le obiezioni mosse alle altre: come avrebbe potuto un animale, a prescindere dal tipo, essere sospettato di detenere tali informazioni? Inutile dire che abbiamo già un precedente, ossia Zunisha, a conferma del fatto che animali tanto longevi esistono e che possono essere ascoltati, o addirittura che con essi si può parlare (nel caso di Momonosuke). Perché allora non immaginare che gli antichi scelsero un altro animale per adempiere a questa missione?

Ma veniamo alla domanda di partenza

Se un animale millenario rispetta tutti questi vincoli, perché avrebbe rischiato di essere un importante fattore di vulnerabilità all’interno del progetto? Per poter rispondere è necessario introdurre il concetto di “missione”, che, leggendo il manga, sembra essere strettamente connesso all’esistenza stessa dei Poneglyph, e non solo.

Ad esempio, dopo aver letto il Poneglyph di Shandora, Robin dice che esso (e di conseguenza gli Shandia) ha finalmente assolto al proprio compito.

Sulla base di quanto detto in precedenza, possiamo affermare che, nel momento in cui Robin si unì alla ciurma di Luffy, anche il Poneglyph di Ohara adempì alla sua missione, cioè quella di propiziare l’incontro tra colui che avrebbe cambiato il mondo e qualcuno un grado di comprendere il messaggio.

Ma, se riflettiamo un attimo, anche il Poneglyph presente sull’isola degli Uomini-Pesce attende che si compia la sua missione (in questo caso riguarda la promessa fatta da Joyboy). Per riflesso, anche l’arca Noah attende che si compia il suo destino, esattamente come le armi ancestrali.

Potremmo allora allargare il ragionamento a Zunisha. Riteniamo verosimile, infatti, che gli antichi condannarono l’elefante millenario a portare i Mink, finché non fosse arrivato il giorno in cui, giunto qualcuno in grado di parlargli (Momonosuke), questi, dandogli un ordine preciso e facendo adempiere a Zunisha la sua missione, avrebbe estinto la sua condanna. Quale? Lo scopriremo tra qualche anno.

E allora perché non immaginare che anche sull’ultima isola ci fosse un animale adibito ad una missione, cioè quella di dare a chi giungesse lì e fosse in grado di ascoltarlo, le informazioni di base per iniziare la ricerca? Una missione che, una volta conclusa, avrebbe sciolto l’animale dal suo vincolo, permettendogli così, dopo 800 lunghi anni, di morire in pace.

Ebbene, l’uomo che per la prima volta, dopo secoli, fu in grado di ricevere quelle informazioni, non fu colui che gli antichi speravano che fosse. Gol D. Roger, una volta giunto sull’ultima isola, ebbe modo di ascoltare l’animale e ciò che egli aveva da dire. Gli permise, un po’ ingenuamente, di adempiere alla sua missione, e di lasciare il mondo. Ma Gol D. Roger non era l’uomo in grado di portare a compimento la volontà degli antichi, lo abbiamo detto. Anzi, una volta morto l’animale, lui avrebbe rischiato di tramutarsi nella pietra tombale su tutto il progetto, dato che, fatalmente e disgraziatamente, anche lui era in procinto di tirare le cuoia per via della malattia.

Gol D. Roger, in altre parole, era l’imprevisto all’interno di un piano quasi perfetto, brillante… oseremmo dire divino. Un piano così ambizioso da pretendere di compiersi in qualsiasi momento, di qualsiasi era. Bastava solo che venissero soddisfatte le quattro condizioni cardine di cui abbiamo parlato: conoscenze storiche, capacità piratesche, coincidenza temporale e capacità di “sentire la voce delle cose”, senza la quale sarebbe stato impossibile ascoltare l’animale.

Una volta arrivato a Raftel, Gol D. Roger capì di aver fatto un errore. Capì di non essere l’uomo che gli antichi stavano aspettando, perché era stato avventato, ma anche sfortunato. A quel punto non gli rimaneva che una scelta. Compiere la volontà degli antichi? No, non ne avrebbe avuto la capacità. Gol D. Roger, brillante com’era, fece qualcosa di meglio: creò da zero la sua missione, facendosi prosecutore materiale di quella volontà, in modo da permettere ad altri dopo di lui di poterla compiere al suo posto, ma migliorando al contempo l’intero meccanismo ideato dagli antichi. In altre parole, prese quest’unica vulnerabilità e la trasformò nel pilastro solido che non era mai stato, chiedendo a Oden, dopo aver sciolto la ciurma, di incidere in lingua comune il trentunesimo Poneglyph.

Vi siete mai chiesti, infatti, come facesse Tamago a conoscere tutte quelle informazioni sulle antiche pietre se Big Mom non ha mai avuto modo di poterle tradurre? Escludendo a priori la disgustosa idea che qualcuno della ciurma di Gol D. Roger abbia tradito, l’unico modo che ha un pirata comune, fosse anche imperatore, di venire a conoscenza di quelle informazioni è mediante una stele scritta in lingua comune e facilmente rintracciabile sull’ultima isola. Questo se non altro conferma le parole di Inuarashi, quando disse:

“[…] Solo una volta arrivati al punto finale indicato dai registri ci si può imbattere nel mistero dei Poneglyph, degli antichi caratteri e della civiltà che li ha creati, così come in quello della reale esistenza dell’ultima invisibile isola, Raftel!”

Ma, direte voi, non viene meno ad una delle condizioni citate all’inizio?

Ed è proprio a questo che servì principalmente salire su quel patibolo a Loguetown. Gol D. Roger sapeva bene che un Poneglyph sull’ultima isola, messo magari ben in vista, avrebbe avuto vita breve, specialmente con la Marina libera di scorrazzare per i mari (d’altronde fu proprio per questo che ipotizziamo sia stato scelto un animale da parte dell’antico regno). Decise allora di ponderare bene le sue ultime parole, per fare in modo che la fiammella accesa dagli antichi non solo sopravvivesse a lui stesso ma addirittura bruciasse più che mai in ogni angolo del mondo. Diede inizio alla prima vera Era della Pirateria, spingendo molte più persone lungo quello stesso cammino che era la Grand Line e che inevitabilmente avrebbe portato all’ultima isola, là dove chiunque sarebbe stato in grado di apprendere dell’esistenza dei Poneglyph.

Ma di contro cosa ottenne? Tutti coloro che presero il mare, spinti dall’idea di ottenere ricchezza, fama e potere cominciarono a darsi battaglia lungo tutta la Grand Line. Nel Nuovo Mondo, poi, si vennero a creare dei veri e propri territori di proprietà degli Imperatori. In altre parole, Gol D. Roger impose un blocco invalicabile, fatto di navi, uomini e spade, fra il Poneglyph e la Marina, impedendo loro di raggiungere in maniera agevole l’ultima isola.

Ma è anche vero che, in fin dei conti sarebbe bastato anche un solo pirata che avesse sparso la voce, e ogni azione della Marina e del Governo di occultare quella pietra sarebbe stata vana. Proprio come è avvenuto, tant’è che Tamago parla, evidentemente, per sentito dire.

Ma allora vi chiederete: come mai l’Antico Regno ha scelto maggiore segretezza?

Perché non mettere il mondo a conoscenza dei Poneglyph, senza estreme selezioni iniziali, e poi affidare a quei pochi eletti in grado di studiarli e tradurli di concludere il viaggio, giungere a Raftel e compiere la loro volontà?  In fin dei conti è proprio quello che ha fatto Gol D. Roger, e abbiamo appena detto che lui migliorò quel meccanismo di trasmissione.

Ebbene, ci tocca ancora una volta parlare del concetto di “missione”.

Lo scopo degli antichi era quello di sparare un unico proiettile, che viaggiasse attraverso il tempo, fino a beccare il bersaglio, al centro, al momento giusto. Una follia, direte voi. Eppure è quasi successo. Il margine di errore è stato di una manciata di anni su ben otto secoli! Ma questa missione era troppo rischiosa, e difatti ha fallito, proprio nel momento stesso in cui Gol D. Roger ha messo piede sull’ultima isola. Lui se ne è reso conto solo arrivato a Raftel. Ecco allora l’idea geniale: riprogrammare l’intera missione, facendo in modo di colmare tutte le vulnerabilità del progetto iniziale. Difatti, quando Baffibianchi parla con Teach, a Marineford, non dice: “Non sei tu colui che gli Antichi stavano aspettando” bensì “Non sei tu colui che Gol D. Roger stava aspettando”! La missione adesso è la sua, e come uno qualsiasi di quei Poneglyph, vi adempirà, quasi sdebitandosi con gli antichi, nel momento stesso in cui Luffy se ne farà carico, giungendo a Raftel.

Questo, se ci pensate, è proprio il significato di quella famosa “volontà ereditata” citata proprio da Gol D. Roger al capitolo 100. A voler essere completi, Gol D. Roger ha dato persino un senso alla “ciclicità delle ere”, altro elemento citato in quell’occasione. Difatti, un Poneglyph, pur dovendo adempiere ad una missione, non “muore” come farebbe un animale, nel momento in cui viene liberato dal suo vincolo. Rimane lì, ad imperitura memoria. Questo è proprio lo scopo per cui gli antichi scelsero di affidare al clan Kozuki la capacità, non tanto di leggere, ma di scrivere i Poneglyph.

Vi siete mai chiesti perché mai, dopo secoli, si sarebbe dovuto rendere necessario incidere ancora quelle pietre? Lo dice Raizo, al capitolo 820:

“[…] Ciò che però venne tramandato fu l’arte del leggere e scrivere gli antichi caratteri!”

Il motivo, a nostro parere, è molto semplice. Finché non fosse arrivato qualcuno in grado di cambiare le sorti del mondo, poteva venirsi a creare la necessità di consegnare alla storia altri accadimenti di importanza cruciale, affiché le future generazioni potessero capire, metabolizzare ed evitare di cadere nuovamente in fallo. Di fondo, è solo nel momento in cui si dimentica che si corre il rischio di ripetere gli errori del passato. Ecco perché esistono i Poneglyph. Ecco perché era estremamente necessario che tutti i singoli tasselli di quel messaggio fossero capaci di perdurare nel tempo, sopravvivendo alla storia stessa. Una cosa che è stata possibile solo grazie all’avvento dell’Era della Pirateria, che ora più che mai, è sinonimo di Libertà.

Cosa ha scritto quindi Gol D. Roger sul “suo” Poneglyph?

Sicuramente tutte le informazioni di base su queste pietre. Orientativamente è proprio ciò che Tamago dice di sapere al riguardo. Ma, se siete stati attenti fin qui, non vi sarà sfuggito di certo un dettaglio: Gol D. Roger ha inserito anche l’informazione sui Kozuki?

Evidentemente no. Lui, con buona probabilità, apprese del clan dall’animale, ma, nel momento in cui avrebbe lanciato l’Era della Pirateria per garantire al Poneglyph di resistere sull’ultima isola, se avesse riportato tal quale ciò che sapeva avrebbe rischiato:

  1. Di mettere a repentaglio la sopravvivenza del clan stesso, dato che chiunque avrebbe puntato su di loro piuttosto che spendere anni della propria vita a cercare di studiare e tradurre i Poneglyph. Basti pensare a Kaido e Big Mom, ad esempio.
  2. Di ripetere lo stesso errore commesso dagli antichi, inserendo una possibilità concreta di bypassare quel delicato processo di arricchimento culturale di cui abbiamo parlato e che abbiamo capito essere vitale per interpretare correttamente gli accadimenti del passato.

Ecco perché, in definitiva, possiamo definire quella di Gol D. Roger l’impresa di maggiore caratura mai compiuta lungo tutta la sua carriera da pirata, qualcosa che di fatto lo comprova quale Re dei Pirati.

Detto questo, il nostro percorso finisce qui. Se vi avremo tediato ci spiacerà molto. Se vi avremo interessati ne saremo lieti. Noi intanto ci siano divertiti da matti a pensare, sviluppare e scrivere questa teoria partendo da zero.

Ringraziamo il Re per averci tradotto tutti i dialoghi che avete letto, e un grazie speciale a tutti voi per aver retto fino alla fine un simile malloppo.

Benn & Ray

La Gazzetta di One Piece

Onepiecelab – Teorie ed Approfondimenti

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Le origini di Sanji [Teoria]

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Cari amici e cari lettori, ben ritrovati.

Molti di voi probabilmente si saranno chiesti: ma chi sarebbe il tizio dell’immagine? Se come me non seguite l’anime, non vi biasimo, perchè nel manga il soggetto si vede appena. Ma prima di dirvi di chi si tratta, vorrei stendere, con l’aiuto del Re, delle brevi premesse su Sanji per fare rapidamente il punto della situazione. L’obiettivo è capire cosa ci è stato riferito di rilevante sul suo conto fino a questo momento.

 

  1. Il più lontano ricordo del suo passato, al momento, risale all’incontro con Zef e alla sua esperienza di cuoco in una nave.
  2. Sembra sia nato nel North Blue e che per andare a vivere nel East Blue, dove ha lavorato, abbia attraversato la Red Line.
  3. Il nome della sua famiglia è Vinsmoke e stando alle parole di Brook pare sia molto potente/pericolosa.
  4. Fin da piccolo ha dimostrato una certa “levatura sociale” (pur non mancando, in età adulta, di imbruttire a maleparole, essendo stato svezzato in mezzo a pirati) e di nutrire un rispetto esagerato per le donne, al punto da rasentare l’amore viscerale per tutte quelle che rientrassero entro certi canoni di bellezza, poi neanche troppo ricercati.
  5. Da piccolo non aveva la giusta sensibilità nei confronti del cibo, tant’è che gettava gli avanzi.
  6. Da piccolo ha scoperto il sogno della sua vita: trovare l’All Blue.
  7. Sempre da piccolo ha avuto modo di leggere il libro sui frutti del diavolo.
  8. Da grande, poi, ha dimostrato una insolita attitudine alle missioni in solitaria e alle missioni sotto copertura.
  9. Ha dimostrato molta freddezza e capacità di autocontrollo (corredate dall’immancabile accensione di sigaretta) dinanzi a situazioni critiche o di pericolo.
  10. Ha dimostrato grande sensibilità e rispetto verso questioni di onore o doveri familiari (vedasi Jinbe, Violet o Kin’emon).
  11. Ha sempre avuto una certa consapevolezza delle sue origini, al punto da ritenersi spavaldamente “il più problematico della ciurma di Cappello di Paglia” con cui la Marina, la Flotta dei Sette o il Governo potessero avere a che fare.
  12. Ha dimostrato di possedere un gruppo sanguigno molto raro.
  13. Si è guadagnato una taglia con su scritto “Only Alive”.
  14. Ha sempre nascosto un segreto.

