X-Ray Analysis Capitolo 871 – “Ci volunu i bummi”

Basterebbero questi 8 secondi di video per riassumere egregiamente il capitolo, e sono piuttosto sicuro che verrà il giorno in cui sarò parimenti sintetico…
Dunque, cominciamo.
Ci troviamo fra i primi capitoli del volume 87, che verosimilmente sarà l’ultimo dedicato alla saga di Whole Cake Island. In altre parole, come già detto più volte, siamo alle battute finali! Non è un caso che la narrazione cominci a farsi più concitata, spettacolarizzata e ricca di colpi di scena.

Big Mom, Kaido, Luffy: livelli di forza e scenari futuri

Sono sempre stato dell’idea che l’ipotetica sconfitta di Big Mom non fosse stata pensata per questa saga. In caso contrario la ciurma sarebbe dovuta essere quanto meno al completo (come ha affermato Nami nello scorso capitolo) e certamente in compagnia di un gran numero di alleati dall’ottimo potenziale. Inoltre, se la caduta di un villain comune ha impegnato Oda (e Luffy) per parecchi capitoli (basti pensare a Crocodile, a Enel, a Rucchi o a Doflamingo, la cui sconfitta è sopraggiunta a valle di più riprese di combattimento), la caduta di un Imperatore non era nemmeno lontanamente ipotizzabile in questo arco narrativo (perchè sapevamo già da tempo che la saga non sarebbe andata per le lunghe, dato che entro l’anno avremmo assistito al Reverie e all’inizio dell’avventura a Wano). Mancavano inoltre l’elemento del conto alla rovescia e la classica scalata verso il Boss finale, comuni agli altri combattimenti. Ma non solo: a Punk Hazard Luffy promise a Law di abbattere Kaido, una promessa che ha rinnovato anche a Momonosuke durante la saga di Zo. Non c’era alcun motivo sensato per ritenere che Oda cambiasse obiettivo, tant’è che con il capitolo odierno è Luffy stesso a confermare che nella sua scala delle priorità Big Mom viene dopo Kaido.
Se è vero ciò che si intuisce, ovvero che Kaido è al momento, come più volte ribadito, la creatura più forte del mondo, evidentemente è superiore persino a Big Mom. Logica vuole che se in qualche modo Luffy riuscirà a batterlo, potrebbe anche evitare lo scontro con Linlin semplicemente sulla base del forte deterrente che rappresenterebbe la sua vittoria. In altre parole, la vittoria su Kaido attesterebbe d’ufficio la superiorità del potenziale di Luffy rispetto a quello di Big Mom, e anche se ci sono molti elementi che giocano a favore del fatto che prima o poi lei cercherà vendetta, ce ne sono altrettanti per ritenere che la risoluzione del contenzioso avverrà per vie traverse alla classica scazzottata.
Il problema principale, però, è conseguire la vittoria su Kaido. Non esiste assolutamente un termine di paragone fra un imperatore e la ciurma al completo, figuriamoci fra un imperatore e Luffy. Nel momento in cui si è entrati nel Nuovo Mondo non è stata più la forza del singolo a fare la differenza, ma la potenza di fuoco complessiva. Sono le alleanze, adesso, la chiave di volta per la vittoria, e Luffy, a conti fatti, è stato un precursore degno di nota in questo senso, dato che per tutta la durata del suo viaggio non ha fatto altro che contrarre debitori e racimolare amici. Il carisma, unitamente ad una buonissima dose di fortuna sfacciata, sono il suo Top Gear, ovvero il suo potere di punta, senonchè il più spaventoso, come lo stesso Mihawk ha ammesso a Marineford.
 
Facendo inoltre un banale parallelismo con Dressrosa, e ricordando che “un solo pugno” è ciò che Luffy ha usato per mettere fine al duello con un Doflamingo già allo stremo ma che ora non ha nemmeno fatto il solletico a Big Mom, è facile capire che per arrivare ad abbattere Kaido, un essere che a quanto pare nessuno osa definire “umano“, il gioco di squadra sarà di certo una condizione necessaria, ma forse addirittura non sufficiente, dato che lo stesso Oda, che è perfettamente consapevole delle potenzialità dei protagonisti, ha ammesso poco tempo fa di non sapere ancora come fare per sconfiggerlo. 
Per capirlo bisognerebbe anzitutto capire cosa sia Kaido, e temo che per saperlo con certezza dovremo aspettare ancora un bel po’. Tuttavia un paio di anni fa stilai in merito una teoria, secondo la quale Kaido sarebbe, in modo simile a Sanji e fratelli, il prodotto finale di un’operazione di ingegneria genetica (e si, ne parlavo abbondantemente molto prima che diventasse una cosa largamente assodata). Più nello specifico, ho ipotizzato che il suo DNA possa essere stato arricchito con geni specifici di altri animali. Geni che danno all’animale una precisa caratteristica, come un carapace durissimo, una muscolatura agile e potente, una rigenerazione molto rapida delle ferite, una resistenza fuori dal comune, etc. ma che impiantati nel corpo di un uomo, lo rendono l’equivalente di una terrificante macchina da guerra e concorrono a rendere giustizia ad un nome altisonante come “Kaido delle innumerevoli bestie“, cui calza sia la caratterizzazione della sua ciurma, sia, probabilmente, la sua stessa natura.
Ma se parliamo di manipolazione genetica non si può non pensare a ciò che, su piccola scala, ha fatto Jajji, uno scienziato che ha dedicato a questo settore praticamente tutta la sua vita. I Vinsmoke difatti hanno una pelle molto resistente, forza e agilità sovrumane, la capacità di secernere o assimilare veleno, la capacità di produrre scariche elettriche, etc. Gran parte di queste abilità sono riconducibili a precisi animali. Reiju è l’esempio più emblematico, in quanto, come suggerisce anche il suo abbigliamento, è ispirata alle falene (il design del suo mantello è ripreso dalla femmina di Actias Luna, le decorazioni dalla femmina di Automeris io) alcune delle quali si crede si nutrano di veleno.  Niji dal suo canto è in grado di produrre scariche elettriche, una capacità che hanno ad esempio alcuni pesci, detti proprio elettrofori. L’esoscheletro di cui tutti i Vinsmoke sono dotati, poi, è un’altra peculiarità piuttosto comune nel mondo animale.
Ma ancor prima, Oda ha toccato l’argomento durante la saga di Thriller Bark, dove il dott. Hogbak eseguiva esperimenti di chirurgia alla Frankestein, assemblando letteralmente pezzi di animali differenti, ognuno scelto in modo tale da contribuire a rendere il prodotto finale un organismo di maggior pregio bellico. Emblematico è l’esempio di Absalom, costituito da membra di leone, orso, elefante e gorilla, tale da avere forza e resistenza fuori dal comune.

Viene naturale chiedersi: perché Moriah ha avallato questo genere di ricerche?

La risposta, con buona probabilità, è da ricercare nel suo desiderio di vendetta nei confronti di Kaido, per cui il finanziamento sotto banco di ricerche sul potenziamento degli esseri umani attraverso l’innesto chirurgico di membra, tessuti e organi di animali differenti, potrebbe essere il tentativo di emulare ciò che anni or sono venne compiuto su Kaido grazie alla manipolazione genetica. Non è da escludere, infatti, che Moriah abbia ragionato esattamente come i carpentieri di Water Seven nei riguardi di Pluton: nel caso in cui questa fosse stata risvegliata, sarebbe servita un’altra Pluton per fronteggiarla (cosa che giustificava l’esistenza dei progetti). Analogamente, per fronteggiare Kaido, secondo Moriah sarebbe servito un altro Kaido (cosa che lo ha spinto anche ad impossessarsi di Oars).

Si sarebbe rivelata un’idea vincente?

Per rispondere a questa domanda probabilmente bisogna chiedersi, in questo contesto, se sia meglio la chirurgia o l’ingegneria genetica, ovvero se abbia più chance di vittoria un organismo modificato post-mortem o uno creato fin da principio con quelle caratteristiche. A naso direi la seconda, il che giustificherebbe, fra le altre cose, il fatto che Oda non abbia ancora ben chiaro come sconfiggere Kaido, una cosa che altrimenti avrebbe saputo piuttosto bene fin da Thriller Bark.
Il problema di concepire un essere come Kaido, secondo quella che è al momento solo una mia teoria, sta nel fatto che, racchiudendo in sé le specifiche di moltissimi animali, diventa praticamente impossibile ucciderlo o sopraffarlo. In altre parole si crea un essere apparentemente immortale. Dunque come si sconfigge un tipo del genere? All’epoca portai come termine di paragone una divinità del pantheon norreno, Baldr, che la madre riuscì a rendere immortale facendo giurare ad ogni cosa, pianta o animale di non fargli del male. Poi Loki scoprì che in realtà non tutto era stato considerato dalla madre. Il muschio infatti non aveva prestato giuramento, sicchè con una freccia di muschio Baldr morì. Sulla falsa riga di questo mito vi è quello di Achille, ritenuto immortale, fatto salvo il tallone.
Anche Kaido, dunque, potrebbe avere il suo tallone d’Achille, ma come fare per scoprirlo? In merito credo che saranno fondamentali le conoscenze dei due duchi, dei Kozuki, di Marco, di Law e di Zunisha. Probabilmente persino di Jajji, se ne uscirà vivo. 

Il CP0 e il Tamatebako

Riguardo alla CP0 scrivevo nella scorsa X-Ray:
Se è vero che in un mondo di porte chiuse chi possiede la chiave è il Re, in un mondo consumato dalla corruzione e dalla cupidigia il più ricco è anche il più potente. Lo abbiamo già visto con Doflamingo, ma ora è lampante. Il Governo Mondiale non entra soltanto nel merito delle trattative sui frutti o sul contrabbando di armi, ma attinge ad ogni risorsa che la malavita può fornire, se questo vuol dire sottrarla ad altri pirati.
La CP0, in un contesto simile, assume decisamente molto più significato: è l’organo preposto a fare affari per conto del Governo negli ambienti in cui questo non si può presentare con le vesti ufficiali di un Marine. La CP0 è quella che mette letteralmente le mani nella melma, quella che si misura quotidianamente con la peggiore feccia del mondo per cercare di ricavarne profitto. Quella che controlla, sorveglia, intercetta e scende a compromessi. E’ l’Egida vera e propria dei Draghi Celesti.
Dunque nulla di strano che in un contesto ad alta concentrazione di malavita ci sia anche un membro del CP0 infiltrato.
Ma la domanda è: che genere di vantaggi sperava di ottenere Stussy prendendo parte all’evento organizzato da Big Mom? 
In accordo con quanto detto del CP0, era di sicuro presente per tenere sotto controllo le mosse dell’imperatrice e gli eventuali accordi con il Germa. Tuttavia il sospetto che potesse già sapere del tamatebako nasce nel capitolo 861, quando infatti Morgans stupisce Big Mom dicendosi informato del fatto che fosse venuta in possesso del famoso tesoro dell’Isola degli Uomini Pesce. Allo stesso modo, dunque, potrebbe averlo saputo Stussy, che pare non a caso quella meno stupita dalla notizia.
Nessuno di loro tuttavia si sarebbe aspettato una bomba a suo interno. E che bomba, verrebbe da dire.
L’esplosione ha praticamente distrutto mezzo palazzo di Big Mom, che pare minacciare il collasso da un momento all’altro e rischia di dare concretezza ad uno scenario quasi ricorrente in One Piece e che pronosticai molto tempo fa, ovvero quello della liberazione dei prigionieri della biblioteca (basti pensare a Impel Down o Dressrosa).
Per la definitiva risoluzione della saga, a mio parere, basterebbero questi due elementi, anche se in ballo ci sono ancora molti protagonisti in grado di fare la loro parte, non ultimi i pirati del Sole e l’esercito di cloni del Germa.
Su personaggi e saga farò un approfondimento a parte nella prossima analisi.
Per il momento è tutto.

Ray

4.2/5 (10)

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X-Ray Analysis – Capitolo 867

Sulle fonti di ispirazione: da Baba Yaga a Yama Uba.

Parlando di Big Mom abbiamo potuto cogliere molti aspetti propri di precise divinità o figure folkloristiche, come la Baba Yaga russa, la Kalì indiana, la Grande Madre dei culti preistorici, etc. Tutti questi personaggi possono esser stati allo stesso modo fonte di ispirazione per Oda nella creazione dell’Imperatrice, dato che condividono moltissime caratteristiche, tutte comuni a Big Mom. Yama Uba, la cosiddetta “Vecchia strega delle montagne” da cui Oda pare abbia preso spunto per la creazione di Madre Carmel, è un personaggio del folklore giapponese che ha delle incredibili somiglianze con quelli appena citati. In alcuni racconti viene descritta come una vecchia megera dalla fame disumana, in grado di divorare qualsiasi cosa senza alcuna distinzione o scrupolo: bambini, adulti, vettovaglie, oggetti… nulla scampava all’ingordigia diabolica della strega. In altri racconti, invece, viene presentata come una sorta di Dea della fertilità, buona, bella e intelligente. In altri ancora, come una sorta di benefattrice.

Evidentemente Yamauba non ha un correlazione univoca con Madre Carmel, ma a seconda della descrizione che gli viene data, sembra somigliare più a Big Mom. La stessa conclusione potremmo tirarla per quanto riguarda la strega Baba Yaga o la dea Kalì. Una cosa che, se ci pensate, è alquanto singolare. Raramente in One Piece Oda usa la stessa fonte di ispirazione per creare due personaggi diversi, ed in tal senso è ancora più emblematico e significativo il fatto che Big Mom abbia letteralmente mangiato Madre Carmel, assorbendo persino il suo potere. Due personaggi “fusi” insieme, assimilati l’uno all’altro, persino nelle fonti di ispirazione. Davvero notevole.

Madre Carmel, il Governo Mondiale e la CP0.

Se dovessi riassumere in poche parole Madre Carmel alla luce dell’ultimo capitolo, direi: una presunta suora cristiana che usa nomenclature ebraiche praticando il culto pagano del sole ma che in realtà si scopre essere una trafficante di bambini. Un sincretismo culturale quasi dissacrante, a ben vedere. Ma l’aspetto più interessante è che per 50 anni ha fatto affari con il Governo Mondiale, rimpolpando le fila della Marina con orfani, più o meno dotati, da poter usare come spie, e non solo.

Madre Carmel non è la prima donna malvagia che Oda ci presenta in veste di suora cristiana. Se ricordate, a Whisky Peak ne vedemmo una particolarmente violenta al seguito della Baroque Works. Così come la storia degli orfani da usare come spia era già stata trattata con Doflamingo. Nel suo caso, tanto Rocinante quanto Vergo ne sono stati la dimostrazione lampante.

Risulta però sempre più evidente il fatto che il Governo Mondiale attinga al sottobosco della malavita di One Piece, quasi più dei pirati stessi. Se con Doflamingo eravamo rimasti sorpresi nello scoprire che la CP0, e quindi il Governo, poteva anche venire a patti con un pirata, cedendo ai suoi ricatti, adesso stupisce la scelta deliberata del Governo di fare della malavita un’arma in più, in modo abbondante e indiscriminato. Prima Morgans, con le sue storie su “Sora, il guerriero dei mari”, adesso Madre Carmel con le sue Lamb’s House. Nel corso del tempo il Governo pare abbia avuto una particolare fame nella ricerca di nuove reclute, specialmente quelle di talento, e questo ci suggerisce un’urgenza importante circa il dominio assoluto sui mari, che evidentemente non c’è mai stato davvero.

Spesso qualcuno s’è chiesto a cosa servissero le ingenti tasse in oro, chiamato appunto Oro Celeste, richieste agli stati membri. Ebbene, se è vero che in un mondo di porte chiuse chi possiede la chiave è il Re, in un mondo consumato dalla corruzione e dalla cupidigia il più ricco è anche il più potente. Lo abbiamo già visto con Doflamingo, ma ora è lampante. Il Governo Mondiale non entra soltanto nel merito delle trattative sui frutti, ma attinge ad ogni risorsa che la malavita può fornire, se questo vuol dire sottrarla ad altri pirati. E non c’è da stupirsi del fatto che chiunque si trovi a fare affari col Governo tenti di strappare il miglior prezzo possibile, proprio come fatto da Madre Carmel. Ecco perché avere soldi è determinante.

La CP0, in un contesto simile, assume decisamente molto più significato: è l’organo preposto a fare affari per conto del Governo negli ambienti in cui questo non si può presentare con le vesti ufficiali di un Marine. La CP0 è quella che mette letteralmente le mani nella melma, quella che si misura quotidianamente con la peggiore feccia del mondo per cercare di ricavarne profitto. Quella che controlla, sorveglia, intercetta, scende a compromessi. E’ l’Egida vera e propria dei Draghi Celesti. Per questo motivo è temuta e rispettata. Non mi stupisce che la Marina, in confronto, venga vista dai Cinque Astri come servizio d’ordine di basso rango.

Gli Orfani della Lamb’s House, il villaggio di Elbaf e la D.

Per 50 anni Madre Carmel ha venduto orfani al Governo Mondiale, ma c’è da scommettere che l’abbia fatto con molti altri esimi compratori. Il fatto che sia riuscita ad arrivare a tanto ci da la dimensione della sua astuzia, una cosa che ricorda molto da vicino Doflamingo.

Ricordo che un paio di capitoli fa ci si è stupiti di come l’ex Grandammiraglio avesse ceduto alla richiesta di Madre Carmel di graziare i giganti condannati a morte. Ora sappiamo che era solo una macchinazione per fare infiltrare Madre Carmel ad Elbaf. Non mi stupirebbe scoprire che, poco prima, lei fosse andata a trattare a quattr’occhi con il Grandammiraglio, illustrandogli le opportunità sconfinate che si celavano dietro un orfanotrofio di bambini giganti. Considerando quanto ha speso il Governo Mondiale nella gigantificazione artificiale, non deve essere stato difficile persuaderlo.

Ed eccola dunque ad Elbaf, da liberatrice e da imprenditrice.

Innumerevoli devono essere stati i giganti che in 37 anni di attività hanno raggiunto le fila della Marina. John Giant è stato il primo, stando al racconto di Madre Carmel. Il primo gigante che sia mai stato arruolato dal Governo. Un evento a dir poco rivoluzionario, se consideriamo che a quell’epoca, 99 anni fa (37+62), la ciurma dei Pirati Giganti seminava il panico in giro per il mondo.

Ma nella Lamb’s House di Madre Carmel vi erano esponenti di molte altre razze. Non è quindi da escludere che lei in qualche modo abbia promosso l’apertura del Governo a nuove vantaggiose prospettive, date proprio dalle potenzialità degli orfani di ogni schiatta e genìa. A quel tempo, infatti, il Governo Mondiale deve essersi fatto più di un problema circa la qualità del reclutamento di soldati e spie. Probabilmente  coloro che possedevano la D. erano discriminati tanto quanto gli altri. Se ad oggi nella marina abbiamo traccia di ben due esponenti con la D., ovvero Garp e Saul, potrebbe essere merito di una innovativa modalità di leva militare, che però potrebbe implicare la possibilità che Garp e Saul fossero orfani, e qui ho più di qualche dubbio, anche se risolverebbe in modo abbastanza ragionevole l‘annosa questione del perché uomini con la tanto temuta D. siano stati reclutati nella Marina.

C’è poi un particolare molto curioso e interessante circa la storia del personaggio a cui il nome usato nella malavita da Madre Carmel si ispira, ovvero la già citata Yamauba. Secondo alcune leggende, infatti, la strega delle montagne avrebbe allevato il famoso Kintaro [2], personaggio del foklore giapponese cui si ispira Sentomaru. Certo, non gli darei mai almeno 60 anni, ma il sospetto che sia un orfano ottenuto in modo simile ad un John Giant e a tutti gli altri mi sorge.

Curiosità sparse

Per un po’ di tempo ho avuto il sospetto che una donna come Madre Carmel potesse avere un potere simile a quello di Rinrin, se non altro per la particolare attinenza che ha l’anima con una “donna di chiesa”. Immaginavo che fosse stata lei a donarglielo e ad insegnarle ad usarlo. Mai mi sarei immaginato che finisse per essere divorata! In tal senso è curioso come il potere sia migrato nell’organismo di Big Mom. C’è chi sostiene che fosse presente un frutto nei paraggi, ingurgitato da Rinrin nella sua furia famelica, proprio mentre il potere migrava da Madre Carmel. C’è chi sostiene invece che il potere sia stato assimilato direttamente, essendo il corpo un contenitore simile ad un frutto. Al riguardo scriverò una riflessione/teoria, appena avrò del tempo.

Il termine Gevurah, usato da Madre Carmel per evocare il suo potere, è un palese riferimento al quinto sephirot dell’albero della vita della cabala ebraica, corrispondente all’elemento del fuoco (quindi coerente con la manipolazione dell’incendio visto).

Pandora, il nome che Madre Carmel affibbia al suo Homie, è ancora una volta legata al mito greco del furto del fuoco, i cui protagonisti furono proprio Zeus e Prometeo [3], ed è particolarmente emblematico che gli Homies di Big Mom si chiamino proprio Zeus e Prometheus.

Credits

Ringrazio il Re per la nuova veste grafica del sito, Dany per la cover di questa X-Ray e Munna per il suggerimento su Yama Uba. Ho una ciurma infernale <3

[1] http://wsimag.com/it/cultura/6321-yamauba-la-strega-delle-montagne

[2] https://it.m.wikipedia.org/wiki/Yama-uba

[3] http://www.diogenemagazine.it/economiapolitica/lavoro/115-il-mito-di-prometeo.html

– Ray

4.86/5 (7)

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X-Ray Analisys – I Poneglyph

Cari amici e lettori, ben ritrovati. Poneglyph

Capitolo dell’anno? Ni.
Sicuramente questo 846 è un capitolo molto ricco di informazioni, grazioso a vedersi e con una scenografia molto ben curata. Possiamo tranquillamente piazzarlo sul podio dei tre capitoli più interessanti del 2016, ma da qui a renderlo il migliore ne passa.

Sperando di fare cosa gradita, vorrei sorvolare sugli accadimenti “secondari” (cui dedicherò post mirati in pagina nei prossimi giorni) e focalizzare la mia attenzione sui Poneglyph, perché ci sono dei ragionamenti che vorrei sviluppare insieme a voi. Ringrazio gli altri colleghi per aver già parlato organicamente di diversi argomenti correlati, non fosse altro perché posso finalmente scrivere qualcosa di relativamente breve.

Cominciamo dalle parole del Barone Tamago sui Poneglyph

“Questi monumenti di pietra incisi si chiamano Poneglyph, sono sparsi per tutto il mondo ed in centinaia d’anni non sono mai stati distrutti. Si dice che ne esistano circa una trentina, bon, e che nove di questi siano quelli che contengono informazioni!* Nel momento in cui verremo condotti sull’ultima isola, Raftel, queste pietre cominceranno a raccontarci la verità che riguarda questo mondo.”

*NB: la parola “informazioni”, come mi suggerisce il Re, di cui vi invito a leggere le traduzioni, è scritto coi furigana di “Rio Poneglyph”. Tenete a mente questa cosa perché ci servirà.

Facciamo un salto indietro di seicento capitoli e prendiamo il 218. Qui Robin ricorda gli ultimi istanti prima che la tomba reale dei Nefertari crollasse, istanti in cui si sfoga con re Cobra.

poneglyph alabastaLa sua frustrazione discende dal fatto che in 20 anni di ricerche tutti gli indizi trovati la portavano ad Arabasta, ma qui non c’era ciò che cercava, ossia il Rio Poneglyph, bensì l’ubicazione di Pluton, cosa alla quale non era minimamente interessata. Da ciò che lei spiega a Cobra si evince chiaramente che non ha ancora capito cosa sia il Rio Poneglyph, tant’è che lo paragona ad una stele singola in cui trovare tutto ciò che riguarda il secolo buio. Un sogno che secondo lei non si realizzerà mai.

