X-Ray Analysis – Capitolo 867

Sulle fonti di ispirazione: da Baba Yaga a Yama Uba.

Parlando di Big Mom abbiamo potuto cogliere molti aspetti propri di precise divinità o figure folkloristiche, come la Baba Yaga russa, la Kalì indiana, la Grande Madre dei culti preistorici, etc. Tutti questi personaggi possono esser stati allo stesso modo fonte di ispirazione per Oda nella creazione dell’Imperatrice, dato che condividono moltissime caratteristiche, tutte comuni a Big Mom. Yama Uba, la cosiddetta “Vecchia strega delle montagne” da cui Oda pare abbia preso spunto per la creazione di Madre Carmel, è un personaggio del folklore giapponese che ha delle incredibili somiglianze con quelli appena citati. In alcuni racconti viene descritta come una vecchia megera dalla fame disumana, in grado di divorare qualsiasi cosa senza alcuna distinzione o scrupolo: bambini, adulti, vettovaglie, oggetti… nulla scampava all’ingordigia diabolica della strega. In altri racconti, invece, viene presentata come una sorta di Dea della fertilità, buona, bella e intelligente. In altri ancora, come una sorta di benefattrice.

Evidentemente Yamauba non ha un correlazione univoca con Madre Carmel, ma a seconda della descrizione che gli viene data, sembra somigliare più a Big Mom. La stessa conclusione potremmo tirarla per quanto riguarda la strega Baba Yaga o la dea Kalì. Una cosa che, se ci pensate, è alquanto singolare. Raramente in One Piece Oda usa la stessa fonte di ispirazione per creare due personaggi diversi, ed in tal senso è ancora più emblematico e significativo il fatto che Big Mom abbia letteralmente mangiato Madre Carmel, assorbendo persino il suo potere. Due personaggi “fusi” insieme, assimilati l’uno all’altro, persino nelle fonti di ispirazione. Davvero notevole.

Madre Carmel, il Governo Mondiale e la CP0.

Se dovessi riassumere in poche parole Madre Carmel alla luce dell’ultimo capitolo, direi: una presunta suora cristiana che usa nomenclature ebraiche praticando il culto pagano del sole ma che in realtà si scopre essere una trafficante di bambini. Un sincretismo culturale quasi dissacrante, a ben vedere. Ma l’aspetto più interessante è che per 50 anni ha fatto affari con il Governo Mondiale, rimpolpando le fila della Marina con orfani, più o meno dotati, da poter usare come spie, e non solo.

Madre Carmel non è la prima donna malvagia che Oda ci presenta in veste di suora cristiana. Se ricordate, a Whisky Peak ne vedemmo una particolarmente violenta al seguito della Baroque Works. Così come la storia degli orfani da usare come spia era già stata trattata con Doflamingo. Nel suo caso, tanto Rocinante quanto Vergo ne sono stati la dimostrazione lampante.

Risulta però sempre più evidente il fatto che il Governo Mondiale attinga al sottobosco della malavita di One Piece, quasi più dei pirati stessi. Se con Doflamingo eravamo rimasti sorpresi nello scoprire che la CP0, e quindi il Governo, poteva anche venire a patti con un pirata, cedendo ai suoi ricatti, adesso stupisce la scelta deliberata del Governo di fare della malavita un’arma in più, in modo abbondante e indiscriminato. Prima Morgans, con le sue storie su “Sora, il guerriero dei mari”, adesso Madre Carmel con le sue Lamb’s House. Nel corso del tempo il Governo pare abbia avuto una particolare fame nella ricerca di nuove reclute, specialmente quelle di talento, e questo ci suggerisce un’urgenza importante circa il dominio assoluto sui mari, che evidentemente non c’è mai stato davvero.

Spesso qualcuno s’è chiesto a cosa servissero le ingenti tasse in oro, chiamato appunto Oro Celeste, richieste agli stati membri. Ebbene, se è vero che in un mondo di porte chiuse chi possiede la chiave è il Re, in un mondo consumato dalla corruzione e dalla cupidigia il più ricco è anche il più potente. Lo abbiamo già visto con Doflamingo, ma ora è lampante. Il Governo Mondiale non entra soltanto nel merito delle trattative sui frutti, ma attinge ad ogni risorsa che la malavita può fornire, se questo vuol dire sottrarla ad altri pirati. E non c’è da stupirsi del fatto che chiunque si trovi a fare affari col Governo tenti di strappare il miglior prezzo possibile, proprio come fatto da Madre Carmel. Ecco perché avere soldi è determinante.

La CP0, in un contesto simile, assume decisamente molto più significato: è l’organo preposto a fare affari per conto del Governo negli ambienti in cui questo non si può presentare con le vesti ufficiali di un Marine. La CP0 è quella che mette letteralmente le mani nella melma, quella che si misura quotidianamente con la peggiore feccia del mondo per cercare di ricavarne profitto. Quella che controlla, sorveglia, intercetta, scende a compromessi. E’ l’Egida vera e propria dei Draghi Celesti. Per questo motivo è temuta e rispettata. Non mi stupisce che la Marina, in confronto, venga vista dai Cinque Astri come servizio d’ordine di basso rango.

Gli Orfani della Lamb’s House, il villaggio di Elbaf e la D.

Per 50 anni Madre Carmel ha venduto orfani al Governo Mondiale, ma c’è da scommettere che l’abbia fatto con molti altri esimi compratori. Il fatto che sia riuscita ad arrivare a tanto ci da la dimensione della sua astuzia, una cosa che ricorda molto da vicino Doflamingo.

Ricordo che un paio di capitoli fa ci si è stupiti di come l’ex Grandammiraglio avesse ceduto alla richiesta di Madre Carmel di graziare i giganti condannati a morte. Ora sappiamo che era solo una macchinazione per fare infiltrare Madre Carmel ad Elbaf. Non mi stupirebbe scoprire che, poco prima, lei fosse andata a trattare a quattr’occhi con il Grandammiraglio, illustrandogli le opportunità sconfinate che si celavano dietro un orfanotrofio di bambini giganti. Considerando quanto ha speso il Governo Mondiale nella gigantificazione artificiale, non deve essere stato difficile persuaderlo.

Ed eccola dunque ad Elbaf, da liberatrice e da imprenditrice.

Innumerevoli devono essere stati i giganti che in 37 anni di attività hanno raggiunto le fila della Marina. John Giant è stato il primo, stando al racconto di Madre Carmel. Il primo gigante che sia mai stato arruolato dal Governo. Un evento a dir poco rivoluzionario, se consideriamo che a quell’epoca, 99 anni fa (37+62), la ciurma dei Pirati Giganti seminava il panico in giro per il mondo.

Ma nella Lamb’s House di Madre Carmel vi erano esponenti di molte altre razze. Non è quindi da escludere che lei in qualche modo abbia promosso l’apertura del Governo a nuove vantaggiose prospettive, date proprio dalle potenzialità degli orfani di ogni schiatta e genìa. A quel tempo, infatti, il Governo Mondiale deve essersi fatto più di un problema circa la qualità del reclutamento di soldati e spie. Probabilmente  coloro che possedevano la D. erano discriminati tanto quanto gli altri. Se ad oggi nella marina abbiamo traccia di ben due esponenti con la D., ovvero Garp e Saul, potrebbe essere merito di una innovativa modalità di leva militare, che però potrebbe implicare la possibilità che Garp e Saul fossero orfani, e qui ho più di qualche dubbio, anche se risolverebbe in modo abbastanza ragionevole l‘annosa questione del perché uomini con la tanto temuta D. siano stati reclutati nella Marina.

C’è poi un particolare molto curioso e interessante circa la storia del personaggio a cui il nome usato nella malavita da Madre Carmel si ispira, ovvero la già citata Yamauba. Secondo alcune leggende, infatti, la strega delle montagne avrebbe allevato il famoso Kintaro [2], personaggio del foklore giapponese cui si ispira Sentomaru. Certo, non gli darei mai almeno 60 anni, ma il sospetto che sia un orfano ottenuto in modo simile ad un John Giant e a tutti gli altri mi sorge.

Curiosità sparse

Per un po’ di tempo ho avuto il sospetto che una donna come Madre Carmel potesse avere un potere simile a quello di Rinrin, se non altro per la particolare attinenza che ha l’anima con una “donna di chiesa”. Immaginavo che fosse stata lei a donarglielo e ad insegnarle ad usarlo. Mai mi sarei immaginato che finisse per essere divorata! In tal senso è curioso come il potere sia migrato nell’organismo di Big Mom. C’è chi sostiene che fosse presente un frutto nei paraggi, ingurgitato da Rinrin nella sua furia famelica, proprio mentre il potere migrava da Madre Carmel. C’è chi sostiene invece che il potere sia stato assimilato direttamente, essendo il corpo un contenitore simile ad un frutto. Al riguardo scriverò una riflessione/teoria, appena avrò del tempo.

Il termine Gevurah, usato da Madre Carmel per evocare il suo potere, è un palese riferimento al quinto sephirot dell’albero della vita della cabala ebraica, corrispondente all’elemento del fuoco (quindi coerente con la manipolazione dell’incendio visto).

Pandora, il nome che Madre Carmel affibbia al suo Homie, è ancora una volta legata al mito greco del furto del fuoco, i cui protagonisti furono proprio Zeus e Prometeo [3], ed è particolarmente emblematico che gli Homies di Big Mom si chiamino proprio Zeus e Prometheus.

Credits

Ringrazio il Re per la nuova veste grafica del sito, Dany per la cover di questa X-Ray e Munna per il suggerimento su Yama Uba. Ho una ciurma infernale <3

[1] http://wsimag.com/it/cultura/6321-yamauba-la-strega-delle-montagne

[2] https://it.m.wikipedia.org/wiki/Yama-uba

[3] http://www.diogenemagazine.it/economiapolitica/lavoro/115-il-mito-di-prometeo.html

– Ray

4.86/5 (7)

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La torta nuziale esoterica di Big Mom

LE CROCI, I TESCHI, LE ROSE, LA PIRAMIDE, E INFINE L’OCCHIO CHE VEDE LÀ.

(c’è tutto -per un rituale esoterico-, non manca niente)

Senza stare a scomodare la coincidenza che questi cinque simboli sono ampiamente stati usati singolarmente o associati tra loro in massoneria, e siccome non credo proprio Oda voglia trattare questo tema così direttamente per il suo manga, allora perché proprio questi?

Innanzitutto specifichiamo che l’occhio si vede solo grazie al gioco di prospettiva, ma non è casuale visto che risulta centrale nella regia, e soprattutto sovrasta l’intera area con le tre punte delle torri che lo indicano.
Il terzo occhio direi che è stato protagonista del capitolo e quindi direi che non ne parliamo, però bisogna accennare alla centralità dell’ haki dell’osservazione, che più o meno casualmente è un punto determinante del capitolo. XD
Poi… Beh, c’è un matrimonio di mezzo, quindi le rose cadono a pennello! Ah, però in simbolismo esoterico la rosa può significare che per raggiungere la “bellezza”; lo “scopo”, bisogna sacrificare qualcosa (per via delle spine)… quindi Sanji?
Perfetto!

E infatti già che ci siamo ci sono i teschi e le croci per fare un bel funerale! Solo che anche qui la chiave esoterica del teschio riguarda appunto l’agognata “immortalità” spirituale e il perseguimento dei propri scopi fino alla morte.
Allora c’è della confusione… oppure no!

Sulla croce non mi espongo più che dire che è simbolo di immortalità e potere da molto, molto prima che i cristiani la ribattezzarono come propria immagine, e quindi ridurla a una lapide è un po’ triste.
Io credo semplicemente che Oda abbia voluto caricare di valenza simbolica ed esoterica la torta, poichè in un unico rituale Big Mom sta celebrando la vita (matrimonio) e la morte (sacrificio), quindi documentandosi un minimo avrà visto che con poche informazioni sarebbe riuscito a creare un vero e proprio “monumento artistico” semplicemente usando alcuni tra i più celebri e comuni simboli della storia.