Caratteristiche peculiari di retaggio familiare:

  • Il colore dei capelli: biondo.
  • Il sopracciglio a spirale.
  • L’eleganza e il bon ton.

Stile di combattimento :

  • Appreso da Zef
  • Appreso da Ivankov

Proviamo quindi a fare questa analisi.

Se fosse di famiglia nobile/borghese si spiegherebbe anzitutto l’educazione, il bon ton, l’eleganza e l’etichetta ricercata, che per carità, calza a pennello addosso a uno chef di ispirazione francese, ma il punto è che se anche la scuola di cucina insegnasse un minimo di galateo, da qui ad esasperarlo e farne quasi uno stile di vita ne passa. Di sicuro, in ogni caso, una cosa che non potrebbero mai insegnare è gettare gli avanzi (cosa che nelle famiglie più ricche è quasi un’abitudine). Sanji infatti, impara questa lezione di vita sulla sua pelle, proprio durante il suo apprendistato di cuoco.

Ma non è finita qui.

Una famiglia nobile non si distingue certo solo per eleganze, etichetta o “spocchiosità”. Un retaggio del genere può garantire l’accesso a luoghi altrimenti inaccessibili. Ecco quindi che il fatto di aver letto il libro dei frutti potrebbe essere non tanto il culo di un bambino qualsiasi che lo trova per caso e lo legge, ma il culo di nascere in una certa famiglia, la cui biblioteca possibilmente è talmente fornita da annoverare anche libri del genere. Non è da sottovalutare, a proposito, la cultura di Sanji. Conosceva la storia di Noland, e va beh, nel North Blue la conoscevano praticamente tutti… ma conosceva bene anche i Samurai e Wano. Se ricordate, è stato lui a “smascherare” Kinemon per via del chonmage a Punk Hazard. Per non parlare poi di quante ne sappia in fatto di “scienza in cucina”, roba da far rosicare perfino Bressanini. Ricordate la cottura delle nubi di Skypiea per ricavare acqua? La cottura con pietre roventi? Il cristallo di salgemma di Robin (riconosciuto a colpo d’occhio) ? Questi sono solo degli esempi per dire che ha sempre avuto anche una certa attitudine allo studio e alla cultura, che nel mondo di One Piece (ma anticamente anche nel nostro) è sinonimo di borghesia e nobiltà.

E ancora, una famiglia ricca e nobile è spesso una famiglia che non si fa mancare vizi e sfizi. Al giorno d’oggi forse si può concepire con difficoltà, ma un tempo, tipo un paio di secoli fa, specialmente fra i più alti ceti sociali era usanza riunirsi e organizzare feste all’insegna del tabacco, tanto quanto all’insegna del tè. Sarà un caso che si terrà un Tea Party con una famiglia che di nome fa Vin-smoke, e che Sanji, loro terzo figlio, abbia il vizio di fumare? Per non parlare poi dell’omosessualità, che è legata alla figura di Sanji per mezzo dei Transformati. Anticamente (tipo antica Grecia e antica Roma, ma non solo) erano molto di moda i rapporti pederastici, tanto quanto i rapporti omosessuali. Senza distinzione di classe, questo avveniva in assoluta normalità, probabilmente non senza casi di disagio (anche perchè spesso si abusava), ma di certo senza il clamore e lo scandalo che susciterebbero oggi. La cosa naturalmente era molto presente nelle ville degli aristocratici, dove festini e bunga-bunga facevano parte del palinsesto quotidiano. Persino oggi, nella cultura di massa, sembra che stia passando il messaggio che questa roba fosse quasi un “vizio per ricchi”. Di sicuro, nella nobiltà di un tempo, era di una normalità quasi sorprendente. Ecco perchè penso che, al di là della gag azzeccatissima, ci sia un vago richiamo alle sue origini.

Infine, antiche dicerie sostengono che le famiglie reali si distinguessero dalle altre per il sangue, non tanto per il colore di questo (che va beh, era “blu” per via dell’utilizzo di stoviglie d’argento e per via del fatto che, essendo bianchissimi, le vene risaltavano parecchio), quanto per il gruppo sanguigno. In breve molti credevano che avere il gruppo più raro fosse indice di nobiltà… tipo prescelto. E Sanji, guarda il caso, ha il gruppo sanguigno più raro del mondo di One Piece. Ora, se la suddetta storia abbia un fondo di verità o meno a noi importa poco, perchè tutto ciò che può far sugo si mette in pentola, ergo Oda non deve per forza ispirarsi a roba che nella realtà sia vera… basti il fatto che usi fiabe e favole =)

Tuttavia, anche se fin qui sembra che tutto torni, ci sono cose che la nobiltà non riesce a spiegare bene. L’attitudine alle missioni in solitaria e sotto copertura, ad esempio. L’incredibile autocontrollo in situazioni di pericolo. Per non parlare della spiccata sensibilità per le donne e per le problematiche familiari. Di certo il fatto di trovarsi in tenera età a fare il cuoco a bordo di una nave può significare solo due cose: o è fuggito, o è stato cacciato/abbandonato. Stando a ciò che dice nell’ultimo capitolo, io propenderei più per questa ultima ipotesi. Ergo, si potrebbe creare il terreno ideale per costruire un’infanzia non facile, come lascia intendere anche Brook sottolineando che per passare dal mare settentrionale a quello orientale si deve fare un viaggio assurdo e irto di pericoli.

Cosa potrebbe completare quindi il quadro?

A prescindere dai disagi familiari e la probabile morte della madre, che spiegherebbe, proprio come nel Genji, la sua passione per le donne,  se la sua famiglia avesse le mani in pasta negli affari della marina o, ancora meglio, nei servizi segreti del governo, ogni tassello tornerebbe a posto. Il Re sosteneva la tesi di una famiglia, oltre che nobile, anche mafiosa, e ci sta. In fondo quasi tutta la nobiltà di One Piece ha rapporti con la malavita (come abbiamo visto con Dress Rosa) e persino il loro modo di fare non sembra essere meno calzante.

Tuttavia l’ipotesi che vi proponiamo oggi è la seguente, ed è leggermente diversa da ogni altra che vi abbiamo proposto:

Sanji figlio ….. non di un nobile qualsiasi, non di un mafioso qualsiasi, nè di un astro e nemmeno di un reggente… ma di uno che dentro il Governo ha molto potere. Uno che ha trattato con Doflamingo per tutto questo tempo. Uno che probabilmente gestisce anche la CP0 e che di sicuro vive a Marigeois, e quindi è un nobile. Stiamo parlando dell’uomo con la bombetta visto nel capitolo 595! colui che, secondo le fonti più aggiornate, viene definito “funzionario governativo”.

Questo è uno dei pochi casi in cui l’anime risulta più utile del manga, perchè fa vedere meglio alcuni dettagli. Certo, stiamo parlando pur sempre dell’anime, ma non è il primo caso in cui alcuni dettagli vengono mostrati con più chiarezza (fidatevi, ve ne daremo atto più avanti). Quindi, posto che il design possa essere verosimile, che quindi sia realmente biondo e abbia un profilo mandibolare con annesso pizzetto molto simile a quello di Sanji (probabilmente ha pure le sopracciglia a ricciolo), l’idea che il padre sia lui regge benissimo. In fondo abbiamo dedotto che il padre di X-Drake fosse Diaz Barrel certo non solo dal nome, ricordate?

doflamingo

Come afferma Doflamingo nello stesso capitolo, il tizio sembra godere di grande potere all’interno del governo, ergo avrebbe l’autorità per far emanare un avviso di taglia con su scritto “Only Alive”. Di certo è un nobile, e quindi rende congruenti tutte le cose dette all’inizio. Di certo ha avuto a che fare con la malavita, avendo trattato per anni con Doflamingo. Probabilmente gestisce pure la CP0, e il fatto che nell’anime si veda intimorito da Doflamingo non deve trarre in inganno. In fondo colui che aveva davanti era pur sempre un mostro di potenza, e lui non è detto che fosse un temibile guerriero un tempo.

Allora rimane da chiarire solo una cosa: come mai Sanji dice di essere nato nel North Blue?

L’informazione secondo noi è vera, ma bisogna segnalare comunque che Marigeois è una terra sacra e che in Giappone nelle terre cosiddette non si può nè nascere nè morire, per non intaccare la sacralità del luogo. Dunque non c’è da stupirsi se, specialmente nel caso di concubine o seconde mogli (come è usanza fra i Draghi Celesti), queste vengano mandate a partorire lontano da Marigeois.

Arrivati a questo punto, ci rendiamo conto che le domande sono ancora tante, tipo: “che ruolo potrebbe avere Tsuru? (viste le chicche della cover del 124)” , “perchè un funzionario governativo dovrebbe combinare un matrimonio con una imperatrice?” , “potrebbe darsi che c’entri Bonney?” , etc…

Ecco, dato che non abbiamo nient’altro che aria fritta in mano, possiamo solo speculare e le idee sarebbero tantissime. Adesso sta più che altro al genio di Oda stupirci ancora una volta. Nel frattempo se vi volete sbizzarrire, fate pure le vostre teorie.

Per oggi è tutto, e abbiate fede che è regolare!

A presto!

Ray & Il Re

 

4.83/5 (18)

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L’occhio di Zoro [Teoria]

occhio di zoro

Di questi tempi non si fa altro che chiacchierare di Sanji e dei misteri che potrebbe celare. Ma è forse l’unico personaggio della ciurma del quale si sa ancora poco? occhio di Zoro.

Oggi parliamo un po’ di Zoro, per par condicio, ed in particolare di cosa potrebbe celarsi dietro la scelta di Oda di renderlo graficamente in questo modo. Molte sono le teorie in circolazione al riguardo. Questa non farà altro che aggiungersi alle altre.

NB: Raccomando ai lettori di tenere a mente la definizione di “teoria” e di prendere tutto quello che vi dirò con molta cautela.

Cominciamo.

Subito dopo il timeskip, Oda ci ha presentato Zoro con un nuovo outfit e una particolarità non da poco: un netta e figa cicatrice sull’occhio sinistro che sembra suggerire una sua possibile cecità, dovuta magari a qualche scontro particolarmente cruento con gli umandrilli o con Mihawk, sull’isola di Kuraigana. In realtà la certezza che Zoro abbia perso la vista da quel lato Oda non ce l’ha mai data, anche perchè lui non è di certo il primo con un taglio sull’occhio. Ricordiamo Shanks, Rayleigh e Fujitora, ad esempio. occhio di Zoro

fuji toraNel caso dell’ammiraglio, in particolare, abbiamo avuto contezza della sua condizione proprio grazie al fatto che di tanto in tanto Oda ce l’ha mostrato con le palpebre semi aperte, e attraverso queste è stato possibile notare la completa assenza della pupilla e dell’iride (tipica licenza fumettistica per indicare proprio uno stato di cecità). occhio di Zoro

Allora perchè Zoro continua a tenere saldamente chiuso il proprio occhio?
Solo perchè fa più figo?

Proviamo a contemplare un’altra ipotesi. occhio di Zoro

Partiamo dal luogo in cui Zoro in questi due anni si è allenato, ossia l’isola di Kuraigana. Questo termine significa letteralmente “davvero buio”, e si ispira fra le altre cose all’ambientazione del film di animazione: Nightmare before Christmas. In buona sostanza, Zoro per due anni si è allenato in un luogo privo di luce, dunque nulla di strano se i suoi occhi si siano abituati di conseguenza.
Allora è possibile che Zoro tenga la palpebra costantemente chiusa per evitare che il suo occhio sinistro si riabitui alla luce?

Di certo non sarebbe da scartare, specialmente se consideriamo che esistono molti luoghi del nuovo mondo dove potrebbe capitare di dover combattere nel cuore della notte o in condizioni di oscurità quasi completa, come l’isola di Kuraigana. Tra l’altro, l’espediente di chiudere un occhio per migliorare la visione notturna è una pratica frequente in campo militare, e in particolar modo fra i cecchini. Mi sono ricordato di questa scena, tratta dal film “Jack Reacher”, interpretato da Tom Cruise, nel quale si assiste proprio ad una cosa simile. Vi invito a visionarlo, parte già dal minuto 32:50 e termina a 33:50. Appena 60 secondi.

Dunque, un occhio per la visione diurna e uno per la visione notturna. Non sarebbe geniale? 🙂 Chissà che, ora che sta calando il buio su Zoo, non lo vedremo all’opera, a maggior ragione se si tiene conto che i Mink “notturni” sembrano non essere percepibili con l’Osservazione. O magari, forse, dovremo aspettare che qualcuno di nostra conoscenza, tipo Teach, risvegli il suo frutto… 😀

Naturalmente rimane sempre valida l’ipotesi che in realtà sia solo cieco, anche se non mi convince molto.

Voi che ne pensate? Vedremo forse lo sharingan? XD

Alla prossima!

Ray

 

4/5 (16)

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Saga di Zo: la storia di un popolo “magico” ?

zo

Saga di Zo: la storia di un popolo “magico”?