Cobra comincia a intuire, e infatti le chiede: “Stai dicendo che esiste un modo per svelare la storia che è stata celata, e che quel Poneglyph (cioè il Rio) sia la chiave per tutto ciò?”
Robin, fra le lacrime, conferma.poneglyph skypiea

Poi però, unendosi a Luffy, riesce a raggiungere Skypiea. Qui spiega che esistono al mondo solo due tipologie di Poneglyph (evidentemente non sapeva ancora dei Road):
– quelli che contengono indicazioni su altri Poneglyph;
– quelli che contengono informazioni.

Grazie al messaggio lasciato da Roger capisce che il Rio non è una singola stele, ma l’unione di tutte quelle che contengono informazioni (esattamente quel che dice Tamago, ecco perchè Oda l’ha scritto in quel modo). Tuttavia, a Robin manca ancora un pezzo per completare la deduzione, ovvero: non tutti quelli che contengono informazioni sono essenziali! Solo nove di questi compongono il Rio. Ergo, esistono altri Poneglyph contenenti informazioni “marginali”.

Ma di cosa stiamo parlando?

Per capirlo andiamo alla traduzione letterale delle parole “Poneglyph” e “Rio Poneglyph”:

i primi significano “Testo della storia”, mentre il secondo significa “Vero testo della storia”. Ora, non è che il Rio racconta la verità, mentre gli altri dicono fesserie. Queste pietre parlano di storia, ed in particolare della storia del mondo, narrando accadimenti o riportando informazioni comunque preziose alla sua ricostruzione, dalle origini fino agli ultimi eventi (che per il Regno Antico rappresentano proprio il secolo buio). Di questo secolo, ossia della verità nascosta dal GM, ne parla il Rio Poneglyph, cioè un sottoinsieme di blocchi informativi che tratta solo quella porzione di storia.

Evidentemente è una porzione di storia cruciale, dato che vi sono dedicati ben nove blocchi su diciassette*.

*NB: 17 è un numero preso al netto dei Road e di quelli che indicano la posizione di quelli che compongono il Rio, ma potrebbe anche essere inferiore.

Primo quesito: i Poneglyph che indicano l’ubicazione delle armi ancestrali sono senz’altro dei Poneglyph informativi, e questo ce lo conferma Robin a Skypiea. Ma siamo assolutamente sicuri che facciano parte del Rio?

Questa è una di quelle domande cui al momento non è possibile rispondere con certezza. Ci si trova dinanzi ad uno dei tanti bivii cui ci pone Oda (da gran bastardo):

  • Se la risposta fosse si, evidentemente le armi ancestrali avrebbero giocato un ruolo importante durante i cento anni bui.
  • Se la risposta fosse no, queste armi apparterrebbero semplicemente alla storia del mondo. Sarebbero un tassello di cui, secondo l’antico regno, bisognava prendere atto, seguendo fedelmente la filosofia di Clover secondo cui tutto ciò che appartiene al passato è giusto che si conosca, a prescindere dalla sua pericolosità potenziale.

Secondo quesito: dato che Clover e gli studiosi di Ohara con ottime probabilità non hanno mai trovato i Poneglyph riguardanti le armi ancestrali, ma erano comunque giunti a metà della loro indagine*, quanti e quali Poneglyph hanno letto? E il Poneglyph di Ohara, era un Rio?

*NB: questo viene detto da Clover nel capitolo 394.

Analizzando le parole di Clover del capitolo successivo, ossia il 395, dove spiega per filo e per segno i risultati delle loro ricerche e le deduzioni connesse, non si evince nulla, e sottolineo nulla, che riguardi il secolo buio. Clover apprende molte informazioni sul Grande Regno, ma nulla sugli accadimenti dei 100 anni di vuoto. Proprio per questo lui, desideroso di capire, cambia strada e va a monte del problema, chiedendosi: “ma perché esistono queste pietre? Perché chi le ha create si è curato di usare un materiale indistruttibile?”

Da qui esegue in cascata una serie di deduzioni logiche che cominciano a spaventare i cinque astri, i quali ordinano la sua esecuzione poco prima che rivelasse un elemento chiave, a suo dire, per comprendere il motivo per cui il GM ha cancellato dal mondo l’antico regno. Ma ancora una volta non si dice nulla sulla verità mancante, ovvero sugli accadimenti del secolo buio, altrimenti Clover avrebbe di sicuro rinfacciato le azioni, o una parte di esse,compiute dal GM nei confronti dell’antico regno. Invece sono solo ipotesi, audaci, come furono definite dai Cinque, ma pur sempre ipotesi. Di sicuro saranno veritiere, ma non discendono da qualcosa che lui ha letto direttamente. Non so se mi spiego.

Arriviamo quindi ad uno dei nodi cruciali: se il Poneglyph di Ohara fosse stato un Rio Poneglyph, come avrebbe fatto Robin a comporre tutti i pezzi?

Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che lei sapeva già leggerli quando venne promossa ad archeologa. Spiava persino le riunioni degli altri membri del centro di ricerca, che la notte si riunivano nel seminterrato, nella sala del PG. Partendo dal presupposto che non sappiamo se lo abbia letto tutto o meno (dato che poteva limitarsi a spiare), che non ha mai preso appunti come fece in seguito da adulta, e che sono passati vent’anni da allora, è convincente pensare che abbia solo ricordi vaghi e approssimati di quelle informazioni, sempre ammesso che le abbia lette.

In altre parole, tutto spinge a pensare che il Poneglyph di Ohara, se facesse parte del computo dei Nove, costituirebbe un tassello mancante di enorme rilevanza, senza il quale praticamente rimarrebbe oscura una parte della verità. Senza contare che, dopo il Buster Call, il Governo possa aver prelevato quel Poneglyph e trasferito chissà dove. Quindi, anche per una questione di necessità di trama, si avalla la tesi iniziale.

Tornando al quesito di partenza, come conciliare dunque l’informazione data da Clover al capitolo 394 (dove dice che sono arrivati solo a metà dell’indagine sui PG) col fatto che, in soldoni, non hanno scoperto nulla degli accadimenti del secolo buio, ma solo informazioni storiche “di contorno” sul Grande Regno, tali da metterli in condizione di sviluppare delle prime ipotesi?

Ohara, come diceva Clover stesso, riuniva i migliori archeologi di tutto il mondo. Costoro lavoravano sui Poneglyph da tempo immemore, perché evidentemente sono sempre stati affascinati da questo tassello archeologico. D’altronde era pur sempre il loro mestiere. Quindi è impensabile che, in così tanti anni, non abbiano pescato almeno uno di quei Nove Pg, anche perché per affermare di essere a metà dell’opera devono aver capito quanti ce ne fossero in totale al mondo. Ma ancora una volta ci troviamo di fronte ad un bivio, ossia di fronte a due soluzioni:

  • La prima è che, quando il Governo andò a rompere i maroni a Ohara, il livello di traduzione fosse ancora in divenire, essendo questo un processo molto lento che richiedeva il contributo di molte teste pensanti (mentre Robin era in grado di farlo con una semplicità disarmante). Motivo per cui, pur avendo le pietre, o i calchi di queste, o una trasposizione tal quale su un blocco di appunti, queste informazioni dovevano ancora essere decifrate.
  • Oppure il Rio Poneglyph non contiene informazioni soltanto sul Secolo Vuoto, ma questa ipotesi, oltre a contrastare con quanto detto fin’ora, è poco convincente. Difatti, che senso avrebbe distinguere fra Rio e Poneglyph normali (al netto di quelli che danno indicazioni geografiche) se non può esserci una distinzione sostanziale nel loro contenuto?

In altre parole, quindi, i “demoni di Ohara” sono stati sfortunati, perché son state tranciate loro le gambe prima ancora di aver finito la corsa. Se ragioniamo in termini di trama, è giusto che sia così, altrimenti Robin ( e quindi noi lettori) avrebbe avuto poco da scoprire durante il suo viaggio. Ne consegue che, al netto delle armi ancestrali (abbiamo capito essere un grosso punto interrogativo), tutti i Rio, per noi e per la ciurma, sono ancora da scoprire.

Spezzo una lancia a favore dell’informazione sul nome del Regno, che potrebbe discendere dalla lettura di uno di quei nove PG, in quanto cruciale per capire cosa è accaduto. Ma nessuno ci assicura che questa informazione fosse contenuta nel Poneglyph di Ohara, anzi, sembra proprio che questo Poneglyph debba essere escluso dal computo.

Ora, che siano 9 oppure 6 in realtà non è che cambi molto, ma ci pone dinanzi ad un altro grosso inghippo, con il quale si sarà dovuto confrontare persino Oda: se in vent’anni di narrazione sono saltati fuori poco più che una manciata di Poneglyph, dovremo aspettare altri vent’anni per trovare quelli che restano? Ecco quindi la necessità di inserire nella narrazione la presenza dei Calchi. In proposito mi piacerebbe che, in qualche modo, Robin venga in possesso delle ricerche compiute dai suoi genitori, e che quindi il sacrificio di Olvia, di Saul e di tutti gli altri non sia stato vano.

Ma torniamo a quel che dice il Barone Tamago:

“Nel momento in cui verremo condotti sull’ultima isola, Raftel, queste pietre cominceranno a raccontarci la verità che riguarda questo mondo.”

Ho letto molti dubbi su questa frase, in particolare ci si chiede da cosa nasca la necessità di portare i Poneglyph a Raftel. Io però non vedo scritto nulla di simile. A mio parere ciò che intende Tamago è che, una volta recuperate tutte le info necessarie (possibilmente usando i calchi che sono più pratici e facilmente trasportabili) , e una volta giunti a Raftel, è possibile capirne il contenuto, che altrimenti rimarrebbe criptico.

Ma che significa? E cosa si dovrebbe capire di tale contenuto se nessuno, a parte Robin, è ormai in grado di tradurlo?

Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad un bivio importante:

  • alcuni miei colleghi ritengono, giustamente, che queste informazioni siano poco affidabili, essendo il frutto di una tradizione orale che, passando di bocca in bocca, può aver acquisito sfumature sempre diverse;
  • tuttavia è anche possibile che tale informazione abbia subito poche mutazioni rispetto all’originale, e che quindi abbia solo un piccolo margine di inaffidabilità.

A cosa ci portano queste considerazioni?

Partiamo dalla seconda. Se ciò che Tamago ha detto è sostanzialmente vero, deve discendere perlomeno da una esperienza diretta, ma l’unica di cui si ha memoria è quella di Roger. A meno di considerare la disgustosa ipotesi che qualcuno della sua ciurma abbia tradito, per rendere vera questa ipotesi bisogna che tale informazione arrivi da via traverse, ad esempio che discenda da antiche dicerie. Allora, ponendoci in questa condizione, arriveremmo ad un’unica soluzione: su Raftel è presente qualcosa o qualcuno in grado di leggere, far parlare o mettere nelle condizioni di tradurre il contenuto dei PG.

Ora, questa soluzione fa acqua da tutte le parti, anzitutto perché Roger aveva Oden con sé, quindi aveva bisogno di tutto fuochè di un traduttore/interprete. Ma d’altro canto, è impensabile che si arrivi a Raftel senza tradurre il contenuto dei Road, per cui una figura del genere è in sostanza doppiamente inutile, giacchè se riesci ad arrivare a Raftel evidentemente puoi cavartela da solo in fatto di traduzione.

Torniamo quindi alla prima ipotesi: Tamago parla per sentito dire, come tale è molto probabile che stia dicendo delle inesattezze. Quindi il problema non è tanto “come fare a portare tutte le pietre su Raftel”, ma “cosa accade realmente una volta arrivati su quest’isola?”.

Le domande giuste sono essenziali per districarci in questo bordello interminabile (passatemi il termine). Difatti, se quanto detto da Tamago è inesatto, sopravvive comunque il dubbio che raggiungere Raftel sia necessario per capire e intendere ciò che c’è scritto nelle nove pietre che compongono il Rio Poneglyph. Perché se bastasse semplicemente tradurli tutti e venire a conoscenza della verità, verrebbe meno la necessità di raggiungere Raftel. Quindi resta imprescindibile il fatto che su questa isola ci sia qualcosa di complementare alle informazioni del Rio Poneglyph.

Sarebbe convincente pensare, ad esempio, che su Raftel ci sia l’ultimo tassello mancante per completare il Rio Poneglyph, ossia l’ultima pietra da leggere per avere tutti gli elementi necessari a trarre le proprie conclusioni. Forse è anche per questo che Roger scrisse a Skypiea: “seguirò queste parole fino agli estremi confini del mondo”. Probabilmente sapeva o intuiva che non avrebbe potuto completare la sua ricerca senza prima raggiungere Raftel.

Vorrei concludere questo approfondimento con una teoria, che in realtà è più un’illazione, ma se siete arrivati fin qui, sorbendovi questo pesante ragionamento, mi sembra quasi doveroso premiarvi in qualche modo.

Torniamo a quanto detto da Tamago e immaginiamo per un istante che nelle sue parole ci sia un fondo di verità, che discende da antiche dicerie, e che implica il riunire materialmente tutte le pietre sull’isola. Non vi pare di ricordare qualcosa di noto?drago shenron

A me ricorda tanto il meccanismo di funzionamento delle Sfere del Drago di Dragonball, per cui se le riunisci tutte queste “parlano”, o meglio, permettono di evocare il Drago e di esprimere un desiderio. In modo analogo, riunendo i Poneglyph del Rio, sarebbe possibile evocare (la sparo) le anime degli antichi e farle parlare (?!)… ma va beh, è solo un’illazione.

Piuttosto vorrei farvi notare un’altra cosa graziosa.

simbolo kozuki one pieceQuesto se ricordate è il simbolo dei Kozuki, ovvero coloro che incisero i Poneglyph. Se osservate il simbolo al centro, noterete che è composto proprio da 9 sfere, disposte (al netto del numero maggiore) esattamente come venivano disposte le sfere del Drago. Possibile che rappresentino il Rio Poneglyph?

Inoltre la Gru, che fa da contorno, in Giappone è simbolo di longevità e si crede che se si realizzano in vita mille gru è possibile esprimere un desiderio. Ancora un richiamo a Dragonball.

Ma mi tocca smorzare subito gli entusiasmi, perché queste assunzioni implicano due cose:

  • Come avrebbero fatto i Kozuki ad innestare le anime degli antichi dentro i Poneglyph?
  • Come trasportare tutte queste pietre su Raftel (non sapendo tra l’altro neanche dove si trova di preciso) ?

Se volete divertirvi a ragionare, lasciatemi le vostre deduzioni nei commenti.

Alla prossima!

Ray

4.83/5 (23)

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X-Ray Character Analysis – Big Mom & Pudding

Cari amici e lettori, ben ritrovati.

Quello che ho preparato per voi è un approfondimento a 360° su questi due personaggi, pensato per provare a colmare il vuoto lasciato dal capitolo settimanale. La mole di informazioni che ho potuto reperire su entrambi è notevole, per cui vi chiedo di avere la pazienza di arrivare fino alla fine, non per forza in un’unica soluzione (difatti troverete il testo suddiviso in due macro blocchi). Come potete ben capire, tanto Big Mom quanto Pudding rivestiranno un ruolo chiave all’interno della trama d’ora in poi, quindi ritengo sia utile inquadrarli per bene e rispolverare anche cose date ormai per assodate, perché, come vedremo, c’è molta più carne al fuoco di quel che sembra.

Le fonti di ispirazione.

In genere non è facile risalire con precisione ad informazioni di questo tipo. Come dico sempre, una delle caratteristiche più peculiari di Oda è la tendenza a prendere in prestito tratti specifici di personaggi e ambientazioni, sia reali che frutto della penna di altri autori, miscelandoli insieme per dare vita a personaggi e ambientazioni del tutto originali. Non è certo il primo a usare questo espediente, ma è forse uno dei pochi che ne ha fatto la sua arma principale. Basta fermarsi un attimo a riflettere per capire che non c’è una saga o un personaggio che non abbia riferimenti a qualcosa o a qualcuno. Se non altro permette a me, e a chi come me si interessa di ciò, di continuare a imparare cose che, altrimenti, sarebbe stato molto difficile scoprire.

Sia Big Mom che Pudding non fanno eccezione alla regola, anzi. In loro coesistono tratti e caratteristiche che rimandano ad almeno una decina di personaggi e di opere, sia reali che di fantasia. Di seguito alcune le accennerò soltanto, altre invece abbracciano entrambi i personaggi, offrendo anche spunti interessanti su altri fronti, e quindi le vedremo un po’ più nel dettaglio.

Charlotte LinLin.

portrait-of-ching-shihNel manga ci viene presentata come la donna pirata più forte del mondo, dato che è l’unico esponente femminile che ha raggiunto lo status di Imperatore. Come tale non poteva che essere ispirata a colei che passò alla storia con lo stesso epiteto, ossia: Ching Shih. Questa donna viene ricordata come la piratessa più potente al mondo per via del fatto che riuscì a riunire sotto lo stesso stendardo diverse flotte di pirati cantonesi fino ad allora in conflitto fra loro, raggiungendo lo spaventoso cumulativo di 60000 uomini. Il suo potenziale bellico era talmente elevato che la marina cinese non riuscì a sopraffarla nemmeno col supporto della marina inglese e di quella francese, tant’è che alla fine dovettero scendere a patti pur di fermare le sue scorribande. Nello specifico le venne concessa l’amnistia, fu concesso ai suoi uomini di tenere i bottini accumulati e venne riservato al suo figlio adottivo un ruolo di comando nella marina cinese. Tutto ciò potrebbe sembrare assurdo se Oda non ci avesse già abituato a cose simili con la Flotta dei Sette.
Ma non è tutto. Ching Shih imponeva il suo controllo con il pugno di ferro, ed in particolare aveva stabilito che la diserzione o l’abbandono della flotta venisse punito con il taglio delle orecchie. Una forma di mutilazione che ricorda molto il pegno imposto da Rinrin per coloro che abbandonano la sua ciurma.

Cake "Charlotte" with raspberries and cream, selective focus.

Per quanto riguarda invece il nome, o meglio il cognome, “Charlotte” sembra richiamare ad almeno due piratesse presumibilmente esistite (Charlotte de Berry e Charlotte Badger), nonché un noto dessert, spesso presentato in forma di torta nuziale (peculiare in proposito il fatto che Big Mom frema all’idea di mangiare la torna nuziale del matrimonio di Pudding), i cui colori ricordano molto quelli usati da Oda per l’imperatrice.

Per quanto riguarda invece l’aspetto di Big Mom, il suo potere e molte delle caratteristiche del suo mondo, abbiamo riferimenti ad Alice nel Paese delle Meraviglie, La Bella e la Bestia, Le Mille e una Notte e altri racconti via via più marginali. Tuttavia c’è un personaggio, appartenente al folklore asiatico, che forse presta a Big Mom molto più di chiunque altro. Ringrazio il collega Crocodile V. per avermi fornito lo spunto adatto con un suo articolo.

Sto parlando della strega Baba Yaga.
Di seguito faccio prima a citarvi direttamente stralci della fonte originaria, perché sono particolarmente eloquenti.

“Baba Yaga, la temibile strega dai denti di ferro, è una donna dal terribile appetito: in molte leggende chi arriva a casa sua finisce per pranzare con lei (o rubarle il cibo) e scoprire che il suo forno magico contiene ogni ben di Dio.”

“Ogni volta che compare, un vento selvaggio comincia a soffiare, gli alberi cominciano a scricchiolare e le foglie gemono. Stridendo e lamentandosi, una miriade di spiriti la accompagna spesso sul suo cammino.”

“Baba Yaga vive in una capanna in profondità nella foresta. La sua capanna sembra avere una sua personalità e può spostarsi su enormi zampe di pollo. Le finestre sembrano servire da occhi.”

“Quando un ospite entra nella sua capanna, Baba Yaga chiede se fugge la sventura o cerca l’avventura.”

Quest’ultima formula richiama molto quelle usate sia da Rinrin che dalle incarnazioni della sua anima, ovvero: “life or treat” e “trick or leave”.

Come è possibile constatare fin qui, sembra quindi esserci una corrispondenza abbastanza forte e fedele fra i due personaggi. Ora, tenendo a mente queste indiscutibili similitudini, vediamo cos’altro offre Baba Yaga e se in qualche modo tutto ciò potrebbe ripresentarsi con Big Mom.

 “Baba Yaga sembra non avere potere sui puri di cuore e su coloro che ‘sono benedetti ‘, ovvero protetti dal potere dell’amore, della virtù o dalla benedizione di una madre.”

Cominciamo con questo interessantissimo stralcio.
Abbiamo quattro elementi che sembrano sfuggire al controllo della strega: essere virtuosi, innamorati, benedetti da una madre o puri di cuore. In altre parole, il potere della strega è legato alla corruzione dell’anima, cosa che non può avvenire se l’anima del soggetto è in stato di grazia o gode di elementi che la rendono tale. Nel nostro caso, ossia nel mondo di One Piece, abbiamo una “strega” in grado di “corrompere” l’anima degli altri. Tuttavia essendo questo un potere che discende da un frutto del diavolo, risulta contrastabile mediante un adeguato uso dell’ambizione. A sua volta l’ambizione è strettamente correlata alla volontà e alla forza di spirito, ed è proprio vacillando come Moscato che se ne diventa vittima. In altre parole, per non cedere dinanzi allo spaventoso potere di Rinrin, basta essere in grado di reggere all’imposizione della sua volontà, cosa per cui contano molto le motivazioni proprie del personaggio. Nel caso di Sanji, che è particolarmente interessante, valori come la virtù, l’amore e il ricordo della madre sono abbastanza forti da poter costituire per lui la salvezza se mai si presentasse questa necessità.

Persino Luffy si potrebbe definire un “puro di cuore”, come vuole lo stereotipo del protagonista shonen alla DragonBall, cosa che lo caverebbe d’impiccio in modo abbastanza immediato, anche se da un punto di vista di mera e brutale potenza fisica non potrebbe mai reggere il confronto con Big Mom, specialmente dopo tutte le prove di forza che ha affrontato e sta affrontando. Diciamo che, se mai si arrivasse ad un tu per tu fra Big Mom e Luffy si porrebbero gli stessi dilemmi avuti a Skypiea. Contro Ener non avrebbe avuto scampo, se non fosse stato per le peculiari proprietà degli elementi che governano i due personaggi. Quindi, così come la gomma è il “nemico naturale” dell’elettricità, così come i D. sono i “nemici naturali” degli dei, allo stesso modo i puri di cuore e tutti i “benedetti” potrebbero costituire il “nemico naturale” di Big Mom.

Se ci aggiungiamo che Brook potrebbe essere immune allo stesso modo, che Nami è un po’ la nemesi di Zeus e Prometheus, che Sanji potrebbe in qualche modo curare il problema alimentare dell’imperatrice e che Chopper potrebbe porre fine in qualche modo alla sua fissa per la gigantificazione, i conti, forse, potrebbero cominciare a tornare. Essendo presente anche una forte correlazione con la saga di Thriller Bark, potremmo persino immaginare che un aiuto inaspettato arrivi proprio da quegli stessi pezzi di anima che BM preleva con cadenza semestrale. Ma di questo ne parliamo meglio fra un po’. Intanto andiamo avanti, perché questa strega dell’est è davvero piena di sorprese.