Quindi, senza troppe pippe mentali possiamo interpretare i simboli oggettivamente per quello che ci rappresentano rispetto alla nostra cultura (teschio-morte, rose-amore), per la loro chiave archetipica che risveglia il subconscio (prima ragione di esistere dei simboli) oppure per il significato esoterico, sicuramente più criptico.

Ma il senso di tutto rispetto alla trama?

Il rituale si è compiuto ragazzi… due persone sono morte all’altare. E non c’entra il prete. Sia Pudding che Sanji su quella piramide sono simbolicamente morti per rinascere, confermando quanto scritto sopra. Sanji dopo aver forzatamente esplorato il tetro anfratto del suo passato è finalmente un uomo nuovo che sa chi è, e cosa vuole.  Questo gli darà nuova energia per superarsi e dominare l’haki che gli viene innato data la sua sensibilità ed empatia: la tonalità dell’osservazione.
Mentre Sanji è arrivato al rituale interiormente maturo e pronto a reagire, Pudding è appena crollata e dovrà fare i conti con la realtà. Al momento è in preda alla morte spirituale, e non si sa come potrebbe rinascere viste le più personalità che convivono (malissimo). Ma il nostro Mister Prince sembra avere un potere speciale, un potere che è in grado di entrare nel cuore delle persone, e di questo ho molta fiducia.

PS: Tra l’altro il prete (con la testa a pentacolo) è morto fisicamente adempiendo al sacrificio di sangue al posto di Sanji. Vero Agnello di Dio. Quindi il rituale della morte voluto da Mom si è effettivamente compiuto, manca però il bacio che sancisce la vita, arriverà? E con chi?

Scusate la lunghezza.

-Tatzel Wurm-

3/5 (4)

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X-Ray Analysis – Capitolo 850

One Piece Capitolo 850

Benvenuto alla nuova X-Ray su One Piece Capitolo 850!

Ma prima… una digressione. One Piece Capitolo 850

Pochi giorni fa mi è capitato di rivedere “La Grande Partita“, un film biografico del 2014.

Narra la folle storia del più celebre scacchista di tutti i tempi: Robert James “Bobby” Fischer, un americano, di origini ebree, talmente fissato col gioco degli scacchi da sviluppare gravi disturbi della personalità. Visse in un periodo della storia molto particolare: erano gli anni della guerra fredda, gli anni in cui la Terza Guerra Mondiale non arrivò mai sui campi di battaglia, ma venne condotta su tutt’altri fronti, in una folle corsa ideologica volta a “mostrare i muscoli” e dimostrare, in soldoni, quale nazione fosse la migliore. Dalla corsa allo spazio, allo sport. Ogni settore che imponeva una competizione era un potenziale campo di battaglia. Il gioco degli scacchi, per l’immane calcolo strategico che impone, a maggior ragione non ne fu esente. Lo storico scontro fra Bobby Fisher e il russo, nonché campione in carica, Boris Spassky, fu uno degli eventi più seguiti e attesi al mondo. Si vociferava addirittura che da quello scontro dipendessero le sorti dell’America. One Piece Capitolo 850

Ma perchè vi sto parlando di questo film?

Perché la strategia che secondo Fischer adottavano i russi è molto simile a quella che sembra stia mettendo in atto Big Mom, un personaggio che non a caso, come ho dimostrato nell’approfondimento su lei e Pudding, prende in prestito molti elementi dalla strega del foklore russo Baba Yaga, nonché da Alice del Paese delle Meraviglie, dove, al servizio della perfida Regina Rossa vi è proprio un esercito di pedoni da scacchiera, per altro già visti in tutte le salse. Sarà un caso?

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Ora, suddetta strategia consisteva nel rassicurare l’avversario, aprendo varchi e mostrando apparenti punti deboli, inducendolo così all’errore fatale. Come un fuoco che attira la povera falena, così i russi distruggevano i loro avversari, con strategie a “tela di ragno” che permisero loro di guadagnarsi le posizioni più alte della classifica mondiale. Questo è quello di cui, lentamente, ci si comincia a rendere conto proseguendo lungo la trama di Whole Cake Island, un’isola che in realtà si presenta, figurativamente, come un’immensa scacchiera, con pedoni e pedine mosse con precisione chirurgica per raggiungere, alla fine, il tanto desiderato Scacco Matto, ossia il potere militare e scientifico della Germa. One Piece Capitolo 850

Il personaggio di Pudding in questo caso gioca davvero un ruolo essenziale. Se prendiamo per buona la sua vera indole, cosa che lei dice sanno solo i suoi familiari, i conti, pressappoco, tornano.

Ciò che sostanzialmente continua a non convincermi è la figura di Nitro. One Piece Capitolo 850

Come dicevo nello scorso approfondimento:

La figura di Nitro, invece, potrebbe essere un richiamo agli esseri brainslugparassitari Brain Slugs di Futurama. Questi, fra le altre cose, avevano la capacità di manipolare la mente dei malcapitati. Quindi se è vero che esiste un legame esistenziale indissolubile fra Pudding e Nitro, è possibile che quest’ultimo possa avere un’influenza più o meno importante su di lei. È inoltre parere comune che possa essere un pezzo di gelatina animato da Big Mom, e come tale controllato dalla stessa per sorvegliare Pudding. Eppure, per quanto sensato, andrebbe detto per completezza che nessuno fra i figli di Big Mom si porta appresso una “telecamera” costantemente puntata addosso. Se così fosse, sarebbe un’anomalia interessante, cui si somma quella caratteriale del personaggio. Potremmo dunque azzardare l’ipotesi che Nitro esista per via della bontà d’animo di Pudding? One Piece Capitolo 850
Eppure Nitro non ha fatto nulla per impedirle di consegnare a Luffy la scorciatoia per Whole Cake. Allo stesso modo non ha battuto ciglio dinanzi alle rivelazioni che Pudding ha fatto a Sanji privatamente. Allora le cose sono due:

  1. Pudding è un essere malvagio, al pari di buona parte dei suoi fratelli e sorelle. Ma in tal caso la presenza di Nitro sarebbe ridondante e giustificata solo come elemento decorativo e/o di compagnia.
  2. Pudding è di animo gentile, esattamente come ha dimostrato di essere. Come tale Nitro potrebbe esistere proprio per sorvegliarla, ed il fatto che sia rimasto in disparte finora potrebbe voler dire che quanto compiuto da Pudding fosse perfettamente in linea con i piani di Big Mom. One Piece Capitolo 850

Inoltre dicevo:

La presenza di Nitro è congiunturale all’univocità dell’pudding-erdbeeren-sossealimento che ogni figlio/a di Big Mom rappresenta. Pudding infatti, esattamente come l’omonimo budino, si porta appresso la gelatina decorativa. L’immagine in questo caso è estremamente esplicativa.

Appurato che Pudding pare in realtà un essere malvagio, Nitro è, come nel piatto omonimo, solo un elemento decorativo e/o di compagnia? One Piece Capitolo 850

Non è un’ipotesi da scartare a priori, ma, considerando che probabilmente è proprio lui a infliggere le ferite che abbiamo visto sul corpo di Reiju, è probabile che magari sia stato pensato come “guardia del corpo”. D’altronde abbiamo appena detto che a Pudding competeva il ruolo più rischioso e importante, e la stessa Pudding dichiara di essere la preferita di Big Mom.

Portare avanti questa ipotesi e concludere quindi, banalmente, che Pudding è un essere malvagio, ci porta a tagliare fuori, di netto, una serie di elementi che potrebbero ancora avere la loro importanza nella narrazione. Quali?

  1. Stando al riferimento citato, escludiamo ogni sorta di influenza negativa da parte di Nitro.
  2. Se il piano era quello di uccidere tutti durante il matrimonio, perchè spifferarlo deliberatamente a Luffy e Nami?
  3. Sempre se il piano era questo, perchè prendere ed eliminare Reiju anzitempo? A quale scopo?

Partendo dall’ultimo punto, pensare che Reiju fosse talmente forte da condizionare le sorti di un agguato così ben ideato sembra a tratti inverosimile. Sicuramente è una pedina in meno da far fuori, ma in fin dei conti non sarebbe stato più saggio aspettare l’evento o farli fuori tutti direttamente? Considerando che le nozze saranno ancora l’indomani, non pensate che la scomparsa di un membro della famiglia dello sposo desterebbe sospetti forti? Specialmente se ricordiamo che Yonji aveva già suggerito eventuali contromosse o furbate da parte di Big Mom. Stanno tutti sul chi vive… alla minima stortura si scatena il putiferio.

Inoltre, rileggendo il manga col senno di poi, capisco perchè Big Mom si è adoperata così sagacemente per far stare buoni tutti, Sanji in primis, con promesse al limite dell’assurdo. Eppure, fu proprio Big Mom a dire a Pudding di fare esattamente ciò che lei diceva, ma è arduo spingersi a pensare che nel piano fosse contemplata l’eliminazione di Reiju. Perchè proprio lei? Aveva forse visto o sentito qualcosa che non doveva vedere o sentire?

In questo senso, non posso non pensare al messaggio di Pekoms, al suo rapimento e alla sua eliminazione da parte di Capone. Perchè ha scritto “fuggite“? Cosa aveva scoperto? Sapeva forse che, dietro quelle nozze, si celava un piano diabolico per distruggere i Vinsmoke e Luffy, facendogliela pagare così per l’affronto conseguito sull’isola degli uomini pesce? In fin dei conti, se ci pensate bene, sarebbe come prendere due piccioni con una fava. Anzi tre, se aggiungiamo anche Caesar Clown. Un vero e proprio Scacco Matto.

cattura61Ma sappiamo che gli ingranaggi di questo complesso e intricato piano salteranno. Potremmo persino dire che sono già saltati. Non sappiamo ancora cosa sia accaduto, se sia intervenuto Sanji o se Reiju sia riuscita a contrattaccare, fatto sta che l’abbiamo vista pesantemente ferita ma libera di muoversi. Verso dove? Beh, io credo proprio che stesse andando ad avvisare i suoi familiari, coperta quasi sicuramente da suo fratello, che ora avrà tutti i buoni motivi di questo mondo per scatenarsi. Probabilmente poterà anche una informazione circa Luffy e Nami (data da Sanji), dato che i Mugiwara, ora più che mai, saranno necessari per uscire da quella trappola infernale. One Piece Capitolo 850

Su ciò che è stato fatto a Reiju torniamo dopo. Proseguiamo col ragionamento e vediamo dove porta.

Abbiamo capito che, se realmente Big Mom aveva già pianificato tutto, è evidente che qualcosa sta andando storto. Chi è che gli ha messo i bastoni fra le ruote? Luffy e Nami? No di certo, anzi era quasi impaziente di riceverli. Sanji? Forse si, ma solo in parte e solo per la vicenda di Reiju. In realtà è la stessa vicenda di sua sorella un’anomalia grande quanto un palazzo. Pudding ha corso un rischio enorme, ed è molto probabile che il tutto sia andato già in malora. Se Big Mom è davvero una così sadica calcolatrice, avrebbe forse trascurato questo dettaglio?

Viene normale ritornare con la mente al capitolo 834, la dove vediamo Capone eliminare Pekoms. Dalle parole del Mink capiamo subito che non si trattava di un ordine di Mama, ma di una sua iniziativa, che forse nascondeva un altro fine, ben più ambizioso. Tuttavia sarebbe già il secondo evento fuori programma. E allora comincia credo a insinuarsi ancor più forte la tentazione di considerare che, dietro alla burattinaia Big Mom, ci sia un altro direttore d’orchestra, una mente ancor più fine e sadica.

Un complotto nel complotto? Sarebbe davvero un gran colpo di scena. Ma ad opera di chi?

Abbiamo detto che nel comportamento di Pudding qualcosa non torna. Pur mostrandosi così sadica e malvagia, le è capitato di pensare, in un attimo di solitudine dove evidentemente non aveva bisogno di fingere, a sua sorella Lola. Subito dopo è andata a spifferare tutto a Luffy e Nami, con la netta volontà di sconvolgerli e farli infuriare.