Con il capitolo 804 di One Piece scopriamo che Oda, nel creare il ducato di Mokomo, ha tratto parecchia ispirazione dall’antica Persia, e sebbene gli elementi siano molti, badate di non commettere l’errore di identificare Zo esclusivamente con ciò che riguarda l’oriente, perché parliamo solo di una fonte d’ispirazione in mezzo alla moltitudine di cui al solito si serve Oda. Ricordo infatti che è ancora attiva e potenzialmente valida la teoria sul Mago di Oz, per cui in questa saga potremmo scoprire la mitica città di smeraldo!

Momentaneamente, però, consideriamo l’aspetto magico che potrebbe caratterizzarla.

L’origine del termine “magia”.

downloadQuesto termine, neanche a farlo apposta, nasce proprio nell’antica Persia. Esso indicava esattamente “la dottrina e l’arte dei magi persiani”. Molti di voi probabilmente staranno pensando ai famosi Re magi. In effetti, pur non sapendo molto sul loro conto, nè se siano realmente esistiti, è certo che nel racconto biblico venissero dall’Oriente. Ma chi erano i magi persiani?
Come hanno dimostrato recenti ricerche di settore, con questo termine si indicavano i vecchi saggi. In pratica sarebbero da vedersi come la versione orientale dei “savi” latini o dei “filosofi” greci. L’attribuzione di doti magiche concerne più l’ambito religioso ed esoterico, ma fra errori di traduzione e false attribuzioni (come spesso accade) alla fine ci ritroviamo con un termine (“magia”) che a tutto fa riferimento, tranne che alla filosofia.
Oggi siamo abituati ad associate a questo termine il compimento di azioni sovrannaturali, che generalmente implicano il dominio e la manipolazione delle forze della natura. Proprio in questo senso era intesa anche la competenza dei famosi magi persiani, che, ribadisco, molto probabilmente in realtà erano solo persone con una elevata istruzione.

Comunque ciò che importa, per ora, è tenere a mente questo semplice collegamento:  Antica Persia -> Magia -> Manipolazione della natura.

I Nani di Green Bit

Kab-san one piece Uno dei più recenti riferimenti alla magia che ricordo è quello esplicito fornito da alcuni esponenti della tribù Tontatta, al capitolo 711. Precisamente, come viene anche spiegato, questo termine indica il potere di un frutto del Diavolo.

Al riguardo quindi abbiamo tre interpretazioni:
– quella spirituale, menzionata da Jabra, secondo cui all’interno dei frutti risiederebbe lo spirito di un demone;
– quella scientifica, menzionata da Blueno e Rucchi, secondo cui il tutto si basa su qualche meccanismo di carattere genetico (come si apprende successivamente grazie a Franky).
– quella magica, menzionata dai Nani, di cui abbiamo appena parlato.

I nani, d’altronde, sono un popolo in perfetta sintonia con la natura. Tutta Green Bit, comprese quelle piante enormi che abbiamo visto, era opera loro. Non a caso erano stati impiegati da Doflamingo nella produzione di Smiles.

Allora, forse, non è tanto fuorviante cominciare a pensare che anche i Mink, essendo per metà animali, e dunque essendo a stretto contatto con la natura, possano avere, in virtù di quanto detto sull’origine persiana del termine “magia”, un collegamento con la stessa, che passi proprio attraverso un qualche utilizzo dei frutti del Diavolo, o qualcosa di equivalente.

Gli Anyoto e le segrete congreghe d’Africa

AnyotoGli Anyoto sono una fra le più tristemente famose società segrete del Congo, con una lunga e caratteristica tradizione rituale a stampo magico. Noti nella letteratura europea come “uomini-leopardo” per l’usanza degli adepti di coprirsi con una pelle di leopardo e di lacerare il corpo delle vittime con le unghie di questo animale,  furono protagonisti di efferati delitti sia contro i bianchi che contro gli africani. Di congreghe simili ne esistono parecchie, come gli uomini-coccodrillo, gli uomini-leone, etc… e tutte ricavano il nome dall’animale totemico di cui si crede posseggano lo spirito. Da ciò discende fondamentalmente l’usanza di coprirsi con la pelle dello stesso.

Considerando che su Zo abbiamo i Mink (“visoni”), che però per qualche strano motivo sono anche uomini-cane, uomini-coniglio, ecc., è facile che Oda si sia ispirato anche alle sopracitate società segrete africane, che, oltre a far uso di rituali “magici”, si piazzano spesso all’intero di vere e proprie tribù… e ancora una volta facciamo centro se consideriamo che, sia i Mink viventi sull’elefante che i Nani di green bit, sono delle tribù.

La controparte terrestre degli Uomini-Pesce

arlong one pieceArlong, ai tempi, parlando con Zoro, sosteneva che l’Uomo-Pesce fosse il Re di tutte le creature viventi, parole che, come abbiamo capito con la saga degli Uomini-Pesce, non erano altro che vaneggiamenti dovuti a deduzioni del tutto errate e basate solo sulle differenze peculiari fra Uomini-Pesce e uomini. Lui difatti fu il primo a parlare di “razza superiore”, che, con riferimenti vagamente hitleriani, ritroviamo parafrasata in bocca alla Mink dello scorso capitolo, quando si rivolge al gruppo di uomini (Zoro, Law, e gli altri) come a dei “Mink inferiori”.

Gli Uomini-Pesce non erano il frutto di una mutazione genetica indotta da un frutto del Diavolo. In realtà ci sono stati presentati così, senza alcuna spiegazione. Dietro potrebbe esserci di tutto, come per i frutti del Diavolo stessi: dalla magia, alla scienza. Ma il punto è che i Mink sembrano allo stato attuale la loro controparte terrestre. Se gli Uomini-Pesce, infatti, sono uomini che hanno ereditato dagli animali marini determinate caratteristiche, i Mink sembrano uomini che hanno ereditato dagli animali terrestri altre caratteristiche, fra cui la pelliccia, i tratti deformi e… l’agilità.

Se ricordate, tutti gli Uomini-Pesce, al di là dell’aspetto, condividono il fatto di avere forza nettamente sovrumana. Per similitudine, visti i presupposti, potremmo ipotizzare che l’abilità principale dei Mink, sia proprio la velocità e l’agilità dei movimenti. Il che spiegherebbe come mai Zoro, pur prevedendo l’entrata in scena della ragazza, sia stato preso in contropiede. Apparentemente la coniglia riesce a fluttuare in aria, ma non escludo che sia solo il retaggio di un’agilità incredibilmente elevata, una sorta di stadio superiore dello Skywalk di Sanji.

Conclusioni

Riassumendo abbiamo:

  • Un’isola di nome Zo, che anagrammato ci dà “Oz”, come la famosa opera e il famoso mago;
  • Svariati riferimenti alla Persia, patria per antonomasia dei primi “maghi”.
  • Tribù e società segrete dell’Africa che adoperano la magia rivestendosi delle pelli di particolari animali totemici, da cui prendono anche il nome, come gli uomini-leopardo, gli uomini-leone, gli uomini-coccodrillo e così via.
  • Nette similitudini con gli Uomini-Pesce.

Fatto tesoro di queste analogie e riferimenti veniamo al dunque:

  1. È possibile che su Zo si faccia uso di qualche forma di magia? (intesa nel senso più ampio e generico del termine);
  2. È possibile che sia proprio questo il motivo che ha spinto tre samurai del paese di Wano, Kin’emon, Kanjuro e Raizo a viaggiare verso l’isola di Zo con Momonosuke?
  3. È possibile che sia questo il motivo per cui gli scagnozzi di Kaido si trovano già sull’isola, alla ricerca di Raizo e della Mink vista nel 795?

Se la risposta fosse “sì”, potremmo aspettarci veramente di tutto.

Ciò che mi preme capire però è: perché avrebbero scelto di auto-confinarsi ai margini della società? Perché evitare ogni contatto con gli umani?

Viste le similitudini, non posso fare a meno di pensare che dietro ci sia una discriminazione e una serie di abusi equivalenti a quelli visti per gli Uomini-Pesce.

A questo punto, l’intuito mi suggerisce che in questa saga, che sa tanto di “ancestrale” vista la sua antichità, potremmo scoprire Uranus…. anche perché, se ci pensate, le saghe a cui sembra somigliare di più sono proprio: Skypiea (avventura in un’isola fra le nuvole, rovine, etc..) dove fu citata Poseidon, e l’isola degli Uomini-Pesce, dove questa aveva ubicazione.

Chissà, chissà. Io voglio crederci!

Fatemi sapere la vostra!

Alla prossima!

Ray

4.67/5 (3)

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Indominus Kaido: la creatura più forte del mondo [Teoria]

kaido

Carissimi amici, ben ritrovati. Oggi super teoria su Kaido, uno dei Quattro Imperatori

Approfitto della settimana di pausa per fare una cosa che faccio ormai di rado: teorizzare. Come alcuni di voi sapranno, cominciai il mio viaggio nella community di One Piece sviluppando teorie (spesso azzardate). Ma ad essere sincero, alla lunga stancano, a meno che d’improvviso non arrivi qualche lampo di genio che permetta di costruire un modello sensato e provabile, come credo sia accaduto ieri sera.
Complice il maltempo, che almeno qua in sicilia sta facendo un sacco di danni, specialmente al comparto stradale (ma lasciamo stare), questo sabato son rimasto a casa, con la malsana voglia del pantofolaio che è in me di stare comodamente svaccato sul letto a vedere un film.
Di pellicole in cantiere ne ho veramente una quantità smisurata, ma per qualche strano motivo mi andava di vedere Jurassic World, quarto capitolo della serie cinematografica del celeberrimo (e splendido) Jurassic Park.

Chi ha visto il film forse avrà già intuito (specialmente dal titolo) dove voglio andare a parare.

Premesso che non darò alcun parere sul film, sia perchè non ha importanza ai fini dell’articolo, sia perchè non ho una cultura tale in materia da aver sviluppato un adeguato senso critico, veniamo a noi.

Jurassic-World-Trailer-Still-72Ventidue anni dopo la morte di Rog… ehm… dopo l’incidente al Jurassic Park, finalmente il sogno del visionario John Hammond si realizza e sull’isola di Little Gar… ehm… su Isla Nublar diventa finalmente operativo e aperto al pubblico il Jurassic World!
Le attrazioni sono veramente spettacolari e la InGen, l’azienda fondata da Hammond, comincia a incassare grosse somme di denaro. Ma come spesso accade, quando le ambizioni si mescolano alla bramosia di soldi, fama e potere, si fa il passo più lungo della gamba.
Tumblr_npujk1DsGB1tk9c2yo1_400I laboratori della InGen, infatti, grazie agli sforzi congiunti di genetisti e biologi, sono riusciti a creare l’attrazione definitiva: l’Indominus Rex, una belva ibrida, nata dall’incrocio di più specie animali, prendendo come base il genoma del famigerato T-Rex. Detta in altre parole, hanno preso il T-Rex e l’hanno potenziato, inserendo nel suo genoma tratti di DNA di altre specie animali, tali da codificare determinate proprietà che poi nel film diventano cruciali per lo svolgimento della trama.

Ve ne cito giusto qualcuna:

  • grazie al DNA degli Abelisauridi ha sviluppato un osteoderma rinforzato sulla schiena, simile al carapace delle tartarughe, ma resistente persino ai proiettili;
  • grazie al DNA dei Velociraptor ha incrementato la sua velocità, che può raggiungere picchi di 50km/h;
  • grazie al DNA del Carnotaurus ha sviluppato una pelle corazzata con protuberanze cornee;
  • grazie al DNA della Seppia è cresciuto rapidamente e ha potuto mimetizzarsi;
  • grazie al DNA della Raganella ha potuto abituarsi rapidamente al clima dell’isola e ha potuto variare la sua impronta termica, rendendosi invisibile ai sensori a infrarossi;
  • grazie al DNA del Serpente è riuscito a percepire i segnali termici degli altri esseri;
  • eccetera, eccetera…

Insomma, l’Indominus Rex è una vera è propria macchina da guerra, tant’è che nel film alcuni militari vorrebbero prendere i progetti per usarlo come arma biologica da impiegare nelle future guerre, non più fatte da droni o da uomini, ma da animali addestrati.

Penso che come l’ho visto io, il parallelismo adesso iniziate a vederlo anche voi. Ma arriviamoci con calma.

I progetti scientifici del Governo Mondiale

Per cominciare la teoria mi rifaccio all’osservazione impeccabile del mio caro amico Gabriele (il Re del Bike&Raft) che quando uscì il capitolo 795 mi disse: “Secondo me Kaido è il frutto di un esperimento genetico del Governo”. Tale deduzione discende principalmente dalle informazioni ottenute durante la saga di Punk Hazard.

Cattura31Come molti di voi ricorderanno, infatti, l’intento di Caesar era quello di portare avanti un progetto già avviato dal Governo centinaia di anni prima e successivamente abbandonato: la gigantificazione. Nella tavola a fianco, tra l’altro, si vede un’ombra dai tratti molto particolari, che ricorda tanto la figura di Kaido non solo per le dimensioni ma anche per le corna. (E direi non solo quella di Kaido, ma anche quella di Oars, che secondo Moria era vissuto 500 anni prima).Cattura33

Questi giganti “artificiali” dovevano essere per il Governo una sorta di “arma biologica” da impiegare nelle future guerre contro pirati e rivoltosi, e riuscire ad avere la meglio. Anche perchè, se ricordate, proprio a Little Garden Mr.3 ci parlò di quanto terribili e inarrestabili fossero stati i pirati giganti, di cui Dorry e Brogy avevano fatto parte un centinaio di anni prima. Naturalmente il fatto stesso che adesso la ricerca e gli sforzi si siano concentrati sullo sviluppo di Cyborg fatti a immagine e somiglianza di Orso, fa pensare che quei progetti non abbiano portato a nulla di buono.

Ma non solo.