“Anche se principalmente è ritratta come una vecchia megera terrificante, Baba Yaga può anche interpretare il ruolo di un aiutante o di una donna saggia. La Madre Terra, come tutte le forze della natura, benchè spesso selvaggia e pericolosa, può anche essere gentile. Difatti anche nelle fiabe in cui Baba Yaga è una strega cattiva, essa premia chi ha il coraggio di ricercare la conoscenza.”

“Baba Yaga rappresenterebbe quindi la Megera, dea di saggezza e morte, la Madre Terra, regina delle forze naturali e del ciclo della vita.”

Ancora una volta è facile rivedere in questa descrizione alcuni tratti peculiari del personaggio di Rinrin: ha un aspetto terrificante e quando è preda delle proprie crisi di astinenza diventa selvaggia e pericolosa. Eppure sa anche essere ragionevole, cosa che ha dimostrato con Jinbe ad esempio, quando si presentò da lei con l’intenzione di abbandonare la sua flotta. Forse è solo una coincidenza che avesse con sé un Poneglyph, ossia un pezzo di quella fantomatica conoscenza circa la storia del mondo? Lo stesso potremmo dire di Caesar, che con la chimera della gigantificazione (conoscenza scientifica) è entrato nelle sue grazie, spillandole un finanziamento dietro l’altro. E che dire dei Vinsmoke? Così caldamente accolti a Whole Cake, in virtù di un’alleanza che prevede la condivisione delle tecnologie innovative del Germa (ancora una volta conoscenze di ordine scientifico).

Certamente parlare di Big Mom come di un essere “gentile” non sarebbe corretto, dato che dietro la sua apparente disponibilità si nasconde quasi sempre una spada di Damocle. Ma d’altronde abbiamo appena capito a che tipologia di pirata è stata ispirata.

Un aspetto altrettanto interessante è quello simbolico. Sia Baba Yaga che Big Mom possono essere ricollegate alla Grande Madre Terra, in quanto strettamente connesse al concetto di fertilità e quindi al ciclo della vita. Non di meno, entrambe hanno potere sulle forze della natura, o su parte di esse, giusto per rafforzare ulteriormente gli aspetti comuni.
Su questo argomento tuttavia si è già speso Benn, quindi se siete curiosi e volete approfondirlo, in fondo all’articolo trovate il link.

A me preme invece andare avanti e sciorinarvi l’ultimo elemento indiziario, che finalmente ci permette di parlare anche un po’ di Pudding. Secondo alcune fiabe del folklore russo, infatti, la strega Baba Yaga ebbe tre figlie con, rispettivamente, uno, due e tre occhi.

Charlotte Pudding

Ho potuto constatare che il fandom è tutt’ora diviso circa questo personaggio. Secondo alcuni Pudding sarebbe la tizia con tre occhi vista qualche tempo fa. Secondo altri potrebbe essere solo una sua consanguinea molto somigliante.

Gli elementi che mi portano a supportare la prima tesi, al di là di una certa evidenza, sono diversi. Vediamoli insieme:

  1. Anzitutto la presenza di Nitro, che è congiunturale all’univocità dell’pudding-erdbeeren-sossealimento che ogni figlio/a di Big Mom rappresenta. Pudding infatti, esattamente come l’omonimo budino, si porta appresso la gelatina decorativa. L’immagine in questo caso è estremamente esplicativa. Quindi, a meno che non esistano due Pudding, non potrebbe giustificarsi la presenza di Nitro in entrambi i casi.
  2. Il tema floreale è un altro elemento ricorrente, tanto nell’abbigliamento quanto nell’arredamento delle camere di Pudding. Nell’immagine in cui lei ha la fronte scoperta, la poltrona presenta una decorazione di questo tipo, che viene ripresa successivamente nella foto di presentazione a Sanji, ed ancora sulle mura della stanza vista nell’ultimo capitolo.
  3. I lineamenti, l’acconciatura. Si, insomma a guardarla è proprio lei, con l’unica differenza che adesso la vediamo con la fronte coperta; cosa che per altro mi piace molto, dato che anche Sanji tiene regolarmente un occhio coperto da un ciuffo di capelli. Altro elemento in comune oltre alla passione per la cucina, direi.

Appurato quindi che, con ottime probabilità, Pudding ha tre occhi, vediamo a cosa potrebbe ispirarsi, oltre al tipico dessert.

La presenza del tappeto volante Rabiyan sembra richiamare al mondo orientale ed in particolare all’ “Arabian Night” de “Le mille e una notte”. Persino uno degli outfit di Pudding assomiglia vagamente a quello della principessa Jasmine del film di animazione Aladdin, un personaggio di bontà risaputa, cosa che per altro al momento sembra combaciare in pieno.

La figura di Nitro, invece, potrebbe essere un richiamo agli esseri brainslugparassitari Brain Slugs di Futurama. Questi, fra le altre cose, avevano la capacità di manipolare la mente dei malcapitati. Quindi se è vero che esiste un legame esistenziale indissolubile fra Pudding e Nitro, è possibile che quest’ultimo possa avere un’influenza più o meno importante su di lei. È inoltre parere comune che possa essere un pezzo di gelatina animato da Big Mom, e come tale controllato dalla stessa per sorvegliare Pudding. Eppure, per quanto sensato, andrebbe detto per completezza che nessuno fra i figli di Big Mom si porta appresso una “telecamera” costantemente puntata addosso. Se così fosse, sarebbe un’anomalia interessante, cui si somma quella caratteriale del personaggio. Potremmo dunque azzardare l’ipotesi che Nitro esista per via della bontà d’animo di Pudding?
Eppure Nitro non ha fatto nulla per impedirle di consegnare a Luffy la scorciatoia per Whole Cake. Allo stesso modo non ha battuto ciglio dinanzi alle rivelazioni che Pudding ha fatto a Sanji privatamente. Allora le cose sono due:

  1. Pudding è un essere malvagio, al pari di buona parte dei suoi fratelli e sorelle. Ma in tal caso la presenza di Nitro sarebbe ridondante e giustificata solo come elemento decorativo e/o di compagnia.
  2. Pudding è di animo gentile, esattamente come ha dimostrato di essere. Come tale Nitro potrebbe esistere proprio per sorvegliarla, ed il fatto che sia rimasto in disparte fin’ora potrebbe voler dire che quanto compiuto da Pudding fosse perfettamente in linea con i piani di Big Mom. A riprova di ciò, nel capitolo 838, Big Mom sembra interessata alle sorti di Luffy e quasi rimane delusa quando viene informata dei possibili motivi del suo ritardo nel presentarsi.

Per quanto mi riguarda, caldeggio questa seconda opzione. Anzi trovo che sia convincente e utile l’idea di un addendum funzionale al personaggio di Big Mom in qualità di supervisore dei suoi figli, giusto per assicurarsi che anche quelli più volubili o vulnerabili facciano il loro dovere, più o meno consapevolmente. In ogni caso di questo e di altre caratteristiche di Pudding parleremo meglio fra poco.

Caratteristiche dei personaggi.

Dopo aver capito a cosa sono ispirati Big Mom e Pudding, e dopo aver fatto delle considerazioni di carattere generale su entrambe, analizziamole più nello specifico in funzione delle caratteristiche con le quali ci vengono presentate.

Totto Land, la gigantificazione e il disturbo alimentare di Big Mom.

Una delle prime cose che scopriamo leggendo il manga è che il sogno più grande dell’imperatrice consiste nel creare una nazione in cui tutte le razze, opportunamente gigantificate, possano vivere in pace e in armonia fra loro. Tale nazione è chiamata Totto Land, per l’appunto “terra di tutti”. Per riuscirci, Big Mom ha assoldato lo scienziato Caesar Clown, finanziando le sue ricerche nel campo della gigantificazione. In base a ciò che abbiamo appreso a Punk Hazard, Caesar era realmente riuscito in una primordiale e grezza forma di accrescimento del corpo umano, che tuttavia, non solo aveva applicazione limitata ai bambini, ma contemplava effetti collaterali quasi invalidanti. In particolare si innescava una dipendenza psicologica nei riguardi della sostanza somministrata, che poi si è scoperto essere a tutti gli effetti una droga. Dipendenza che portava alla nascita di un disturbo ossessivo-compulsivo, molto simile a quello di cui soffre attualmente Big Mom.

Da qui una prima banale considerazione: è probabile che Rinrin in passato abbia fatto da cavia (presumibilmente in modo volontario) per esperimenti simili, che da un lato l’hanno resa enorme, ma dall’altro le hanno scatenato una fame esagerata e incontrollabile. Un disturbo che, come già sviscerato dal collega Tore (il cui articolo trovate in fondo), la porta a perdere il senno durante le crisi, e come tale a non avere memoria di ciò che fa in quei frangenti.

Questa malsana voglia di dolci può trovare persino una spiegazione scientifica reale: secondo alcuni ricercatori, infatti, lo zucchero influenza le sostanze chimiche che fanno “stare bene” (come la Serotonina e la Dopamina), allo stesso modo delle sostanze stupefacenti. Quindi non è sbagliato affermare che Big Mom sia completamente dipendete dallo zucchero. Le sue crisi, difatti, possono essere catalogate alla stregua delle più classiche crisi di astinenza, per cui arriverebbe persino ad uccidere i suoi stessi figli pur di avere la dose quotidiana (come ha dimostrato di fare con Moscato).

Se Oda abbia contemplato una soluzione al suo disturbo alimentare penso che lo scopriremo a breve. In fin dei conti abbiamo un cuoco (Sanji) e un medico (Chopper) molto competenti in materia. Di sicuro vengono poste le basi per una ipotetica gara culinaria, di cui già parlavo in passato, considerando che anche Luffy è una buonissima forchetta.

Ma torniamo alla gigantificazione. Il fatto che Cattura33Big Mom sia diventata enorme ha fatto nascere in lei la malsana voglia di vivere circondata da esponenti di altre razze dinanzi ai quali non avrebbe più dovuto abbassare il capo. Di certo avere una schiera di giganti fra le proprie fila è un enorme vantaggio tattico in caso di guerra. Se ricordate, infatti, una delle ciurme pirata più temute era composta proprio da giganti, tant’è che persino il Governo ha battuto questa stessa strada (da cui forse son nati gli Oars e Kaido) pur di mettere fine in modo definitivo alla pirateria. In questo senso, le conoscenze della Germa in fatto di manipolazione del DNA potrebbero tornare molto utili, giacché codificando un essere umano affinché diventi molto più grande di altri, il problema sarebbe presto risolto.

Ma non solo. Al capitolo 835 Brulee fa un’osservazione interessante, definendo sua madre: “un’impareggiabile collezionista di bestie rare”, tant’è che esprime un certo apprezzamento per le capacità di Chopper. Motivo per cui, un’altra possibile via potrebbe essere quella delle Rumble Balls, il cui principio di funzionamento, come spiegavo in passato, è sostanzialmente basato sul fenomeno della risonanza.

In virtù di questo è possibile, infine, intravedere anche una certa analogia fra la struttura del personaggio e della ciurma di Big Mom, e quella di Kaido. La prima infatti è stata pensata come una collezionista di bestie rare, siano esse il frutto di mutazioni indotte o naturali. Il secondo invece è stato pensato come un uomo che ha scelto di puntare brutalmente sulla quantità di uomini-bestia al suo seguito, grazie all’uso intensivo di Smiles. Bestie rare in ambo i casi, ma con connotati molto differenti. Abbiamo poi una gerarchia molto simile, con tre o quattro comandanti per parte, ed una nomenclatura che nel caso di Big Mom trae ispirazione dai cibi più svariati, mentre nel caso di Kaido attinge al mondo della carte da gioco.

Il potere del Soru Soru No Mi

Come spesso accade, Oda fornisce ai propri personaggi poteri che si incastrano perfettamente con la loro indole, tanto da divenire veri e propri elementi caratterizzanti. In questo caso, l’idea di associare il potere di dare la vita, ovvero animare e antropomorfizzare ciò che non lo è, ad un personaggio la cui impalcatura si incentra sul concetto di fertilità, è particolarmente pertinente.

Ma la cosa interessante è che si tratta di un potere del tutto complementare allo Shadow Shadow di Moria. Le ombre, infatti, una volta separate dal corpo, potevano essere somministrate a persone vive o cadaveri, mentre il Soru Soru permette di animare tutto ciò che non afferisce proprio a queste due categorie.

Quasi volesse spingerci a pensarlo, Oda ha inserito fra la marea di riferimenti anche personaggi e usanze proprie di Halloween. In particolare, l’estrapolazione dell’anima sembra essere propedeutica alla pronuncia di una precisa formula, che fino ad ora abbiamo trovato in due versioni (ed entrambe fanno il verso a quella halloweeniana):

  • Life or Treat: pronunciato da Big Mom durante la crisi d’astinenza.
  • Trick or Leave: pronunciato come un mantra dalle incarnazioni della sua anima, per la raccolta di mesi di vita utili ad animare tutti gli esseri di Whole Cake Island.

La pronuncia di una formula si accosta abbastanza bene alla classe Paramisha del frutto, e ricorda non poco il potere di Sugar, dato che anche in questo caso si passava per la stipula di un contratto orale mediante una precisa formula. Ma mentre la prima delle due sembra non lasciare scampo alla vittima, la seconda è appositamente pensata per non essere coercitiva.

Come già accennato in precedenza, il tutto sembra giocarsi sul piano della forza di volontà e, per riflesso, dell’haki, parola che non a caso in giapponese contiene proprio i kanji di “dominazione” (覇) e “spirito” (気). Moscato, rimasto vittima della prima formulazione, sembra proprio che non sia stato sufficientemente “forte di spirito”, ovvero s’è fatto intimorire dalla volontà di Big Mom, e questa cosa è incredibilmente interessante, perché è meccanicamente simile al funzionamento del G4. Mi spiego meglio.

Quando Luffy usa il pallone di muscoli, fonde letteralmente il suo potere con l’haki (da cui i tribali neri). Di questo ne parlai abbondantemente a suo tempo, quindi vado rapido. Il punto è che Big Mom, a mio parere, per far valere la sua formulazione (essendo questa decisamente più pericolosa rispetto a quella di Sugar, dato che può portare direttamente la vittima alla morte), deve avvalersi anche della propria forza di volontà. In altri termini, solo se sopprime quella altrui, la formulazione può risultare valida (mentre sugar non doveva fare nulla di tutto ciò).

Il tutto potrebbe essere riconducibile alle due opzioni presenti in ambo le formule, per cui se si vacilla (volontariamente o meno) si attiva una opzione, se si resiste si attiva l’altra. Nello specifico, se Moscato avesse resistito è probabile che si sarebbe beccato lo “scherzetto”, e non sappiamo a conti fatti se sia tanto meglio del rendere la propria vita, dato che parliamo pur sempre di un imperatore. Mente nel caso della seconda formulazione, se ci si arrende alla richiesta di donazione viene prelevata una parte della propria anima (o della propria aspettativa di vita), se invece si resiste si attiva l’opzione “leave”, ossia quella di abbandonare Totto Land.

A riprova del fatto che tutto si gioca su un piano di pura forza d’animo, nel capitolo 836 Cracker spegne la vita degli Homies della foresta semplicemente imponendo la sua volontà. Luffy specifica che non si tratta di ambizione, intesa nel senso classico del termine, ed è chiaro. In questo caso in Cracker riverbera parte dell’anima di Big Mom, che in lui è presente molto più che in altri figli (tant’è che è uno dei dolci comandante). In versione ridotta vediamo questa influenza perpetrata dalla vivre card di Lola, con la differenza che la vivre card è sempre attiva, mentre nei figli questo potere può essere espresso a comando. Difatti non esistono esempi di figli naturali subordinati a Homies.

Da questo semplice ragionamento si evince un concetto basilare: proprio come anticamente si credeva, nell’ambito del culto della Grande Madre Terra, che questa fosse presente ovunque, allo stesso modo Big Mom si qualifica come “madre di tutte le cose” essendo genitrice di figli ottenuti grazie al frutto del diavolo e figli ottenuti mediante rapporto carnale. Ma la differenza sostanziale fra Homies e figli regolari, è che nei secondi è presente parte dell’anima di Big Mom, che si esprime a comando con effetti parimenti identici, se non peggiori di quelli ottenuti mediante le sue stesse vivre cards.

Zeus, Prometheus e il Jolly Roger

Fra tutti gli Homies, quelli decisamente più potenti e spaventosi sono la nuvola Zeus e il sole Prometheus. Tralasciando in questa sede la pertinenza dei richiami alla mitologia, dico solo che in fondo un minimo di coerenza nel legare il sole a Prometheus esiste. Condivido tuttavia le perplessità espresse da alcuni colleghi, giacché divinità come Apollo sarebbero state certamente più azzeccate. L’unico sospetto che mi sorge è che i diretti candidati (quindi Apollo, etc) siano già prenotati per prestare il loro nome ad altro, che vedremo più avanti. In fondo abbiamo già tre armi ancestrali che rievocano il nome di antiche divinità greche. Non mi stupirebbe prendere atto di una scelta strategica di ripiego da parte di Oda (che di certo conosce a menadito l’antica mitologia del mondo, a dispetto di quanto sostengono alcuni) per cui ha preferito usare Prometheus anziché divinità più strettamente correlate al sole, riservando quest’ultime per un uso futuro.

Ora, la potenza di queste due creature risiede, banalmente, nella loro capacità di modificare il clima, cosa che sposta una parte del duello nel campo di competenza di Nami (rendendola di fatto parte attiva e utile). Ma il modo con cui la navigatrice contrasterà la nuvoletta e il sole non è da imputare alla vivre card, giacché in questo caso è fondamentale il raggio d’azione della stessa. Mentre su King Baum e sugli Homies più vicini l’anima di Big Mom può avere effetto, contro due creature che si librano a centinaia di metri di distanza non c’è speranza. Per quanto mi riguarda ben venga che sia così, dato che solo in questo modo potremo vedere cosa ha realmente imparato Nami durante i due anni di allenamento.

Il fatto che Big Mom possegga un potere del genere, così strettamente legato agli elementi naturali, ci riporta alla strega Baba Yaga, cui è direttamente ispirata. Non è un caso che proprio questa strega (che come dicevo è piena di sorprese) vantasse fra i suoi servitori anche tre cavalieri: il cavaliere Bianco, il cavaliere Rosso e il cavaliere Nero, che lei definisce rispettivamente: “la mia alba luminosa, il mio sole e la mia notte scura”.

equipage_de_big_mom_jolly_rogerMa un richiamo agli elementi naturali, oltre che perfettamente funzionale alla corrispondenza con la Grande Madre Terra, si può notare anche nel suo Jolly Roger, dove abbiamo la stilizzazione di un sole, di un flusso d’acqua/tempesta e di un albero. Sono senz’altro i pilastri della vita, ma, come tutti i Jolly Roger, potrebbero rappresentare qualcosa di materialmente riconducibile al pirata cui fa capo, una sua caratteristica peculiare… e qual è la caratteristica peculiare di Big Mom?
Semplice: quella di produrre Homies. Quindi nulla di strano se quei tre simboli siano rappresentativi rispettivamente di Prometheus, Zeus e della Foresta Tentatrice, ossia le tre realizzazioni di maggiore potere ottenute grazie al Soru Soru No Mi.

Il terzo occhio di Pudding

Detto il necessario su Big Mom, al netto dei rapporti con alcuni elementi di rilievo quali Capone e Jimbe (per i quali ci vorrebbe un articolo a parte), facciamo un ultimo sforzo per mettere meglio a fuoco il personaggio di Pudding. Dato che con ottime probabilità Pudding coincide con la tizia avente tre occhi, come già dimostrato al capitolo precedente, potremmo ipotizzare che, al di là del classico e palese riferimento alla cultura orientale (ed in particolare alle religioni induista e buddista) e al di là del richiamo alla figlia di Baba Yaga, oltre ad essere un carattere prettamente estetico, sia anche un indizio su un suo possibile potere/capacità.

Nelle suddette religioni, il terzo occhio coincide con il sesto chakra, uno dei principali snodi energetici del nostro organismo. Talvolta viene chiamato “occhio della saggezza” oppure “occhio dell’anima”, e si crede che, con riferimento ad alcune specifiche divinità (come Shiva), la sua apertura comporti la distruzione dell’intero universo.

Naturalmente non credo in nulla di simile per Pudding, anche perché l’abbiamo già vista con il terzo occhio perfettamente aperto, eppure il fatto che rappresenti simbolicamente una porta di accesso ad una visione del mondo molto più dettagliata, potrebbe in qualche modo ricollegarsi ad una precisa tonalità dell’Haki, ossia quella dell’osservazione. Un po’ come Fujitora, che aveva contezza di ciò che stava accadendo intorno a lui esclusivamente tramite questa abilità, Pudding potrebbe far leva sul terzo occhio per migliorare la sua stessa percezione del mondo.

L’utilità di un potere del genere si potrebbe ricercare proprio a partire da una delle definizioni di questo organo fittizio, ossia: “occhio dell’anima”. Come dicevo, la capacità di vedere ciò che non è percepibile con la mera vista, si traduce in qualcosa di molto simile all’Haki dell’osservazione, ossia nella percezione delle energie dei singoli esseri viventi e dunque della loro anima/potere spirituale. Il fatto che Pudding lo tenga aperto in presenza di Big Mom è particolarmente emblematico, dato che, come abbiamo visto, è facile all’ira e alla collera (tra l’altro quello non era neanche uno dei frangenti più sereni).

Ancor più nello specifico, mi piace pensare che quest’occhio permetta a Pudding di resistere con molta più facilità al potere di Big Mom. Se ricordate, quando l’imperatrice pronuncia la famosa formula dinanzi a Moscato, i suoi occhi presentano delle spirali, quasi come se lo stesse ipnotizzando. Magari, proprio alla stregua dei più evoluti predatori, si tratta di un espediente atto a facilitare l’anestetizzazione della coscienza altrui, e dunque l’aggancio sulla preda. In tal caso, chiudendo entrambi gli occhi, ma lasciando il terzo aperto, Pudding potrebbe bypassare questo ostacolo e cavarsi d’impiccio in modo più agevole.

Ma non solo. La presenza di un terzo occhio presuppone una modifica sostanziale nella qualità visiva, cosa che potrebbe di fatto renderla capace di vedere a distanze più grandi e più piccole rispetto ad un comune essere umano.

Il motivo per cui lo tiene coperto è da ricercare in una qualche forma di ritrosia, propria dei personaggi più timidi, cosa che lei ha dimostrato di essere.

L’ipotetico incontro con Sanji

Quanto detto fin’ora mi offre il destro per parlarvi dell’ultimo argomento. Come facevo notare in un post in pagina, il locale che Big Mom ha scelto per pranzare con la famiglia Vinsmoke sembra identico a quello visualizzato nei ricordi di Pudding quando parla del suo primo incontro con Sanji.