Si è persino guadagnata un posto di tutto rispetto fra le grazie della madre, che ora la tiene in enorme considerazione. Lei di contro, fa leva su questa cosa per fare un po’ quello che le pare, come quando ha scelto il proprio abito da sposa. Tuttavia, quando la domestica le fece notare che Big Mom non era d’accordo mi è sembrato di cogliere una nota di disappunto, molto ben dissimulata. One Piece Capitolo 850

Potremmo ipotizzare che lei in realtà sia pura di cuore ma che sia stata adeguatamente manipolata, magari prendendo spunto dal riferimento che abbiamo citato circa i Brain Slugs. Purtroppo, però, non abbiamo elementi che provino una manipolazione mentale da parte di Nitro. Anche perchè se si tratta di un semplice Homie la vedo molto difficile che riesca a prevalere su una figlia di Big Mom.

Piuttosto prende sempre più piede l’idea che Pudding in realtà, pur essendo malvagia, odi profondamente sua madre e stia tramando insieme a Capone contro di lei. In questo caso si rivelerebbe doppiamente malvagia e ancor più interessante.

nitroNon se l’avete mai notato, ma Nitro assomiglia in modo sfacciato a Capone. Persino il capello è uguale. Che sia un Homie creato con un pezzo della sua anima? Probabile, ma non solo. Nitro potrebbe essere il tramite fra Pudding e Capone. Qui però scendiamo nella pura speculazione, perchè alla domanda: “come farebbe Capone a comunicare con Pudding?” l’unica risposta che mi viene in mente tira in ballo l’uso del terzo occhio.

E qui torniamo a Reiju. Cosa le è stato fatto?

All’apparenza sembra che sia stata “tramortita”. Sembra quasi semi-ipnotizzata da Pudding, mentre Nitro, oltre a tenerla legata, pare che riesca a ferirla. Potrebbe essere una sorta di sanguisuga, e questo spiegherebbe la debolezza successiva di Reiju, che stenta a reggersi in piedi avendo evidentemente perso litri di sangue.

Arrivati a questo punto non ci resta che aspettare il prossimo capitolo e vedere cosa accadrà veramente, cosa che potremmo sapere prima del 2017. Nel frattempo, io avrei finito.

Questa sarà quasi sicuramente l’ultima X-Ray dell’anno, ma spero sia stata comunque piacevole. Colgo l’occasione per ringraziare la novella staffista DocQ, che mi è stata di grande aiuto per la stesura di questo articolo, i miei compagni di ciurma e soprattutto voi lettori. Auguro a tutti Buon Natale. One Piece Capitolo 850

Mi raccomando, aspetto i vostri commenti.

Alla prossima.

Ray

4.85/5 (20)

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Il piano di Pudding

Charlotte Pudding: cos’ha in mente?

In questi giorni non si parla d’altro: Pudding, secondo molti, dovrebbe togliersi la vita; secondo altri, farà solo finta di suicidarsi. Francamente, per me non avverrà ne l’una ne l’altra soluzione, e vi spiego rapidamente perché:

  1. Una persona che ha realmente questa intenzione non lo dice mai a nessuno, per ovvi motivi. Al massimo lascia qualcosa per iscritto.
  2. In One Piece, che di suo è uno shonen, il tema del suicidio è già stato toccato con Baby 5 e Kaido. Abbiamo già potuto appurare il modo in cui Oda si approccia a temi simili. Se mai dovesse farla suicidare davvero, io, lo dico e lo faccio, smetto di leggere One Piece a vita.
  3. Pudding sta agendo, non tanto per sé, quanto per Sanji. Se si ammazzasse per renderlo libero, lo distruggerebbe emotivamente ancora di più. Altro che rabbia da Super Saiyan.
  4. Oda è un bastardo, e la maggior parte dei suoi lettori di volta in volta cade nelle sue trappole come un fesso. Ricordate la saga di Zo, quando Nami, in lacrime, disse a Luffy che era capitato qualcosa di brutto a Sanji? Da che si pensava che fosse rimasto gravemente ferito, o chissà che, si scoprì che in realtà non l’avevano neanche rapito… se ne era andato lui di sua spontanea volontà, giusto per risolvere una questione personale. Sono i soliti cliffhanger alla caz*o di cane usati da Oda per mettere suspense e apprensione, per poi trollarci tutti.

Piuttosto, è giusto e lecito pensare che accadrà qualcosa che farà arrabbiare Sanji oltre ogni dire, con o senza il famoso risveglio dei geni sopiti. Questo è principalmente il motivo per cui Oda ce lo ha presentato in versione “principessa”. C’è chi non l’ha gradito. Io, pur non essendo un fan del personaggio, devo dire di aver apprezzato molto questa scelta, perché pone esattamente le basi per il discorso che stiamo facendo.

Sanji ha metabolizzato la faccenda. Ha passato le ultime ore cercando di assicurarsi che quella fosse la soluzione migliore per tutti. Ha persino parlato con Big Mom, pur di essere assolutamente certo che ogni sua prossima mossa non avrebbe comportato ritorsioni sui suoi amici. Adesso è completamente immerso nel ruolo di futuro sposo, di amante perfetto e galante quale sente di esser sempre stato.

Cosa accadrà, quindi?

Provo a teorizzare un poco, sparandone qualcuna qui e li.

Charlotte Pudding Lola

Premessa. Nell’immagine scelta, Lola dice una frase interessante: “Non preoccuparti, non mi ucciderà”. Questa frase mi ha dato un po’ l’input per quanto segue.

Pudding da persona buona, sincera e “ingenua”, secondo me, dirà a Big Mom che non ha intenzione di sposarsi, molto probabilmente giustificando l’azione di sua sorella Lola e dicendo di voler essere parimenti libera di scegliere il suo matrimonio, convinta che Big Mom non le farà nulla, proprio come è accaduto con Lola. Ma l’imperatrice, già furente per l’azione di Lola, perderà il senno e attaccherà Pudding. Probabilmente le risucchierà anni di vita fino a ucciderla (?!) proprio come fece con Moscato (??!)… tutto questo sotto gli occhi di Sanji.

A quel punto ogni certezza del cuoco crollerà. Venuta a mancare colei che lo teneva saldo alle sue vacillanti convinzioni, tornerà a ponderare l’idea di partenza: sconfiggere l’intera ciurma dell’imperatrice e guadagnarsi la propria libertà.

Per tutto il resto, sebbene quanto detto è già difficile che accada, non resta che stare a vedere.

Ray

4.08/5 (13)

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X-Ray Analisys – I Poneglyph

Cari amici e lettori, ben ritrovati. Poneglyph

Capitolo dell’anno? Ni.
Sicuramente questo 846 è un capitolo molto ricco di informazioni, grazioso a vedersi e con una scenografia molto ben curata. Possiamo tranquillamente piazzarlo sul podio dei tre capitoli più interessanti del 2016, ma da qui a renderlo il migliore ne passa.

Sperando di fare cosa gradita, vorrei sorvolare sugli accadimenti “secondari” (cui dedicherò post mirati in pagina nei prossimi giorni) e focalizzare la mia attenzione sui Poneglyph, perché ci sono dei ragionamenti che vorrei sviluppare insieme a voi. Ringrazio gli altri colleghi per aver già parlato organicamente di diversi argomenti correlati, non fosse altro perché posso finalmente scrivere qualcosa di relativamente breve.

Cominciamo dalle parole del Barone Tamago sui Poneglyph

“Questi monumenti di pietra incisi si chiamano Poneglyph, sono sparsi per tutto il mondo ed in centinaia d’anni non sono mai stati distrutti. Si dice che ne esistano circa una trentina, bon, e che nove di questi siano quelli che contengono informazioni!* Nel momento in cui verremo condotti sull’ultima isola, Raftel, queste pietre cominceranno a raccontarci la verità che riguarda questo mondo.”

*NB: la parola “informazioni”, come mi suggerisce il Re, di cui vi invito a leggere le traduzioni, è scritto coi furigana di “Rio Poneglyph”. Tenete a mente questa cosa perché ci servirà.

Facciamo un salto indietro di seicento capitoli e prendiamo il 218. Qui Robin ricorda gli ultimi istanti prima che la tomba reale dei Nefertari crollasse, istanti in cui si sfoga con re Cobra.

poneglyph alabastaLa sua frustrazione discende dal fatto che in 20 anni di ricerche tutti gli indizi trovati la portavano ad Arabasta, ma qui non c’era ciò che cercava, ossia il Rio Poneglyph, bensì l’ubicazione di Pluton, cosa alla quale non era minimamente interessata. Da ciò che lei spiega a Cobra si evince chiaramente che non ha ancora capito cosa sia il Rio Poneglyph, tant’è che lo paragona ad una stele singola in cui trovare tutto ciò che riguarda il secolo buio. Un sogno che secondo lei non si realizzerà mai.

Cobra comincia a intuire, e infatti le chiede: “Stai dicendo che esiste un modo per svelare la storia che è stata celata, e che quel Poneglyph (cioè il Rio) sia la chiave per tutto ciò?”
Robin, fra le lacrime, conferma.poneglyph skypiea

Poi però, unendosi a Luffy, riesce a raggiungere Skypiea. Qui spiega che esistono al mondo solo due tipologie di Poneglyph (evidentemente non sapeva ancora dei Road):
– quelli che contengono indicazioni su altri Poneglyph;
– quelli che contengono informazioni.

Grazie al messaggio lasciato da Roger capisce che il Rio non è una singola stele, ma l’unione di tutte quelle che contengono informazioni (esattamente quel che dice Tamago, ecco perchè Oda l’ha scritto in quel modo). Tuttavia, a Robin manca ancora un pezzo per completare la deduzione, ovvero: non tutti quelli che contengono informazioni sono essenziali! Solo nove di questi compongono il Rio. Ergo, esistono altri Poneglyph contenenti informazioni “marginali”.

Ma di cosa stiamo parlando?

Per capirlo andiamo alla traduzione letterale delle parole “Poneglyph” e “Rio Poneglyph”:

i primi significano “Testo della storia”, mentre il secondo significa “Vero testo della storia”. Ora, non è che il Rio racconta la verità, mentre gli altri dicono fesserie. Queste pietre parlano di storia, ed in particolare della storia del mondo, narrando accadimenti o riportando informazioni comunque preziose alla sua ricostruzione, dalle origini fino agli ultimi eventi (che per il Regno Antico rappresentano proprio il secolo buio). Di questo secolo, ossia della verità nascosta dal GM, ne parla il Rio Poneglyph, cioè un sottoinsieme di blocchi informativi che tratta solo quella porzione di storia.

Evidentemente è una porzione di storia cruciale, dato che vi sono dedicati ben nove blocchi su diciassette*.

*NB: 17 è un numero preso al netto dei Road e di quelli che indicano la posizione di quelli che compongono il Rio, ma potrebbe anche essere inferiore.

Primo quesito: i Poneglyph che indicano l’ubicazione delle armi ancestrali sono senz’altro dei Poneglyph informativi, e questo ce lo conferma Robin a Skypiea. Ma siamo assolutamente sicuri che facciano parte del Rio?

Questa è una di quelle domande cui al momento non è possibile rispondere con certezza. Ci si trova dinanzi ad uno dei tanti bivii cui ci pone Oda (da gran bastardo):

  • Se la risposta fosse si, evidentemente le armi ancestrali avrebbero giocato un ruolo importante durante i cento anni bui.
  • Se la risposta fosse no, queste armi apparterrebbero semplicemente alla storia del mondo. Sarebbero un tassello di cui, secondo l’antico regno, bisognava prendere atto, seguendo fedelmente la filosofia di Clover secondo cui tutto ciò che appartiene al passato è giusto che si conosca, a prescindere dalla sua pericolosità potenziale.

Secondo quesito: dato che Clover e gli studiosi di Ohara con ottime probabilità non hanno mai trovato i Poneglyph riguardanti le armi ancestrali, ma erano comunque giunti a metà della loro indagine*, quanti e quali Poneglyph hanno letto? E il Poneglyph di Ohara, era un Rio?