4275349_origLa possibilità che non si siano limitati a tanto è molto elevata. La storia ci insegna infatti che molti governi degli anni passati, navigando sulla scia della corrente filosofica del transumanesimo e snaturando fino all’inverosimile l’evoluzionismo di Darwin e l’Ubermensch nietzscheliano, scelsero deliberatamente di compiere i più disparati – e spesso crudeli – esperimenti sull’uomo, al fine di ricreare “la specie perfetta”.

 

Gigantificare non bastava

Proprio come i laboratori della InGen, è possibile che gli allora scienziati del Governo abbiano voluto fare il passo più lungo della gamba e provare a vedere che succedeva innestando parti di DNA di diversi animali nel genoma di un essere vivente.

L’intento potrebbe esser stato proprio quello di riuscire a creare l’arma umana definitiva, un essere tanto forte quanto resistente, prendendo in prestito semplicemente le proprietà necessarie dal regno animale. In fondo Kaido non è forse stato definito “delle cento bestie” (dove cento è indicativo di una grande quantità, non proprio di 100) e “la creatura più forte del mondo” ?

In questo senso avrebbero potuto selezionare e isolare il DNA delle migliori specie e provare l’innesto, in modo che l’essere risultante avesse le proprietà ricercate, come ad esempio un derma resistentissimo, una forza sovrumana, etc, etc…

Un precedente simile lo abbiamo avuto a Thriller Bark, con Absalom.

Cattura32Come spiega lui stesso a Sanji, nel capitolo 464, il suo corpo è stato potenziato con membra di leone, elefante, orso e gorilla, mediante mirati interventi chirurgici del sapiente dottor Hogback. Il risultato non è stato solo un essere incredibilmente forte, ma anche molto resistente. Quando Sanji lo mena come niente fosse lui stesso si stupisce, perchè dice: “se qualcuno provasse a darmi un calcio gli si fratturerebbe la gamba”.

Questo indizio è particolarmente emblematico ai fini della teoria, perchè ipotizzando di allontanare indefinitamente il limite “tecnologico” imposto da questa tecnica ad innesto, si potrebbe creare una cute veramente invulnerabile a qualsiasi arma da fuoco, da taglio o di altra natura, tale che colpendolo con una spada questa di spezzi, colpendolo con una lancia questa si frantumi, etc… Ma dato che tale operazione non è fattibile, è lecito pensare che là dove non arrivi questo espediente, arrivi l’ingegneria genetica.

Miracolo della scienza o botta di culo?

Dato che teorizzare non è altro che “giocare” a ricomporre il puzzle che sta nella mente di Oda partendo dagli indizi che lui ci fornisce, divertiamoci un po’. Usiamo quella che in gergo tecnico viene chiamata Reverse Ingeneering e proviamo a costruire letteralmente un essere come Kaido, conoscendo già quali sono alcune delle sue abilità, supponendo di avere a disposizione frammenti di DNA di ogni specie animale esistente, e un uomo “gigantificato”.

Quali scegliamo?
Provo con i seguenti:

  1. DNA del Re del Mare (l’essere più forte al mondo)
  2. DNA della Pulce (l’essere con il salto più potente al mondo)
  3. DNA degli Abelisauridi (gli esseri con il carapace più resistente al mondo)
  4. DNA del Lama (l’essere più tagliente del mon…. sto scherzando XD) ..magari in questo senso potrebbe starci quello del Pangolino (che non è roba Pampers XD).
  5. DNA del Drago (l’essere che semplicemente non può mancare)
  6. DNA del Tardigrado (l’essere più resistente ai raggi X, alle temperature estreme e agli ambienti ostili)

Perchè proprio questi?Re_del_mare_Otohime

1) L’idea del Re del Mare discende da una serie di fattori. Partiamo dal nome: Kaido, che, privato della D, (quindi Kai Ou) vuol dire proprio Re del Mare. Aggiungiamoci il fatto che sul corpo ha delle squame di pesce tatuate, che il Re del Mare è la più forte e temibile creatura esistente nel mondo di OP e che sicuramente Kaido ha provato a suicidarsi annegando (cosa che gli risulterebbe impossibile se appena entrato in acqua gli spuntassero le branchie). Senza considerare che il Re del Mare è senza dubbio la creatura più pesante e imponente al mondo, e questo spiegherebbe come mai Kaido è riuscito ad affondare ben nove navi prigione.

2) L’idea della Pulce discende da una curiosa coincidenza numerica. Posto infatti che Kaido sia più alto di un gigante, e magari sia grande quanto Oars, allora, considerando che un gigante è alto circa 10 volte un essere umano, e che Oars era alto circa 4 volte un gigante, Kaido potrebbe essere circa 40 volte un essere umano di altezza media (1,70 m).
Il conto è presto fatto: 40 x 1,7 = 68.
Pulce (5)A questo aggiungiamo la caratteristica della pulce, ossia la capacità di saltare fino a 160 volte la propria altezza, e otteniamo: 68 x 160 = 10880 m. Quindi potrebbe spiegarsi in modo molto semplice come abbia fatto Kaido a saltare su un’isola del cielo. Chiaramente è solo speculazione numerica. Infatti è altrettanto probabile che lui sia più basso, e che su un’isola del cielo ci sia arrivato ” a tappe”. Ciò non toglie che abbia capacità di salto fuori dal comune.

3) Come dicevo all’inizio, gli Abelisauridi erano i dinosauri con il carapace più resistente, tant’è che li hanno presi come modello anche nel film. Considerando che su One Piece in certe isole i dinosauri ancora esistono, nulla di strano se li abbiano usati. Questo spiegherebbe come mai le armi da taglio, da botta o da fuoco non funzionano su di lui. In sostituzione andrebbe bene anche il carapace di una tartaruga particolarmente longeva (se c’è un elefante che vive da 1000 anni, perchè non una tartaruga, che tra l’altro nella realtà vive anche più degli elefanti stessi?)

4) Cattura34L’idea del Pangolino (un animaletto che ha una corazza a placche, simile a quella di un drago Tolkeniano) nasce dal fatto che, secondo la voce narrante, non esistono corde capaci di legarlo o strangolarlo, in quanto si spezzano tutte. Ecco, se la sua pelle fosse fatta da innumerevoli piccole scaglie taglienti, anche questo aspetto sarebbe presto spiegato.

5) Il Drago, come dicevo, non può mancare. Fa figo e basta.

6) La scelta del Tardigrado discende invece da uno dei modelli d’ispiratore di Kaido: la scimmia Sun Wukong. Questa creatura, infatti, dopo essere divenuta immortale, è stata sottoposta a diverse torture, ma fra tutte la sola che ha avuto effetto (anche se inverso rispetto alle aspettative) è stata la cottura nel forno (che ricorda tanto le crudeli usanze dei Lager nazisti, così come l’esperimento che prevedeva il test della resistenza dell’uomo se lasciato cadere da 10000 metri d’altezza).
organismo-vita-senza-acqua-770x435Come è possibile apprendere da “il Viaggio in Occidente”, dopo essere stata sottoposta a temperature elevatissime, la scimmia anzichè incenerirsi ha acquistato un capacità visiva fuori dal comune.
Ora non è impensabile che fra le innumerevoli torture subìte da Kaido, ce ne sia stata qualcuna legata all’alterazione della temperatura corporea (surriscaldamento o congelamento, ad esempio) e che dunque, essendone uscito illeso, questo sia nient’altro che il retaggio di un animale che ha per natura questa proprietà, come appunto il Tardigrado.

Non sapendo se abbia altre capacità, mi fermo qui, ma considerando che le bestie di cui è “composto” potrebbero essere più di 6, temo che le sue capacità possano essere molteplici. In ogni caso, quel che ci interessa capire fin qui è che Kaido non ha alcun frutto. Questo lo affermo con una certa insistenza perchè ne sono fermamente convinto. Al di là dei paradossi cui andrebbe incontro se entrasse in acqua, la cosa a mio parere più assurda sarebbe l’idea di vederlo identificato in una singola bestia, per quanto versatile questa possa essere.

Quindi, non si sa bene se per qualche miracolo scientifico o se per un fortunosissimo caso (come tra l’altro spesso è accaduto… uno fra tutti, la scoperta della penicillina), alla fine il Governo, in tempi remoti, è riuscito a creare qualcosa di incredibilmente potente.

Magari è proprio per questo motivo che hanno abbandonato il progetto?
Per la serie: uno basta e avanza. Specialmente se poi non obbedisce.

La freccia di muschio

hodandlokiCome dicevo nella X-Ray del capitolo 795, fra le possibili fonti di ispirazione di Kaido v’è sicuramente la mitica storia di Balder, un famoso dio nordico, il quale, grazie alla madre, è riuscito ad ottenere l’immortalità. Costui, infatti, non poteva essere ferito da nulla che esistesse in natura: nè fuoco, nè, vento, nè rocce, nè ferro, nè animali… niente poteva minacciarne l’incolumità. Ma Loki, scaltro com’era, intuì che questa apparente invulnerabilità avesse un punto debole. Dunque sotto mentite spoglie parlò con Frig, la madre di Balder, e con l’inganno si fece dire cosa del creato non avesse giurato di non fare del male a suo figlio. Ingenuamente la madre rivelò che solo il muschio non si era presentato al suo cospetto. Così Loki con grande abilità creò una freccia di muschio, che mise in mano al fratello cieco di Balder e, durante una delle tante “ricreazioni divine”, nelle quali gli dei di Asgard si divertivano a cercare di ferire Balder, questo morì, trafitto dal fratello.

Vi racconto questo aneddoto perchè penso che Kaido possa avere un punto debole.

Mi piacerebbe tanto pensare che alla sua disfatta contribuiranno X-Drake e Crocodile, non fosse altro perchè nel film Jurassic World è proprio un classico T-Rex ad affrontare l’Indominus, assieme ai velociraptor, per poi farlo cadere nella grande vasca del Mosasaurus (il coccodrillo-sauro gigante) che lo azzanna a morte, trascinandolo sul fondo del mare.

Ma dubito che andrà così (a meno che Oda non abbia visto il film, e allora è ancora in tempo a inventarsi qualcosa di sensato per farla andare in questo modo).

Si potrebbe pensare che ritorni sulla scena Moriah, visto che aveva già affrontato Kaido una volta, e anche la saga di Thriller Bark sembra molto ben collegata all’imperatore.

Di certo, se la teoria fosse corretta, il suo punto debole dovrebbe essere qualcosa che accomuna tutte le bestie di cui è “composto”.

E qui chiudo con la mia illazione finale.

Scontro fra Re

Potremmo continuare a immaginare tutto ciò che vogliamo, ma di una cosa possiamo essere certi: alla fine vedremo uno scontro Luffy vs Kaido, che si preannuncia qualcosa di epico, non fosse altro perchè sembra quasi che Rayleigh, nei due anni, lo abbia preparato per questo… infatti, se ricordate, l’allenamento di Luffy è avvenuto su un’isola infestata da 500 bestie enormi e feroci, alcune delle quali talmente tanto grosse da costringerlo a sviluppare il King Kong Gun. Inoltre, tutte le sue tecniche in G4 hanno nomi di animali.

Da quando è cominciata la saga dell’isola degli Uomini-Pesce, Luffy non ha fatto altro che giocare gradualmente le sue carte, dapprima mostrandoci le classiche tecniche in G2 e G3, ma rinforzate con l’Ambizione, poi foderando il Red Hawk, il Thor Elephant Gun e infine il G4.
In sostanza è andato gradualmente verso livelli di utilizzazione dell’haki sempre più complessi ed energivori, ma, considerando che Rayleigh è fra i migliori “haki-user”, specialmente in tonalità del Re, potremmo dire di non aver visto quasi nulla dell’allenamento subito da Luffy per migliorare la padronanza di questa terza tonalità. A parte il saperlo attivare a comando e il saperlo fondere con il Busoshoku, non abbiamo visto altro.

Il punto a cui voglio arrivare è che, se all’interno del monster trio Luffy sarà veramente lo specialista della “tonalità del Re Conquistatore”, allora il momento ideale per sfoderare qualche nuova tecnica che implichi principalmente l’intimidazione potrebbe essere proprio lo scontro con Kaido. D’altronde, se c’è qualcosa che accomuna tutti gli animali è che nessuno di loro è immune alla paura, che in genere, fosse anche il dinosauro più feroce, è data sempre dal sentirsi “prede”.

Ricapitolando, mi aspetto uno scontro fra Ambizione del Re, con qualche nuova tecnica in grado di superare le naturali difese di Kaido.

Bene, direi di aver finito.
Fatemi sapere la vostra.

Alla prossima!

Ray

5/5 (7)

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Il segreto di Marshall D Teach

segreto di Marshall D Teach

Il segreto di Marshall D Teach: cosa nasconde Barbanera?

Come visto nel precedente approfondimento (che trovate qui) il potere di un frutto si lega alle cellule del corpo. In particolare si dovrebbe stabilire una relazione particolare con il DNA, e quindi con i geni.

Il DNA è stato a lungo studiato dal dott. Vegapunk, come confermano i documenti rinvenuti da Franky nel suo laboratorio sull’isola di Karakuri, e come conferma anche la doppia elica a modellino gigante nel suo studio a Punk Hazard. Attraverso gli studi sulle cellule ha potuto capire infatti come far assimilare un frutto dotato di dna animale (uomo compreso), ossia uno Zoan, ad un oggetto inanimato.

Supponiamo per assurdo che questo ragionamento sia vero, perchè ovviamente è solo una mia ipotesi (per quanto fondata su contenuti del manga). Allora cosa succederebbe se un essere vivente mangiasse due frutti?

In poche parole due “entità energetiche” andrebbero ad agire sulla stessa catena di DNA, creando alterazioni genetiche tali da rischiare di provocare l’auto-distruzione delle cellule.

L’unico modo per accogliere due poteri è avere due differenti tipologie di DNA. Possibile? Ma certo! Nel mondo reale questo “fenomeno” rarissimo viene chiamato chimerismo.