Tuttavia ci sono elementi che sembrano mettere in discussione questo fatto, lasciando in vita l’opzione che Pudding sia in realtà una doppiogiochista. Di contro, esistono anche molti elementi a favore della tesi contraria, ed oserei dire che sono quasi preponderanti. Quindi vediamoli insieme:

  • Al primo incontro con Luffy, ovvero appena dopo che lui e Chopper le avevano letteralmente mangiato il bar, lei non batte ciglio, anzi, quasi si arrabbia per via dei rimasugli lasciati. Fin da subito si capisce che Pudding ha voluto, in modo apparentemente spassionato e altruista, toglierli da una situazione complicata. Ma per quale motivo? Lei spiega, in modo francamente poco convincente, di essere rimasta molto colpita dall’apprezzamento di Luffy e Chopper per il suo bar, che trovavano squisito. Si emoziona persino, all’idea che qualcuno ami così tanto qualcosa per cui lei si è spesa per tre giorni e tre notti di fila, cosa tutto sommato comprensibile e accettabile.
  • Sembra non avere idea di chi ha di fronte quando Luffy tradisce la propria identità. Ma è una reazione sincera? Qui purtroppo il dubbio rimane.
  • Parla di Sanji mettendo in evidenza dei particolari che sembrano presi proprio dal suo manifesto di taglia: gli occhi a cuore, il sopracciglio a ricciolo e la gamba nera (cosa sulla quale forse si tradisce, dato che difficilmente Sanji si presenterebbe in quel modo) cui però aggiunge dettagli impossibili da ricavare tramite il solo manifesto, quali l’essere virile (cosa che potrebbe anche essersi inventata sul momento) o il fatto che sia estremamente abile in cucina (cosa che invece potrebbe aver sentito dire, dato che gli informatori di Big Mom sapevo dal suo passato al Baratie).
    La cosa interessante, in tutto ciò, è che Oda ci tiene a spiegare subito almeno uno di questi fattori proprio per bocca di Brook, quando, prendendo atto della incredibile dolcezza della ragazza, giustifica gli occhi a cuore di Sanji come una reazione quantomeno scontata e dovuta. Che l’abbia fatto per fugare il dubbio? O per convincerci della sua sincerità in modo da trollarci in un secondo momento?
  • L’ultima cosa, che apparentemente sembra essere la più inverosimile, per cui difatti tutti si stupiscono, ovvero che Sanji abbia rifiutato il matrimonio con lei perché doveva “tornare dai suoi compagni”, è invece quella che trova maggiore riscontro nel corso della narrazione, tant’è che viene fatto presente nella lettera lasciata ai Mugi, ma viene ribadito dinanzi a Capone, a Reiju e a suo padre, cosa che poi spinge questi ultimi a convincerlo con i ricatti e le maniere forti.
  • Ad ogni modo, fin qui sembra che ci siano molti elementi a favore della tesi per cui Pudding stia mentendo, ma a cominciare proprio dalla scena in cui Sanji si lamenta con sua sorella, cominciano ad emergere elementi a favore della tesi contraria, ossia che l’incontro ci sia stato, e che dunque Pudding fosse stata sincera (anche perché l’immagine nella sua testa non l’ha vista nessuno, ma di questo ne parliamo fra poco). Nella scena sopracitata, infatti, è proprio Reiju che prova a dissuadere il fratello dicendo: “Pudding è una così brava ragazza. A me piace.” Una costatazione di cui Sanji non si sorprende affatto.
  • Quando la scena torna su Brook e Pedro, capita loro per caso di ascoltare uno stralcio di discussione fra Pudding, Tamago e le damigelle intente a prenderle le misure per l’abito da sposa. Una di queste le chiede: “Signorina Pudding, sa che gusti ha il suo futuro sposo?” e lei risponde: “Cosa?! Ma l’ho incontrato solo una volta..!
    Ora, è difficile ipotizzare, per quanto Big Mom abbia occhi ovunque, che stesse mentendo perché sapeva che qualcuno della ciurma di Luffy era lì ad origliare, come prova anche il pedone soldato quando informa Tamago del fatto che hanno perso le tracce di Brook e Pedro. A meno che quanto detto prima sul suo terzo occhio non le permetta di spingersi fino a questo punto.
  • Sempre nella suddetta scena, parlando con tamago, gli fa presente che ha una certa premura per via di alcuni impegni. Impegni che immaginiamo essere l’incontro con Luffy e Sanji promesso. Quindi i dubbi restano, a meno che non teniamo in conto quanto detto nel precedente capitolo. Motivo per cui, a limite, potrebbe essere verosimile il fatto che, nonostante sia una persona buona, venga in qualche modo costretta a comportarsi in un determinato modo.

Esauriti gli indizi, passo alla mia personale considerazione.
Come già detto in separata sede, vuoi per la mia grande aspettativa circa una rivalsa sentimentale di Sanji, mi piace pensare Pudding come una persona di animo gentile, un po’ come la principessa Jasmine. Fin’ora ho voluto leggere le sue azioni come se fossero il retaggio della più sincera buonafede, e l’immagine che mi sono fatto di lei non mi dispiace per niente, anzi. Trovo che alcune sparute eccezioni alla regola fra i figli di Big Mom portino credibilità all’intera saga, incastrandosi perfettamente con una miriade di fattori, quali la presenza di Nitro, la stima per Lola, il suo continuo emozionarsi, il fatto che abbia voluto parlare privatamente con Sanji e che sia arrivata persino a piangere per lui. Come annunciato, gli elementi a favore della sua bontà d’animo mi sembrano preponderanti, cosa che, per proprietà transitiva, impone che l’incontro ci sia stato davvero.

Su quest’ultimo argomento spendo due parole, e poi chiudo.
In merito al ricordo di Pudding, ritengo che un incontro fra i due proprio in quella stanza sembra assurdo, considerando che Big Mom pare non aver mai visto Sanji prima del pranzo (oltre al fatto che viene posto un out-out importante con l’entrata al castello, cosa che ha spinto Pound a suggerire a Luffy&Co di sbrigarsi a beccare Sanji). Dunque Pudding potrebbe aver fantasticato un attimo, trasportata un po’ dai sentimenti nascenti per il cuoco. Una cosa che credo sia normale quando si è infatuati.

Detto questo, avendo le falangi polverizzate e le meningi allo stremo, vi lascio alle vostre personali considerazioni (ed eventuali maledizioni per la lunghezza spropositata dell’articolo). Spero comunque che sia stato di vostro gradimento.

Alla prossima!

Ray

 

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X-Ray Analysis – Capitolo 845

Capitolo 845

Questo capitolo 845… What a feeling!! ♫ ♩ ♬ ♥

Miei cari amici e lettori, ben ritrovati.

Giunto a rimorchio di un 844 altrettanto carico di emozioni, ben disegnato e ben sceneggiato, testimonia con forza la bravura di Oda nel rendere scene traboccanti pathos, qualcosa la cui intensità mancava almeno dai tempi di Senor Pink. Ma la cosa che più mi piace è che non parliamo di un flashback (dove i feels sono sempre dietro l’angolo) bensì di una scena attuale, in piena evoluzione, il cui finale temo sia tutto fuorché scontato.

Ciò che Oda ci propone nel capitolo 845, con immensa e indiscutibile maestria, è l’intreccio di due drammi: quello del cuoco e quello del suo capitano.

Sanji si trova a non avere più alcuno scampo. Sente di aver messo un muro fra se stesso e il resto di coloro che per 13 anni hanno reso la sua vita un po’ meno infernale, per il loro stesso bene.
Luffy invece, rincuorato dalla stessa Pudding il giorno prima (perchè se ricordate disse loro che Sanji, nonostante tutto, non poteva sposarla perchè sarebbe dovuto tornare dai suoi compagni) si illude che lui tornerà, e sceglie, contro ogni ammonimento di Nami, di rimanere esattamente dove si trova e di affrontare tutti coloro che vorranno spazzarli via, ovvero l’Armata della rabbia, da cui il titolo.

Direi che dopo aver letto questo capitolo con attenzione i conti cominciano a tornare. Erano (e temo siano ancora ora) molti quelli che sostenevano un possibile comportamento doppiogiochista da parte di Pudding, cosa per altro lecita, ma che a mio parere è ormai quasi del tutto inconsistente. È evidente che quanto da lei raccontato sull’incontro avuto con Sanji la prima volta, e su ciò che lui le ha detto, fosse vero, giacché non vi erano ancora i vincoli fisici e psicologici (manette e ricatti, per intenderci) che sussistono adesso, e che lo hanno costretto a fare ciò che ha fatto, disattendendo le aspettative dei suoi compagni. Aspettative che sono figlie di quanto detto da Pudding in quella famosa scena, che di seguito andiamo a rivedere:

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Questo è il motivo principale per cui Luffy, al di là delle proprie convinzioni pregresse sul suo cuoco di bordo, conta fermamente sul fatto che Sanji tornerà, tant’è che si rifiuta anche solo di spostarsi in un posto più riparato per timore che l’altro tornando e non vedendolo possa pensare che il suo capitano abbia rinunciato a lui. Abbiamo ancora una volta una dimostrazione di forza d’animo, o di volontà, da parte di Luffy. Qualcosa che affonda le radici ai tempi delle promesse riguardanti il 3D2Y, ed il famoso: “li proteggerò tutti”. Qui comincia la vera sfida, sia fisica che psicologica, perchè a voler ben notare, è un braccio di ferro a chi cede prima: il corpo o la mente?

In un modo o nell’altro, mi piacerebbe che, oltre ad un duello in collaborazione con Nami che cerca di contrastare la tempesta scatenata da Prometheus e Zeus, Luffy sfoderasse una volta per tutte la tonalità del Re Conquistatore, nella sua forma più classica, pura e figa, perchè credo sia arrivato il momento di stenderne qualcuno in più.

Ed è molto bello il modo in cui Oda rende lo svolgimento contemporaneo delle scene che riguardano Sanji e Luffy, compenetrando immagini dell’una con i testi dell’altra, in un crescendo di colpi e dialoghi che preparano il lettore al momento clou. Frasi e parole che colpiscono con la stesa forza del Hawk Gatling che si consuma sul campo di battaglia. Capitolo 845.

Ma arriviamoci con calma, perchè è uno dei momenti più belli ed emozionanti che mi sia capitato di leggere nel corso dell’intero manga.

Dopo aver lasciato Sanji in preda ai sensi di colpa e alle lacrime, lo ritroviamo svuotato, passivo, silente, a vivere in pieno la quinta ed ultima fase di elaborazione del suo dramma (che vi spiegavo nello scorso commento essere paragonabile ad un vero e proprio lutto, dato dalla perdita della propria libertà). Una inerzia e una indifferenza da cui si desta solo quando Yonji pone l’accento sul potenziale combattivo smisurato dei componenti dell’armata di Big Mom. Ancora una volta la mente corre a Luffy e l’espressione tradisce in pieno tutta la sua preoccupazione. Qualcosa che comunque è costretto a tenere per se, dato che l’incontro con BM è ormai prossimo.

La scena cambia e ci ritroviamo nel bel mezzo del pranzo pre-matrimoniale. Un evento tutto sommato molto più mondano di quanto mi fossi immaginato, fatte salve le scene esilaranti con le teiere e i pancake. Ci troviamo ad assistere ad uno scambio di battute rapido fra Jajji e Rinrin, che lascia subito intendere quale sia il reale scopo di tutta quella messa in scena. Fra i due, quello con l’atteggiamento più soft è proprio Jajji, che non vacilla nemmeno un secondo al cospetto di un imperatore, forse perchè sa di avere al seguito i fiori all’occhiello della sua armata, oppure perchè… beh, non voglio ancora sbilanciarmi troppo su questo punto. Capitolo 845.

La scena cambia ancora, e stavolta ci troviamo negli alloggi di Pudding, dove ad una prima occhiata, salta subito all’attenzione una specchiera elegante e voluminosa, che noi sappiamo poter rappresentare una potenziale via di comunicazione fra Sanji e Chopper. Chissà che non possa rappresentare persino una potenziale via di fuga.

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Qui vediamo Pudding scusarsi con Sanji per non essere stata in grado di mantenere la parola data ai suoi compagni, rivelando di essere l’artefice del piano che ha portato Luffy su Whole Cake Island praticamente incolume e inosservato. Piano che però ha decretato anche l’inizio di tutti i guai. Capitolo 845.

La faccenda comincia a farsi più interessante quando la figlia di Rinrin comincia a mettere in guardia Sanji dei trucchi con cui Big Mom, ormai esperta in fatto di matrimoni combinati, costringe le vittime a sposarsi. Non fa in tempo a spiegare del tutto la storia dei bracciali che Sanji mostra di averli già. Questo se non altro è sintomatico non solo del fatto che Big Mom è molto più scaltra di quanto potesse sembrare, ma anche di quanto sia singolare il matrimonio attuale rispetto ai precedenti, se persino Pudding è rimasta sorpresa da una così repentina “messa in sicurezza” dello sposo. Come se non bastasse, Sanji racconta anche il dramma costituito dal pessimo rapporto che ha con i suoi familiari, come testimonia a caratteri cubitali il suo viso tumefatto. Capitolo 845.

Toglie quindi la maschera, e non solo dal viso. Forse proprio perchè consapevole di non avere più nulla da perdere, sceglie di mostrarsi per ciò che è realmente… sceglie di fidarsi di lei. E comincia: parla della sua infanzia e dell’inferno che ha dovuto vivere sulla propria pelle pur essendo di stirpe reale,  spiegando che è stata proprio l’impossibilità di provare gioie a spingerlo a credere a qualcosa della cui esistenza non era nemmeno sicuro (l’All Blue) e che a sua volta lo ha convinto a prendere il mare. Un mare che per lui, come per molti altri, ha costituito un nuovo inizio, una seconda chance, un modo se non altro migliore per poter apprezzare quella vita che già di suo aveva ben poco di “naturale”. Capitolo 845.

Riassume i 13 anni successivi come una lunga, felice parentesi, durante la quale ha conosciuto coloro che lui considera i suoi “salvatori”. Tutti, in un modo o nell’altro, hanno contribuito ad alleggerire il suo cuore, ed ora il timore che possa venire loro fatto del male lo ha convinto a deporre le armi ed accettare passivamente ciò che verrà, senza opporre resistenza. Parla dei suoi timori per Zef, per Luffy e per tutti coloro su cui ormai non può più fare affidamento, semplicemente perchè da forza e pilastri esistenziali, son diventati di colpo la sua vulnerabilità più grande. Capitolo 845.

“Vorrei semplicemente sparire dalle loro vite senza ferirli.”

Pudding scoppia a piangere. Si sente in qualche modo responsabile, perchè in fin dei conti Rinrin è pur sempre sua madre. Si è innamorata di quel ragazzo, e non lo sa ancora.

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Si lascia andare in preda all’istinto, alla compassione… all’amore.

Si ritira subito, imbarazzata, ma ormai irrimediabilmente coinvolta. Cerca di riprendere le distanze, ma è Sanji che le azzera nuovamente. Lui ha capito.

“Tu… sei la mia unica salvezza adesso. Se davvero non ti dispiace ciò che sono, allora…”

sanji_1

 

Vada come vada, questa scena sintentizza qualcosa che forse non si è mai visto fin’ora: l’amore nascente fra due personaggi non secondari. Niente a che vedere con le classiche menate tragicomiche del passato. Un sentimento che è foriero di speranza, di nuova linfa vitale, e che rappresenta soprattutto per Sanji una vera e propria ancora di salvezza, l’unico compromesso accettabile per tirarsi fuori da quell’inferno di vita che si porta appresso… in altre parole, la redenzioneCapitolo 845.

Ecco perchè per me rimarrà la migliore scena del 2016.

Non importa se in realtà si dimostrerà solo un fuoco fatuo in futuro, anche perchè un sentimento del genere è pur sempre penalizzante nei riguardi una prospettiva di vita da pirata. Ciò che importa è la bellezza indiscutibile di una scena simile, data dalla potenza espressiva di immagini e parole, attraverso cui è possibile cogliere una marea di concetti, rimandi, allusioni, etc. Qualcosa per la cui esaustiva trattazione ci vorrebbe ben più che una misera analisi riassuntiva come questa.

In altre parole un personaggio come Sanji meriterebbe molto più tempo e più riflessioni, ma la vita è il nemico. Ergo spero di avere tempo sufficiente nella settimana di pausa per buttare giù con più calma impressioni a più ampio spettro su di lui e Pudding.

Non è mia abitudine intraprendere analisi di carattere sentimentale, quindi spero di non avervi annoiato. Fatemi sapere le vostre impressioni.

Alla prossima.

Ray

4.81/5 (32)

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X-Ray Analysis – Capitolo 825

capitolo 825

Salve a tutti e ben ritrovati a questa nuova X-Ray Analysis sul capitolo 825

Era da tempo che non leggevo un capitolo così ricco di citazioni e riferimenti. Come spesso accade, Oda riesce a dare un taglio profondamente trasversale alla sua opera, andando a toccare svariati ambiti in un colpo solo, con il solito mix folle ma ben pensato di nomi, capacità, attributi, simboli e vicissitudini con cui ormai siamo abituati a fare i conti nel tentativo di decifrare il suo modus operandi.

Il capitolo 825 (clicca qui per la traduzione Jap/Ita) offre davvero molti spunti di riflessione, e credetemi se vi dico che potremmo render fiero Pindaro per il modo in cui “voleremo” da un argomento all’altro. capitolo 825.

L’elemento chiave da cui partiremo è la storia di Sora riportata sul World Economics Times, di cui sembra sia a conoscenza quasi tutto il mondo di OP. Poco importa per quale motivo sia stata creata, o da chi sia stata creata (ammesso e non concesso che non esista alcun fondo di verità, come poi spesso accade). Quel che a noi interessa è altro. capitolo 825.

Oda ci presenta questo personaggio come un guerriero capace di camminare sull’acqua, seguito da un robot e un gabbiano.

Se non venisse detto altro lungo la narrazione del capitolo sarebbe un po’ arduo giungere a conclusioni solide, ma di certo, avvalendosi del beneficio del dubbio, si potrebbe leggere un vago richiamo alla figura di Gesù Cristo, naturalmente non in quanto guerriero, e allo stereotipo di eroe/protagonista delle fiabe giapponesi, al cui seguito troviamo spesso figure bizzarre appartenenti al folklore locale, o più semplicemente animali. Ergo, Sora, che in Giapponese vuol dire “cielo”, per come ci viene presentato da Oda in questa prima battuta, potrebbe essere nato dall’unione di caratteristiche peculiari di personaggi di culture diverse, e sappiamo per certo ormai che questo sarebbe proprio nel suo stile. capitolo 825.

Ma andiamo avanti.

Sora, insieme ai suoi seguaci, combatte l’armata demoniaca denominata Germa 66.
Se da un lato il richiamo alla religione cristiana si rafforza, dato che per noi è facilissimo associare la figura di Cristo a quella di un uomo che, oltre ad esser stato in grado di camminare sull’acqua, ha lottato contro le forze del Demonio, dall’altro non basta certo fare un semplice collegamento con la tradizione nipponica. capitolo 825.

Come dicevo, Sora in giapponese ha un significato che è facilmente (anche se un po’ forzosamente) ricollegabile alla figura di Cristo (Cielo = Regno di Dio), ma è prima di tutto il nome di un personaggio di un videogame giapponese abbastanza famoso: Kingdom Hearts. In questo videogame, Sora è un eroe dal cuore puro e dall’animo nobile (probabilmente è proprio così che la Marina vorrebbe dipingere i suoi “eroi” attraverso questo racconto) che in seguito ad una serie di vicissitudini, insieme agli amici Riku (proprio come il Re di Dress Rosa, che in giapponese vuol dire “Terra”) e Kairi (che in giapponese vuol dire “Mare”), si ritrova a dover salvare il mondo, visto come una sorta di “regno di coloro che hanno un cuore” (da cui il nome del gioco), da gente malvagia, definita per l’appunto Heartless, ossia “gente che non ha un cuore” (anche se in realtà le cose stanno in maniera leggermente diversa). Questa gente sembra sia capeggiata nietepopodimenoche da una tizia famigerata in ambito Disney, ovvero Malefica, una strega cattivissima. Ma il bello è che si tratta proprio della Malefica che tutti noi conosciamo, la quale ha riunito sotto il suo dominio moltissimi cattivi disney con l’intento di conquistare il mondo (Jafar, Ade, Ursula, Capitan Uncino, etc…). Insomma, dovete vederla come una specie di Suicide Squad, ma arruolata da cattivi.

Probabilmente starete pensando: “oh, ma sti giapponesi fantasia zero… stanno sempre a copiare e riciclare cose già viste”… e non avreste tutti i torti. Ma andiamo avanti.

Fra i cattivi del gioco figurano anche i membri di una certa organizzazione, definita “l’ordine dei 13” o “Organizzazione XIII”. In pratica sono persone completamente sopraffatte dall’oscurità, nel corpo, nel cuore e nell’anima (che sono i tre elementi cardine di ogni personaggio del gioco). Non è difficile vedere in questa organizzazione la Germa 66, stando perlomeno al modo in cui fino ad ora essa è stata dipinta.

Ma le analogie non sono finite qui.

Un po’ tutti avete avuto modo di constatare l’ormai palese riferimento ad “Alice nel paese delle meraviglie”, cosa di cui noi dell’OPLab vi abbiamo parlato eoni fa. In tal senso, Bigmom potrebbe essere benissimo tanto la strega Malefica, quanto la Regina di Cuori (in realtà potrebbe fare riferimento a molteplici figure appartenenti al mondo fiabesco, tutte pressappoco simili). In quest’ultimo caso il “Kingdom Hearts” (interpretare come “Il regno della regina di cuori”) non sarebbe altro che il territorio di Bigmom, da vedere più che altro come luogo di ambientazione in cui si svolgerà probabilmente una rivisitazione dello scontro fra Sora e l’Organizzazione XIII.

Capisco che il discorso comincia a farsi complicato, ma non crediate che sia tanto più semplice per me renderlo a parole. Ecco perché Oda è maestro nell’arte del mixaggio, che neanche Prezioso e Marvin ai tempi di Hit Mania Dance.

I più sagaci, arrivati fin qui, potrebbero obiettare qualcosa circa il nome di questa organizzazione: “Germa 66”, ma se siete stati attenti lettori in passato, ricorderete che già in un’altra X-Ray spiegavo come, fra i vari riferimenti, si potrebbe celare un richiamo alla Waffen SS, l’armata di combattenti della Germania nazista. D’altronde di riferimenti al nazismo ne abbiamo visti parecchi, da ultimo il tentativo di suicidio di Kaido lanciandosi da 10000 metri d’altezza, praticamente combaciante ad uno degli esperimenti nazisti. Ergo, fra i substrati narrativi potremmo trovarne uno che fa riferimento alla contrapposizione fra Germania nazista (o più in generale, fra le Potenze dell’Asse) e Paesi Alleati, in quella stessa Grande Guerra, che noi conosciamo come 2° guerra mondiale, cui faceva riferimento proprio Kaido nel contesto di OP, se ricordate.

La cosa che Oda continua a riproporci, in ultima analisi, è la contrapposizione fra bene e male, fra guerrieri “giusti” e “demoni”. Eppure avremmo più di un motivo per giustificare l’inversione di questi attributi e vedere in coloro che sono bollati come Demoni persone un tempo giuste, esattamente come i Nessuno dell’Organizzazione XIII, che un tempo appartenevano alla luce. Ecco perché sarà interessante conoscere la storia della famiglia di Sanji.

In particolare, sarebbe interessante rileggere alla luce di queste nuove informazioni la decisione della Marina di recuperare Sanji “solo vivo”. Magari un altro escamotage per designare un nuovo “eroe”? O solo una scusa per ottenere maggiore potere contrattuale nei confronti di una organizzazione ormai indubbiamente potente?

Staremo a vedere.