*NB: questo viene detto da Clover nel capitolo 394.

Analizzando le parole di Clover del capitolo successivo, ossia il 395, dove spiega per filo e per segno i risultati delle loro ricerche e le deduzioni connesse, non si evince nulla, e sottolineo nulla, che riguardi il secolo buio. Clover apprende molte informazioni sul Grande Regno, ma nulla sugli accadimenti dei 100 anni di vuoto. Proprio per questo lui, desideroso di capire, cambia strada e va a monte del problema, chiedendosi: “ma perché esistono queste pietre? Perché chi le ha create si è curato di usare un materiale indistruttibile?”

Da qui esegue in cascata una serie di deduzioni logiche che cominciano a spaventare i cinque astri, i quali ordinano la sua esecuzione poco prima che rivelasse un elemento chiave, a suo dire, per comprendere il motivo per cui il GM ha cancellato dal mondo l’antico regno. Ma ancora una volta non si dice nulla sulla verità mancante, ovvero sugli accadimenti del secolo buio, altrimenti Clover avrebbe di sicuro rinfacciato le azioni, o una parte di esse,compiute dal GM nei confronti dell’antico regno. Invece sono solo ipotesi, audaci, come furono definite dai Cinque, ma pur sempre ipotesi. Di sicuro saranno veritiere, ma non discendono da qualcosa che lui ha letto direttamente. Non so se mi spiego.

Arriviamo quindi ad uno dei nodi cruciali: se il Poneglyph di Ohara fosse stato un Rio Poneglyph, come avrebbe fatto Robin a comporre tutti i pezzi?

Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che lei sapeva già leggerli quando venne promossa ad archeologa. Spiava persino le riunioni degli altri membri del centro di ricerca, che la notte si riunivano nel seminterrato, nella sala del PG. Partendo dal presupposto che non sappiamo se lo abbia letto tutto o meno (dato che poteva limitarsi a spiare), che non ha mai preso appunti come fece in seguito da adulta, e che sono passati vent’anni da allora, è convincente pensare che abbia solo ricordi vaghi e approssimati di quelle informazioni, sempre ammesso che le abbia lette.

In altre parole, tutto spinge a pensare che il Poneglyph di Ohara, se facesse parte del computo dei Nove, costituirebbe un tassello mancante di enorme rilevanza, senza il quale praticamente rimarrebbe oscura una parte della verità. Senza contare che, dopo il Buster Call, il Governo possa aver prelevato quel Poneglyph e trasferito chissà dove. Quindi, anche per una questione di necessità di trama, si avalla la tesi iniziale.

Tornando al quesito di partenza, come conciliare dunque l’informazione data da Clover al capitolo 394 (dove dice che sono arrivati solo a metà dell’indagine sui PG) col fatto che, in soldoni, non hanno scoperto nulla degli accadimenti del secolo buio, ma solo informazioni storiche “di contorno” sul Grande Regno, tali da metterli in condizione di sviluppare delle prime ipotesi?

Ohara, come diceva Clover stesso, riuniva i migliori archeologi di tutto il mondo. Costoro lavoravano sui Poneglyph da tempo immemore, perché evidentemente sono sempre stati affascinati da questo tassello archeologico. D’altronde era pur sempre il loro mestiere. Quindi è impensabile che, in così tanti anni, non abbiano pescato almeno uno di quei Nove Pg, anche perché per affermare di essere a metà dell’opera devono aver capito quanti ce ne fossero in totale al mondo. Ma ancora una volta ci troviamo di fronte ad un bivio, ossia di fronte a due soluzioni:

  • La prima è che, quando il Governo andò a rompere i maroni a Ohara, il livello di traduzione fosse ancora in divenire, essendo questo un processo molto lento che richiedeva il contributo di molte teste pensanti (mentre Robin era in grado di farlo con una semplicità disarmante). Motivo per cui, pur avendo le pietre, o i calchi di queste, o una trasposizione tal quale su un blocco di appunti, queste informazioni dovevano ancora essere decifrate.
  • Oppure il Rio Poneglyph non contiene informazioni soltanto sul Secolo Vuoto, ma questa ipotesi, oltre a contrastare con quanto detto fin’ora, è poco convincente. Difatti, che senso avrebbe distinguere fra Rio e Poneglyph normali (al netto di quelli che danno indicazioni geografiche) se non può esserci una distinzione sostanziale nel loro contenuto?

In altre parole, quindi, i “demoni di Ohara” sono stati sfortunati, perché son state tranciate loro le gambe prima ancora di aver finito la corsa. Se ragioniamo in termini di trama, è giusto che sia così, altrimenti Robin ( e quindi noi lettori) avrebbe avuto poco da scoprire durante il suo viaggio. Ne consegue che, al netto delle armi ancestrali (abbiamo capito essere un grosso punto interrogativo), tutti i Rio, per noi e per la ciurma, sono ancora da scoprire.

Spezzo una lancia a favore dell’informazione sul nome del Regno, che potrebbe discendere dalla lettura di uno di quei nove PG, in quanto cruciale per capire cosa è accaduto. Ma nessuno ci assicura che questa informazione fosse contenuta nel Poneglyph di Ohara, anzi, sembra proprio che questo Poneglyph debba essere escluso dal computo.

Ora, che siano 9 oppure 6 in realtà non è che cambi molto, ma ci pone dinanzi ad un altro grosso inghippo, con il quale si sarà dovuto confrontare persino Oda: se in vent’anni di narrazione sono saltati fuori poco più che una manciata di Poneglyph, dovremo aspettare altri vent’anni per trovare quelli che restano? Ecco quindi la necessità di inserire nella narrazione la presenza dei Calchi. In proposito mi piacerebbe che, in qualche modo, Robin venga in possesso delle ricerche compiute dai suoi genitori, e che quindi il sacrificio di Olvia, di Saul e di tutti gli altri non sia stato vano.

Ma torniamo a quel che dice il Barone Tamago:

“Nel momento in cui verremo condotti sull’ultima isola, Raftel, queste pietre cominceranno a raccontarci la verità che riguarda questo mondo.”

Ho letto molti dubbi su questa frase, in particolare ci si chiede da cosa nasca la necessità di portare i Poneglyph a Raftel. Io però non vedo scritto nulla di simile. A mio parere ciò che intende Tamago è che, una volta recuperate tutte le info necessarie (possibilmente usando i calchi che sono più pratici e facilmente trasportabili) , e una volta giunti a Raftel, è possibile capirne il contenuto, che altrimenti rimarrebbe criptico.

Ma che significa? E cosa si dovrebbe capire di tale contenuto se nessuno, a parte Robin, è ormai in grado di tradurlo?

Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte ad un bivio importante:

  • alcuni miei colleghi ritengono, giustamente, che queste informazioni siano poco affidabili, essendo il frutto di una tradizione orale che, passando di bocca in bocca, può aver acquisito sfumature sempre diverse;
  • tuttavia è anche possibile che tale informazione abbia subito poche mutazioni rispetto all’originale, e che quindi abbia solo un piccolo margine di inaffidabilità.

A cosa ci portano queste considerazioni?

Partiamo dalla seconda. Se ciò che Tamago ha detto è sostanzialmente vero, deve discendere perlomeno da una esperienza diretta, ma l’unica di cui si ha memoria è quella di Roger. A meno di considerare la disgustosa ipotesi che qualcuno della sua ciurma abbia tradito, per rendere vera questa ipotesi bisogna che tale informazione arrivi da via traverse, ad esempio che discenda da antiche dicerie. Allora, ponendoci in questa condizione, arriveremmo ad un’unica soluzione: su Raftel è presente qualcosa o qualcuno in grado di leggere, far parlare o mettere nelle condizioni di tradurre il contenuto dei PG.

Ora, questa soluzione fa acqua da tutte le parti, anzitutto perché Roger aveva Oden con sé, quindi aveva bisogno di tutto fuochè di un traduttore/interprete. Ma d’altro canto, è impensabile che si arrivi a Raftel senza tradurre il contenuto dei Road, per cui una figura del genere è in sostanza doppiamente inutile, giacchè se riesci ad arrivare a Raftel evidentemente puoi cavartela da solo in fatto di traduzione.

Torniamo quindi alla prima ipotesi: Tamago parla per sentito dire, come tale è molto probabile che stia dicendo delle inesattezze. Quindi il problema non è tanto “come fare a portare tutte le pietre su Raftel”, ma “cosa accade realmente una volta arrivati su quest’isola?”.

Le domande giuste sono essenziali per districarci in questo bordello interminabile (passatemi il termine). Difatti, se quanto detto da Tamago è inesatto, sopravvive comunque il dubbio che raggiungere Raftel sia necessario per capire e intendere ciò che c’è scritto nelle nove pietre che compongono il Rio Poneglyph. Perché se bastasse semplicemente tradurli tutti e venire a conoscenza della verità, verrebbe meno la necessità di raggiungere Raftel. Quindi resta imprescindibile il fatto che su questa isola ci sia qualcosa di complementare alle informazioni del Rio Poneglyph.

Sarebbe convincente pensare, ad esempio, che su Raftel ci sia l’ultimo tassello mancante per completare il Rio Poneglyph, ossia l’ultima pietra da leggere per avere tutti gli elementi necessari a trarre le proprie conclusioni. Forse è anche per questo che Roger scrisse a Skypiea: “seguirò queste parole fino agli estremi confini del mondo”. Probabilmente sapeva o intuiva che non avrebbe potuto completare la sua ricerca senza prima raggiungere Raftel.

Vorrei concludere questo approfondimento con una teoria, che in realtà è più un’illazione, ma se siete arrivati fin qui, sorbendovi questo pesante ragionamento, mi sembra quasi doveroso premiarvi in qualche modo.

Torniamo a quanto detto da Tamago e immaginiamo per un istante che nelle sue parole ci sia un fondo di verità, che discende da antiche dicerie, e che implica il riunire materialmente tutte le pietre sull’isola. Non vi pare di ricordare qualcosa di noto?drago shenron

A me ricorda tanto il meccanismo di funzionamento delle Sfere del Drago di Dragonball, per cui se le riunisci tutte queste “parlano”, o meglio, permettono di evocare il Drago e di esprimere un desiderio. In modo analogo, riunendo i Poneglyph del Rio, sarebbe possibile evocare (la sparo) le anime degli antichi e farle parlare (?!)… ma va beh, è solo un’illazione.

Piuttosto vorrei farvi notare un’altra cosa graziosa.

simbolo kozuki one pieceQuesto se ricordate è il simbolo dei Kozuki, ovvero coloro che incisero i Poneglyph. Se osservate il simbolo al centro, noterete che è composto proprio da 9 sfere, disposte (al netto del numero maggiore) esattamente come venivano disposte le sfere del Drago. Possibile che rappresentino il Rio Poneglyph?

Inoltre la Gru, che fa da contorno, in Giappone è simbolo di longevità e si crede che se si realizzano in vita mille gru è possibile esprimere un desiderio. Ancora un richiamo a Dragonball.

Ma mi tocca smorzare subito gli entusiasmi, perché queste assunzioni implicano due cose:

  • Come avrebbero fatto i Kozuki ad innestare le anime degli antichi dentro i Poneglyph?
  • Come trasportare tutte queste pietre su Raftel (non sapendo tra l’altro neanche dove si trova di preciso) ?

Se volete divertirvi a ragionare, lasciatemi le vostre deduzioni nei commenti.

Alla prossima!

Ray

4.83/5 (23)

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X-Ray Character Analysis – Big Mom & Pudding

Cari amici e lettori, ben ritrovati.

Quello che ho preparato per voi è un approfondimento a 360° su questi due personaggi, pensato per provare a colmare il vuoto lasciato dal capitolo settimanale. La mole di informazioni che ho potuto reperire su entrambi è notevole, per cui vi chiedo di avere la pazienza di arrivare fino alla fine, non per forza in un’unica soluzione (difatti troverete il testo suddiviso in due macro blocchi). Come potete ben capire, tanto Big Mom quanto Pudding rivestiranno un ruolo chiave all’interno della trama d’ora in poi, quindi ritengo sia utile inquadrarli per bene e rispolverare anche cose date ormai per assodate, perché, come vedremo, c’è molta più carne al fuoco di quel che sembra.