In poche parole, il chimerismo può svilupparsi nelle persone in alcuni casi di carattere naturale o artificiale. I primi riguardano i processi che si svolgono con l’embrione durante la gravidanza:

  1. due ovuli fertilizzati possono unirsi, diventando uno solo;
  2. due gemelli eterozigoti a causa della coalescenza dei vasi sanguigni trasmettono l’uno all’altro le proprie cellule (chimerismo gemellare);
  3. le cellule del feto penetrano il sistema sanguigno materno e vi si ambientano (microchimerismo materno).

Per quanto riguarda il chimerismo artificiale, abbiamo a che fare con la trapiantologia. Nel caso di trapianto a volte è di vitale importanza che l’organismo diventi una specie di chimera e non inizi a rigettare un nuovo organo. C’è stato un caso molto curioso, quando a un uomo, malato di HIV e di linfoma, è stato trapiantato midollo osseo per togliergli una delle sue malattie, e inaspettatamente sono state curate con successo anche queste due. Il suo donatore infatti è risultato portatore di un gene che provvede alla resistenza a queste malattie, e l’ha trasportato al ricevente insieme con il midollo osseo.

Il chimerismo è l’indirizzo della medicina che deve essere sviluppato da ogni lato perché il suo potenziale è semplicemente inesauribile.

Così ad oggi viene definito questo fenomeno genetico. Si stima che, dalla sua scoperta, avvenuta non molti anni fa, siano stati identificati solo una cinquantina di casi in tutto il mondo.

Ecco dunque una possibile spiegazione per il segreto di Marshall D Teach. Come ha fatto a reggere due frutti? Semplice. Per sua costituzione, come diceva Marco a Marineford, possiede più di un codice genetico, dunque può supportare più di una mutazione, senza che ciò arrechi danno al suo organismo. Ma non è tutto. Stando alle parole di Ace, sulla cui veridicità è giusto avere più di un dubbio, Teach vivrebbe una doppia vita umana. A parte l’apparente no-sense dell’espressione, potrebbe esserci un vago e fondato riferimento al fatto che probabilmente durante la gravidanza della madre abbia “fagocitato” un altro ovulo fecondato. Esiste infatti un precedente eclatante, che ha fatto molto parlare di se e che ha fatto puntare i riflettori su questo strano fenomeno: il caso dell’americana Lydia Fairchild. Questa signora, infatti, dopo aver divorziato dal marito ha deciso di chiedere gli alimenti, ma dopo la prova del DNA è risultata non essere la madre dei suoi tre figli!! Stava per essere condannata per truffa quando, grazie al suo avvocato che ha presentato ai giudici uno studio inglese sul chimerismo, ancora sconosciuto, si è deciso di approfondire la vicenda con ulteriori esami che hanno portato alla conclusione che la signora Fairchild aveva fagocitato la sorella gemella nel grembo materno. La notizia ha fatto il giro del mondo e chissà che Oda non abbia preso spunto proprio da ciò.

Spero di non avervi annoiati 🙂

Fateci sapere qui sotto la vostra opinione.

A presto,

Ray

5/5 (2)

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Meccaniche di interazione Corpo-Frutto e Ambizione-Frutto

frutto del Diavolo

Il problema che mi sono posto oggi è il seguente: a cosa si “lega” il potere di un frutto del Diavolo?

C’è chi dice al cuore, chi all’anima… eppure il manga è pieno di “prove” che contraddicono queste ipotesi. Partiamo dalla prima.

Il cuore

La parte più curiosa di questa ipotesi è legata al “Mes” di Law. Questa capacità del chirurgo permette infatti di estrarre il cuore dal corpo del bersaglio, a prescindere che esso sia tangibile o intangibile. Una volta imprigionato dentro quella sorta di cubo gelatinoso il cuore non risente più dei poteri del frutto, cioè diventa vulnerabile: l’abbiamo visto con Caesar, Monet e Smoker, tutti e tre Rogia.

Si tratta di una capacità speciale di Law, oppure il cuore è veramente il tallone d’Achille di un fruttato?

Prima di rispondere vediamo il seguente esempio. Nella saga di Skypiea, Wiper, grazie all’agalmatolite e al Dial Reject, riesce a fermare il battito di Enel. Chiunque in quello stato non ha coscienza per auto-effettuarsi un massaggio cardiaco, eppure lui ci riesce. Ci riesce col cuore fermo. Ci riesce ad un passo dalla morte.

Questa è forse la prova più forte che Oda ci ha consegnato del fatto che il potere del frutto prescinde dall’attività del cuore. Ma c’è anche un altro caso interessante: il congelamento di Doflamingo da parte di Aokiji, a Punk Hazard. Quando quest’ultimo riesce a distruggere la morsa di ghiaccio, Buffalo esclama:

“Meno male… il suo cuore non si era ancora congelato!”

Cosa voleva dire? Continuiamo intanto la nostra indagine, a breve c’arriviamo.

L’anima

Teorie in merito giravano ancor prima che a Dress Rosa ci venisse mostrato un simpatico schema riassuntivo del “ciclo di rigenerazione” di un frutto. In questo schema, come potete vedere di seguito, si distingue, in una delle quattro fasi, una nuvoletta bianca che abbandona il corpo. La stessa nuvoletta l’abbiamo vista a Thriller Bark durante il flashback di Brook, ed è chiaro che rappresenta l’anima.

Proprio il potere di Brook è la chiave di volta della soluzione. Come lui stesso afferma, avendo ricordi di quando fluttuava verso i cieli, ad un certo punto ha “avvertito” l’attivazione del potere che ha costretto la sua anima a fare ritorno al corpo. Tuttavia, a causa della fitta nebbia vagò per un anno intero in quella forma, prima di ritrovare la nave e il cadavere di se stesso, ormai ridotto ad un cumulo di ossa. Ciò significa che tutti gli organi vitali di quel corpo erano ormai diventati polvere: niente cuore, niente cervello… niente di niente. Eppure il frutto di Brook non si è reincarnato in un altro frutto come mostra lo schema… è rimasto legato da qualche parte, a qualcosa che ha permesso al potere di rimanere attivo e compiersi, ma a cosa? All’anima?

Ragioniamo un secondo

Se il potere del frutto controlla anche l’anima (basti pensare al fatto che Brook la tira fuori a comando ormai) allora non può essere essa stessa sede del potere. In caso contrario, dato che gli oggetti non posseggono anima, non potrebbero “mangiare” un frutto. Invece abbiamo prove tangibili che questo avviene: un oggetto può assimilare il potere di un frutto.

Prendiamo a titolo d’esempio il modo con cui Moria dava vita agli Zombie, perchè è probabilmente il parallelismo più efficace.

Abbiamo un’ombra che “contiene” la personalità del soggetto, quasi come una seconda anima, e un corpo inerte privo di vita. Grazie al potere del frutto Kage Kage, l’ombra viene impiantata dentro al corpo, che funge da vettore materiale per l’espressione a 360° della personalità dell’ombra: movenze, stile di combattimento, abitudini, modo di parlare, etc.. acquisiscono concretezza mediante il corpo.

Anima e corpo si comportano in maniera molto simile nel mondo di One Piece, e chissà che lo Shambles di Law non scambi proprio le anime dei soggetti, con le loro personalità, tecniche, ricordi, etc.. proprio come avvenuto a Punk Hazard fra Tashigi e Smoker. I due non sembravano affatto diversi se non nelle sembianze, proprio come se la loro anima fosse stata scambiata.

Durante la saga di Dress Rosa, poi, scopriamo che quando l’anima comincia a separarsi dal corpo, la vita comincia a venire meno. Lo abbiamo visto con Lao-G, durante lo scontro con Don Chinjao. Grazie a Brook sappiamo che l’anima, una volta fuori dal corpo, va spedita e diretta verso il regno dell’oltretomba. Ma se quando il corpo muore il potere si reincarna in un altro frutto, come mostrato nello schema, come mai ciò non è successo con Brook? Forse la vera morte arriva un po’ dopo.

Nella vita reale, una persona in arresto cardiaco non viene spacciata a prescindere per morta, ma può essere salvata se si agisce tempestivamente, in quanto tessuti e organi hanno una breve autonomia, ma se non vengono irrorati di sangue per un certo lasso di tempo, muoiono. In questo lasso di tempo la persona dunque si troverebbe in una sorta di limbo, sospesa fra la vita e la morte. Se teniamo a mente ciò, ritornando a One Piece, possiamo ipotizzare che il potere non trasmigri nel momento stesso in cui il corpo va in arresto cardiaco, ma che rimanga legato ad esso finchè i tessuti e gli organi sono ancora vivi.

Ecco quindi che l’anima di Brook ha avuto il tempo di farsi un bel pezzo di strada ma, arrivata alle porte dell’oltretomba, viene richiamata dal potere dello Yomi Yomi. Questo frutto è molto particolare, in quanto “sopravvive” alla morte del soggetto. Una sorta di eccezione che conferma la regola.

Questa finestra d’azione dunque, seppur breve, permettere interventi tempestivi di rianimazione… ma anche di manipolazione! Prendiamo Teach, ad esempio. Se così non fosse, non potrebbe mai “acciuffare” il potere prima che si reincarni in un frutto. Basti pensare a come ha fregato il Gura Gura a Baffibianchi. Non è stato un intervento immediato, ma è trascorso qualche secondo da quando Newgate è morto a quando gli han messo su il telo nero.

E ancora, la morte di Rosinante. L’effetto del suo potere non svanisce immediatamente. In termini matematici diremmo che la funzione “potere del frutto” è continua, non presenta salti… e difatti vediamo graficamente come la voce di Law ritorni in un crescendo:

Vediamo abbastanza chiaramente come da quando Rosinante muore a quando il potere lascia il suo corpo, passa un certo lasso di tempo, che è proprio quel tempo durante il quale i tessuti e gli organi muoiono definitivamente. Tale finestra temporale è sufficiente a far compiere a Law diversi metri, nonchè a far ricoprire il corpo di Corazon parzialmente di neve.

Riassumendo, dunque, il potere del frutto rimane attivo finchè il corpo è ancora “vivo”. Ne deduciamo che il potere si lega al corpo, e più nello specifico, alle sue cellule. In via del tutto speculativa, ipotizzo che il potere possa in qualche modo interagire con il DNA del possessore; abbiamo prove concrete del fatto che Vegapunk conosca molto bene l’acido desossiribo nucleico, come si può vedere chiaramente nel suo ufficio a Punk Hazard, e sulla base del quale abbia potuto condurre le sue prime ricerche in fatto di SMILE.

Adesso vi faccio una domanda

Se fosse valida questa ipotesi, potrebbe un corpo essere tenuto in vita artificialmente anche dopo la sua “morte”, ossia anche dopo la trasmigrazione dell’anima, in modo da conservare in esso il potere di un frutto? Io direi di sì… ne è l’esempio lampante Bartholomew Kuma.

Il famoso Tiranno, ex rivoluzionario, flottaro e ora anche Pacifista, ha subito nel corso del tempo degli interventi chirurgici effettuati dal Dott. Vegapunk al fine di asportare tessuti molli per sostituirli con apparati metallici, aumentando così la resistenza al danneggiamento e dunque l’efficacia in battaglia. L’inserimento di apparecchiature artificiali ha consentito l’implementazione di nuove armi, come i laser, che hanno garantito al soggetto il soprannome di “arma umana”.
Kuma è passato da umano, a cyborg, a robot in modo graduale. Tuttavia il passaggio cruciale per lui è stato sicuramente l’ultimo, dato che ha sancito la fine di ogni legame con la sua vita. Eppure ha conservato il potere del Pad Pad. Se così fosse, il progetto “pacifista” potrebbe avere risvolti molto interessanti per tutti quei soldati che posseggono il potere di un frutto. In particolare si potrebbe ovviare alla debolezza nei confronti dell’acqua, in quanto il corpo non è interamente umano, ma in buona parte costituito da ingranaggi, tubature e circuiti. Di conseguenza con un uso sapiente e una buona ingegneria di razzi, il robot potrebbe tranquillamente tirarsi fuori dall’acqua (ammesso che sia predisposto per questo e che l’acqua non mandi in corto i circuiti).

Il potere di un frutto del diavolo, quindi, potrebbe essere pensato come una sorta di parassita, che ha continuamente bisogno di aggrapparsi a qualcosa per “sopravvivere”. In fondo non è del tutto fuori luogo immaginarselo come un secondo organismo. Tralasciando per un attimo gli Zoan, tutte le tipologie sembrano avere una cosa in comune, ossia la capacità di reagire al mondo esterno a prescindere dalla volontà. Chi mangia un frutto è come se avesse una sorta di sistema d’allarme incorporato: non appena la vita del possessore è in pericolo questo si attiva automaticamente per cercare di proteggerlo. Tuttavia il potere fa solo ciò che gli è consentito, infatti è un vero colpo di fortuna quando il soggetto si salva grazie a questo, come nel caso di Enel. Ma di esempi se ne potrebbero fare veramente molti, come il caso di Luffy ad Amazon Lily, dove, nonostante fosse privo di coscienza, il suo corpo ha continuato a mantenere la sua natura gommosa ed elastica, in risposta al tentativo di una amazzone di staccargli “uno strano fungo fra le gambe”.

In altre parole, chi mangia un frutto del diavolo è come se ospitasse una seconda entità (da cui discende forse anche la credenza che si tratti di un demone), che cerca di adoperarsi al meglio per preservare l’organismo ospitante attraverso il quale essa può esprimersi. Si intravede quasi una sorta di istinto primordiale di sopravvivenza, che può tranquillamente essere spacciato come un’attività benevola volta a proteggere il possessore, ma che agisce cinicamente, quasi meccanicamente, al fine di proteggere se stesso. Se muore il corpo, difatti, il potere torna al frutto.

Ora, ogni potere ha delle debolezze innate: la gomma si può tagliare, un animale si può infilzare, una molla si può spezzare, e così via. I Rogia invece, se non fosse per l’haki, non avrebbero punti deboli (a parte l’agalmatolite che è il comune denominatore di tutte le tipologie).