Concludendo, vi lascio con alcune piccole chicche/riflessioni:

  • Il contesto religioso viene toccato da Oda con il riferimento alla “luce in fondo al tunnel”, rinomata esperienza mistica pre-morte.
  • Sora, in Kingdom Hearts, è legato al Vento, esattamente come il nostro protagonista che non solo sembra avere per padre un rogia del vento, ma fa dell’aria l’elemento principale per i suoi power-up (Gear 3 e gear 4).
  • Sebbene nutra forti dubbi, non mi sento di escludere del tutto la possibilità che le ombre tubolari di Thriller Bark siano in qualche modo ricollegabili ad imbarcazioni sviluppate principalmente in altezza e fondate sul dorso di animali, dei quali si vedeva lo sguardo minaccioso, più o meno come nel caso dell’imbarcazione della Germa 66. Al limite, si potrebbe supporre che quelle ombre fossero proprio delle particolari imbarcazioni di questa famiglia,  al che si potrebbero aprire interessanti scenari.

Fatemi sapere la vostra.
Alla prossima!

Ray

5/5 (5)

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X-Ray Analysis – Capitolo 818 – 817

Wano

Carissimi amici,

finalmente trovo qualche minuto per tornare a scrivere organicamente qualcosa su One Piece, spinto anche dall’incontenibile fervore che penso ha pervaso un po’ tutti voi durante la lettura dell’ultimo capitolo. Ho apprezzato parecchio i contenuti, in primis per l’utilità delle rivelazioni ai fini del libro che sto scrivendo insieme al Re. Se vi dicessi che la scoperta di un clan di Wano che scolpiva i PG non mi ha sorpreso affatto probabilmente non mi credereste, e non potrei darvi torto, d’altronde non avete ancora letto nulla di tutto ciò che da quasi due anni non vedo l’ora di raccontarvi. Ma il problema come sempre è il tempo.

Oggi parliamo del capitolo 817 e 818, per sommi capi, andando ad analizzare alcuni punti cardine, per concludere poi con una parte della MaxiWanoTheory, promessa mesi or sono e mai completata, ma che ahimè non posso ultimare, per le stesse ragioni di cui sopra.

Dato che ci aspetta una lunga analisi, direi di non tergiversare oltre.

Capitolo 817

Gli elementi salienti a mio parere sono stati tre:

  1. Momonosuke non è figlio di Kin’emon ma di un Daimyo di Wano (precisamente del Daimyo di Kuri, Oden Kozuki) e tutta la compagnia di samurai, più Inuarashi e Nekomamushi, sono suoi sottoposti, nonchè amici.
  2. Raizou è sempre stato a Zou, tenuto prigioniero all’interno della Balena per la sua incolumità.
  3. Esistono dei PG diversi dagli altri, di colore rosso, il cui scopo non è quello di narrare la storia perduta.

A parte il punto 1, che avevo teorizzato tempo fa limitatamente al fatto che Momo non fosse figlio di Kinemon, per il 2 mi son dovuto ricredere… sinceramente speravo che Raizou fosse altrove, ma come sempre la linearità della narrazione la fa da padrone: Kinemon – Punk Hazard, Kanjuro – Dressorsa, Raizou – Zou. Molto, molto semplice. Il punto 3 invece non me lo sarei mai aspettato, ma l’ho digerito con piacere.

Cominciamo parlando di una famiglia molto particolare, probabilmente l’unica che, dopo quella della D., è riuscita a impensierire seriamente il Governo Mondiale con le sue azioni.

Il Clan Kozuki

Non so quanti di voi conoscono la storia del Giappone feudale. Nel dubbio vi do giusto qualche cenno, altrimenti vi perdo per strada.

L’impalcatura politica del Giappone è stata quasi del tutto copiata da quella cinese dell’epoca. I rapporti con la Cina sono sempre stati, diciamo, di amore e odio… basti pensare alle origini del termine “Wa”, scritto con  il kanji 倭, inizialmente utilizzato dai cinesi per indicare quel popolo di barbari residenti a Est così fedeli e puntuali nel pagamento dei tributi, e successivamente trasformato quasi per sbaglio dagli stessi cinesi in 和 (che si legge sempre “wa”, ma significa: “paese dell’armonia, della pace e dell’equilibrio”) e subito adottato con fierezza dai giapponesi, che per anni ne fecero il loro simbolo. Non a caso, proprio il suddetto kanji, 和, compare nel flashback di Brook, quando parla della terra di Wano. In realtà, quando i samurai comparirono per la prima volta in veste di guerrieri e non più di servitori, questo nome era ormai caduto in disuso da tempo. Il fatto che Oda lo associ all’epoca feudale del Giappone, storicamente successiva, può essere sinonimo di spunti e richiami ad epoche passate, quelle stesse che la storia difficilmente racconta proprio perchè le fonti ufficiali andarono perdute (quel che sappiamo è merito degli annali cinesi, difatti). Ma ancora una volta i giapponesi, furbi, hanno voluto strumentalizzare questa sottospecie di destino infame e avverso per crearsi da zero, e sempre sulla falsa riga del vicino Impero Celeste, una propria storia e una propria mitologia, legando indissolubilmente l’umano e il divino, al punto da imparentare la famiglia imperiale con i Kami più importanti dello Shintoismo. L’idea di dare all’Imperatore natali semi-divini è retaggio cinese. Lo stesso stemma imperale, ossia il Drago, è retaggio cinese. Ma evito di dilungarmi al riguardo.

Ciò che importa è che ad un certo punto della sua storia, il Giappone si è trovato con un Imperatore a capo di numerose famiglie, ad ognuna delle quali decise di concedere un appezzamento di terra. Questi appezzamenti sarebbero poi diventati gli Han, ossia i feudi, mentre i capifamiglia sarebbero col tempo diventati i Daimyo, ossia i signori feudali.

Ora, credetemi se vi dico che la figura del Daimyo fu la rovina di questo Paese. Il modello istituzionale cinese era molto solido, ma era appunto cinese, ossia modellato per quel popolo. I giapponesi, arrivati a un certo punto, si ritrovarono con un modello istituzionale che mal si accoppiava con i loro usi, costumi e abitudini. In altre parole, si cucirono addosso un vestito molto scomodo, che dal cominciare a far le grinze un po’ dovunque, prese a strapparsi in modo irreparabile. L’imperatore pian piano venne eclissato, mentre la figura del capo militare, ossia lo Shogun, acquisiva sempre più prestigio e potere, al punto da diventare la carica più ambita di tutto l’impero. A partire dal clan Minamoto, conosciuto anche come Genji, si ebbe un governo di tipo shogunale, chiamato Bakufu, in cui sostanzialmente era lo Shogun e non l’imperatore a dettare legge. Da quel momento in poi, la storia venne scandita a colpi di shogunati, susseguitisi al prezzo di innumerevoli vite umane. Il culmine di questa follia si ebbe durante il periodo Sengoku, conosciuto anche come l’epoca degli stati belligeranti. Facile capire perchè. Per riacquistare un minimo di pudore e di ordine, furono necessari gli sforzi e i sacrifici di tre grandi uomini: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Quest’ultimo, dopo una lunga serie di peripezie che ebbero fine con la vittoria di Sekigahara, riuscì a riunificare il Giappone sotto la sua guida, dando inizio all’epoca più famosa dell’intera storia giapponese: l’epoca Edo.

Al riguardo c’è da dire tantissimo, ma ci torniamo dopo. Quel che importa al momento è sapere che durante questo periodo visse una famiglia / clan di nome Nannbu, il cui simbolo era il seguente:

600px-Japanese_Crest_Nannbu_Turu.svg

Se siete attenti osservatori noterete subito alcune somiglianze con lo stemma del Clan Kozuki, in particolare l’uccello al centro (una gru), al cui interno troviamo una specie di sole, alcune volte considerato la stilizzazione di un fiore e molto spesso di un sistema di 9 astri, che preso da solo rappresenta il Kamon di altri clan giapponesi. Naturalmente ci sono anche altri stemmi che riportano la gru come animale simbolico (a ragion veduta, visto che è anche uno degli animali più caratteristici del Giappone). Qui di seguito vi mostro i più famosi:

crest_mori_gamo_kimotsuki_hatano

Ora, a parte la somiglianza dello stemma, il Clan Kozuki e il Clan Nannbu non hanno nient’altro da spartire, se non il fatto che entrambe furono rinomate famiglie di samurai.

Cattura4Un altro dettaglio interessante risiede nel nome del clan: “Kougetsu” o “Kozuki”, due letture diverse degli stessi kanji, stanno per “Luce lunare“. Al riguardo potremmo speculare fino a domani, ma non avendo chissà quali grandi teorie da raccontarvi, mi limito a dire che probabilmente la falce di luna incisa sulla fronte di Raizo fa riferimento proprio a questo. Non si escludono comunque implicazioni secondarie e vaghi richiami alla Luna, che a Zou abbiamo già visto più volte. Considerando che durante l’arco di Skypiea questa ebbe rilevanza particolare, sarebbe interessante se diventasse nuovamente centrale di qui a breve.

Raizo la Nebbia

Il primo ninja dell’intera opera è, come Kanjuro, un palese omaggio ad un attore del teatro Kabuki. Il soggetto in questione si chiama Ichikawa Danjuro, e potete ammirarlo nella seguente raffigurazione:

Raizou

Outfit a parte, la cosa che ho trovato più interessante di questo personaggio è l’attinenza  a molti dei clichè ninja sviluppatisi proprio durante il periodo Edo, ivi compresa la presunta capacità di compiere azioni “sovrumane” o “magiche”, come lascerebbe intendere l’utilizzo della pergamena (sia chiaro che non è da prendere alla lettera). Sui Ninja comunque ci torniamo dopo.

Red Poneglyph

Quando Robin asserì che il colore di questa pietra era rosso accesso, la cosa mi ha stranito un poco. Per anni ho pensato che queste pietre fossero indistruttibili perchè fatte di un preciso materiale. Mantenendo costante questo dato, mi pare evidente che o esiste un altro materiale, con proprietà identiche ma di colore rosso, oppure è stato dipinto. Questa seconda opzione non mi convince tantissimo, anche perchè una pittura che si conserva intatta per centinaia di anni non credo si conosca, e sarebbe troppo osè probabilmente anche per uno Shonen, a meno che non si scopra che i pigmenti usati erano i globuli rossi dei cinque astri… XD

Come faceva notare il mio stimato collega Flax, nel passaggio dall’817 all’818 si può notare il simpatico gioco di parole “Red” – “Road”. Nell’ultimo capitolo infatti, tale pietra viene chiamata Road Poneglyph, ma tra poco parliamo anche di questo.

Per concludere con le impressioni circa l’817, il fatto di aver trovato un PG e per di più così singolare mi ha eccitato parecchio. Come sapranno coloro i quali hanno seguito le precedenti X-Ray, era un evento che aspettavo dal primo momento in cui ho visto Zou.

Capitolo 818

Forse il capitolo più ciccioso e ricco di informazioni dai tempi di Ohara, tuttavia (e qui so di andare parecchio controcorrente) non è uno di quelli che mi ha fatto esclamare WOW! , pur avendo gioito come un bambino dinanzi al suo primo giocattolo. Vediamo intanto quali sono i punti cardine:

  1. Il Red PG è chiamato Road Poneglyph e, unitamente ad altri tre dello stesso colore, rivela la posizione di Raftel.
  2. Kaido e Big Mom ne possiedono uno a testa, mentre il quarto RPG rimane tutt’ora disperso.
  3. Non è più necessario andare personalmente alla ricerca dei PG: basta infatti trovare i calchi e unirli.
  4. Il clan Kozuki era anticamente una famiglia di “tagliapietre”: furono loro a scolpire i Poneglyph.
  5. Ascoltare la “voce” delle cose non significa “leggere” sulla superficie delle stesse; per tradurre i PG serve la conoscenza tramandata lungo la linea di sangue dei Kozuki, oppure un discendente di Ohara.
  6. Non è un caso, quindi, che Oden, ossia il padre di Momo, facesse parte della ciurma di Roger.
  7. Oden è stato giustiziato prima di poter tramandare le sue conoscenze al figlio. In pratica adesso l’unica al mondo che può svelare la verità è Nico Robin.
  8. Oden è arrivato fino a Raftel e ha scoperto il segreto del mondo. Questo lo ha reso una preda molto ghiotta, e ha messo in pericolo il suo clan. Per proteggere i suoi sudditi, Oden è morto.

RoadMap Poneglyph

Solitamente con il termine Roadmap intendiamo un piano o una sequenza di step da conseguire. In inglese sta semplicemente per “cartina stradale”. In questo caso, il singolo PG indica una strada o un percorso da seguire a partire da un luogo ben preciso. L’insieme di tutti e quattro costituisce di fatto una mappa, come conferma anche Nami.

Cattura5

La cosa mi ha lasciato sostanzialmente indifferente. C’è chi s’è esaltato e chi l’ha presa male, ma in qualche modo c’era da aspettarselo. Insomma, un’isola introvabile avrà pur bisogno di indicazioni per essere trovata. Piuttosto ciò che fa riflettere è altro.

Il ruolo dei Kozuki

Il clan Kozuki ha scolpito queste pietre 800 anni fa, alla fine dei 100 anni di vuoto. Eppure è sopravvissuto tranquillamente. A prescindere da ogni forma di speculazione sui rapporti con il Grande Regno, io penso che un tale dato è indicativo di una cosa soltanto: Clover aveva (parzialmente) torto. Ma d’altronde uno dei cinque astri glielo disse apertamente che la sua era (cito testualmente) “un’ipotesi audace”.

Cattura6

Vi ripropongo il testo originale:

Clover: “Quello che alla maggior parte di noi preme di più sapere non è il contenuto dei Poneglyph, ma il motivo della loro esistenza… per quale motivo le persone del passato hanno voluto trasmettere un messaggio alle generazioni future incidendo dei testi su solide pietre? Io credo che il motivo per cui hanno inciso quella storia su pietre indistruttibili, poi disseminate in tutto il mondo, è da ricercare nel fatto che se avessero scritto il messaggio su carta o libri, questi sarebbero stati distrutti. E questa è la chiara prova che quelle persone avevano dei nemici…

Astri: “Cosa sta insinuando, dottor Clover?”

Clover: […] “Probabilmente quando compresero che sarebbero stati annientati da una grande alleanza, conosciuta in seguito come Governo Mondiale, incisero la storia su delle pietre con l’intento di tramandare ai posteri la verità, e quelle pietre sono i Poneglyph.

Se la prima parte del discorso ha senso, la seconda, ritenuta dagli astri una teoria azzardata, cade completamente. Non è stato infatti il Grande Regno a scrivere i PG, e di questo c’era già sentore, considerando che un popolo sotto attacco tutto ha, fuorchè il tempo di scolpire pietre (gli astri furbastri questo lo sapevano!). Il clan Kozuki, forse dalla parte del Grande Regno, forse semplicemente neutrale, si è sobbarcato l’onere di evitare che la verità venisse cancellata per sempre, ed ecco perchè nei Poneglyph troviamo anche l’ubicazione delle armi ancestrali (che con la storia in realtà non è che c’entrino poi così tanto). Molto probabilmente il clan era in buoni rapporti col Grande Regno, visto che a uno di loro di nome Joyboy hanno anche fatto il favore di scrivere una lettera di scuse diretta all’allora principessa Poseidon.

Tutto questo ci porta ad una sola conclusione: il Grande Regno si servì di questi abili scalpellini/tagliapietre per tramandare alle generazioni future i loro segreti.

Raftel

Cattura7Finalmente dopo non so più quanti anni e capitoli si torna a parlare dell’ultima isola della Grand Line, la misteriosa e introvabile Raftel. Molti si sono cimentati ( e si cimenteranno ) nel trovare una valida spiegazione al perchè esistono 4 Poneglyph rossi adibiti a svelarne la collocazione. Io parto dal presupposto che Raftel, come dimostra anche l’immagine nella mente di Inu quasi praticamente identica a quella dei ricordi di Crocus, sia uno dei punti fermi di tutta l’opera, ossia qualcosa che è stata concepita quasi 20 anni fa e si è mantenuta inalterata fino ad oggi. Ergo, se fin dall’inizio si è parlato di Raftel come di un’isola, io credo proprio che sia un’isola e non una città incastonata nella Red Line o robe simili. Il fatto che servano indicazioni precise per trovarla, come dico da sempre, non deve stupire… il Nuovo Mondo è un tratto di mare molto caotico. La parte finale della Grand Line potrebbe addirittura riservare sorprese inaspettate, come mulinelli, correnti violente, foschie, tratti di bonaccia isolati, mostri marini sempre in agguato etc… insomma, potrebbe darsi che attorno all’isola vi sia una sorta di campo minato che va percorso entro precisi tratti di mare con una precisa direzione, e considerando con non hai nulla per orientarti, senza punti fermi potrebbe essere impossibile da superare. Come se non bastasse, nulla ci dice che questa isola non venga sommersa dalla marea periodicamente, o venga avvolta dalla foschia. Mi ha incuriosito quella specie di fiamma che nello schema avvolge il punto in cui si trova Raftel. Chissà che cosa rappresenta…

In ogni caso, la scelta del colore rosso secondo me è puramente grafica, per indicare una classe di PG molto più importante. Solitamente quando vi arriva una notifica, il baloon è rosso… così come quando ricevete una segnalazione importante,  un avviso di pericolo o robe del genere. Questo non fa altro che rimarcare l’importanza di Raftel, e il fatto che chi riesce ad arrivare fin li, riesce a comporre il puzzle completo.

La morte di Oden

Per i motivi sopra esposti, se al mondo esiste un uomo che conosce la verità e sa leggere i PG, questo diventa automaticamente l’indiziato numero 1 per tutti coloro che, non avendo la possibilità di tradurre gli antichi caratteri, vogliono arrivare dritti al punto ed evitarsi la fatica di trovare Raftel, tradurre e capire il contenuto del Rio PG, etc… Kaido evidentemente è uno di questi. Da tempo pensavo a questo personaggio, e l’unica risposta che riuscivo a trovare alla domanda: “ma un uomo praticamente immortale, che caspita può volere mai da un gruppo di samurai?”, era solo una: “evidentemente i samurai sanno qualcosa che riguarda il One Piece”. Non c’è da essere geni per dedurlo. Per uno che ha vissuto centinaia di anni e che ormai si passa il tempo cercando di suicidarsi, cosa può ancora essere degno di interesse? Naturalmente il tesoro più grande di tutti, appunto il One Piece. La cosa però si fa interessante se ci si comincia a chiedere: “ma perchè è interessato al One Piece?”

Non affronto l’argomento perchè esula dalla trattazione e in ogni caso domande del genere le tratterò adeguatamente nel libro, insieme al Re, quindi abbiate fede.

Ritornando a Oden… la sua morte, per quanto sensata, dato che si è sacrificato per proteggere la sua gente, è una delle cose che mi ha fatto storcere di più il naso. In primis, ritengo la scelta di giustiziarlo abbastanza ingenua. Ma se consideriamo che la ciurma di Kaido è composta da elementi senza senno come Jack, tutto torna. Suppongo che adesso cerchino Momonosuke perchè pensano che lui conosca gli stessi segreti del padre… al chè un bel “COG***NI”non glielo leverebbe nessuno. Ma cosa più importante, come dice anche Neko, molto presto ad entrare nel mirino dei più sarà proprio Nico Robin, in quanto l’unica persona al mondo in grado ancora di tradurre i Poneglyph.

Non da meno, ho trovato fuori luogo il gioco di parole usato per descrivere la sua morte. Oden in giappone è un piatto tipico, una specie di zuppa. Uno che si chiama Oden, cucinato nella tipica zuppa giapponese, sembra proprio una di quelle battute alla Oda, con la differenza che stavolta la trovo un tantino di pessimo gusto.

L’importanza del traduttore e la “voce” delle cose

Se c’è una cosa che si evince praticamente nell’immediato, ma si avvertiva già dal precedente capitolo, è che la capacità di sentire la “voce” delle cose, da sola è praticamente inutile (per quanto riguarda la traduzione dei PG). In caso contrario, nessuno avrebbe chiesto a Robin di tradurre il contenuto del PG rosso con Momonosuke li vicino che “sentiva” tutto quanto. Questo è il motivo per cui Roger si è dotato di un membro capace di leggere (e anche scrivere) l’antica lingua, ed è anche il motivo per cui Luffy ha bisogno di Robin, pur essendo probabilmente in grado, come Roger di sentire la “voce” delle cose.

A tal proposito mi preme fare una certa distinzione fra il sentire la voce di tutte le cose e il sentire la voce dei Poneglyph… perchè da quel che ho capito, sia Oden che Momonosuke riescono a sentire la voce dei PG, non quella di ogni singola pietra, mentre Roger, come Luffy, riusciva a capire ad esempio i Re del Mare… non vorrei spingermi troppo oltre, ma è probabile che si tratti di due poteri simili ma diversi.

Tuttavia, se per gli animali in fondo la cosa è abbastanza comprensibile, con le pietre si complica. Sarà forse la pietra di cui è fatto il PG ad essere particolare? Magari la cava sorgeva nei pressi di un cimitero? (scherzo XD)

Questo, a mio parere, è uno dei punti ancora oscuri, sul quale si potrebbero fare mille congetture.

Kaido, Wano e i Samurai

Finalmente arriviamo alla parte finale dell’analisi. So che sarete stanchi, ma da qui comincia forse la parte più sfiziosa, considerando che inserirò molte info presenti nella MaxiWanoTheory, che in pratica, ormai, non vedrà più la luce.

Come vi dicevo all’inizio, l’epoca più importante del Giappone feudale è senz’altro l’epoca Edo. Tutti i clichè sui Samurai, sui Ninja e su ciò che è diventato mainstream in film, documentari e libri, nacque proprio in questo periodo.

I Samurai e i Ninja

Il termine samurai originariamente proveniva dal cinese e voleva dire “servitore” o “accompagnatore”, e a partire dall’ottavo secolo designò una classe di burocrati di rango medio-basso della corte dell’imperatore, che nel corso dei secoli acquistò sempre maggior potere. Nel XIII secolo il termine assunse un significato militare diventando sinonimo di bushi, ossia colui che possiede la conoscenza e l’arte marziale, indicando dunque i guerrieri più valorosi ma anche più potenti e sapienti. Nel periodo Muromachi (XIV-XVI secolo), con il diffondersi del buddismo zen, si impose anche un codice morale, il Bushido, cioè la via del bushi, del samurai. E’ un sistema di principi etici a cui il guerriero deve attenersi: giustizia, coraggio, benevolenza, disciplina, sincerità, onore, lealtà. Il rispetto delle regole è fondamentale, come l’impossibilità di mancare alla parola data e la ricerca di una morte gloriosa.

Ergo, essere un samurai non voleva dire soltanto appartenere ad una classe, ma anche essere un uomo di valore e di grande integrità morale. Negli scritti di Musashi Miyamoto – considerato il più grande spadaccino della storia giapponese, ma anche scrittore e pittore – la via del bushi viene descritta come ricerca di arricchimento interiore e di perfezione.

Tra gli ideali del samurai vi era anche quello della conoscenza: la classe dei samurai era una classe colta, che esercitava l’arte della calligrafia e della cerimonia del tè, si interessava di pittura, letteratura, teatro, nonché di giardinaggio. In tal senso non deve stupire la scelta di Oda di caratterizzare Kanjuro come un attore del teatro Kabuki, dandogli come arma proprio un pennello.

Man mano che le lotte intestine fra Daimyo diventavano sempre più accese, crebbe la richiesta di guerrieri con un più elevato grado di istruzione nelle arti belliche, mimetiche e di sabotaggio: il ninja. Durante il turbolento periodo Sengoku furono molti i Daimyo che ingaggiarono Ninja per commissionare assassini, rapine e sabotaggi di sorta.