Le fonti di ispirazione.

In genere non è facile risalire con precisione ad informazioni di questo tipo. Come dico sempre, una delle caratteristiche più peculiari di Oda è la tendenza a prendere in prestito tratti specifici di personaggi e ambientazioni, sia reali che frutto della penna di altri autori, miscelandoli insieme per dare vita a personaggi e ambientazioni del tutto originali. Non è certo il primo a usare questo espediente, ma è forse uno dei pochi che ne ha fatto la sua arma principale. Basta fermarsi un attimo a riflettere per capire che non c’è una saga o un personaggio che non abbia riferimenti a qualcosa o a qualcuno. Se non altro permette a me, e a chi come me si interessa di ciò, di continuare a imparare cose che, altrimenti, sarebbe stato molto difficile scoprire.

Sia Big Mom che Pudding non fanno eccezione alla regola, anzi. In loro coesistono tratti e caratteristiche che rimandano ad almeno una decina di personaggi e di opere, sia reali che di fantasia. Di seguito alcune le accennerò soltanto, altre invece abbracciano entrambi i personaggi, offrendo anche spunti interessanti su altri fronti, e quindi le vedremo un po’ più nel dettaglio.

Charlotte LinLin.

portrait-of-ching-shihNel manga ci viene presentata come la donna pirata più forte del mondo, dato che è l’unico esponente femminile che ha raggiunto lo status di Imperatore. Come tale non poteva che essere ispirata a colei che passò alla storia con lo stesso epiteto, ossia: Ching Shih. Questa donna viene ricordata come la piratessa più potente al mondo per via del fatto che riuscì a riunire sotto lo stesso stendardo diverse flotte di pirati cantonesi fino ad allora in conflitto fra loro, raggiungendo lo spaventoso cumulativo di 60000 uomini. Il suo potenziale bellico era talmente elevato che la marina cinese non riuscì a sopraffarla nemmeno col supporto della marina inglese e di quella francese, tant’è che alla fine dovettero scendere a patti pur di fermare le sue scorribande. Nello specifico le venne concessa l’amnistia, fu concesso ai suoi uomini di tenere i bottini accumulati e venne riservato al suo figlio adottivo un ruolo di comando nella marina cinese. Tutto ciò potrebbe sembrare assurdo se Oda non ci avesse già abituato a cose simili con la Flotta dei Sette.
Ma non è tutto. Ching Shih imponeva il suo controllo con il pugno di ferro, ed in particolare aveva stabilito che la diserzione o l’abbandono della flotta venisse punito con il taglio delle orecchie. Una forma di mutilazione che ricorda molto il pegno imposto da Rinrin per coloro che abbandonano la sua ciurma.

Cake "Charlotte" with raspberries and cream, selective focus.

Per quanto riguarda invece il nome, o meglio il cognome, “Charlotte” sembra richiamare ad almeno due piratesse presumibilmente esistite (Charlotte de Berry e Charlotte Badger), nonché un noto dessert, spesso presentato in forma di torta nuziale (peculiare in proposito il fatto che Big Mom frema all’idea di mangiare la torna nuziale del matrimonio di Pudding), i cui colori ricordano molto quelli usati da Oda per l’imperatrice.

Per quanto riguarda invece l’aspetto di Big Mom, il suo potere e molte delle caratteristiche del suo mondo, abbiamo riferimenti ad Alice nel Paese delle Meraviglie, La Bella e la Bestia, Le Mille e una Notte e altri racconti via via più marginali. Tuttavia c’è un personaggio, appartenente al folklore asiatico, che forse presta a Big Mom molto più di chiunque altro. Ringrazio il collega Crocodile V. per avermi fornito lo spunto adatto con un suo articolo.

Sto parlando della strega Baba Yaga.
Di seguito faccio prima a citarvi direttamente stralci della fonte originaria, perché sono particolarmente eloquenti.

“Baba Yaga, la temibile strega dai denti di ferro, è una donna dal terribile appetito: in molte leggende chi arriva a casa sua finisce per pranzare con lei (o rubarle il cibo) e scoprire che il suo forno magico contiene ogni ben di Dio.”

“Ogni volta che compare, un vento selvaggio comincia a soffiare, gli alberi cominciano a scricchiolare e le foglie gemono. Stridendo e lamentandosi, una miriade di spiriti la accompagna spesso sul suo cammino.”

“Baba Yaga vive in una capanna in profondità nella foresta. La sua capanna sembra avere una sua personalità e può spostarsi su enormi zampe di pollo. Le finestre sembrano servire da occhi.”

“Quando un ospite entra nella sua capanna, Baba Yaga chiede se fugge la sventura o cerca l’avventura.”

Quest’ultima formula richiama molto quelle usate sia da Rinrin che dalle incarnazioni della sua anima, ovvero: “life or treat” e “trick or leave”.

Come è possibile constatare fin qui, sembra quindi esserci una corrispondenza abbastanza forte e fedele fra i due personaggi. Ora, tenendo a mente queste indiscutibili similitudini, vediamo cos’altro offre Baba Yaga e se in qualche modo tutto ciò potrebbe ripresentarsi con Big Mom.

 “Baba Yaga sembra non avere potere sui puri di cuore e su coloro che ‘sono benedetti ‘, ovvero protetti dal potere dell’amore, della virtù o dalla benedizione di una madre.”

Cominciamo con questo interessantissimo stralcio.
Abbiamo quattro elementi che sembrano sfuggire al controllo della strega: essere virtuosi, innamorati, benedetti da una madre o puri di cuore. In altre parole, il potere della strega è legato alla corruzione dell’anima, cosa che non può avvenire se l’anima del soggetto è in stato di grazia o gode di elementi che la rendono tale. Nel nostro caso, ossia nel mondo di One Piece, abbiamo una “strega” in grado di “corrompere” l’anima degli altri. Tuttavia essendo questo un potere che discende da un frutto del diavolo, risulta contrastabile mediante un adeguato uso dell’ambizione. A sua volta l’ambizione è strettamente correlata alla volontà e alla forza di spirito, ed è proprio vacillando come Moscato che se ne diventa vittima. In altre parole, per non cedere dinanzi allo spaventoso potere di Rinrin, basta essere in grado di reggere all’imposizione della sua volontà, cosa per cui contano molto le motivazioni proprie del personaggio. Nel caso di Sanji, che è particolarmente interessante, valori come la virtù, l’amore e il ricordo della madre sono abbastanza forti da poter costituire per lui la salvezza se mai si presentasse questa necessità.

Persino Luffy si potrebbe definire un “puro di cuore”, come vuole lo stereotipo del protagonista shonen alla DragonBall, cosa che lo caverebbe d’impiccio in modo abbastanza immediato, anche se da un punto di vista di mera e brutale potenza fisica non potrebbe mai reggere il confronto con Big Mom, specialmente dopo tutte le prove di forza che ha affrontato e sta affrontando. Diciamo che, se mai si arrivasse ad un tu per tu fra Big Mom e Luffy si porrebbero gli stessi dilemmi avuti a Skypiea. Contro Ener non avrebbe avuto scampo, se non fosse stato per le peculiari proprietà degli elementi che governano i due personaggi. Quindi, così come la gomma è il “nemico naturale” dell’elettricità, così come i D. sono i “nemici naturali” degli dei, allo stesso modo i puri di cuore e tutti i “benedetti” potrebbero costituire il “nemico naturale” di Big Mom.

Se ci aggiungiamo che Brook potrebbe essere immune allo stesso modo, che Nami è un po’ la nemesi di Zeus e Prometheus, che Sanji potrebbe in qualche modo curare il problema alimentare dell’imperatrice e che Chopper potrebbe porre fine in qualche modo alla sua fissa per la gigantificazione, i conti, forse, potrebbero cominciare a tornare. Essendo presente anche una forte correlazione con la saga di Thriller Bark, potremmo persino immaginare che un aiuto inaspettato arrivi proprio da quegli stessi pezzi di anima che BM preleva con cadenza semestrale. Ma di questo ne parliamo meglio fra un po’. Intanto andiamo avanti, perché questa strega dell’est è davvero piena di sorprese.

“Anche se principalmente è ritratta come una vecchia megera terrificante, Baba Yaga può anche interpretare il ruolo di un aiutante o di una donna saggia. La Madre Terra, come tutte le forze della natura, benchè spesso selvaggia e pericolosa, può anche essere gentile. Difatti anche nelle fiabe in cui Baba Yaga è una strega cattiva, essa premia chi ha il coraggio di ricercare la conoscenza.”

“Baba Yaga rappresenterebbe quindi la Megera, dea di saggezza e morte, la Madre Terra, regina delle forze naturali e del ciclo della vita.”

Ancora una volta è facile rivedere in questa descrizione alcuni tratti peculiari del personaggio di Rinrin: ha un aspetto terrificante e quando è preda delle proprie crisi di astinenza diventa selvaggia e pericolosa. Eppure sa anche essere ragionevole, cosa che ha dimostrato con Jinbe ad esempio, quando si presentò da lei con l’intenzione di abbandonare la sua flotta. Forse è solo una coincidenza che avesse con sé un Poneglyph, ossia un pezzo di quella fantomatica conoscenza circa la storia del mondo? Lo stesso potremmo dire di Caesar, che con la chimera della gigantificazione (conoscenza scientifica) è entrato nelle sue grazie, spillandole un finanziamento dietro l’altro. E che dire dei Vinsmoke? Così caldamente accolti a Whole Cake, in virtù di un’alleanza che prevede la condivisione delle tecnologie innovative del Germa (ancora una volta conoscenze di ordine scientifico).

Certamente parlare di Big Mom come di un essere “gentile” non sarebbe corretto, dato che dietro la sua apparente disponibilità si nasconde quasi sempre una spada di Damocle. Ma d’altronde abbiamo appena capito a che tipologia di pirata è stata ispirata.

Un aspetto altrettanto interessante è quello simbolico. Sia Baba Yaga che Big Mom possono essere ricollegate alla Grande Madre Terra, in quanto strettamente connesse al concetto di fertilità e quindi al ciclo della vita. Non di meno, entrambe hanno potere sulle forze della natura, o su parte di esse, giusto per rafforzare ulteriormente gli aspetti comuni.
Su questo argomento tuttavia si è già speso Benn, quindi se siete curiosi e volete approfondirlo, in fondo all’articolo trovate il link.

A me preme invece andare avanti e sciorinarvi l’ultimo elemento indiziario, che finalmente ci permette di parlare anche un po’ di Pudding. Secondo alcune fiabe del folklore russo, infatti, la strega Baba Yaga ebbe tre figlie con, rispettivamente, uno, due e tre occhi.

Charlotte Pudding

Ho potuto constatare che il fandom è tutt’ora diviso circa questo personaggio. Secondo alcuni Pudding sarebbe la tizia con tre occhi vista qualche tempo fa. Secondo altri potrebbe essere solo una sua consanguinea molto somigliante.

Gli elementi che mi portano a supportare la prima tesi, al di là di una certa evidenza, sono diversi. Vediamoli insieme:

  1. Anzitutto la presenza di Nitro, che è congiunturale all’univocità dell’pudding-erdbeeren-sossealimento che ogni figlio/a di Big Mom rappresenta. Pudding infatti, esattamente come l’omonimo budino, si porta appresso la gelatina decorativa. L’immagine in questo caso è estremamente esplicativa. Quindi, a meno che non esistano due Pudding, non potrebbe giustificarsi la presenza di Nitro in entrambi i casi.
  2. Il tema floreale è un altro elemento ricorrente, tanto nell’abbigliamento quanto nell’arredamento delle camere di Pudding. Nell’immagine in cui lei ha la fronte scoperta, la poltrona presenta una decorazione di questo tipo, che viene ripresa successivamente nella foto di presentazione a Sanji, ed ancora sulle mura della stanza vista nell’ultimo capitolo.
  3. I lineamenti, l’acconciatura. Si, insomma a guardarla è proprio lei, con l’unica differenza che adesso la vediamo con la fronte coperta; cosa che per altro mi piace molto, dato che anche Sanji tiene regolarmente un occhio coperto da un ciuffo di capelli. Altro elemento in comune oltre alla passione per la cucina, direi.