Siamo ormai fin troppo abituati a vedere usare l’haki, in particolare la tonalità Busoshoku, grazie alla quale è possibile colpire la vera natura di un fruttato, cioè il suo vero corpo. Ma come è possibile una cosa del genere? Come mai il corpo, in quella precisa parte colpita, è come se perdesse il proprio potere?

Partendo dal presupposto che è principalmente una questione di volontà, perfettamente quantificabile (quella più forte vince su quella più debole) e modellabile come se fosse qualcosa di materiale (ci si riveste una parte del corpo o un oggetto), non è detto che non possa esserci anche un fondamento scientifico dietro, come accade per molta roba del manga, e non per forza da leggersi come “scienza ufficiale” ma come “scienza di onepiece”, esattamente come ci spiegherà più avanti il caro Vegapunk circa i frutti del diavolo.
La questione si potrebbe spiegare nel seguente modo.

Immaginate che il potere sia energia pura e senziente, cioè sensibile a degli stimoli esterni, esattamente come un’entità. L’abbiamo appena spiegato: il potere reagisce in presenza di un pericolo, a meno che non si utilizzi l’haki. In questo caso infatti è come se il potere non avvertisse alcun pericolo, e il corpo rimane tale.

Come fa il potere ad avvertire un pericolo?

Tutta la materia in natura si trova ad una temperatura superiore allo zero assoluto. Se potessimo ingrandire qualcosa di solido vedremmo che è costituito da atomi tutti belli sistemati secondo precise geometrie spaziali, ma facendo attenzione vedremmo questi atomi “vibrare” intorno alla loro posizione di equilibrio. La vibrazione degli atomi è ciò che determina macroscopicamente la temperatura del corpo. Maggiore è la vibrazione, più il corpo risulta caldo al tatto. Il calore, anche quello che il nostro corpo avverte come “freddo” si può “vedere” attraverso una particolare strumentazione a infrarossi, perchè è in questa zona dello spettro di radiazione che un corpo caldo emette.
Immaginate dunque che il potere di un frutto sia capace di avvertire la radiazione termica di un corpo. Tutti i corpi emettono.

Allora se un corpo venisse letteralmente rivestito di un qualcosa che impedisse alla radiazione di propagarsi, che la assorbisse completamente, non potrebbe essere “visto”.
Nella realtà, un corpo con queste proprietà viene chiamato corpo nero. Ma non è tutto. In astrofisica la materia oscura (o antimateria) è “invisibile” proprio perchè non irradia.

Sarà dunque solo un espediente grafico il fatto di colorare di nero le parti rivestite di Ambizione in tonalità degli Armamenti? 🙂

Non sempre questo avviene, è vero, come nel caso delle armi affilate (basti pensare al bastone di Vergo per avere la controprova), ma forse è solo questione di focalizzare l’obiettivo da “rivestire d’Ambizione”. Cioè, se io ho in dotazione una spada a filo singolo, non vado a rivestire d’Ambizione la parte smussata ma il lato affilato, perchè è con questo e solo attraverso questo che posso tagliare, o meglio, a prescindere dall’Ambizione, lo spadaccino preferirà sicuramente tagliare dal lato affilato, non fosse altro per ovvia convenienza. Allora, in virtù di una economia di risorse (un conto infatti è hakizzare 1 metro quadrato di superficie, un altro è farlo con 1 centimetro quadrato) allo spadaccino “intelligente” converrà rivestire d’Ambizione solo il filo della spada, perchè sarà quello il protagonista. Ne discende che graficamente non vediamo nulla, perchè il “nero” dell’Ambizione si confonde con il profilo del disegno della lama.

Se ho un bastone, invece, devo rivestirlo completamente, perchè posso colpire da qualsiasi angolazione, proprio come fa Vergo.

Bene, direi di aver concluso.

Dalla regia è tutto. A voi a la linea.

Ray

5/5 (2)

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Il ruolo dell’acqua in One Piece. Sfatiamo un mito.

acqua

Proviamo a definire una volta per tutte il ruolo dell’acqua in One Piece


In una sbs, Oda ci dice quanto segue (ringrazio il Re del Bike&Raft per la traduzione):

D: Odacchi! Ho una domanda per te! Crocodile non può combattere l’acqua perché è fatto di sabbia, dico bene? E allora come fa a fare il bagno?! Non se lo fa?! Ma che schifo!! E tu te lo fai il bagno, Odacchi? [mamma di Crocodile]


O: Innanzitutto, vediamo di chiarire la questione “fruttati” che fanno il bagno. Coloro che hanno mangiato un frutto del Diavolo è come se fossero “odiati” dal mare stesso, per cui non possono nuotare al suo interno. E per “mare” io mi riferisco a qualsiasi forma d’acqua, spaziando dai fiumi, alle piscine, alle vasche piene d’ogni tipo d’acqua stagnante. A livello mondiale, sono tutti considerati “mare”. Per cui, quando queste persone entrano in acqua non solo non possono usare i propri poteri, ma fanno fatica pure a muoversi. C’è da dire che forse potrebbero essere in grado di lottare per un po’, ma non lo farebbero per niente bene. MA QUESTO SUCCEDE SE IL LORO CORPO È COMPLETAMENTE IMMERSO NEL “MARE”. Se, invece, avessero solo la metà del corpo o solo gli arti, allora le cose sarebbero più semplici. Inoltre, la pioggia e gocce in genere non hanno alcun effetto… per cui chi ha i poteri di un frutto predilige la doccia. Ora, nel caso di Crocodile, l’acqua è il suo punto debole, per cui anche la pioggia indebolisce i suoi poteri. Ma visto che non ci sono nemici in giro quando si fa la doccia, oso dire che secondo me sarebbe in grado di sconfiggerli anche con i poteri bloccati. Non credi?E per quando riguarda la tua domanda finale, si dà il caso che sì, mi lavo. Due volte! All’anno!



In altre parole, Oda sta dicendo questo: un utilizzatore di abilità perde i propri poteri SOLO se immerso completamente in acqua. Eppure quando ci si fa la doccia si viene investiti dall’acqua quasi per intero, no? Oda però afferma che la doccia non crea problemi rilevanti ai fruttati (eccetto Crocodile). 
Perchè?
Dal mio punto di vista, il problema sta nella quantità di acqua che circonda il corpo. Uno strato sottile di acqua non sortisce effetti, ma se lo spessore di questa “armatura” d’acqua aumenta, aumenta anche l’effetto sul corpo.
Viceversa, se la mole d’acqua è molto grande (a quanto pare anche quella di un una vasca da bagno può debilitare fortemente un fruttato, che altrimenti non prediligerebbe la doccia) ma vi si immerge solo un braccio o una gamba, i movimenti sono comunque poco limitati e il fisico risulta poco debilitato. Fino al 50% di immersione il movimento è comunque garantito, per quanto difficoltoso.


Tutto ciò però si scontra con parecchi elementi presenti nel manga. D’altronde si parla sempre di una sbs, quindi ciò che ivi viene detto è da prendere con le pinze, nel senso che Oda potrebbe non aver detto tutta la verità circa questo concetto (riservandosi quindi la possibilità di inserire dei bei colpi di scena!).

 

pirobloinaPartiamo dalle nuvole di mare di Skypiea

 
Come spiegava Pagaya, queste nuvole hanno una struttura molecolare diversa da quelle normali. Oltre all’acqua è infatti presente la Pirobloina, che conferisce loro una certa densità. All’aumentare della concentrazione di pirobloina nelle nuvole, queste diventano sempre più “solide”, fino a risultare calpestabili ed essere usate come materiale edilizio (nuvole isolane). Dunque la quantità di acqua rimane assolutamente invariata.



mare bianchissimo skypiea

Poco prima vediamo un Luffy in procinto di annegare in quelle nuvole di mare dopo essere sbandato col waver, ed è strano, perchè in esse sono presenti, come dicevamo prima, le stesse quantità di acqua presenti in una comune nuvola o nei tipici banchi di nebbia come quelli del triangolo Florian. La differenza sta solo nella pirobloina, che ne aumenta la densità e le rende via via più “solide” all’aumentare della sua concentrazione. 

Allora perchè Luffy immerso in una nuvola skypieana perde i poteri e le forze come se fosse immerso nell’acqua di mare, mentre questo non succede per tutte le altre formazioni nuvolose in cui è sempre presente vapore acqueo e gocce d’acqua in sospensione, come i banchi di nebbia del triangolo Florian?

 
 
Obiezione: magari la nebbia e le nuvole in un manga sono due cose diverse. Oppure nelle nuvole l’acqua è più concentrata rispetto ad un banco di nebbia.
 
Partendo dal presupposto che se in un manga, per quanto tale, l’autore sente la necessità di spiegare con approcci scientifici il perchè una nuvola risulta calpestabile, penso proprio che si atterrà alla normalità per quanto riguarda la natura della nebbia. Detto questo, è possibile che una nuvola sia più ricca d’acqua di un banco di nebbia fitta (anche se poco probabile, dato che nella realtà i banchi di nebbia altro non sono che formazioni nuvolose di bassa quota). Tuttavia, anche in questo caso, non sarebbe stato di certo più coerente con la tesi “l’acqua annichilisce i poteri di un fruttato” rendere personaggi come Brook, Luffy, Robin e Chopper perlomeno insofferenti a quell’ambiente così umido? 
Nei capitoli introduttivi della saga di Thriller Bark tutto ciò non esiste. Coloro che posseggono i poteri di un frutto agiscono e vivono tranquillamente le vicende senza deficit di sorta legati ai loro poteri, sebbene a tratti la nebbia sia così fitta da celare il paesaggio prossimo alla stessa nave.


Prendiamo adesso in esame l’agalmatolite marina

Pagaya spiegava che nell’agalmatolite è presente la pirobloina. Nella realtà l’agalmatolite esiste e deriva da un minerale chiamato pirofillite (notate le similitudini?). La pirofillite (e quindi la vera agalmatolite) si forma in rocce metamorfiche, cioè rocce che a causa di elevate pressioni o temperature variano la loro struttura chimica.
Ora, sempre Pagaya spiegava che la pirobloina viene riversata in aria attraverso le eruzioni vulcaniche. Ma se eruttasse un vulcano sottomarino? Le elevate pressioni dei fondali marini, unite al fatto che la pirobloina lega velocemente con l’acqua, potrebbero dar vita a quella che noi conosciamo appunto come agalmatolite marina, riprendendo nuovamente in modo simile un processo reale (ma ricordate che quanto appena detto esisterebbe solo in OP).

L’agalmatolite potrebbe dunque essere acqua + pirobloina molto molto condensata. 

Obiezione: non sta scritto da nessuna parte che l’agalmatolite contenga acqua.

A maggior ragione!!! Se avessimo la certezza che non contesse acqua il problema sarebbe già stato risolto. Ma ipotizziamo che la contenga, e che si formi per una reazione chimica particolare fra acqua e pirobloina. Abbiamo visto infatti che la pirobloina tende a far aumentare la densità di formazioni nuvolose. Potrebbe quindi per lo stesso principio onepiciano “addensare” l’acqua liquida con la quale entra in contatto e, complice l’elevata pressione del fondale, compattarla ulteriormente in un minerale duro.

Obiezione: Quale sarebbe, eventualmente, la differenza fra l’agalmatolite e il ghiaccio?

Lo stato fisico dell’acqua, e forse, la presenza di cloruro sodico (sale marino). Non sappiamo se nell’agalmatolite sia presente anche sale marino.

Obiezione: l’acqua e il ghiaccio potrebbero essere due cose completamente diverse.

Potrebbe darsi, certo. Ma fin quando Oda continuerà a mostrarci del ghiaccio fuso (vedi marineford) diventare acqua ed amalgamarsi con quella marina sottostante, rimarrò dell’idea che il ghiaccio è semplicemente ghiaccio esattamente come lo conosciamo.

Andiamo avanti e parliamo del bagno in vasca.

Oda conferma che i suoi personaggi possono lavarsi facendo il bagno o la doccia. I fruttati però preferiscono la seconda opzione perchè un’immersione superiore al 50% del corpo all’interno di un volume d’acqua consistente potrebbe comportare un deficit importante. 
Ma ne siamo assolutamente sicuri?

Boa Hancock, un’utilizzatrice di abilità, ama fare il bagno, ed è talmente ossessionata dal tatuaggio che porta sulla schiena da far interdire l’accesso al palazzo a chiunque durante questa “pratica”. Con i privilegi di cui gode non avrebbe avuto problemi nel farsi installare una doccia come alternativa. D’altronde non l’avrebbe vista nessuno in ogni caso.
Ebbene, quando Luffy precipita all’interno della sala, si vede Hancock riemergere dall’acqua, in procinto di uscire ed affrontare l’incursore. Si nota abbastanza facilmente la pelle bagnata in modo quasi uniforme lungo tutto il busto, fin sul viso (capelli compresi). Questo significa che Hancock s’era immersa completamente o quasi completamente, senza con ciò mostrare tentennamenti.
Lo stesso Luffy, che dapprima pensava di annegare (annaspava spaventato credendo di non farcela, sapendo che potere ha l’acqua di mare su lui) si tira su senza problemi.




Obiezione: nessuno dei due ha usato i suoi poteri in acqua, quindi forse un indebolimento è presente anche se non vi evince.

Vero. Ma l’indebolimento non comporta necessariamente l’incapacità di usare i propri poteri. Difatti è proprio ciò che vediamo ad Enies Lobby, durante lo scontro fra Califa e Nami:

 
 
 
 

Come possiamo vedere, se l’immersione è inferiore al 50%, l’acqua sottrae in parte le forze (dunque nessun deficit importante per cui si dovrebbe preferire la doccia al bagno) e non impedisce di usare i propri poteri. Califa produce schiuma anche se ben immersa, ma l’effetto che subisce è un senso di debolezza, esattamente come Nami a contatto con la sua schiuma.