Sempre durante questo periodo il titolo di samurai era aperto a tutti: bastava distinguersi in battaglia. Successivamente Toyotomi Hideyoshi promulgò una legge che rendeva ereditario tale titolo e proibiva di portare armi alla gente non appartenente a questa casta. La spada diventò quindi segno distintivo di appartenenza ad una classe e veniva portata sempre e con orgoglio. Allo stesso tempo si diffuse anche l’idea che nella spada risiedesse l’anima del samurai. Questo portò ad una venerazione dell’arma ancora maggiore (come testimonia la reazione di Kinemon alla vista della Shusui, ritenuta addirittura tesoro nazionale di Wano).

Con la fine del periodo Sengoku e l’inizio del periodo Edo, il samurai tornò a svolgere principalmente funzioni di burocrate o di polizia, vigilando sui confini e mantenendo l’ordine all’interno di ogni feudo. La domanda di guerrieri altamente specializzati crollò improvvisamente e nel giro di pochi anni dei Ninja si perse quasi ogni traccia, anche se le tecniche tipiche del Ninjutsu vennero comunque tramandate e insegnate.

Anche la mobilità sociale che aveva contraddistinto il periodo delle guerre civili si cristallizzò in una rigida struttura sociale gerarchica (samurai, contadini, artigiani, mercanti), raggiungendo l’apice con il Sakoku, ossia la politica isolazionista che caratterizzò l’intero periodo Edo, e di cui anche Brook fa menzione.

L’integrità morale perse sempre più importanza a favore dell’appartenenza di classe e al proprio clan (e al proprio daimyo). Sotto il dominio Tokugawa anche il bushido cambiò i suoi valori. Se nell’opera “Il libro dei cinque anelli” di Musashi Miyamoto (all’inizio del periodo Edo) la disciplina del samurai era soprattutto ricerca di perfezione e affinamento interiore, già qualche anno più tardi (inizio Settecento), nel testo ufficiale che viene considerato una sorta di bibbia del bushido, lo Hagakure, si diede molta più importanza alla lealtà e all’obbedienza al daimyo come primo ideale del samurai. Questo dettaglio si evince abbastanza facilmente ripercorrendo tutta la storia del gruppetto di Momonosuke, basti vedere come reagiscono al solo pensiero che il loro Daimyo è morto.

Il samurai aveva un obbligo di totale fedeltà al suo signore feudale, e doveva essere disposto a sacrificare la vita per lui. Infatti c’era l’usanza, poi vietata, di suicidarsi alla morte del proprio signore. Questo derivava dal fatto che originariamente i samurai dovevano proteggere il loro generale durante le battaglie, e non solo non essere riusciti nel compito era considerato un fallimento, ma l’obbligo di suicidarsi funzionava anche da deterrente contro tradimenti e defezioni. Gli unici a non essere sottoposti all’obbligo di suicidio erano i non appartenenti al rango dei samurai, i soldati semplici e i Ronin (samurai caduti in disgrazia, cacciati o fuggiti).

Da ciò si evince che la salvezza indotta dal sacrificio di Oden, in realtà potrebbe essere proprio la morte dei suoi fedelissimi per suicidio. Quale miglior modo, d’altronde, per sfuggire alle terribili torture della ciurma di Kaido?

Allora, il fatto che Kinemon e Kanjuro, pur essendo samurai, non sono stati assoggettati a tale obbligo, sembra essere un forte indizio del loro essere Ronin. Ad argomentare per bene le motivazioni per cui Kinemon, in particolare, si possa considerare un Ronin c’ha già pensato la collega dello Strong World, di cui vi riporto l’articolo: https://goo.gl/hbCPJV. Discorso molto simile è possibile fare per Kanjuro.

Per chi non fosse ancora convinto che il periodo di riferimento è proprio il periodo Edo, ci sono piccole chicche che il Sensei ha disseminato lungo la narrazione.

Nel capitolo 657, ad esempio, Kinemon chiede ai mugi se a loro piacciono gli Hanjimono. Gli Hanjimono sono dei giochi puzzle-based in cui si deve ricostruire il senso di un’immagine a partire dai suoi frammenti. Tipici del periodo Edo.

La spada di Zoro, la Shusui, riporta sul fodero lo stemma della famiglia Tokugawa, che come abbiamo detto ha governato per l’intera durata del periodo Edo.

Lo stesso Fujitora, palesemente originario del Pese di Wano, potrebbe essere stato cacciato a causa del suo vizio per il gioco d’azzardo. Durante il periodo Edo, infatti, ogni forma di gioco d’azzardo era severamente vietata.

Infine, i soprannomi di diversi samurai già incontrati, tipo Jigoro del Vento, Shiliew della Pioggia, Kinemon Fuoco Fatuo, Kanjuro Pioggia notturna, Raizo la Nebbia, etc… sembrano ispirarsi al libro di  Musashi Miyamoto: “Il libro dei cinque anelli”, scritto proprio nei primi del 1600, detto anche “il libro dei cinque elementi”, dove però l’elemento naturale non viene trattato nella sua forma fisica, ma usato per veicolare concetti di carattere disciplinare o spirituale.

Kaido e i Pirati delle Cento Bestie

Una volta chiarito il discorso sulle origini dei samurai e dei ninja, le implicazioni della morte di Oden e il ruolo che potrebbero avere ad oggi Kinemon e Kanjuro, analizziamo rapidamente la situazione a Wano, dato che, come pronosticavo tempo fa, Kaido e la sua ciurma controllano l’intero paese.

Ritengo che alcuni nomi utilizzati in tutta questa faccenda dei samurai facciano riferimento tanto alla geografia del Giappone quanto ai costumi dell’epoca feudale. Ritengo inoltre che la ciurma di Kaido si ispiri in qualche modo alla tipica struttura geopolitica del Giappone e dei suoi palazzi durante il periodo Edo. Partiamo da Kaido.

Il termine “Kaido” in quel del Sol Levante si trova abbastanza frequentemente, specie se si prende in mano una carta geografica della nazione. L’isola più a Nord si chiama proprio Hokkaido, poichè rappresenta quell’appezzamento di terra settentrionale che fa da ponte fra Honshu e il continente asiatico (viene tradotto infatti come Northen Sea Circuit). Delle quattro isole principali, questa è quella che è entrata a far parte del Giappone più di recente. Per lungo tempo fu infatti una terra popolata da barbari, e considerando che si piazza a latitudini molto elevate, potrebbe aver fatto da musa ispiratrice per rievocare un gruppo di pirati barbari, ispirati proprio ai Vichinghi, qual’è la ciurma di Kaido. Tra l’altro, se non ricordo male, nel capitolo in cui compare X-Drake e il profilo di un castello giapponese (che alcuni avevano scambiato per un Kaido con le corna), stava nevicando.

Altro termine interessante è il feudo di appartenenza di Kinemon, nonchè terra natale del Clan Kozuki. ossia la terra di Kuri “九里”. I kanji, fra le altre cose, possono essere tradotti come “nove quartieri”, il che potrebbe essere un richiamo all’isola più meridionale del Giappone, Kyushu, divisa proprio in nove distretti. L’elemento più interessante è il soprannome dell’isola, dovuto alla massiccia presenza di vulcani attivi: “isola del fuoco“, che risulta perfettamente compatibile con le tecniche specialistiche di Kinemon, detto non a caso “Fuoco Fatuo”. Inoltre è stata terra di origine di moltissimi samurai, il che è comunque un punto a favore, ma cosa più importante, durante il periodo Edo possedeva l’unico porto “internazionale”. In pratica l’unica via di fuga dal Giappone, che il nostro gruppo potrebbe aver sfruttato per fuggire.

Per quanto riguarda la struttura della ciurma dei Pirati delle Cento Bestie, ritengo che Kaido abbia in qualche modo preso spunto proprio da Wano. Abbiamo l’imperatore, le tre Calamità, e i Gifters e i Pleasures con i rispettivi “capitani”. In particolare, Gifters e Pleasures potrebbero ispirarsi rispettivamente ai samurai e agli uomini di corte (menestrelli, cantastorie, etc.).

Nel capitolo 808, se ricordate, ci vennero presentati i sottoposti di Jack, i quali vennero categorizzati principalmente in Pleasures e Gifters. Nella relativa X-Ray analizzando i nomi vennero fuori cose un po’ strane. In particolare per i Pleasures la traduzione dei kanji portava a qualcosa del tipo: “persone che fanno ridere” o “persone che compongono musica”.

Per quanto riguarda i Gifters invece, avevamo qualcosa del tipo:  “persone che possiedono una dote”, in riferimento al fatto che possedevano i poteri concessi dagli Smiles.

E allora i Pleasures a cosa potevano fare riferimento? La chiave di volta potrebbe risiedere proprio nel loro abbigliamento. Se all’epoca li avete osservati bene, i Pleasures avevano in testa un berretto a punta, mentre quelli di rango più alto, dai Gifters in poi, un paio di corna ricurve.

Cattura8.1

Cattura8.2

Anticamente da Oda venne rilasciato un bozzetto che raffigurava Izo, uno dei comandanti di Baffibianchi, da piccolo, mentre danzava allietato dalle note di due musicisti (tipicamente appartenenti alla rango della servitù, come dimostra anche il giochino tenuto da Momo sulla sunny al capitolo 705, in cui lui impersonava lo Shogun e Chopper, Brook e Nami i servitori). L’ appartenenza di Izo a Wano è più che evidente. Addirittura il nome stesso fa riferimento ad uno dei quatto Hitokiri di Bakumatsu, mentre l’outfit da adulto è più simile a quello di una Geisha.

Izo_bambino

L’acconciatura dei menestrelli, come potete vedere, prevedeva proprio un peduncolo di capelli tirato in aria, molto somigliante al berretto a punta dei Pleasures.

Le corna dei Gifters e degli uomini di rango superiore, sembrano invece prendere spunto dalle corna di bufalo tipiche dei Kabuto da battaglia dei samurai.

Cattura9

Lo stesso Jack porta una specie di Chonmage (acconciatura tipica dei samurai), per non parlare di Kaido che è praticamente abbigliato come un tipico guerriero giapponese (pronto per commettere Seppuku xD).

Quindi in definitiva ho come l’impressione che l’intera ciurma di Kaido sia strutturata sulla falsa riga della tipica corte imperiale giapponese.

La suddivisione dei territori e le Tre Calamità di Kaido

Il ragionamento che ho seguito è tanto semplice quanto fantasioso: il Giappone è composto da quattro isole principali, ergo Wano potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere composta da altrettante isolette. Se associamo l’isola di Hokkaido a Kaido, ne rimangono tre “libere”, da far amministrare alle sue “Tre Calamità”.

In realtà, nella geografia di Wano (dove non esistono i termini Hokkaido, Honshu, Shikoku e Kyushu, che sono i veri nomi delle maggiori isole del Giappone) vedo Kaido seduto sul trono di Kuri, insieme forse allo Shogun di Wano, ed ora vi spiego perchè.

Sulla base della precedente considerazione sui soprannomi dei samurai (fuoco, nebbia, vento, pioggia, etc..) , le isolette di Wano potrebbero essere in qualche modo collegate ai quattro elementi: fuoco, acqua, aria e terra, in modo da avere, in pratica:

Kuri – il feudo del Fuoco (di cui fa parte Kinemon)
xxxx – il feudo dell’Acqua (di cui potrebbero far parte Kanjuro e Shiliew)
yyyy – il feudo dell’Aria (di cui potrebbero far parte Jigoro e Raizo)
zzzz – il feudo della Terra

Abbiamo detto che a Kuri molto probabilmente amministra Kaido, ergo negli altri tre feudi potremmo avere a capo di tutto le Tre Calamità. Considerando quel che abbiamo visto con Jack, mi immagino gli altri due come mostri di potenza, con Zoan del reparto ancestrale o mitologico.

In tal senso, nella mitologia biblica esistono tre animali leggendari: il Behemoth, il Leviatano e lo Ziz, associati rispettivamente a Terra, Acqua e Aria, che sono proprio i feudi liberi e papabili.

Perchè ho scelto proprio queste tre bestie?

L’idea è nata dopo aver letto una teoria redatta da un utente nella pagina del Bike & Raft. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la ciurma di Kaido è composta da uomini-bestia, tutti più o meno fruttati. Le tre Calamità, in particolare, potrebbero avere frutti tali o poteri tali, da poterli ricollegare alle tre creature mitologiche della Bibbia, dove il Behemoth è, secondo molte fonti, la versione romanzata e mistificata del Mammuth.

Quindi Behemoth = Jack (il cui dominio è quello della Terra). Allo stesso modo la calamità col potere del Leviatano amministrerà il feudo dell’Acqua e quella col potere dello Ziz amministrerà il feudo dell’aria. Rimane Kuri, dove siede Kaido.

Il ragionamento, lo ripeto, è molto semplicistico e probabilmente errato, ma mi piace pensare in modo schematico. Vedremo poi in che termini ci proporrà la questione Oda.

* * * *

Bene, credo di aver finito (in ogni caso mi fermo, perchè è stato abbastanza arduo arrivare fin qui). Spero che la trattazione non sia stata troppo noiosa, ma soprattutto che sia stata di vostro gradimento.

Fatemi sapere cosa ne pensate, quali sono state le vostre impressioni e che idee vi sono venute in merito alle questioni ancora aperte, qui nei commenti o sulla pagina facebook.

Un caro saluto a tutti e alla prossima.

Ray

4.81/5 (21)

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X-Ray Analysis 808 – Il Duca Inuarashi (il Re Sole)

Re Sole Inuarashi

Cari amici, ben ritrovati a questa X-Ray Analysis 808. Duca Inuarashi (il Re Sole)

Questa settimana pubblico la X-Ray con netto ritardo, e se non fosse che ho scoperto ulteriori cose interessanti, avrei lasciato la versione “mini” che avete sicuramente letto in pagina. Se non l’avete ancora fatto, non c’è problema, riporterò notizie che erano presenti anche lì. Re Sole.

Miniavventure.

Questa volta facciamo capolino in quel di Shirop, dove la ciurma del brodo vegetale ovviamente non può che piangere (avendo “er cipolla” con loro) dinanzi alla magnificenza che si irradia dalla taglia del mitico Capitano Usopp. Ottimi i disegni e la resa grafica della loro crescita.
Oda sta dunque procedendo seguendo l’ordine ufficiale di entrata in ciurma, quindi nel prossimo capitolo dovremmo vedere qualcosa del Baratie. Ammetto che son molto curioso di vedere che faccia faranno i colleghi di Sanji nel constatare che la marina lo vuole “solo vivo”. In particolare voglio assolutamente vedere la faccia di Zeff.

Jack “la siccità”, i Tre Moschettieri e il Re Sole.

Di Jack abbiamo detto tantissimo nelle scorse puntate. Credo che sia uno dei personaggi con più riferimenti intrinseci in assoluto. Vi ricordate le passate X-Ray? Dicevamo:

  1. la scelta del Mammuth potrebbe essere un richiamo al film di animazione “l’era glaciale”, così come potrebbe essere un richiamo a creature ormai estinte (di cui X-Drake sembra essere un’ulteriore conferma);
  2. la scelta della crocifissione come metodo di tortura sembra essere un richiamo all’impero romano, che come sapete vide in Annibale Barca (famoso per i suoi elefanti da guerra) e Attila, due fra i suoi peggior nemici;
  3. la scelta di chiamarlo “la siccità”, intendendo con ciò il fatto che ovunque passi tutto cade in rovina, è senz’altro un richiamo ad Attila, per il quale valeva il motto: “dove egli passa non cresce più l’erba”;
  4. la scelta stessa di chiamarlo Jack e farlo Capitano di una nave pirata, è senz’altro un richiamo ai grandi Jack della pirateria storica e cinematografica, i cui modi brutali potrebbero anche ricordare il famoso “jack lo squartatore”, anche se il profilo psicologico è nettamente diverso.
  5. la scelta di dotarlo di una mandibola di ferro, che sembra quasi una maschera, lo fa assomigliare ad Hannibal Lecter per la crudeltà, ma potrebbe richiamare anche alla maschera delle armature samurai, così come al film “la maschera di ferro”.

Dopo l’ultimo capitolo, infatti, sembra esserci in Zo un lampante richiamo alla Francia, con l’introduzione di un corpo di guardia reso famigerato dalla penna di Alexandre Dumas, ossia “i tre Moschettieri”. Su questo corpo di guardia, ed in particolare sulla figura di d’Artagnan e sulle sue imprese, son state intessute le più celebri lodi. Fra libri e riproposizioni sul grande schermo è veramente impossibile non sapere di chi stiamo parlando. Uno dei film che vide protagonisti questi talentuosi spadaccini, è proprio “la maschera di ferro”. In questo film, Athos, Porthos e Aramis, si sono ormai congedati, mentre d’Artagnan è rimasto a capo della guardia del Re Luigi XIV di Francia. Il Re ha un fratello gemello, Filippo, che tiene prigioniero da diversi anni costringendolo a indossare una maschera di ferro per non essere riconosciuto. Nel frattempo ha amministrato il paese con brutalità e intolleranza. La missione dei moschettieri, una volta riuniti, è quella di spodestare Luigi, liberare Filippo e renderlo il nuovo Re di Francia, tanto essendone il gemello, nessuno avrebbe notato la differenza, a parte il fatto che Filippo era molto più buono e senz’altro più adatto al ruolo di sovrano.

Come potete capire, la trama al momento non c’azzecca nulla con la storia che ci propone Oda, a parte alcuni interessanti elementi:

  1. abbiamo un Duca, Inuarashi, che è il “Sovrano del Giorno” del ducato di Mokomo, il quale richiama la figura storica di Luigi XIV, non a caso detto anche “il Re Sole“;
  2. abbiamo un corpo di guardia reale, chiamato “i tre moschettieri“, che richiama l’omonimo gruppo dei moschettieri francesi, divenuti col tempo la guardia personale del Re Sole;
  3. abbiamo un personaggio che indossa una maschera di ferro e sembra richiamare il titolo di un film dove i protagonisti son proprio: i Moschettieri e il Re Sole.

Anche il collocamento temporale probabilmente non è casuale. Il Re Sole regnò per tutta la metà del 1600 e nei primi del 1700, anni durante i quali, non solo – come dice Voltaire nel libro “Il secolo di Luigi XIV”-  si visse una delle quattro età felici dello spirito umano, dopo la Grecia di Pericle ed Alessandro, la Roma di Cesare e di Augusto e la Firenze dei Medici, ma venne inventata e perfezionata la prima macchina elettrostatica, che probabilmente viene tributata da Oda con l’ “electro” dei Mink, sul quale al momento la teoria più accreditata è che sia generato proprio dall’elettricità statica del loro pelo. Re Sole

Forse è un caso, ma in Oriente, ed in particolare in Giappone, negli stessi anni, cominciava il Periodo Edo, quello al quale Oda sembra essersi ispirato per ricreare Wano. Ma di questo vi parlerò meglio nella Maxi Wano Theory.

Il governo di Luigi XIV fece poi da anticamera al movimento dell’Illuminismo, che rivoluzionò praticamente tutta l’Europa, specialmente dal punto di vista scientifico, con la nascita, successiva alle prime tecnologie al vapore, del genere Steampunk. In questo potremmo leggere un eventuale preludio all’ingresso in scena del mitico Vegapunk, che potrebbe avere come ambientazione di fondo proprio la Londra Vittoriana dell’800.

PS: stando a quanto detto, sarebbe molto interessante se il Duca Inuarashi e il Duca Nekomamushi fossero fratelli, come Luigi e Filippo, uno acclamato “re sole”, l’altro tenuto nell’oscurità della cella. Re Sole

PPS: oppure, dato che a portare la maschera di ferro è Jack, si potrebbe ipotizzare che sia lui ad avere un legame con i Mink… magari proprio con Zunisha. Il chè spiegherebbe come ha fatto a raggiungere Zou. Ma queste sono solo illazioni vedremo Oda cosa ci racconterà

Le tre “calamità” di Kaido.

In molti avete pensato ai cavalieri dell’apocalisse, e potrebbero anche starci. Ricordiamo infatti che essi sono: Morte, Carestia, Guerra e Pestilenza. Se associamo Morte a Kaido, essendo immortale, e Carestia a Jack, rimangono Guerra e Pestilenza.

Questa categorizzazione viene ripresa anche nel Buddhismo: abbiamo infatti proprio “tre calamità“: Guerra, Epidemia e Carestia, che secondo il credo son sempre seguite dai “sette disastri“: pestilenze, invasione straniera, lotte intestine, cambiamenti straordinari nei cieli, eclissi lunari e solari, tempeste fuori stagione e siccità fuori stagione.

Tuttavia ci potrebbe essere anche un modo diverso di intendere il tutto.

Posto che l’outfit di Kaido ricorda molto quello di Attila, potrebbe darsi che le “calamità” di Kaido, siano proprio le “tre calamità” di Attila, ossia: carestie, epidemie e guerre, e quindi tutto il trio non sarebbe altro che l’incarnazione degli effetti a posteriori del passaggio di Attila.

Pleasures e Gifters.

Nelle Raw (vi ricordo di leggere le traduzione Jap/Ita del capitolo) questi termini sono stati scritti in Katakana, quindi restano tali. Nelle scan cinesi invece sono stati usati i Kanji, ovviamente, per i quali le traduzioni possono essere svariate. Rivediamoli con un po’ più di attenzione:
作 (scrivere / comporre / lavorare / fare)
樂 (musica / felice / ridere)
者 (qualcuno che / persona coinvolta in)

Questi sono i Kanji cinesi di “pleasures” , che possono essere tradotti sia come: “persone che fanno ridere”, sia come “persone che compongono musica”. Questi Pleasures li vediamo in effetti sempre sorridenti e ghignanti, ma che c’entrano coi musicisti? Non mi voglio dilungare oltre perchè ve ne parlerò abbondantemente nella MaxiWanoTheory.

Per quanto riguarda i Gifter invece, abbiamo:
給 (dare / fornire / tenere / impugnare)
賦 (saggio poetico / conferire / dotare )
者 (qualcuno che / persona coinvolta in)

Che possiamo tradurre, non senza qualche adattamento, come: “persone che tengono una dote”, ed il riferimento al fatto che posseggano poteri derivanti dagli Smiles mi sembra abbastanza evidente.

Qualcuno potrebbe obiettare, giustamente: “ma a noi che ce frega di cosa dicono le scan cinesi?”
Pur non avendo tutti i torti, mi preme fare presente un precedente importante, che riguarda proprio il capitolo 805. Ricordate cosa vi dissi sul titolo? No? E allora ve lo riporto:

Traducendo 毛皮 dal cinese, il vocabolario mi restituisce lo stesso significato del giapponese, ossia: “fur /pelt” (lett. pelliccia / pelle animale). Sulle prime si potrebbe pensare che sia un modo per dire “visoni”, o come direbbero gli studiosi della nostra lingua, una sineddoche, e tutto tornerebbe, ma in realtà non è così, perchè in cinese il Visone si dice in questo altro modo: “水貂”, e questi kanji sono gli stessi che ha usato Law nello scorso capitolo (in cinese) per dire “ecco la tribù dei Visoni” (come abbiamo avuto conferma dalle Raw questo lunedì).
Tuttavia, nelle Raw di oggi c’è scritto proprio ミンク 族, “Minku Zoku”, cioè tribù dei Visoni. Allora il discorso comincia a complicarsi, perchè sebbene la traduzione più giusta sia quella letterale, e se c’è scritto Mink in katakana vuol dire che è proprio Visone, questo stona di brutto con quello che vediamo, cioè uomini-bestia, non uomini-visone! E allora forse i cinesi, che di solito stanno sempre attenti ai kanji da usare, hanno interpretato la cosa nel modo corretto, riadattando il “visone” in “pelliccia”, per semplici e banali motivi di coerenza!