Appurato quindi che, con ottime probabilità, Pudding ha tre occhi, vediamo a cosa potrebbe ispirarsi, oltre al tipico dessert.

La presenza del tappeto volante Rabiyan sembra richiamare al mondo orientale ed in particolare all’ “Arabian Night” de “Le mille e una notte”. Persino uno degli outfit di Pudding assomiglia vagamente a quello della principessa Jasmine del film di animazione Aladdin, un personaggio di bontà risaputa, cosa che per altro al momento sembra combaciare in pieno.

La figura di Nitro, invece, potrebbe essere un richiamo agli esseri brainslugparassitari Brain Slugs di Futurama. Questi, fra le altre cose, avevano la capacità di manipolare la mente dei malcapitati. Quindi se è vero che esiste un legame esistenziale indissolubile fra Pudding e Nitro, è possibile che quest’ultimo possa avere un’influenza più o meno importante su di lei. È inoltre parere comune che possa essere un pezzo di gelatina animato da Big Mom, e come tale controllato dalla stessa per sorvegliare Pudding. Eppure, per quanto sensato, andrebbe detto per completezza che nessuno fra i figli di Big Mom si porta appresso una “telecamera” costantemente puntata addosso. Se così fosse, sarebbe un’anomalia interessante, cui si somma quella caratteriale del personaggio. Potremmo dunque azzardare l’ipotesi che Nitro esista per via della bontà d’animo di Pudding?
Eppure Nitro non ha fatto nulla per impedirle di consegnare a Luffy la scorciatoia per Whole Cake. Allo stesso modo non ha battuto ciglio dinanzi alle rivelazioni che Pudding ha fatto a Sanji privatamente. Allora le cose sono due:

  1. Pudding è un essere malvagio, al pari di buona parte dei suoi fratelli e sorelle. Ma in tal caso la presenza di Nitro sarebbe ridondante e giustificata solo come elemento decorativo e/o di compagnia.
  2. Pudding è di animo gentile, esattamente come ha dimostrato di essere. Come tale Nitro potrebbe esistere proprio per sorvegliarla, ed il fatto che sia rimasto in disparte fin’ora potrebbe voler dire che quanto compiuto da Pudding fosse perfettamente in linea con i piani di Big Mom. A riprova di ciò, nel capitolo 838, Big Mom sembra interessata alle sorti di Luffy e quasi rimane delusa quando viene informata dei possibili motivi del suo ritardo nel presentarsi.

Per quanto mi riguarda, caldeggio questa seconda opzione. Anzi trovo che sia convincente e utile l’idea di un addendum funzionale al personaggio di Big Mom in qualità di supervisore dei suoi figli, giusto per assicurarsi che anche quelli più volubili o vulnerabili facciano il loro dovere, più o meno consapevolmente. In ogni caso di questo e di altre caratteristiche di Pudding parleremo meglio fra poco.

Caratteristiche dei personaggi.

Dopo aver capito a cosa sono ispirati Big Mom e Pudding, e dopo aver fatto delle considerazioni di carattere generale su entrambe, analizziamole più nello specifico in funzione delle caratteristiche con le quali ci vengono presentate.

Totto Land, la gigantificazione e il disturbo alimentare di Big Mom.

Una delle prime cose che scopriamo leggendo il manga è che il sogno più grande dell’imperatrice consiste nel creare una nazione in cui tutte le razze, opportunamente gigantificate, possano vivere in pace e in armonia fra loro. Tale nazione è chiamata Totto Land, per l’appunto “terra di tutti”. Per riuscirci, Big Mom ha assoldato lo scienziato Caesar Clown, finanziando le sue ricerche nel campo della gigantificazione. In base a ciò che abbiamo appreso a Punk Hazard, Caesar era realmente riuscito in una primordiale e grezza forma di accrescimento del corpo umano, che tuttavia, non solo aveva applicazione limitata ai bambini, ma contemplava effetti collaterali quasi invalidanti. In particolare si innescava una dipendenza psicologica nei riguardi della sostanza somministrata, che poi si è scoperto essere a tutti gli effetti una droga. Dipendenza che portava alla nascita di un disturbo ossessivo-compulsivo, molto simile a quello di cui soffre attualmente Big Mom.

Da qui una prima banale considerazione: è probabile che Rinrin in passato abbia fatto da cavia (presumibilmente in modo volontario) per esperimenti simili, che da un lato l’hanno resa enorme, ma dall’altro le hanno scatenato una fame esagerata e incontrollabile. Un disturbo che, come già sviscerato dal collega Tore (il cui articolo trovate in fondo), la porta a perdere il senno durante le crisi, e come tale a non avere memoria di ciò che fa in quei frangenti.

Questa malsana voglia di dolci può trovare persino una spiegazione scientifica reale: secondo alcuni ricercatori, infatti, lo zucchero influenza le sostanze chimiche che fanno “stare bene” (come la Serotonina e la Dopamina), allo stesso modo delle sostanze stupefacenti. Quindi non è sbagliato affermare che Big Mom sia completamente dipendete dallo zucchero. Le sue crisi, difatti, possono essere catalogate alla stregua delle più classiche crisi di astinenza, per cui arriverebbe persino ad uccidere i suoi stessi figli pur di avere la dose quotidiana (come ha dimostrato di fare con Moscato).

Se Oda abbia contemplato una soluzione al suo disturbo alimentare penso che lo scopriremo a breve. In fin dei conti abbiamo un cuoco (Sanji) e un medico (Chopper) molto competenti in materia. Di sicuro vengono poste le basi per una ipotetica gara culinaria, di cui già parlavo in passato, considerando che anche Luffy è una buonissima forchetta.

Ma torniamo alla gigantificazione. Il fatto che Cattura33Big Mom sia diventata enorme ha fatto nascere in lei la malsana voglia di vivere circondata da esponenti di altre razze dinanzi ai quali non avrebbe più dovuto abbassare il capo. Di certo avere una schiera di giganti fra le proprie fila è un enorme vantaggio tattico in caso di guerra. Se ricordate, infatti, una delle ciurme pirata più temute era composta proprio da giganti, tant’è che persino il Governo ha battuto questa stessa strada (da cui forse son nati gli Oars e Kaido) pur di mettere fine in modo definitivo alla pirateria. In questo senso, le conoscenze della Germa in fatto di manipolazione del DNA potrebbero tornare molto utili, giacché codificando un essere umano affinché diventi molto più grande di altri, il problema sarebbe presto risolto.

Ma non solo. Al capitolo 835 Brulee fa un’osservazione interessante, definendo sua madre: “un’impareggiabile collezionista di bestie rare”, tant’è che esprime un certo apprezzamento per le capacità di Chopper. Motivo per cui, un’altra possibile via potrebbe essere quella delle Rumble Balls, il cui principio di funzionamento, come spiegavo in passato, è sostanzialmente basato sul fenomeno della risonanza.

In virtù di questo è possibile, infine, intravedere anche una certa analogia fra la struttura del personaggio e della ciurma di Big Mom, e quella di Kaido. La prima infatti è stata pensata come una collezionista di bestie rare, siano esse il frutto di mutazioni indotte o naturali. Il secondo invece è stato pensato come un uomo che ha scelto di puntare brutalmente sulla quantità di uomini-bestia al suo seguito, grazie all’uso intensivo di Smiles. Bestie rare in ambo i casi, ma con connotati molto differenti. Abbiamo poi una gerarchia molto simile, con tre o quattro comandanti per parte, ed una nomenclatura che nel caso di Big Mom trae ispirazione dai cibi più svariati, mentre nel caso di Kaido attinge al mondo della carte da gioco.

Il potere del Soru Soru No Mi

Come spesso accade, Oda fornisce ai propri personaggi poteri che si incastrano perfettamente con la loro indole, tanto da divenire veri e propri elementi caratterizzanti. In questo caso, l’idea di associare il potere di dare la vita, ovvero animare e antropomorfizzare ciò che non lo è, ad un personaggio la cui impalcatura si incentra sul concetto di fertilità, è particolarmente pertinente.

Ma la cosa interessante è che si tratta di un potere del tutto complementare allo Shadow Shadow di Moria. Le ombre, infatti, una volta separate dal corpo, potevano essere somministrate a persone vive o cadaveri, mentre il Soru Soru permette di animare tutto ciò che non afferisce proprio a queste due categorie.

Quasi volesse spingerci a pensarlo, Oda ha inserito fra la marea di riferimenti anche personaggi e usanze proprie di Halloween. In particolare, l’estrapolazione dell’anima sembra essere propedeutica alla pronuncia di una precisa formula, che fino ad ora abbiamo trovato in due versioni (ed entrambe fanno il verso a quella halloweeniana):

  • Life or Treat: pronunciato da Big Mom durante la crisi d’astinenza.
  • Trick or Leave: pronunciato come un mantra dalle incarnazioni della sua anima, per la raccolta di mesi di vita utili ad animare tutti gli esseri di Whole Cake Island.

La pronuncia di una formula si accosta abbastanza bene alla classe Paramisha del frutto, e ricorda non poco il potere di Sugar, dato che anche in questo caso si passava per la stipula di un contratto orale mediante una precisa formula. Ma mentre la prima delle due sembra non lasciare scampo alla vittima, la seconda è appositamente pensata per non essere coercitiva.

Come già accennato in precedenza, il tutto sembra giocarsi sul piano della forza di volontà e, per riflesso, dell’haki, parola che non a caso in giapponese contiene proprio i kanji di “dominazione” (覇) e “spirito” (気). Moscato, rimasto vittima della prima formulazione, sembra proprio che non sia stato sufficientemente “forte di spirito”, ovvero s’è fatto intimorire dalla volontà di Big Mom, e questa cosa è incredibilmente interessante, perché è meccanicamente simile al funzionamento del G4. Mi spiego meglio.

Quando Luffy usa il pallone di muscoli, fonde letteralmente il suo potere con l’haki (da cui i tribali neri). Di questo ne parlai abbondantemente a suo tempo, quindi vado rapido. Il punto è che Big Mom, a mio parere, per far valere la sua formulazione (essendo questa decisamente più pericolosa rispetto a quella di Sugar, dato che può portare direttamente la vittima alla morte), deve avvalersi anche della propria forza di volontà. In altri termini, solo se sopprime quella altrui, la formulazione può risultare valida (mentre sugar non doveva fare nulla di tutto ciò).

Il tutto potrebbe essere riconducibile alle due opzioni presenti in ambo le formule, per cui se si vacilla (volontariamente o meno) si attiva una opzione, se si resiste si attiva l’altra. Nello specifico, se Moscato avesse resistito è probabile che si sarebbe beccato lo “scherzetto”, e non sappiamo a conti fatti se sia tanto meglio del rendere la propria vita, dato che parliamo pur sempre di un imperatore. Mente nel caso della seconda formulazione, se ci si arrende alla richiesta di donazione viene prelevata una parte della propria anima (o della propria aspettativa di vita), se invece si resiste si attiva l’opzione “leave”, ossia quella di abbandonare Totto Land.

A riprova del fatto che tutto si gioca su un piano di pura forza d’animo, nel capitolo 836 Cracker spegne la vita degli Homies della foresta semplicemente imponendo la sua volontà. Luffy specifica che non si tratta di ambizione, intesa nel senso classico del termine, ed è chiaro. In questo caso in Cracker riverbera parte dell’anima di Big Mom, che in lui è presente molto più che in altri figli (tant’è che è uno dei dolci comandante). In versione ridotta vediamo questa influenza perpetrata dalla vivre card di Lola, con la differenza che la vivre card è sempre attiva, mentre nei figli questo potere può essere espresso a comando. Difatti non esistono esempi di figli naturali subordinati a Homies.