Ritroviamo una cosa simile durante la discesa a Fishmen Island dei Mugi. Sia Robin che Luffy riescono, seppur con grande difficoltà, ad usare i loro poteri sott’acqua.

Perfino nel film One Piece Z, Aokiji conferma che se avesse voluto ingaggiare uno scontro coi Mugi di certo non si sarebbe messo a fare il bagno insieme a loro alle terme. Vediamo inoltre un Brook e un Luffy palesemente debilitati. 

Ma prima di giungere alle conclusioni affrontiamo l’ultima questione.


Esistono frutti legati all’acqua?

In realtà il legame con l’acqua è presente in molti frutti, ma ce n’è uno in particolare che la produce nella sua forma liquida. 
Sto parlando del Wash Wash di Tsuru. Osserviamolo in azione:


Ad un’occhio attento non sfuggiranno di certo quei tratti di disegno che indicano la presenza di acqua sul corpo dei pirati, esattamente identici a quelli che ha Hancock quando esce dall’acqua, o quelli che ha Califa mentre fa il bagno. Si vedono persino le gocce d’acqua che cadono via da uomini e armi.

Il pirata stesso lo conferma dicendo: “ci ha lavati..”

Credo dunque che se il vero problema di un fruttato fosse l’acqua, questo sarebbe un bel controsenso, che si aggiunge a tutti quelli visti fino ad ora.

Oltretutto se è vero che ogni personaggio umano di One Piece sembra in tutto e per tutto simile ad un vero essere umano, c’è da ritenere verosimile l’ipotesi che anche in un manga un corpo umano sia composto in buona parte d’acqua. Non stiamo qui a sparare percentuali, ma l’acqua è comunque vitale per l’organismo, a prescindere.


Conclusioni

Questo approfondimento non mira a convertire nessuno, ma mira a sfatare una credenza comune che (è proprio il caso di dirlo) fa acqua da tutte le parti.
Allora vi dico la mia versione, poi liberi di credere in quello che più ritenete giusto.

La Pirobloina è una sostanza igroscopica, e lo lascia intendere Pagaya dicendo che assorbe l’umidità. Per quanto ne sappiamo potrebbe essere un sale, dunque nulla vieta di trovarlo disciolto nell’acqua di mare così come lo troviamo legato al vapore acqueo delle nubi. Come avrebbe fatto a disciogliersi nell’acqua di mare? semplice, attraverso le eruzioni vulcaniche sottomarine.
Tutta l’acqua del pianeta ne è intrisa, in maniera più o meno elevata. L’acqua di mare, le nuvole di mare e le acque termali per ovvi motivi tendono ad avere una concentrazione maggiore di questa sostanza.
L’acqua che si usa per dissetarsi, per fare un bagno, una doccia etc, e l’acqua di eventuali fiumi o laghi (quindi in definitiva acqua dolce), essendo il frutto di un processo di distillazione (evaporazione dell’acqua di mare e successiva ricaduta sotto forma di pioggia o condensa) ne ha per forza di cose una minore percentuale. Basti vedere infatti come reagisce Luffy con un braccio immerso nell’acqua di mare, durante un bagno termale o con ambo le gambe in una vasca da bagno normalissima. Le reazioni sono nettamente diverse e non legate alla quantità di acqua che circonda la superficie corporea. 

Esiste acqua pura?

Certo. L’acqua “prodotta” da coloro che posseggono un frutto del diavolo è priva di questa sostanza (per forza di cose). L’acqua prodotta da Tsuru lavando i suoi avversari, l’acqua ottenuta sciogliendo il ghiaccio di Kuzan, etc.. sono tutte forme d’acqua pura.

La vera controversia dunque, secondo me, non sta nel capire se possa o meno esistere un rogia dell’acqua, ma se possa o meno esistere un rogia della terra (dato che sarebbe teoricamente in grado di produrre questa sostanza).

Intimamente connesso a questo argomento v’è anche la controversa vicenda degli zoan acquatici. Dicevo in un altro documento che non ci sarebbe motivo logico e razionale per cui gli zoan acquatici non debbano esistere (sarebbero delle mere merde, ma questo è un altro discorso). Certo, è anche vero che di cose poco logiche e razionali se ne trovano parecchie in One Piece, quindi potrebbe anche bastare come giustificazione il fatto che esistono già gli uomini pesce, per cui non v’è necessità di vedere zoan acquatici. 

A voi la parola.

Ray

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Teoria sul Tesoro Nazionale di Marijoa

Tesoro Nazionale di Marigeois

Tesoro Nazionale di Marigeois: teorizziamo un po’ insieme

Come per tutte le teorie viste fino ad ora, partiamo dagli indizi presenti nel manga: Doflamingo, dopo esser stato radiato da Marigeois per via del padre, vi ritorna con la sua testa, nella speranza di essere riaccolto. I Draghi Celesti tuttavia declinano in malo modo, in quanto lo considerano membro di una famiglia di traditori ed eretici. Quel giorno però, il piccolo Mingo scopre qualcosa di molto importante. Qualcosa che lui definisce: “l’importante tesoro nazionale” e “la peggiore carta del mazzo”.

Sempre nel flashback vediamo un manipolo di guardie che lo insegue nel tentativo di catturarlo ed ucciderlo. Il suo essersi salvato quel giorno ha rappresentato per il Governo un grosso problema, al punto che è stato costretto a collaborare col fenicottero, per paura che questi rivelasse al mondo il loro segreto. Un segreto così importante, afferma Doflamingo, che se reso di pubblico dominio rischierebbe di mandare il mondo nel caos. Tuttavia il Governo non poteva trattare con un pirata senza avere ripercussioni, così propose a Doflamingo di entrare nella Flotta dei Sette. Perchè penso che sia andata così, e che non sia stato Mingo ad auto-proporsi?

Proprio per via di questo dialogo: lui fa capire che quella carica non è poi così importante e che se il Governo non dovesse collaborare in modo fruttuoso, lascerebbe quel posto senza pensarci due volte. Questo significa implicitamente che l’importanza dell’informazione che possiede vale molto più del posto che occupa e dei benefici connessi ad esso. Abbiamo visto infatti cosa è successo quando ha finto di lasciare la flotta dei sette. In molti paesi s’è scatenato il panico. Ricordate Boa Hancock? L’ex principessa (la vecchiaccia) la sollecita spesso ad agire saggiamente per non perdere quel posto. Perderlo avrebbe significato infatti la fine di quel periodo di pace e serenità sull’isola delle Kuja.

Ma concentriamo adesso la nostra attenzione sulle attività di Doflamingo

  • traffico di armi;
  • produzione e commercio di SMILE;
  • contrabbando di frutti del Diavolo;
  • contrabbando di farmaci.

Vediamo una certa preponderanza di interessi che riguardano i frutti del diavolo. Inoltre sappiamo che lui è dell’idea che la storia la scrivano i vincitori, e per vincere non basta essere furbi, bisogna anche essere forti. Per essere forti bisogna avere il maggiore potenziale distruttivo, cioè i frutti del diavolo migliori, che è lo stesso principio che usano anche altri, come Kaido, Teach e perfino la Marina. Tutti sono interessati all’acquisizione di un potere tale da essere difficilmente contrastabile, per scopi diversi, ma che hanno in comune il riuscire a prevalere sugli altri.

L’intento di Mingo, come lui stesso dichiara, è quello di abbattere il Governo e distruggere il mondo che i Draghi Celesti hanno costruito, per pura vendetta… e se quel giorno avesse avuto dalla sua il potere dell’Ope Ope si sarebbe potuto impossessare di quel tesoro e realizzare il suo obiettivo.

Ha inoltre lasciato intendere che fra tutti, i poteri più interessanti e utili dell’Ope Ope sono il fatto di trapiantare la personalità delle persone e donare l’eterna giovinezza.

Perché mai sarebbe interessato proprio a questi poteri?

Io penso che lo Shambles gli possa servire per intrufolarsi a Marigeois e precisamente in quella “sala del Tesoro” protetta dalle guardie che si vedono nel flashback. Sempre con lo Shambles sarebbe in grado di “asportare” il tesoro e portarlo fuori da Marigeois. Quindi con la chirurgia dell’eterna giovinezza, smetterebbe di invecchiare, e potrebbe potenzialmente vivere e governare sul mondo in eterno.

A questo punto bisogna capire cosa possa essere questo tesoro nazionale.
Elenchiamo le sue caratteristiche:

  • è qualcosa che sconvolgerebbe il mondo;
  • è qualcosa che provocherebbe la caduta del Governo Mondiale;
  • è qualcosa che permetterebbe di dominare il mondo;
  • è qualcosa che viene custodito gelosamente a Marigeois;
  • è qualcosa che si può prendere solo con l’Ope Ope;
  • ha i connotati di un patrimonio per l’intera nazione;

Mi sento di escludere subito un’arma ancestrale. Può andare per le prime tre, ma il resto per me non calza.
Mi sento di escludere anche riferimenti materiali ai 100 anni di vuoto, tipo Poneglyph o manoscritti antichi, se non altro perchè non darebbero alcun potere sugli altri, e di sicuro non ci vorrebbe l’Ope Ope per prenderli. Inoltre non può essere considerato un patrimonio nazionale se il Governo stesso ne vieta la ricerca e lo studio.

Quindi? Beh, qui dico la mia. Liberi, come sempre, di concordare o meno. Per me il tesoro nazionale è Eve!

(Ansa: raffiche di terremoti in più parti del mondo; deviato l’asse terrestre.)

Prima che partano offese e maledizioni, vi spiego perchè:

  1. dalla teoria sui frutti abbiamo visto che potrebbe essere l’Albero dei Frutti del Diavolo; d’altronde Eve è un albero che porta la luce del sole sul fondo dell’oceano. In latino, portare la luce si dice Lucifer, e dato che gli alberi Eve e Adam fanno palese riferimento alla religione cristiana, Lucifero potrebbe essere inteso proprio come il Diavolo della cultura occidentale. Come tale, i frutti di quest’albero potrebbero a maggior ragione essere definiti Frutti del Diavolo.
    Eve inoltre ha le stesse caratteristiche della fabbrica di Smiles: assorbe un determinato nutrimento (SAD), è sotto la diretta influenza dell’acqua di mare (struttura di agalmatolite) e riceve la luce del sole (girasoli diffusori).
  2. sappiamo che Eve cresce all’interno della Red Line e con buona probabilità la sua chioma si trova proprio a Marigeois. Personalmente credo che la parte che emerge dalla Red Line si trovi dentro una struttura ben protetta e sorvegliata. Magari un luogo sacro.
  3. dalla teoria sui cinque astri di saggezza abbiamo visto che i GoRoSei molto probabilmente si ispirano ai cinque buddha della saggezza; ebbene il famoso Siddharta Gautama, il buddha per eccellenza, ebbe l’illuminazione sotto un albero, il cosiddetto albero della Bodhi, del quale l’unico discendente, lo Sri Maha Bodhi, si trova attualmente dentro il tempio di Mahabodhi nello Sri Lanka, ed è l’esemplare della famiglia delle angiosperme più antico esistente al mondo, essendo stato piantato nel 288 a.C.. Inoltre, una volta ricevuta l’illuminazione, Gautama ha dichiarato di aver aperto le porte che conducono al non-morire. Ho ragione di ipotizzare dunque che i cinque astri di saggezza abbiano ricevuto “l’illuminazione” proprio sotto la chioma di Eve in tempi remoti, e che sia proprio per qualche strano evento collegato a quest’albero che il loro invecchiamento s’è fermato. In seguito a ciò potrebbero aver eretto attorno all’albero un tempio (il luogo sacro del secondo punto), conferendo a quella terra la nomea di Terra Sacra di Marigeois.

Ora, vediamo se Eve rispetta le caratteristiche sopra elencate

  • se il mondo venisse a conoscenza di un albero sacro, capace di cose “straordinarie”, e soprattutto capace di generare frutti del diavolo (anche se è molto probabile che al momento non produca più nulla), per i motivi sopra citati riguardo all’importanza strategica di possedere i frutti più potenti, di sicuro Marigeois verrebbe presa d’assalto e assediata dai tizi più disparati in cerca di potere e ricchezza. Si scatenerebbe in altre parole un caos di portata planetaria, con l’occhio del ciclone piazzato proprio sopra Eve;
  • con lo Shambles si potrebbe tagliare l’albero senza ucciderlo!! In questo modo sarebbe possibile privare gli Astri di Saggezza della fonte del loro potere, e contemporaneamente acquisire una vera e propria fabbrica di frutti del diavolo, fiaccando brutalmente le fondamenta del GM; si priverebbe inoltre Marigeois del suo “elemento sacro”;
  • almeno sulla carta, un simile strumento potrebbe permettere di governare sul mondo intero, dato che esiste un precedente con l’attuale Governo Mondiale;
  • essendo un albero Sacro, può avere la valenza di un tesoro di portata nazionale, e come tale potrebbe essere custodito gelosamente entro una struttura adatta (forse un tempio), e protetto con delle guardie giorno e notte;
  • come già detto, non si può sradicare con metodi tradizionali senza danneggiarlo irrimediabilmente; l’unico strumento capace di sezionare un organismo senza alterare i suoi parametri vitali è proprio l’Ope Ope;

Concludo dicendo che Doflamingo ha sempre avuto un debole per i frutti del diavolo, e non è da escludere che l’idea di costruire una fabbrica di Smiles sia nata proprio per sopperire alla mancanza di Eve, e quindi ad un approvvigionamento di frutti naturali.
Nell’ultimo capitolo abbiamo visto inoltre come il valore dell’Ope Ope fosse stato stimato, o meglio, sottostimato, per 5.000.000.000 di berry… cinque miliardi di berry, esattamente la metà del prezzo che Doflamingo fece a Re Dildo per vendergli Dress Rosa. Ora se un frutto vale così tanto, è ragionevole supporre che un intero albero abbia la valenza di un tesoro nazionale!