Nell’806 poi abbiamo scoperto che i cinesi avevano ragione, e che Mink è stato usato da Oda per indicare proprio la pelliccia. Se esiste un precedente (e non so quante altre volte sia successo) è lecito pensare che anche questa volta dietro ai kanji ci sia un fondo di verità. Ma ve ne parlerò un altro giorno.

Naturalmente questa non è l’unica interpretazione. I motivi che spingono Oda a fare qualcosa sono sempre molteplici, e non è da escludere, unitamente al subliminale riferimento a Wano e ai Samurai di cui vi parlerò nella teoria, anche una componente comica, nel senso più pirandelliano del termine. Ci troviamo infatti di fronte ad un gruppo di feroci pirati, pronti a sterminare un intero popolo, che vanno sotto il nome di “piaceri”, e un altro gruppo, ancora più feroce, che va sotto il nome di “superdotati” XD Re Sole

Che fine ha fatto Raizo?

I dialoghi del capitolo ci suggeriscono che nessuno ha mai visto RaiZo a Zou, quindi si rafforza l’ipotesi che egli non sia mai arrivato a Zo da quando tutto il gruppo dei Samurai di Wano ha fatto naufragio. Allo stesso modo è possibile che tutti siano convinti di trovare RaiZo a Zo perchè la meta ultima dei samurai era quella, ma se RaiZo non c’ha mai messo piede, che gli sarà successo? Avrà smarrito la via come Kinemon e gli altri approdando su qualche altra isola?

Certo, c’è ancora aperta la possibilità che in realtà il Ninja si sia soltanto nascosto, e che dunque sia ancora a Zou. Ma in questo caso le domande a cui rispondere sarebbero così tante che forse non vale neanche la pena farle.

Il vero contributo dei Mugiwara

La frase di Lucio Dalla (alias Inuarashi) circa il fatto che tutta la ciurma ha contribuito alla salvezza del suo popolo, è sicuramente da intendere proprio nel modo che ipotizzavo insieme a voi in passato, e cioè che da un lato, grazie alle cure mediche di Chopper e al coraggio di Nami e Sanji, i Mink si sono liberati degli scagnozzi di Jack e hanno salvato la pelliccia, ma dall’altro, è stata la sconfitta di Doflamingo da parte di Luffy che ha permesso a Jack di lasciare l’isola prima del tempo, per andarlo a liberare (informazione che Lucio apprende dal giornale che tiene fra le gambe) permettendo così al resto della ciurma di fare il proprio dovere. Re Sole

Ecco quindi che l’estenuante lunghezza di Dress Rosa trova giustizia se si considera che quegli accadimenti hanno giocato un ruolo determinante anche nella saga successiva, che è praticamente già finita. Tutto quello che vedremo, secondo me, sarà soltanto un lungo flashback di ricostruzione, qualche attimo di tensione e poi via diretti a Wano contro Kaido. Re Sole

Chissà che, come gli Ent di Tolkien, alla fine dopo tanti anni di neutralità, anche i Mink non decidano di scendere in guerra al fianco di Mugi, visto lo sfregio subito. Ve lo immaginate Zunisha in stile Olifante? XDD che spettacolo che sarebbe!

Bene, io ho concluso! Vi ringrazio per l’attenzione e ringrazio anche il caro Danny che si spende sempre per farmi le fighissime cover dell’articolo.

Fatemi sapere la vostra !

Alla prossima!

Ray

4.67/5 (15)

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X-Ray Analysis 807 – 10 giorni prima

Capitolo 807

Cari amici, ben ritrovati a questa nuova X-Ray Analysis capitolo 807: 10 giorni prima

Non ero certo di poter trovare il tempo di scrivere questa X-Ray, ma a quanto pare alcuni meccanismi universitari si sono inceppati al punto da bloccare tutto ciò che avevo in programma almeno fino alla prossima settimana. Dunque, rieccomi qui!

Con gioia annuncio il raggiungimento dei primi 3000 like in pagina! 😀 Grazie di cuore, da parte mia e di tutto lo staff, per la fiducia che ci dimostrate, per gli apprezzamenti e per le osservazioni sempre puntuali e intelligenti (in barba a chi pensa che l’utenza sia solo un branco di decerebrati che assimilano tutto ciò che gli si propina).

Questo capitolo 807 è stato davvero un capitolo molto singolare, a cominciare dalle problematiche che hanno riguardato il contesto (arresti vari ed eventuali), per finire ai contenuti dello stesso. Ma andiamo con ordine.

Chiuso il volume 80, apriamo l’81… e com’era prevedibile (infatti ve lo dicevo proprio nella passata X-Ray) Oda ha nuovamente abbassato il tiro, offrendoci una narrazione tranquilla e festosa, con protagonisti tutto sommato rilassati (forse anche troppo) e con scarne ma essenziali informazioni. D’altronde, quale miglior modo per aprire un volume.

Passando oltre la sfilza di conferme ad ipotesi fatte in occasione del capitolo 805 e del capitolo 806, e stendendo un velo pietoso sulle facili paraculate dette col senno di poi, per cui ora che Oda mi ha dato conferma, tutto “era scontato” , “era ovvio” e “si capiva chiaramente…”, ma quando lo si disse a suo tempo alcuni erano perfino di pareri diametralmente opposti (si prenda ad esempio l’ipotesi che andava per la maggiore circa il rapimento di Sanji), ecco che, come pronosticato e auspicato da buona parte della community, comincia il riassunto degli accadimenti via flashback.

Ci sono delle cose sulle quali vorrei soffermarmi un attimo, perchè da quel che ricordo dei capitoli precedenti sembra che la storia ci sia stata raccontata per metà. In particolare mi soffermerò sulle mie previsione errate e sugli aggiustamenti in funzione delle nuove informazioni.

Detto questo, cominciamo.

Miniavventure

Così come la scorsa volta abbiamo visto tornare in scena alcuni protagonisti del “luogo di formazione” di Luffy, adesso vediamo qualcosa che riguarda il Dojo di Zoro, ed in particolare possiamo notare che, se da un lato alcuni suoi vecchi compagni son cresciuti proseguendo lungo la via del Kendo, la nuova leva vede in lui il vero modello da seguire, emulandolo in modo molto simpatico con cerotti sull’occhio sinistro e tre Shinai (spade da allenamento in bambù).

Se Oda seguirà questo andazzo, è probabile che al prossimo turno vedremo qualcosa che riguarda Nojiko, Genzo e gli altri compaesani di Nami. Cosa pensate che stiano facendo da quelle parti? L’ultima volta, se non sbaglio, Nojiko aveva ampliato la sua attività.

Scene da fine saga

Dopo il cliffhanger pauroso dell’ultimo capitolo, so per certo che ciascuno di noi, nel suo intimo, sperava che Nami continuasse quella frase… ma ahimè, e ahinoi, Oda non s’è tradito.

Il capitolo comincia subito con un altro piccolo salto temporale: poche decine di minuti, che però sono sufficienti per confonderci ancora di più le idee. Perchè festeggiano? Cosa c’è da festeggiare se manca uno della ciurma?

Vediamo una panoramica delle reazioni al pensiero di Sanji:

“Signorino Luffy!! Mi dispiace così tanto per quello che è successo al signorino Sanji!! Non riesco nemmeno a guardarla in faccia!!” (cit. Brook)

“Perdonateci, ma non c’è stato nulla da fare!!” (cit. Chopper)

Dai capitoli precedenti:

“Non c’era nulla che potessimo fare, in ogni caso…” (cit. Wanda)

“Mi dispiace… Sanji-kun è…” (cit. Nami, in lacrime)

Però poi te li ritrovi che festeggiano… wow!

Fanno bene Franky e Usopp a dire di avere le idee più confuse di prima… e tra l’altro loro hanno ascoltato per intero la frase di Nami e sapevano della lettera.

A proposito.

Allora, che vogliamo fare per la faccenda di Sanji-kun?! (cit. Nami)

Ha lasciato una lettera, no? Se la caverà. (cit. Zoro)

E poi non è stato catturato, o cose simili, no? (cit. Luffy)

Finitela di prenderla così alla leggera!! È una cosa serissima!! (cit. Nami)

Ora, voi leggendo queste frasi cosa evincete?
Io vi dico la mia:

  1. Sanji non è a Zou, e su questo ho sbagliato, perchè se è vero che ho preso in considerazione tante ipotesi, compresa quella di un suo allontanamento, speravo che non ci fosse nuovamente una separazione della ciurma.
  2. Sanji non è stato rapito, e su questo c’ho preso. Nella scorsa X-Ray vi ho spiegato alcuni dei motivi che secondo me potevano rendere plausibile questa opzione.
  3. Sanji ha voluto lasciare i compagni di sua spontanea volontà, e non c’era nulla che si potesse fare per fermarlo. La prova è la lettera che a quanto pare ha scritto, molto probabilmente all’insaputa di tutti. In sostanza sembra proprio che li abbia messi di fronte al fatto compiuto.
  4. Si autoesclude un possibile coinvolgimento di Raizo.
    Stando alle parole di Wanda, era vero ciò che diceva il tizio del flashback (quello che sembrava Pedro): Raizo non aveva trovato affatto asilo presso i Mink. Anzi, considerando l’avversione che adesso loro hanno contro i samurai e contro gli abitanti del paese di Wano, è possibile che non sapessero proprio niente di lui, e dunque cade ogni ipotesi di protezione retroattiva. In sostanza, sembra proprio che Raizo non abbia mai messo piede sull’elefante millenario. Mi viene da pensare che forse, allora, durante il naufragio che spinse Kanjuro, Kinemon e Momo a Dress Rosa, Raizo abbia smarrito la via e sia naufragato anch’egli in qualche altra isola. Ma parliamo di almeno 20 giorni fa. Che starà facendo il ninja? si trova forse prigioniero altrove?
  5. Rimane aperta la pista “Jack”, ma dubito che Sanji si sia consegnato spontaneamente. In questo caso, secondo me, ci sono cose che non tornano, prima fra tutte la condizione di perfetta salute e condizione fisica dei nostri. Non è molto verosimile, infatti, che un Jack furibondo, in grado di mettere a soqquadro un’intera nazione, in un ipotetico scontro non sia riuscito a fare un graffio a nessuno di loro. Così come è inverosimile che Sanji si sia giocato la carta dell'”Only Alive” con Jack, e che questi lo abbia preso con se “gentilmente” per consegnarlo alla marina in cambio di Doflamingo, visto che ha attaccato apertamente il convoglio senza neanche una vaga ipotesi di diplomazia ad aleggiare nel discorso. Ma poi ce lo vedete Jack a scendere a compromessi?
    Quindi sì, rimane aperta questa pista, ma non a queste condizioni. Magari Sanji si è intrufolato nella loro nave? Anche se l’istinto continua a dirmi che Jack non fosse più sull’isola al momento dell’arrivo dei Mugi, c’è la frase di Luffy che mi lascia uno spiraglio aperto. Quel: “non è come se fosse stato catturato o roba simile” mi sa tanto di: “si trova col nemico ma non è suo prigioniero”. Ed eccoci al punto focale: siamo sicuri che l’unico nemico, qui, sia Jack?
  6. E se Sanji si fosse consegnato spontaneamente alla Marina ?
    D’altronde cosa dovrebbe temere uno che è ricercato “solo vivo” ? Posto che con Sanji abbiamo sempre assistito a ridicole gag e poco più, non è forse un caso alquanto strano che, pur di non far venire a galla prima questa faccenda, Oda ha tirato fuori dal cilindro dapprima la gag-paraculo del copri-obiettivo, e poi quella della foto di spalle?
    Insomma, sembra che con Sanji se la sia giocata proprio come con i samurai, che, pur di non far salire a Zou, ha reso vittima delle sfighe più assurde.
    Certo, son scene che fanno ridere… ma fanno anche riflettere: perchè Oda ha agito in questo modo?

Il segreto di Sanji

Affrontiamo di petto la questione senza girarci troppo intorno.

Posto che non credo molto ai messaggi subliminali che alcuni vedono nelle Color Spread o nelle cover dei capitoli, quasi fossero tavole profetiche a tutti i costi, è pur vero che in alcune di queste Oda ha (volutamente o meno) introdotto degli elementi che poi ha ripreso e sviluppato meglio. Un esempio fra tanti è proprio la Color Spread del capitolo 401, dove vediamo i nostri inseguiti da un Mammuth. Ognuno, lo ripeto, può leggerci quel che vuole, ma resta il fatto che il Mammuth Oda ce l’ha ripresentato dopo 400 capitoli, in un contesto di elefanti e altri animali. Non che voglia essere simbolico di un collegamento, ma è comunque un elemento che c’era prima e che ci è stato ripresentato.

Ragionando con la stessa neutrale filosofia, prendiamo in esame la cover del capitolo 124, quella dove Sanji compare con una valigia in mano, in procinto di imbarcarsi su un servizio “navette” di nome “Tsuru”. Inutile dire quante teorie si sono sprecate in merito (poi magari anche giuste) sul possibile legame di sangue fra Sanji e il viceammiraglio. Quel che vedono i miei occhi, e lascia senz’altro il tempo che trova, è Sanji nella stessa immagine con “the secret” e con “tsuru”, che fuor di metafora significa: un legame fra Sanji, una informazione che solo lui sa e la Marina.

Naturalmente vale la regola di prima, ognuno può leggerci quel che gli pare, un po’ come con le costellazioni, ma è senz’altro curioso che Oda in più di un’occasione abbia fatto agire questo personaggio come se nascondesse qualcosa… come se incubasse un segreto di vitale importanza per qualcuno (da cui, forse, anche quella famosa frase recitata dinanzi a Kuma, secondo la quale sarebbe lui l’uomo più problematico della ciurma). Come se non bastasse, l’altra cosa decisamente anomala, ossia l’Only Alive, riguarda proprio la Marina (d’altronde chi emette gli avvisi di taglia?).

Chiaramente tutti possono avere un segreto. Ce l’aveva Nami, che arrivati al Baratie ha mollato tutti per tornare ad Arlorng Park. Ce l’aveva Robin, che arrivati a Water Seven ha mollato tutti per andare con la CP9. Potrebbe avercelo Sanji, che arrivati a Zou, molla tutti e va.

Nei primi due casi, sia Nami che Robin erano state costrette ad agire in quel modo, ma in entrambi i casi c’entrava il loro passato e la loro infanzia. Sarà così anche adesso?

Consegne a domicidio

Prendiamo meglio in esame questa ipotesi: Sanji si è consegnato alla Marina, e lo scrive nella lettera, dicendo magari che è una faccenda molto importante e di fidarsi di lui. Si spiegherebbe come mai Nami chiede di trattare la cosa con più serietà ed urgenza (anche se è un atteggiamento che potrebbe abbinarsi ad altre situazioni critiche). Ma si spiegherebbe abbastanza bene anche perchè sono tutti molto dispiaciuti con Luffy. Al di là del fatto che lui è il capitano, ed è normale che dei subordinati mostrino il proprio dispiacere con chi li comanda, c’è da considerare anche che nessuno era con lui quando Ace fu catturato dalla Marina e poi fu giustiziato. Quindi potrebbe darsi che riproporre una tematica simile possa essere per loro non solo motivo di dispiacere, ma anche di vergogna, come lascia intendere Brook.

Zoro, poi, parla implicitamente di un piano; dalle sue parole si evince infatti che Sanji ha sicuramente escogitato qualcosa per cavarsela, non essendo un tipo avventato come Luffy. D’altronde, se Oda volesse proporci un’azione di qualcuno della ciurma in solitaria fra le grinfie della Marina, chi meglio dell’unico membro che ha già avuto precedenti di depistaggio, infiltrazione, camuffamento e spionaggio?

A Little Garden si spacciò per Mr.3
Ad Arabasta si spacciò per Mr. Prince, spiando i movimenti delle guardie e dell’organizzazione, per poi infiltrarsi nel casinò.
A Water Seven, come mi faceva notare anche il mio caro amico Flax, si infiltrò nel Puffing Tom per andare a recuperare Robin.

Di sicuro, adesso, avrà avuto i suoi buoni motivi per andarsene. D’altronde era lui che, rispondendo a Jimbe quando Luffy gli propose di unirsi a loro e lui rifiutò, disse: “mai mettere all’angolo un uomo, quando parla dei suoi doveri”.

Inoltre, potrebbe essersi portato Caesar come “cauzione”, nascondendolo da qualche parte. Per quanto ne sappiamo Caesar potrebbe perfino rimpicciolirsi essendo sostanzialmente gas. Comunque, non sono pensieri che possono importarci molto al momento.

Vedremo se Oda l’avrà pensata in questo modo, o se farà entrare in scena qualche altro protagonista.

Nell’eventualità, dove potrebbe essere andato Sanji secondo voi?

Mezze verità

Cominciamo dalla cazzara di turno: Wanda.

Dapprima fa tutta quella dispiaciuta quando parla di un defunto, ossia di Brook, e poi sostiene che “Barone Defunto” è un soprannome affettuoso, perchè lei, come altri Cani-Mink, adora le ossa… e quasi quasi sbava. Come se non bastasse, prima lascia intendere che l’invasione da parte di Jack era avvenuta due settimane, o mezzo mese, prima (quindi 14, o a limite, come dissi nella scorsa XRay, 15 giorni prima) , e ora se ne esce con 17 giorni. Ma va beh…

Passiamo a Nami. Anche lei non è che sia proprio dettagliata e precisa. Se ricordate, al capitolo 793 abbiamo visto Capone dire: “ehi, sembra che i nostri compagni se la stiano cavando bene anche senza il nostro aiuto! Recupereremo Caesar in men che non si dica!” Ma da quel che racconta la nostra navigatrice se la svignarono come niente. Mah… mistero.

Giorno e Notte, Mink-wine e Mink-gnotte

Perdonate il francesismo ma cadeva a pennello. Dunque…

Stando a ciò che ci racconta Wanda (sarà vero?), a Zo, e precisamente nel ducato di Mokomo, ci sono due Re: Inuarashi (lett. cane-tempesta) che regna di giorno, e Nekomamushi (lett. gatto-vipera) che regna di notte. Molto probabilmente la mia teoria di una qualche possibile forma di licantropia viene meno, e questo sostanzialmente perchè Oda sembra aver optato per una scelta meno impegnativa: la suddivisione dei “pellicciati” in animali diurni e notturni.

È interessante notare che nella realtà, fra gli animali notturni dotati di pelliccia abbiamo proprio: i gatti, le lemuri, le faine e i ghiri, mentre la maggior parte degli altri animali è sostanzialmente diurna.

La classificazione viene fatta in funzione della capacità dell’animale di adattare i propri sensi all’oscurità, e nello specifico: la vista e l’olfatto.

Quali saranno allora le abitudini di questi individui? Cosa succede se un animale “diurno” opera durante la giurisdizione del Re notturno, e viceversa ?

Jack: frutto e obiettivo.

Termino questa analisi prendendo atto di due bei centri: Jack è un Mammuth, ma soprattutto, cercava Raizo. Dopo aver letto anche robe del tipo “Jack e il Sacro Graal di Zo” suppongo che mi si dirà che era tutto molto telefonato XD

Bene, io per oggi avrei finito.
Scusate se non carico alcuna immagine, ma vado strettino coi tempi e ho il pc che al momento sta più fuso che operativo. In compenso vi beccate i banner pubblicitari ♥ (sempre se si vedono XD ).

Alla prossima!

Ray

4.35/5 (17)

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X-Ray Analysis 806 – Sanji protagonista di Zo

capitolo 806

Cari amici, ben ritrovati a questa X-Ray Analysis sul capitolo 806 di One Piece!

Di settimana in settimana continuate a crescere di numero… non so che dire! Davvero, grazie!

Purtroppo anche questa volta, come l’ultima, vi attende una X-Ray formato famiglia. Quindi mettetevi comodi e fate scorte di pazienza.

Questo capitolo 806 si apre subito con tante micro-conferme che vedremo nel dettaglio, ma termina in modo molto, molto losco. Come se non bastasse, la prossima settimana ci sarà pausa, ahimè, quindi non potremo che fare ipotesi su ipotesi e provare a decifrare l’enigma, basandoci su quello che abbiamo.

Cominciamo subito con qualche info di massima.

Questo capitolo molto probabilmente chiuderà il volume 80, il ché significa che il prossimo aprirà il volume 81 e già questo può essere indice del fatto che Oda comincerà a percorrere un preciso filone. Partirà un bel flashback che ci chiarirà le cose? Oppure si concentrerà sulla riorganizzazione della ciurma, volta al recupero di tutti i compagni? Chiaramente non ci resta che aspettare.

E allora cominciamo.

Miniavventure

Cattura76A quanto pare la taglia di Luffy non poteva arrivare in un momento migliore in quel di Fooshia. Da quel che vediamo, infatti, sembra sia nato un bimbo, e che sia di Makino, la locandiera del villaggio, una delle primissime protagoniste del manga. Se ricordate, infatti, tutto cominciò per una manciata di barili di sakè.

Qualcuno nei commenti mi chiedeva se queste mini avventure fossero dedicate  Luffy. Si, sostanzialmente sono incentrate su di lui e sulla sua taglia. Vedremo le reazioni di tante vecchie conoscenze dinanzi alla nuova, incredibile taglia che pende sulla sua testa!

Dettagli: l’avete notato anche voi quel cappello in basso a sinistra? Non vi pare somigli molto a quello di Sabo? Che abbia fatto tappa a Fooshia prima di rientrare a Baltigo? Anche perchè, se ricordate, nel capitolo 803, cioè quando arrivano a Baltigo, Sabo non ha il cappello!

La risalita di Kin’emon, Kanjuro e…

Cattura81Dopo essere caduti, travolti dalla scimmietta da circo, rieccoli in groppa ad un felino (neko vuol dire proprio gatto) e in procinto di salire. A quanto pare l’andatura di questo animale, nonostante sia rinomato per la sua proverbiale agilità, non sembra essere molto più rapida della velocità con cui il sole sta calando. Sembra quasi che tutto il gruppetto ci tenga ad arrivare in cima prima che faccia buio… ergo mi ricollego al post sulla licantropia (che trovate QUI). Non è che…  ?

Ma andiamo avanti.

Altra cosa interessante è la successiva smentita da parte di Wanda a ciò che, in principio, aveva affermato Law. L’odio e l’ostilità dei Mink nei confronti degli umani, infatti, sembra essere solo una leggenda metropolitana. Wanda è stata molto chiara in proposito: “possiamo essere ostili solo se ci è stato fatto un torto”… ma chi non lo sarebbe?
Generalmente, comunque, è più la paura del diverso che hanno la maggior parte degli uomini a scatenare in loro una reazione psicologica di auto-difesa, e fargli ammettere che queste creature sono ostili solo perchè, sostanzialmente, lo sembrano o perchè possono cadere preda di istinti animaleschi. D’altronde Chopper ne è l’esempio lampante… vi ricordate la sua storia? Veniva cacciato e discriminato sia perchè era “diverso”, ma anche perchè in certe condizioni poteva far del male ad altra gente (tipo quando si trasformava perdendo il controllo). Da qui tutta la storia che rimandava all’abominevole uomo delle nevi e i pregiudizi sulla povera renna.