Da questo semplice ragionamento si evince un concetto basilare: proprio come anticamente si credeva, nell’ambito del culto della Grande Madre Terra, che questa fosse presente ovunque, allo stesso modo Big Mom si qualifica come “madre di tutte le cose” essendo genitrice di figli ottenuti grazie al frutto del diavolo e figli ottenuti mediante rapporto carnale. Ma la differenza sostanziale fra Homies e figli regolari, è che nei secondi è presente parte dell’anima di Big Mom, che si esprime a comando con effetti parimenti identici, se non peggiori di quelli ottenuti mediante le sue stesse vivre cards.

Zeus, Prometheus e il Jolly Roger

Fra tutti gli Homies, quelli decisamente più potenti e spaventosi sono la nuvola Zeus e il sole Prometheus. Tralasciando in questa sede la pertinenza dei richiami alla mitologia, dico solo che in fondo un minimo di coerenza nel legare il sole a Prometheus esiste. Condivido tuttavia le perplessità espresse da alcuni colleghi, giacché divinità come Apollo sarebbero state certamente più azzeccate. L’unico sospetto che mi sorge è che i diretti candidati (quindi Apollo, etc) siano già prenotati per prestare il loro nome ad altro, che vedremo più avanti. In fondo abbiamo già tre armi ancestrali che rievocano il nome di antiche divinità greche. Non mi stupirebbe prendere atto di una scelta strategica di ripiego da parte di Oda (che di certo conosce a menadito l’antica mitologia del mondo, a dispetto di quanto sostengono alcuni) per cui ha preferito usare Prometheus anziché divinità più strettamente correlate al sole, riservando quest’ultime per un uso futuro.

Ora, la potenza di queste due creature risiede, banalmente, nella loro capacità di modificare il clima, cosa che sposta una parte del duello nel campo di competenza di Nami (rendendola di fatto parte attiva e utile). Ma il modo con cui la navigatrice contrasterà la nuvoletta e il sole non è da imputare alla vivre card, giacché in questo caso è fondamentale il raggio d’azione della stessa. Mentre su King Baum e sugli Homies più vicini l’anima di Big Mom può avere effetto, contro due creature che si librano a centinaia di metri di distanza non c’è speranza. Per quanto mi riguarda ben venga che sia così, dato che solo in questo modo potremo vedere cosa ha realmente imparato Nami durante i due anni di allenamento.

Il fatto che Big Mom possegga un potere del genere, così strettamente legato agli elementi naturali, ci riporta alla strega Baba Yaga, cui è direttamente ispirata. Non è un caso che proprio questa strega (che come dicevo è piena di sorprese) vantasse fra i suoi servitori anche tre cavalieri: il cavaliere Bianco, il cavaliere Rosso e il cavaliere Nero, che lei definisce rispettivamente: “la mia alba luminosa, il mio sole e la mia notte scura”.

equipage_de_big_mom_jolly_rogerMa un richiamo agli elementi naturali, oltre che perfettamente funzionale alla corrispondenza con la Grande Madre Terra, si può notare anche nel suo Jolly Roger, dove abbiamo la stilizzazione di un sole, di un flusso d’acqua/tempesta e di un albero. Sono senz’altro i pilastri della vita, ma, come tutti i Jolly Roger, potrebbero rappresentare qualcosa di materialmente riconducibile al pirata cui fa capo, una sua caratteristica peculiare… e qual è la caratteristica peculiare di Big Mom?
Semplice: quella di produrre Homies. Quindi nulla di strano se quei tre simboli siano rappresentativi rispettivamente di Prometheus, Zeus e della Foresta Tentatrice, ossia le tre realizzazioni di maggiore potere ottenute grazie al Soru Soru No Mi.

Il terzo occhio di Pudding

Detto il necessario su Big Mom, al netto dei rapporti con alcuni elementi di rilievo quali Capone e Jimbe (per i quali ci vorrebbe un articolo a parte), facciamo un ultimo sforzo per mettere meglio a fuoco il personaggio di Pudding. Dato che con ottime probabilità Pudding coincide con la tizia avente tre occhi, come già dimostrato al capitolo precedente, potremmo ipotizzare che, al di là del classico e palese riferimento alla cultura orientale (ed in particolare alle religioni induista e buddista) e al di là del richiamo alla figlia di Baba Yaga, oltre ad essere un carattere prettamente estetico, sia anche un indizio su un suo possibile potere/capacità.

Nelle suddette religioni, il terzo occhio coincide con il sesto chakra, uno dei principali snodi energetici del nostro organismo. Talvolta viene chiamato “occhio della saggezza” oppure “occhio dell’anima”, e si crede che, con riferimento ad alcune specifiche divinità (come Shiva), la sua apertura comporti la distruzione dell’intero universo.

Naturalmente non credo in nulla di simile per Pudding, anche perché l’abbiamo già vista con il terzo occhio perfettamente aperto, eppure il fatto che rappresenti simbolicamente una porta di accesso ad una visione del mondo molto più dettagliata, potrebbe in qualche modo ricollegarsi ad una precisa tonalità dell’Haki, ossia quella dell’osservazione. Un po’ come Fujitora, che aveva contezza di ciò che stava accadendo intorno a lui esclusivamente tramite questa abilità, Pudding potrebbe far leva sul terzo occhio per migliorare la sua stessa percezione del mondo.

L’utilità di un potere del genere si potrebbe ricercare proprio a partire da una delle definizioni di questo organo fittizio, ossia: “occhio dell’anima”. Come dicevo, la capacità di vedere ciò che non è percepibile con la mera vista, si traduce in qualcosa di molto simile all’Haki dell’osservazione, ossia nella percezione delle energie dei singoli esseri viventi e dunque della loro anima/potere spirituale. Il fatto che Pudding lo tenga aperto in presenza di Big Mom è particolarmente emblematico, dato che, come abbiamo visto, è facile all’ira e alla collera (tra l’altro quello non era neanche uno dei frangenti più sereni).

Ancor più nello specifico, mi piace pensare che quest’occhio permetta a Pudding di resistere con molta più facilità al potere di Big Mom. Se ricordate, quando l’imperatrice pronuncia la famosa formula dinanzi a Moscato, i suoi occhi presentano delle spirali, quasi come se lo stesse ipnotizzando. Magari, proprio alla stregua dei più evoluti predatori, si tratta di un espediente atto a facilitare l’anestetizzazione della coscienza altrui, e dunque l’aggancio sulla preda. In tal caso, chiudendo entrambi gli occhi, ma lasciando il terzo aperto, Pudding potrebbe bypassare questo ostacolo e cavarsi d’impiccio in modo più agevole.

Ma non solo. La presenza di un terzo occhio presuppone una modifica sostanziale nella qualità visiva, cosa che potrebbe di fatto renderla capace di vedere a distanze più grandi e più piccole rispetto ad un comune essere umano.

Il motivo per cui lo tiene coperto è da ricercare in una qualche forma di ritrosia, propria dei personaggi più timidi, cosa che lei ha dimostrato di essere.

L’ipotetico incontro con Sanji

Quanto detto fin’ora mi offre il destro per parlarvi dell’ultimo argomento. Come facevo notare in un post in pagina, il locale che Big Mom ha scelto per pranzare con la famiglia Vinsmoke sembra identico a quello visualizzato nei ricordi di Pudding quando parla del suo primo incontro con Sanji.

Tuttavia ci sono elementi che sembrano mettere in discussione questo fatto, lasciando in vita l’opzione che Pudding sia in realtà una doppiogiochista. Di contro, esistono anche molti elementi a favore della tesi contraria, ed oserei dire che sono quasi preponderanti. Quindi vediamoli insieme:

  • Al primo incontro con Luffy, ovvero appena dopo che lui e Chopper le avevano letteralmente mangiato il bar, lei non batte ciglio, anzi, quasi si arrabbia per via dei rimasugli lasciati. Fin da subito si capisce che Pudding ha voluto, in modo apparentemente spassionato e altruista, toglierli da una situazione complicata. Ma per quale motivo? Lei spiega, in modo francamente poco convincente, di essere rimasta molto colpita dall’apprezzamento di Luffy e Chopper per il suo bar, che trovavano squisito. Si emoziona persino, all’idea che qualcuno ami così tanto qualcosa per cui lei si è spesa per tre giorni e tre notti di fila, cosa tutto sommato comprensibile e accettabile.
  • Sembra non avere idea di chi ha di fronte quando Luffy tradisce la propria identità. Ma è una reazione sincera? Qui purtroppo il dubbio rimane.
  • Parla di Sanji mettendo in evidenza dei particolari che sembrano presi proprio dal suo manifesto di taglia: gli occhi a cuore, il sopracciglio a ricciolo e la gamba nera (cosa sulla quale forse si tradisce, dato che difficilmente Sanji si presenterebbe in quel modo) cui però aggiunge dettagli impossibili da ricavare tramite il solo manifesto, quali l’essere virile (cosa che potrebbe anche essersi inventata sul momento) o il fatto che sia estremamente abile in cucina (cosa che invece potrebbe aver sentito dire, dato che gli informatori di Big Mom sapevo dal suo passato al Baratie).
    La cosa interessante, in tutto ciò, è che Oda ci tiene a spiegare subito almeno uno di questi fattori proprio per bocca di Brook, quando, prendendo atto della incredibile dolcezza della ragazza, giustifica gli occhi a cuore di Sanji come una reazione quantomeno scontata e dovuta. Che l’abbia fatto per fugare il dubbio? O per convincerci della sua sincerità in modo da trollarci in un secondo momento?
  • L’ultima cosa, che apparentemente sembra essere la più inverosimile, per cui difatti tutti si stupiscono, ovvero che Sanji abbia rifiutato il matrimonio con lei perché doveva “tornare dai suoi compagni”, è invece quella che trova maggiore riscontro nel corso della narrazione, tant’è che viene fatto presente nella lettera lasciata ai Mugi, ma viene ribadito dinanzi a Capone, a Reiju e a suo padre, cosa che poi spinge questi ultimi a convincerlo con i ricatti e le maniere forti.
  • Ad ogni modo, fin qui sembra che ci siano molti elementi a favore della tesi per cui Pudding stia mentendo, ma a cominciare proprio dalla scena in cui Sanji si lamenta con sua sorella, cominciano ad emergere elementi a favore della tesi contraria, ossia che l’incontro ci sia stato, e che dunque Pudding fosse stata sincera (anche perché l’immagine nella sua testa non l’ha vista nessuno, ma di questo ne parliamo fra poco). Nella scena sopracitata, infatti, è proprio Reiju che prova a dissuadere il fratello dicendo: “Pudding è una così brava ragazza. A me piace.” Una costatazione di cui Sanji non si sorprende affatto.
  • Quando la scena torna su Brook e Pedro, capita loro per caso di ascoltare uno stralcio di discussione fra Pudding, Tamago e le damigelle intente a prenderle le misure per l’abito da sposa. Una di queste le chiede: “Signorina Pudding, sa che gusti ha il suo futuro sposo?” e lei risponde: “Cosa?! Ma l’ho incontrato solo una volta..!
    Ora, è difficile ipotizzare, per quanto Big Mom abbia occhi ovunque, che stesse mentendo perché sapeva che qualcuno della ciurma di Luffy era lì ad origliare, come prova anche il pedone soldato quando informa Tamago del fatto che hanno perso le tracce di Brook e Pedro. A meno che quanto detto prima sul suo terzo occhio non le permetta di spingersi fino a questo punto.
  • Sempre nella suddetta scena, parlando con tamago, gli fa presente che ha una certa premura per via di alcuni impegni. Impegni che immaginiamo essere l’incontro con Luffy e Sanji promesso. Quindi i dubbi restano, a meno che non teniamo in conto quanto detto nel precedente capitolo. Motivo per cui, a limite, potrebbe essere verosimile il fatto che, nonostante sia una persona buona, venga in qualche modo costretta a comportarsi in un determinato modo.