Come al solito non pretendo di svelarvi verità assolute, ma spero di avervi incuriosito su questi argomenti.

Fatemi sapere cosa ne pensate! Se avete domande, più in basso ho scritto una piccola FAQ sulla base dei dubbi che più di frequente mi sono stati posti.

Ciauz!!

PS: ringrazio lo Hyena Team per le scan. So che esistono traduzioni un pò diverse in alcuni punti dei dialoghi presentati, ma proprio per questo ho puntato direttamente alle scan tradotte dalle raw giapponesi (come tutti dovreste fare). Venite a seguirci sulla nostra pagina feisbukki.

FAQ

  • Q: Ma quindi l’albero Lucifer e l’albero Eve sono la stessa cosa ?
    A: Si. Non fosse altro perché nel mito il serpente (Lucifero) si trova sullo stesso albero da cui Eva stacca il frutto. Come una sorta di demone dell’albero. Oda ha fuso (secondo me) questi due concetti, dando ad Eve la caratteristica di Lucifero, cioe di portare la luce, ma di dare al contempo attraverso i suoi frutti una maledizione all’umanità.
  • Q: Perchè alcuni fra i frutti più potenti sono caduti in mano ai pirati?
    A: L’albero Eve anticamente non si trovava dentro la RedLine. Nella Teoria sulla Redline abbiamo infatti visto come, prima del cataclisma che sconvolse il mondo, questo era un Pezzo Unico (OnePiece), costituito da un unico mare (AllBlue). Eve in questo ambiente produceva i suoi frutti, che una volta maturi cadevano direttamente in mare e venivano trasportati in ogni angolo del mondo dalle correnti. Successivamente alla formazione della RedLine venne sconvolto l’ambiente naturale intorno al quale cresceva Eve. Questo ha in qualche modo influito negativamente sulla sua capacità di produrre dei frutti. Quindi, anche se vive, non produce più nulla. La cosa non deve sorprendere, visto quanto sia delicato il processo di produzione degli Smiles: sebbene gli ingredienti ci siano tutti, e a curarli siano proprio le creature più competenti in fatto di botanica, basta un niente e i frutti non si creano, o rimangono in una forma ibrida (e comunque inutile).
  • Q: Se Eve non produce più frutti, che se ne fa Doflamingo?
    A: Ho ragione di credere che Doflamingo, essendo in affari con l’unico scienziato in grado di produrre frutti artificiali funzionanti (Caesar Clown), sappia o abbia intuito il modo di “riattivare” Eve. L’utilizzo dello Shambles dovrebbe proprio servire per asportare parte dell’albero e trapiantarlo in un luogo più “fertile”, una sorta di seconda fabbrica di frutti.
  • Q: Doflamingo potrebbe dominare a prescindere con ricatti e terrorismo?
    A: Se così fosse l’avrebbe già fatto. Non c’era motivo di perdere tempo ad entrare nelle grazie di un imperatore. Soprattutto non c’era motivo di affermare che attraverso il tesoro di Marigeois avrebbe potuto dominare il mondo.
  • Q: Come mai i Draghi Celesti non si sono mai interessati ai frutti dell’albero?
    A: Innanzitutto è molto probabile che l’albero non produca più frutti, ma questo non vuol dire che nel tempo non vi siano rimasti frutti appesi e mai caduti. Se vale l’ipotesi che quest’albero sia sacro, è ragionevole pensare che anche i suoi frutti lo siano. Un pò come nel mito di Adamo ed Eva i frutti dell’albero sacro non potevano essere ingeriti, pena un’eterna maledizione, così i frutti di Eve vengono considerati “demoniaci” e se mangiati conferiscono una “maledizione” eterna (cioè l’incapacità di nuotare). Probabilmente è anche per questo motivo che Doflamingo, unico Drago Celeste ad aver ingerito un frutto del diavolo, viene definito “Demone Celeste”. Non è da escludere che l’essere cazzoni, proprio degli abitanti di Marigeois (fatti salvi rarissimi elementi), li renda indisponenti anche nei confronti della Marina, per cui se ancora esistono frutti sull’albero, questo non va assolutamente toccato. A questo punto è ragionevole pensare che Doflamingo abbia mangiato l’Ito Ito proprio quel giorno, violando il perimetro di sicurezza e arrampicandosi sull’albero.. magari per nascondersi.

Ray

4/5 (1)

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Teoria sui Cinque Astri di Saggezza

Cinque Astri di Saggezza, questi sconosciuti

Cari lettori di OnePieceLab, ben ritrovati.
Vi siete mai chiesti chi fossero quei famosissimi, famigerrimi e famigerati… Gorosei? ( eh?! )

Letteralmente “Cinque vecchi astri“, riadattato in “Cinque Astri di Saggezza” dalla Star Comics, Gorosei è il termine giapponese con il quale vengono soprannominati gli esponenti politici di più alto rango all’interno del Governo Mondiale.

Di questi Cinque Astri di Saggezza non si sa niente, ma proprio zero. Neanche il nome. Li abbiamo visti comparire qualche volta, e sempre a ridosso di eventi particolarmente importanti. Sembrerebbe all’apparenza impossibile poter anche solo teorizzare qualcosa, visto che di elementi in mano non se ne hanno a sufficienza.

In realta gli elementi ci sono, e sono anche parecchi. Vediamoli insieme.


Partiamo da ciò che sappiamo dal manga (versione bianco e nero):

cinque astri di saggezza

Potete notare facilmente che sono sempre cinque, uno è sempre vestito di bianco e gli altri quattro di nero. Qualcuno ha oggetti (spada o bastone), qualcun altro mostra vecchie cicatrici, ma tutti, grossomodo, sembrano avere una certa età. Per chi segue la versione a colori del manga ormai avrà capito che molti dettagli si perdono riducendo il tutto ad una scala di grigi. E difatti, osservate attentamente la versione a colori (che vi consiglio caldamente di seguire): 
cinque astri di saggezza
Per maggiore risalto, l’immagine è stata schiarita
Come potete vedere gli abiti dei Cinque Astri di Saggezza non sono neri. Ne abbiamo uno bianco, uno rosso, uno verde, uno blu e uno…. che sembra nero ma in realtà è un giallo scurissimo.

“…beh, e quindi?”

Eheh.. il bello sta proprio qui. State a sentire.

Nel buddhismo esoterico, ed in particolare nelle cosiddette Mandala Tibetane o nelle raffigurazioni artistiche della corrente Shingon giapponese, ricorrono spesso cinque figure di Buddha, note anche come Cinque Jina (“cinque conquistatori“) o Cinque Buddha della Saggezza. Ogni Buddha sarebbe il capostipite di una rispettiva famiglia, ed è rappresentativo di una parte dell’energia che pervade la nostra mente e l’universo. Ad ognuno di loro viene associato un colore, un elemento, una direzione e un simbolo (ci sono anche altre cose, ma esulano da questa trattazione).

cinque buddha
  • Famiglia Buddha:
    Buddha: Vairocana
    Elemento: Spazio/Etere
    Colore: Bianco
    Posizione: Centro
    Simbolo: Ruota ad 8 raggi
  • Famiglia Vajra-Diamond:
    Buddha: Akshobya
    Elemento: Acqua
    Colore: Blu
    Posizione: Est
    Simbolo: Scettro adamantino
  • Famiglia Ratna-Jewel:
    Buddha:  Ratnasambhava
    Elemento: Terra
    Colore: Giallo
    Posizione: Sud
    Simbolo: Gioiello
  • Famiglia Padma-Lotus:
    Buddha: Amitabha
    Elemento: Fuoco
    Colore: Rosso
    Posizione: Ovest
    Simbolo: Fiore di loto
  • Famiglia Karma-Action:
    Buddha: Amogasidhi
    Elemento: Aria
    Colore: Verde
    Posizione: Nord
    Simbolo: Doppio scettro adamantino

Mi sembra abbastanza chiaro che Oda potrebbe essersi ispirato al Buddhismo esoterico giapponese per creare i suoi Cinque Astri di Saggezza. Un’ulteriore prova la troviamo in un altro particolare, presente sia nel manga che nell’anime, ossia questo simbolo (che trovate stampato sulle pareti interne della Sala dei Potenti, alle spalle dei Cinque Astri di Saggezza):

ruota a otto raggi del Dharma
al netto dei tre vertici neri, sarebbe la versione circolare della stella a 8 cuspidi (o stella polare dato che i vertici convergono al centro), definita anche: ruota a 8 raggi del Dharma. Esso rappresenta nella cultura orientale il cosiddetto Nobile Ottuplice Sentiero, ed è proprio il simbolo del Vairocana, ossia il Grande Illuminatore. Abbiamo visto che per associazione di colori il Vairocana corrisponderebbe al tizio vestito di bianco con la katana. Dalla tradizione Buddhista sappiamo inoltre che il Vairocana sarebbe promotore ed ispiratore spirituale e non a caso Oda ha scelto il viso di Mahatma Gandhi per disegnarlo. Lui, in sostanza, oltre ad essere probabilmente il più anziano dei cinque, potrebbe essere anche il più saggio/forte, nonchè depositario dei poteri degli altri quattro. A tal proposito risulta interessante fare notare che il colore bianco non è altro che l’unione di tutti i colori dello spettro visibile.

Ma quanto sono vecchi questi personaggi?

Io credo che, per qualche motivo ancora poco chiaro, questi cinque personaggi siano gli stessi da 900/1000 anni a questa parte. Ne sono convinto per diversi motivi, ad esempio: come facevano a sapere che tramite i Poneglyph si sarebbero potute risvegliare le armi ancestrali se non hanno mai saputo di preciso le ubicazioni di queste pietre, quindi non hanno mai avuto modo di studiarle/tradurle?

Portano delle cicatrici abbastanza evidenti, frutto sicuramente di scontri di un certo livello, ma da quando esiste la Marina è questa che combatte le guerre del Governo. Quindi devono risalire per forza ad un periodo antecedente.

D’altronde non avrebbe senso definirli Gorosei se non fossero estremamente “antichi”. Che sia per opera dell’Ope Ope, o per qualche altro motivo, però non ci è dato saperlo ed è attualmente impossibile fare anche solo delle ipotesi sensate.

Faccio anche un’altra piccola osservazione su quelli che potrebbero essere i loro poteri o comunque la loro forza. Molto probabilmente nessuno di loro ha i poteri di un frutto, per cui si presuppone che siano degli abilissimi utilizzatori di Ambizione.
Vi ricordate la definizione iniziale data per i cinque buddha? Esatto. Conquistatori. Questa potrebbe essere la chiave di volta per rispondere a molte domande rimaste in sospeso, ma rimane comunque solo una mia ipotesi. In ogni caso, è probabile che anche loro un tempo fossero i sovrani di talune nazioni. Dei Sovrani Conquistatori. O meglio, dei Re Conquistatori. Perchè conquistatori? Perchè molto probabilmente il piano di distruzione del Grande Regno e di conquista del mondo è nato proprio dalle loro menti. Mi piace pensare che l’Ambizione del Re Conquistatore sia una definizione che è stata coniata proprio in seguito a determinati, spaventosi accadimenti, come quelli del secolo buio. Forse è per questo motivo che questa tonalità di ambizione è ancora così temuta.

A questo punto torniamo al famoso simbolo del Governo Mondiale, e applichiamo la disposizione data dalla direzione propria di ogni Buddha:

simbolo governo mondiale
Come avevamo già visto nella “Teoria del Grande Regno: il Cerchio e la Croce“, questo simbolo poteva infatti rappresentare non solo i cinque astri di saggezza, ma anche il fatto che il loro obiettivo poteva essere quello di governare indiscriminatamente su tutto il mondo. Adesso potremmo anche avere qualche indizio in più sulla loro provenienza.

E qui sparo la mia ultima bomba ad orologeria. Pronti?

Riprendo un attimo i parametri di una delle cinque famiglie di Buddha:

Famiglia Ratna-Jewel:
Buddha: Ratnasambhava
Elemento: Terra
Colore: Giallo
Posizione: Sud
Simbolo: Gioiello

Ora prendiamo Jewelry Bonney. Il cognome “Jewelry” potrebbe essere quello della sua famiglia, o comunque ispirato al simbolo della sua famiglia, anche perchè non sembra una che ama portare gioielli o roba simile.
Sappiamo di lei che è molto importante per il Governo. Qui le teorie si sprecano e non mi sbilancio più di tanto sul perchè, ma ipotizzo che ci possa essere un legame (forse di sangue) con uno dei cinque astri, ed in particolare con il tizio che sembra un rabbino. A questo viene infatti associata la posizione Sud, quindi è probabile che provenga dal mare meridionale. E da dove viene Bonney? Proprio dal South Blue.

Ovviamente non sto dimostrando niente. Sono solo piccoli indizi che fanno pensare e chissà che il motivo di tanto interesse da parte del governo non sia proprio questo. I poteri del suo frutto non so quanto possano realmente tornare utili a questa gente, dato che modificano soltanto l’età esteriore, ma non rendono immortali. Non avrebbe senso altrimenti bramare così tanto l’Ope Ope per ottenere l’eterna giovinezza.

Ultima osservazione di chiusura: subito dopo marineford è proprio il rabbino che fa notare agli altri quattro che Teach ha messo gli occhi su una delle supernove. Probabile che non avesse idea di chi si trattava, ma è anche probabile che volesse puntualizzarlo per paura che si trattasse proprio di Bonney. Dopo la sua cattura da parte di un Akainu inspiegabilmente più tranquillo ora che lei è nuovamente sotto la loro custodia, Bonney riesce nuovamente a fuggire, e chissà che stavolta non c’entrino i Rivoluzionari visto che ha perso la sua ciurma.

Comunque, stavolta ho veramente concluso.

Fatemi sapere le vostre opinioni.

Ray

5/5 (2)

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