E gli uomini pesce? Forse loro sono diversi?
Assolutamente no! Anche loro hanno avuto una storia simile.
Ma se ci fate caso, mentre i Mink sono tacciati di essere ostili pur non essendolo a priori, gli uomini pesce invece lo erano (tant’è che erano restii a donare il sangue agli umani) pur sembrando tanto amichevoli e cordiali sulle prime. Questo ulteriore parallelismo sembra tirare acqua al mio mulino, come suol dirsi, confermando l’ipotesi che i Mink altri non siano che il corrispettivo terrestre degli uomini-pesce.

Rimanendo in tema di ipotesi azzeccate, sia io che il Re sostenevamo che l’attributo “esseri-inferiori” fosse un retaggio del fatto che gli uomini, rispetto ai Mink, fossero semplicemente creature senza pelliccia, che scopriamo tra l’altro essere per loro motivo di orgoglio. Come ci spiega Wanda, infatti, se non fosse per questo, a loro modo di vedere, gli uomini sarebbero a tutti gli effetti dei Mink-scimmia. Cioè, due “razze” sostanzialmente uguali. Ecco perchè nella scorsa X-Ray dicevo che “Razza” non è appropriato… sarebbe come dire che esiste la razza bianca, quella nera, quella gialla, etc…

Inoltre, sembra essere confermato anche che il termine “Mink” sta proprio per “pelliccia”, come dissi approfonditamente nella scorsa analisi.

E Raizo?

Lo so, è ancora solo una teoria… ma a mio modo di vedere comincia a rafforzarsi l’ipotesi che sia proprio quella scimmietta. Vedremo più avanti perchè…

Dettagli: in tutto questo discorso, non sembra anche a voi che Oda abbia fatto un qualche riferimento alla teoria dell’evoluzione darwiniana, secondo cui l’uomo discende dalla scimmia?

Inoltre, avete notato che i samurai, pur non essendo mai stati a Zo, sappiano molte cose su quest’isola? L’informazione circa l’ostilità è un indizio lampante di un radicato preconcetto, probabilmente una diceria che si tramanda da tempo sulla base del nulla… e come se non bastasse, sapevano anche dell’eruzione d’acqua. Quindi è lecito pensare che sappiano anche altre cose di quest’isola, non per forza vere, ma almeno verosimili. Non credete?

Tenete a mente questa cosa perchè più avanti ci servirà.

La vita su Zo

Nei giorni scorsi sulla nostra pagina facebook ho pubblicato alcuni articoli su diversi aspetti di quella che dovrebbe essere la quotidiana vita a Zo. In particolare, per quanto riguarda la sua vegetazione, ipotizzavo che fosse così singolare proprio perchè conformata, nel corso del tempo, alle altrettanto singolari condizioni di quest’isola, e nello specifico, ad una irCattura77rigazione frequente a base di acqua salata. Ho infatti sostenuto un possibile richiamo alla coltivazione idroponica (QUI trovate l’articolo completo), nella quale si può fare a meno di terra e terriccio, utilizzando opportune rocce. Se notate, tutti gli alberi crescono “abbracciati” a grossi massi, che ne garantiscono anche la stabilità durante le inondazioni.

Proprio Robin mi da contezza di questo, asserendo di capire il motivo per cui la vegetazione era così strana dopo aver visto il modo in cui la gente del posto tira avanti ogni giorno.

Qualche tempo fa, invece, quando parlai di Arg-e Bam e del castello al centro della città, avendo intuito come molti di voi che l’eruzione di pioggia altro non fosse che una spruzzata di acqua dell’elefante stesso, guardando quei boccaporti alla base delle mura immaginai che servissero per far defluire l’acqua infiltratasi dentro il castello… ma mai avrei potuto immaginare che in realtà fosse tutto un ingegnoso meccanismo di drenaggio e depurazione dell’acqua di mare! A quanto pare, infatti, quei canali servono a canalizzare l’acqua verso diverse zone della città, distribuendola in modo pressochè uniforme dopo averla depurata. Geniale.

Cattura78Quel buco ricavato nel torrione che vediamo, mi lascia supporre che Jack abbia fatto un pensierino a questa struttura, cercando probabilmente di sabotare l’intero sistema, magari come vendetta per non aver ottenuto quel che cercava.

Infine, intuiamo che questi Mink vivono sostanzialmente di pesce fresco e di frutta. Direi che non se la cavano così male… se poi hanno anche qualche donna-gallina che caga uova, o qualche donna-mucca che produce latte, stanno veramente a posto.

Insomma, in tempo di pace Zo doveva essere davvero un angolo di mondo splendido, dove la gente, come diceva Wanda, viveva in armonia con la natura e in pace col resto del mondo. Finchè non arrivò lui…

Dettagli: il nome pronunciato da Wanda, con riferimento all’elefante, è Zanesa, che per assonanza ricordaCattura79 Ganesa, dio indiano con il corpo di un uomo e la testa di un elefante, venerato come dio della saggezza ed è, secondo la tradizione, il protettore degli studiosi e degli scrittori (per la felicità di Robin, ed anche mia che ci credo tantissimo, potremmo scoprire qualcosa sui 100 anni bui.)

Altra cosa interessante è la “campana di benvenuto”, che a quanto pare deve essere suonata prima di entrare nella foresta della balena. Lo so che avete i cosiddetti gonfi di riferimenti a Skypiea, ma anche la campana… !!!

Cattura80Infine, la polena della nave che si trova dentro la fortezza, assomiglia in modo incredibile alla polena della Yonta Maria. Come mi faceva notare Munna, sulla polena i questo relitto, che è finito li sicuramente perchè aspirato e rigettato dall’elefante stesso, sembra esserci un Pegaso, nota figura mitologica…. e se ricordate anche sulla polena della Yonta Maria c’era una figura mitologica: la Nike! E allora possibile che quella nave appartenesse alla flotta di cui Orlumbus è poi diventato capitano?

Comunque ne parleremo meglio nei prossimi giorni.

Andiamo avanti.

Jack, Jack… s, ma Jack chi?

Jack Sparrow?
Jack lo Squartatore?
Jack di Titanic?

Forse non è nessuno di questi… o forse è ognuno di loro contemporaneamente.

Jack è un pirata, è un folle e sadico omicida ed ha anche affondato due navi… che volete di più? XD (non che il Jack di Titanic abbia affondato il più famoso transatlantico della storia, ma una scenetta di Jack aggrappato ad un relitto dove giaceva Doflamingo non sarebbe stata male… XD)

Oltre a sembrarmi realmente un micro riferimento a tutti questi personaggi, mi sembra principalmente un riferimento a due famosi Hannibal…

  1. Hannibal Lecter;
  2. Hannibal “Ship” (per gli italiani Annibale Barca XD … ovviamente Barca non si traduce eh… non scrivetemi robe del tipo “eh ma si chiamava bla bla..” );

360_lecter0103Il riferimento ad Hannibal Lecter è molto evidente. La maschera in particolar modo è quasi inconfondibile. Anche se parliamo di due maschere differenti, è proprio l’idea di fondo che, associata ai modi e al temperamento, me lo fa somigliare in modo incredibile al suddetto. Quando lo vidi la prima volta non potei onestamente fare a meno di pensare sia a lui che a Jack lo squartatore, ed ora mi rendo conto di quanto possa sembrare comica questa curiosa legge del contrappasso secondo cui, stando alle notizie sui giornali, sia stato fatto a pezzi nel suo folle attacco ai convogli della marina. Notizia chiaramente non confermata, ma comunque interessante.

L’altro riferimento, quello ad Annibale Barca, è un po’ più sottile, ma basta fare mente locale per collegare tutti i punti. Durante la seconda guerra punica, questo grande stratega e comandante -altro che quel coglione- partì da Cartagine con una sfilza di elefanti e uomini (guarda che coincidenze) , passò attraverso Hannibal_traverse_le_Rhône_Henri_Motte_1878la Spagna (riferimenti a caso, tipo Pedro -nome spagnolo- o il toro Rody -che sta per rodeo- che incorna il panno rosso…) , poi attraverso la Francia (e chi se non Sanji la incarna perfettamente, con le sue tecniche e i suoi modi da chef d’oltralpe) per arrivare infine in Italia (wanda è un nome italiano, per chi non lo sapesse). Dopo aver spazzato una resistenza dopo l’altra e aver vinto una battaglia dopo l’altra, i Romani decidono di attaccare Cartagine e Annibale è costretto a rientrare.

Ora non so voi, ma io ci vedo pari pari la storia di Jack. Sto povero pazzo viene mandato a Zo, combina un casino in cerca di qualcosa, per poi essere richiamato per la questione della cattura di Doflamingo.

Io dico che può starci.

Tra l’altro, questa modalità di crocifissione era tipica dei romani.

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Dettagli: a quanto pare Jack ha attaccato il naviglio della marina preposto a fare da scorta a Doflamingo. L’accostamento Mammuth – Buddha è un altro richiamo alla cultura orientale.

Curioso inoltre che siano affondate solo 2 navi. Considerando che uno diventa un animale enorme, un altro diventa un Buddha gigante e un altro spara meteoriti, è un miracolo che qualcuno ne sia uscito vivo.

Ma perchè Jack ha messo a soqquadro un’intera nazione?

Per cercare di fare luce su questo mistero dobbiamo anzitutto capire come sono andate le cose temporalmente. Mi servirò di piccoli assunti teorici per condurre la ricostruzione.

Per questioni di comodità chiamerò inoltre Kin’emon, Kanjuro, Raizo e Momonosuke, semplicemente Ka, Ki, Ra e Mo, o meglio ancora: il gruppo KaKiRaMo ® (o che è lo stesso: la compagnia del piskello).

Andiamo a noi:

  1. Il suddetto gruppo un bel giorno parte dal paese di Wano diretto a Zo. I motivi non li sappiamo. Dovevano spiegarceli, ma una volta casca una scimmia a caso e li travolge, n’altra volta c’è l’elefante che si fa la doccia e il gatto che li porta si smaterializza, fatto sta che Oda li sta tenendo il più lontano possibile dal gruppo principale per evitare di farci capire qualcosa di questa benedetta saga. Una cosa però è certa… quando loro sono fuggiti qualcuno deve essersene accorto, altrimenti non sarebbero stati inseguiti non appena messo piede a Dress Rosa, nè tantomeno Jack avrebbe potuto cercare un samurai con certezza proprio a Zo. Ma ora ci arriviamo.
  2. Durante la traversata da Wano a Zo, il gruppo fa naufragio e si separa. Da una parte Raizo, dall’altra il gruppo KaKiMo ®.
    Anche in questo caso, non siamo in grado di dire con certezza quando tutto ciò sia avvenuto. Ma almeno abbiamo la certezza che le cose andarono proprio così.
    Raizo molto probabilmente riuscì a raggiungere Zo, ma nel frattempo qualcuno da Wano diramava un avviso su alcune isole del circondario (tipo Dress Rosa) di quello che era successo. Doflamingo allora, ha dato precise direttive ai suoi, ossia di catturare eventuali samurai che fossero sbarcati sull’isola.
    Ma questo pone un altro problema. Come faceva colui che ha chiamato Doflamingo da Wano, a sapere che il gruppo di samurai aveva fatto naufragio? Mi viene da pensare che ci sia stato un inseguimento e che la tempesta abbia fatto perdere agli inseguitori le tracce dei samurai, da cui l’ipotesi che avrebbero naufragato su qualche isole nei paraggi, tipo appunto Dress Rosa.
  3. Mentre Raizo raggiunge Zo, il gruppo KaKiMo ® sbarca a Dress Rosa.
    Una volta messo piede a Dress Rosa, il gruppo KaKiMo viene quasi certamente scoperto e comincia la fuga per le vie della città. Nel frattempo Doflamingo viene avvisato dai suoi uomini della presenza di questi samurai, e a sua volta avvisa quel qualcuno di prima, a cui sarà stato semplice intuire che l’unico che mancava all’appello era Raizo. Ergo, questo qualcuno di Wano fa un’altra telefonata, stavolta per Jack, ordinandogli di andare a Zo perchè, non avendo ricevuto più comunicazioni da nessuno, l’unica possibilità è che Raizo abbia davvero raggiunto l’isola sul dorso dell’elefante.
  4. A Dress Rosa Momonosuke sale accidentalmente su una nave carica di bambini, diretta a Punk Hazard, mentre Kanjuro viene catturato. Mentre Jack salpa alla volta di Zo, Momonosuke salpa alla volta di Punk Hazard e Kanjuro purtroppo viene fatto prigioniero.
  5. Kin’emon decide quindi di abbandonare momentaneamente Kanjuro, per non essere anch’egli catturato, e parte alla volta di Punk Hazard per recuperare Momonosuke, che stando alla versione ufficiale dovrebbe essere suo figlio (ma io non ci credo neanche se me lo dice Oda in persona).
  6. Arrivato a Punk Hazard, Kin’emon si imbatte in Law, che lo fa “a pezzi”.
    Nel frattempo è possibile che Jack sia sbarcato su Zo.

Il resto lo sappiamo, avendolo vissuto insieme alla nostra ciurma.

Ora vediamo se temporalmente questa storiella può avere un senso.

Jack ha attaccato Zo esattamente 15 giorni prima rispetto alla narrazione attuale, significa 4 giorni prima che i nostri Mugi arrivassero a Punk Hazard, cioè prima ancora che si riunissero a Sabaody. Infatti, andando a ritroso:

  • 7 giorni son passati di viaggio fra Dress Rosa e Zo;
  • 3 giorni son passati a Dress Rosa;
  • 1 giorno fra Punk Hazard e DR;
  • 1 giorni fra PH e Fishmen Island/Sabaody.

Quindi 11 giorni prima rispetto alla narrazione corrente i nostri sbarcarono a Punk Hazard, e a questo punto eravamo già ben oltre il punto 6 della ricostruzione, cioè quando Kin’emon era già sparpagliato in giro per l’isola e Jack era sbarcato su Zo da 4 giorni (vi quadra il discorso?).
La prima volta che sentiamo parlare di Jack è proprio in quel giorno, cioè quando salta la distilleria di SAD e Caesar viene catturato. I suoi scagnozzi intendono informarlo, ma è probabile che lui abbia risposto: “Non rompetemi le balle, sto altrove impegnato.” … e giù di torture sui Mink.

Dato per assodato che mi abbiate seguito fin qui, vediamo cosa potrebbe essere successo.

15 giorni prima d’ora, Jack sbarca sull’isola di Zo, sfonda il cancello principale e leva di mezzo, uno dopo l’altro, tutti coloro che gli si oppongono. Ha il tempo di devastare la città di Kurau, di fare prigionieri e di costruire strumenti di tortura un po’ dovunque. Arriva a penetrare perfino nella foresta proibita e sicuramente ben oltre, visto che ovunque vadano i nostri incontrano Mink con vistose fasciature. Tutto questo avrà richiesto almeno qualche giorno. E arriviamo a -9 dalla narrazione attuale, cioè quando Sanji & Co arrivano su Zo.

Doflamingo era fresco di sconfitta (avvenuta 10 giorni prima rispetto alla narrazione attuale) e la notizia ha fatto subito il giro del mondo. Mentre Jack era ancora intento a torturare ed estorcere informazioni ai Mink per scoprire dove si nascondesse Raizo, gli giunge sicuramente la notizia della cattura di Doflamingo… a questo punto le cose sono due: o gli viene ordinato di lasciar perdere, oppure comincia a intuire che le cose stanno andando a rotoli (prima caesar, poi doflamingo) e decide di intervenire di sua volontà.

Ma ragioniamo un attimo.

In condizioni di navigazione ottimale ci vuole un giorno pieno per raggiungere Zo partendo da Dress Rosa, proprio come hanno fatto i mugi fuggendo da Big Mom. Doflamingo è rimasto a Dress Rosa 3 giorni. La sera del primo giorno, cioè quando vediamo i nostri a casa di Kyros, è probabile che la notizia fosse già arrivata a Jack. Se lui fosse partito quella sera, o quella notte, in condizioni ottimali sarebbe dovuto arrivare a Dress Rosa la sera del secondo giorno di permanenza di Mingo a DR. E invece lui raggiunge il naviglio quando questo era già partito da un pezzo, quindi il terzo giorno, o il quarto, o il quinto… in realtà non si capisce nè viene specificato. Quindi, in sostanza, l’ipotesi che Jack fosse ancora a Zo quando Sanji è arrivato è ancora possibile.

La conferma di ciò ci arriva indirettamente proprio dal comportamento dei Mink nei confronti dei mugiwara! Vengono definiti “benefattori” e non c’è altro motivo per cui debbano essere chiamati così, se non perchè hanno contribuito concretamente alla liberazione di Zo dalla piaga di Jack.

E ora finalmente arriviamo alla domanda di partenza: perchè Jack cercava disperatamente quel samurai? è molto probabile che fosse un ordine di quel tizio, che ormai avrete capito essere Kaido. Momonosuke è certamente una carta importante, ma forse per Kaido è ancora più prezioso qualche segreto che solo i samurai conoscono, e nel quale probabilmente rientra anche Momonosuke (ma magari il piccolo ancora non ne sa niente, per cui catturare lui senza un samurai non avrebbe avuto alcun senso).

E cosa sarebbe questo segreto?

Beh, io credo che abbia qualcosa a che fare con la presunta immortalità di Kaido. Tendo infatti ad escludere i frutti e Caesar perchè semplicemente le vicende di Punk Hazard non influiscono minimamente con l’operato di Jack a Zo. Quegli accadimenti hanno solo fatto incazzare Doflamingo (e forse anche kaido) … ma Jack è proprio fuori dai giochi in questo contesto.

Che cosa potrebbe essere successo a Sanji?

Appurato che Sanji ha sicuramente avuto a che fare con Jack, mettiamo insieme i pezzi:

  1. Wanda parla espressamente di cadaveri;
  2. Oda non ucciderebbe mai (perlomeno non sul serio) un componente della ciurma;
  3. Nami e Chopper sono vivi e vegeti, e hanno anche un nuovo look simil orientale/regale;
  4. Caesar era con il gruppo e Sanji aveva il suo cuore.

L’ipotesi più accreditata per ora è che Sanji si sia immolato per salvare gli altri. Quindi potrebbe essere stato catturato, oppure potrebbe aver accettato una qualche sfida all’ultimo sangue.

Di certo io credo che se avesse riportato ferite mortali, Chopper sarebbe stato in grado di aiutarlo… e se non ce l’avesse fatta non sarebbe stato così “pimpante”, conoscendolo. Piuttosto quella che si dispera è Nami… quindi mi viene da pensare che Sanji ancora una volta abbia patito per fare il galantuomo.  Magari il manifesto “only alive” ha influito sulla scelta di Jack di prenderlo come prigioniero, visto che non si vede tutti i giorni una cosa del genere… ma volendo ragionare, possibili motivi scatenanti potrebbero derivare sia dalla fama di Brook, sia dall’importanza di Momonosuke, sia dall’importanza di Caesar…

Wanda tuttavia parla di “compagno defunto”. Perchè?

Beh magari un tipo col cuore fuori dal petto o uno scheletro vivente possono essere dei validi motivi per considerare tutti quanti una sorta di zombie viventi. Non vedo altre soluzioni al momento, considerando che appunto Chopper e Nami stanno bene.

Dulcis in fundo, quindi, sembra trasparire chiaramente un concetto: Sanji protagonista indiscusso di Zo, e salvatore degli uomini visone. In che modo, rimane ancora un mistero.

E se non fosse andata così? …Finale 2.0!

Cancellate queste ultime considerazioni e considerate quanto segue.

C’è ancora aperta la possibilità che Jack non fosse più sull’isola quando Sanji & Co sono arrivati, ma solo i suoi scagnozzi, a cui ha affidato il compito di trovare il samurai. Questa versione spiegherebbe le parole della donna: “riferiremo che il samurai non era con loro” … riferiremo a chi ? Beh, proprio a Jack magari… o a Kaido, che è lo stesso.

C’è anche un’altra cosa strana… il tipo, quel testa di capra, chiama i Mugi “invasori” … questo potrebbe essere sinonimo del fatto che a Zo è stato completamente cancellato il regno del ducato di Mokomo ed è stato instaurato un governo che faceva capo sostanzialmente a Kaido, per cui chiunque si fosse intrufolato in quell’isola era praticamente un invasore, mentre i Mink erano solo degli schiavi da seviziare per estrapolare informazioni. Quando poi è arrivato Sanji è probabile che questa tirannia sia finita, ma, ripeto Jack non era più sull’isola. Quindi cosa può essergli capitato? è forse rimasto vittima di qualche sortilegio presente nell’isola? forse è per questo che alcuni Mink si sentono quasi in colpa dinanzi ai mugi, e alcuni di loro li trattano come se fossero i nuovi sovrani?

In tal caso il corpo di sanji sarebbe ancora a Zo, ma probabilmente senza vita… o vittima di qualche “incantesimo”. E questo, assieme al corpo di Caesar senza cuore, e assieme a Brook spiegherebbe la parola “cadaveri”.

Io onestamente preferisco questa versione dei fatti. Innanzitutto farebbe quadrare perfettamente ogni dettaglio del capitolo 795, e tirerebbe in ballo anche la magia, cosa che io credo fortemente sia legata a questa terra.

E poi, vi immaginate “il principe addormentato” ? XD .. morto, ma in realtà vivo… magari con le ore contate.

Conclusioni

Ricapitolando rapidissimamente, perchè suppongo che avrete le balle piene e vi sarete rotti di leggere.

La timeline degli eventi a mio parere è la seguente:

(Tempo non definito) I samurai partono da Wano. Kaido ordina di inseguirli.
(tnd.) I samurai fanno naufragio e si separano. Gli inseguitori perdono le tracce.
(tnd.) Raizo arriva a Zo. Kaido ordina ai suoi di cercare i samurai nelle isole limitrofe.
(tnd.) Su Dress Rosa vengono scoperti 3 dei 4 samurai di partenza. Kaido, non ricevendo notizie dagli altri, ordina a Jack di andare a Zo a cercare il quarto.
(tnd.) Momonosuke finisce a PH, Kanjuro rimane prigioniero di Doflamingo e Kin’emon parte per PH.
(tnd.) Kin’emon si scontra con Law e ha la peggio.

-15 Jack arriva a Zo
-11 i mugi arrivano a PH e Jack viene avvisato della cattura di Caesar e della distruzione del SAD.
-10 i mugi arrivano a DR e Doflamingo viene sconfitto. La notizia arriva fra la sera e l’indomani anche a Jack che lascia Zo, ormai ridotta in rovina e completamente sotto il suo controllo, lasciando alcuni suoi scagnozzi.
-9 Sanji & Co. riescono a sfuggire da Big Mom e arrivano a Zo, dove si scontrano con gli scagnozzi di Jack, i quali una volta sconfitti abbandonano la nazione, liberandola. Poi succede qualcosa…
-7 i mugi partono da DR e mentre sono già distanti dall’isola (quindi forse il giorno dopo), si vede Jack raggiungere il convoglio di Doflamingo e attaccarlo. Nello stesso giorno il giornale riporta le taglie dei Mugi e l’Only Alive di Sanji, ma non dice nulla su Jack, quindi l’attacco non è ancora avvenuto.

FINE

Ce l’ho fatta… che fatica!

Spero che vi abbia chiarito le idee, anche se ho dovuto ragionare come se io conoscessi realmente l’andamento delle cose, ma se mi mettevo a usare i condizionali finivo domani e non avreste capito un’H. Spero che sia chiaro che sono solo ipotesi da confermare.

Nei prossimi giorni approfondiremo magari qualche aspetto che non ho trattato, ma sto a 4000 parole e non ho più voglia di scrivere, nè credo voi di leggermi.

Alla prossima!

Ray

4.83/5 (41)

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