Esauriti gli indizi, passo alla mia personale considerazione.
Come già detto in separata sede, vuoi per la mia grande aspettativa circa una rivalsa sentimentale di Sanji, mi piace pensare Pudding come una persona di animo gentile, un po’ come la principessa Jasmine. Fin’ora ho voluto leggere le sue azioni come se fossero il retaggio della più sincera buonafede, e l’immagine che mi sono fatto di lei non mi dispiace per niente, anzi. Trovo che alcune sparute eccezioni alla regola fra i figli di Big Mom portino credibilità all’intera saga, incastrandosi perfettamente con una miriade di fattori, quali la presenza di Nitro, la stima per Lola, il suo continuo emozionarsi, il fatto che abbia voluto parlare privatamente con Sanji e che sia arrivata persino a piangere per lui. Come annunciato, gli elementi a favore della sua bontà d’animo mi sembrano preponderanti, cosa che, per proprietà transitiva, impone che l’incontro ci sia stato davvero.

Su quest’ultimo argomento spendo due parole, e poi chiudo.
In merito al ricordo di Pudding, ritengo che un incontro fra i due proprio in quella stanza sembra assurdo, considerando che Big Mom pare non aver mai visto Sanji prima del pranzo (oltre al fatto che viene posto un out-out importante con l’entrata al castello, cosa che ha spinto Pound a suggerire a Luffy&Co di sbrigarsi a beccare Sanji). Dunque Pudding potrebbe aver fantasticato un attimo, trasportata un po’ dai sentimenti nascenti per il cuoco. Una cosa che credo sia normale quando si è infatuati.

Detto questo, avendo le falangi polverizzate e le meningi allo stremo, vi lascio alle vostre personali considerazioni (ed eventuali maledizioni per la lunghezza spropositata dell’articolo). Spero comunque che sia stato di vostro gradimento.

Alla prossima!

Ray

 

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X-Ray Analysis – Capitolo 845

Capitolo 845

Questo capitolo 845… What a feeling!! ♫ ♩ ♬ ♥

Miei cari amici e lettori, ben ritrovati.

Giunto a rimorchio di un 844 altrettanto carico di emozioni, ben disegnato e ben sceneggiato, testimonia con forza la bravura di Oda nel rendere scene traboccanti pathos, qualcosa la cui intensità mancava almeno dai tempi di Senor Pink. Ma la cosa che più mi piace è che non parliamo di un flashback (dove i feels sono sempre dietro l’angolo) bensì di una scena attuale, in piena evoluzione, il cui finale temo sia tutto fuorché scontato.

Ciò che Oda ci propone nel capitolo 845, con immensa e indiscutibile maestria, è l’intreccio di due drammi: quello del cuoco e quello del suo capitano.

Sanji si trova a non avere più alcuno scampo. Sente di aver messo un muro fra se stesso e il resto di coloro che per 13 anni hanno reso la sua vita un po’ meno infernale, per il loro stesso bene.
Luffy invece, rincuorato dalla stessa Pudding il giorno prima (perchè se ricordate disse loro che Sanji, nonostante tutto, non poteva sposarla perchè sarebbe dovuto tornare dai suoi compagni) si illude che lui tornerà, e sceglie, contro ogni ammonimento di Nami, di rimanere esattamente dove si trova e di affrontare tutti coloro che vorranno spazzarli via, ovvero l’Armata della rabbia, da cui il titolo.

Direi che dopo aver letto questo capitolo con attenzione i conti cominciano a tornare. Erano (e temo siano ancora ora) molti quelli che sostenevano un possibile comportamento doppiogiochista da parte di Pudding, cosa per altro lecita, ma che a mio parere è ormai quasi del tutto inconsistente. È evidente che quanto da lei raccontato sull’incontro avuto con Sanji la prima volta, e su ciò che lui le ha detto, fosse vero, giacché non vi erano ancora i vincoli fisici e psicologici (manette e ricatti, per intenderci) che sussistono adesso, e che lo hanno costretto a fare ciò che ha fatto, disattendendo le aspettative dei suoi compagni. Aspettative che sono figlie di quanto detto da Pudding in quella famosa scena, che di seguito andiamo a rivedere:

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Questo è il motivo principale per cui Luffy, al di là delle proprie convinzioni pregresse sul suo cuoco di bordo, conta fermamente sul fatto che Sanji tornerà, tant’è che si rifiuta anche solo di spostarsi in un posto più riparato per timore che l’altro tornando e non vedendolo possa pensare che il suo capitano abbia rinunciato a lui. Abbiamo ancora una volta una dimostrazione di forza d’animo, o di volontà, da parte di Luffy. Qualcosa che affonda le radici ai tempi delle promesse riguardanti il 3D2Y, ed il famoso: “li proteggerò tutti”. Qui comincia la vera sfida, sia fisica che psicologica, perchè a voler ben notare, è un braccio di ferro a chi cede prima: il corpo o la mente?

In un modo o nell’altro, mi piacerebbe che, oltre ad un duello in collaborazione con Nami che cerca di contrastare la tempesta scatenata da Prometheus e Zeus, Luffy sfoderasse una volta per tutte la tonalità del Re Conquistatore, nella sua forma più classica, pura e figa, perchè credo sia arrivato il momento di stenderne qualcuno in più.

Ed è molto bello il modo in cui Oda rende lo svolgimento contemporaneo delle scene che riguardano Sanji e Luffy, compenetrando immagini dell’una con i testi dell’altra, in un crescendo di colpi e dialoghi che preparano il lettore al momento clou. Frasi e parole che colpiscono con la stesa forza del Hawk Gatling che si consuma sul campo di battaglia. Capitolo 845.

Ma arriviamoci con calma, perchè è uno dei momenti più belli ed emozionanti che mi sia capitato di leggere nel corso dell’intero manga.

Dopo aver lasciato Sanji in preda ai sensi di colpa e alle lacrime, lo ritroviamo svuotato, passivo, silente, a vivere in pieno la quinta ed ultima fase di elaborazione del suo dramma (che vi spiegavo nello scorso commento essere paragonabile ad un vero e proprio lutto, dato dalla perdita della propria libertà). Una inerzia e una indifferenza da cui si desta solo quando Yonji pone l’accento sul potenziale combattivo smisurato dei componenti dell’armata di Big Mom. Ancora una volta la mente corre a Luffy e l’espressione tradisce in pieno tutta la sua preoccupazione. Qualcosa che comunque è costretto a tenere per se, dato che l’incontro con BM è ormai prossimo.

La scena cambia e ci ritroviamo nel bel mezzo del pranzo pre-matrimoniale. Un evento tutto sommato molto più mondano di quanto mi fossi immaginato, fatte salve le scene esilaranti con le teiere e i pancake. Ci troviamo ad assistere ad uno scambio di battute rapido fra Jajji e Rinrin, che lascia subito intendere quale sia il reale scopo di tutta quella messa in scena. Fra i due, quello con l’atteggiamento più soft è proprio Jajji, che non vacilla nemmeno un secondo al cospetto di un imperatore, forse perchè sa di avere al seguito i fiori all’occhiello della sua armata, oppure perchè… beh, non voglio ancora sbilanciarmi troppo su questo punto. Capitolo 845.

La scena cambia ancora, e stavolta ci troviamo negli alloggi di Pudding, dove ad una prima occhiata, salta subito all’attenzione una specchiera elegante e voluminosa, che noi sappiamo poter rappresentare una potenziale via di comunicazione fra Sanji e Chopper. Chissà che non possa rappresentare persino una potenziale via di fuga.

sanji_2

Qui vediamo Pudding scusarsi con Sanji per non essere stata in grado di mantenere la parola data ai suoi compagni, rivelando di essere l’artefice del piano che ha portato Luffy su Whole Cake Island praticamente incolume e inosservato. Piano che però ha decretato anche l’inizio di tutti i guai. Capitolo 845.

La faccenda comincia a farsi più interessante quando la figlia di Rinrin comincia a mettere in guardia Sanji dei trucchi con cui Big Mom, ormai esperta in fatto di matrimoni combinati, costringe le vittime a sposarsi. Non fa in tempo a spiegare del tutto la storia dei bracciali che Sanji mostra di averli già. Questo se non altro è sintomatico non solo del fatto che Big Mom è molto più scaltra di quanto potesse sembrare, ma anche di quanto sia singolare il matrimonio attuale rispetto ai precedenti, se persino Pudding è rimasta sorpresa da una così repentina “messa in sicurezza” dello sposo. Come se non bastasse, Sanji racconta anche il dramma costituito dal pessimo rapporto che ha con i suoi familiari, come testimonia a caratteri cubitali il suo viso tumefatto. Capitolo 845.

Toglie quindi la maschera, e non solo dal viso. Forse proprio perchè consapevole di non avere più nulla da perdere, sceglie di mostrarsi per ciò che è realmente… sceglie di fidarsi di lei. E comincia: parla della sua infanzia e dell’inferno che ha dovuto vivere sulla propria pelle pur essendo di stirpe reale,  spiegando che è stata proprio l’impossibilità di provare gioie a spingerlo a credere a qualcosa della cui esistenza non era nemmeno sicuro (l’All Blue) e che a sua volta lo ha convinto a prendere il mare. Un mare che per lui, come per molti altri, ha costituito un nuovo inizio, una seconda chance, un modo se non altro migliore per poter apprezzare quella vita che già di suo aveva ben poco di “naturale”. Capitolo 845.

Riassume i 13 anni successivi come una lunga, felice parentesi, durante la quale ha conosciuto coloro che lui considera i suoi “salvatori”. Tutti, in un modo o nell’altro, hanno contribuito ad alleggerire il suo cuore, ed ora il timore che possa venire loro fatto del male lo ha convinto a deporre le armi ed accettare passivamente ciò che verrà, senza opporre resistenza. Parla dei suoi timori per Zef, per Luffy e per tutti coloro su cui ormai non può più fare affidamento, semplicemente perchè da forza e pilastri esistenziali, son diventati di colpo la sua vulnerabilità più grande. Capitolo 845.

“Vorrei semplicemente sparire dalle loro vite senza ferirli.”

Pudding scoppia a piangere. Si sente in qualche modo responsabile, perchè in fin dei conti Rinrin è pur sempre sua madre. Si è innamorata di quel ragazzo, e non lo sa ancora.

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Si lascia andare in preda all’istinto, alla compassione… all’amore.

Si ritira subito, imbarazzata, ma ormai irrimediabilmente coinvolta. Cerca di riprendere le distanze, ma è Sanji che le azzera nuovamente. Lui ha capito.

“Tu… sei la mia unica salvezza adesso. Se davvero non ti dispiace ciò che sono, allora…”

sanji_1

 

Vada come vada, questa scena sintentizza qualcosa che forse non si è mai visto fin’ora: l’amore nascente fra due personaggi non secondari. Niente a che vedere con le classiche menate tragicomiche del passato. Un sentimento che è foriero di speranza, di nuova linfa vitale, e che rappresenta soprattutto per Sanji una vera e propria ancora di salvezza, l’unico compromesso accettabile per tirarsi fuori da quell’inferno di vita che si porta appresso… in altre parole, la redenzioneCapitolo 845.

Ecco perchè per me rimarrà la migliore scena del 2016.

Non importa se in realtà si dimostrerà solo un fuoco fatuo in futuro, anche perchè un sentimento del genere è pur sempre penalizzante nei riguardi una prospettiva di vita da pirata. Ciò che importa è la bellezza indiscutibile di una scena simile, data dalla potenza espressiva di immagini e parole, attraverso cui è possibile cogliere una marea di concetti, rimandi, allusioni, etc. Qualcosa per la cui esaustiva trattazione ci vorrebbe ben più che una misera analisi riassuntiva come questa.

In altre parole un personaggio come Sanji meriterebbe molto più tempo e più riflessioni, ma la vita è il nemico. Ergo spero di avere tempo sufficiente nella settimana di pausa per buttare giù con più calma impressioni a più ampio spettro su di lui e Pudding.

Non è mia abitudine intraprendere analisi di carattere sentimentale, quindi spero di non avervi annoiato. Fatemi sapere le vostre impressioni.

Alla prossima.

Ray

4.81/5 (32)

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