X-Ray Analysis 801 – Sanji il Principe

sanji il principe

Cari lettori, ben ritrovati alla nuova X-Ray Analysis sul capitolo 801 di One Piece

Che capitolo della madonna!! In un colpo solo abbiamo:

  1. Seppur in ombra, quattro New Entry: il settimo flottaro, l’ammiraglio Ryokugyu, il 4° pezzo grosso dei rivoluzionari e il fantomatico Jack!
  2. Diversi che tornano a solcare la scena dopo tempo: Spandam, Rob Rucchi, Bellamy, la capra di Sengoku e i Draghi Celesti!
  3. Le nuove taglie dei Mugiwara e di Law!
  4. Il più clamoroso scoop su Sanji, che mi permette finalmente di mettere nero su bianco una scoperta fatta diversi mesi fa e che avalla in modo quasi inequivocabile una delle più famose teorie sul suo conto.

Ovviamente troveranno spazio anche Fujitora e Doflamingo, protagonisti di due dei discorsi più emblematici di tutto il capitolo.
Detto questo, mettetevi comodi. Cominciamo.

Cipher Pol “Aigis” Zero

Dopo la sconfitta subìta sull’isola giudiziaria, apprendiamo, mediante le mini avventure che vanno dal 491 al 528, che tutti i membri della CP9 vengono dichiarati “ricercati” dal Governo Mondiale. Costretti alla fuga, trovano ristoro nella città primaverile di St. Poplar, dove Rob Rucchi in primis può trovare adeguate cure mediche. Ma poichè nessuno nel team ha un soldo e tali cure hanno un costo, si esibiscono per la città cercando di guadagnare qualcosa, affinchè Rucchi possa essere curato. Tutto va per il meglio, si divertono al Bowling o facendo shopping, finchè non arrivano i pirati Candy. In breve tempo, neanche a dirlo, vengono liquidati (e fu così che nacque Candy Crush ®). Con la nave pirata delle “caramelle”, il CP9 raggiunge l’isola dove le nuove reclute del Cipher Pol vengono addestrate: la loro vecchia casa. Qui vengono attaccati dalla marina, ma ancora volta ne escono vincitori. Usando poi uno dei lumacofoni dei capitani sconfitti, contattano Spandam, dicendo che sarebbero tornati. Nel penultimo episodio vediamo lui e suo padre architettare la distruzione definitiva di questo gruppo.

Ora che vediamo? Spandam e Rob Rucchi non solo nuovamente alle dipendenze del GM, ma pure promossi! Adesso lavorano entrambi all’interno del CP0, e Spandam (con mia grande soddisfazione) è un subordinato di Rob Rucchi. Che avrà combinato stavolta? C’entra forse il risvolto della medaglia di tutti gli accadimenti di EL ?

Quindi in sostanza da tre, passiamo a sei membri di questo corpo governativo top secret d’élite.

I dettagli

Rob Rucchi indossa una maschera che, come per il più basso degli altri tre agenti, lascia libera la bocca. Stessa cosa dicasi per Spandam, ma soprattutto (cosa che mi ha fatto ridere tantissimo) per Hattori, la sua fida colomba. Ecco perchè poco fa ho detto sei. Credo che l’uso delle maschere sia una prerogativa di ogni membro di questa organizzazione. Mi ricorda molto le ambientazioni veneziane di Assassin’s Creed, dove le maschere servivano per amalgamarsi fra la folla in festa durante il carnevale.

Fa molto sicario. Ecco.

La convivenza Uomini – Nani

Anche a Dress Rosa cominciano i festeggiamenti, e Viola non perde l’occasione di mettere in mostra le sue doti da “seduttrice di flamenco”. Ma la cosa più importante è la scelta di re Riku di contravvenire alla vecchia legge che imponeva ai Nani massima segretezza e libertà d’azione, mostrando ai suoi sudditi il vecchio re Tontatta e sua figlia Mansherry. Questa decisione è sicuramente molto azzeccata, non solo perchè si contestualizza perfettamente nell’arco narrativo, ma anche perchè rappresenta il possibile “retaggio” di questa nuova era. Se già avevamo avuto un accenno con gli Uomini-Pesce, che grazie ai Mugiwara hanno potuto ricominciare a sperare in un futuro migliore insieme agli umani, adesso tocca ai Nani, finalmente non più discriminati ma perfettamente integrati.

La convivenza pacifica fra le razze sembra proprio una costante onnipresente.

I dettagli

Per chi non se lo ricorda, Luffy nel capitolo 704, vedendo la statua di Kyros disse: “Ne voglio una anche io!” … ed ora eccolo accontentato! E c’è anche la statua di Usopp. Non ricordo se una dell sue bugie prevedesse una cosa del genere… nel caso, si sarebbe avverata anche questa.

Il compromesso (di) Fujitora

Ricapitolando, Fujitora aveva ricevuto da Akainu l’ordine di prendere le teste di Cappello di Paglia e di Law per “risarcire” lui e la Marina dell’onta subita con quell’atto di genuflessione in pompa magna. Nonostante la sua reazione momentanea, alla fine non solo fece passare tre giorni prima di decidersi a dare la caccia a quei pirati, ma alla fine ha permesso loro di fuggire, colpito da quelle gesta tanto singolari da fargli rimpiangere di essersi tolto la vista. Coerentemente, adesso, dice a Sengoku di voler andare per la sua strada, visto che non può rimettere piede in nessuna base della marina senza rischiare uno scontro diretto con Sakazuki.

Rifiutare l’opzione suggerita da Sengoku, ossia quella di scusarsi e sperare nella clemenza del Grand’Ammiraglio, è in linea con un personaggio che ha sempre dimostrato di avere una propria “morale”, un proprio “codice”. Ha sempre scelto di fare la cosa che sentiva più giusta e più in linea con i suoi principi. Non esiste la deontologia o la cieca obbedienza.

Questo personaggio mi piace per la sua pacatezza, per la sua ponderatezza e per il suo acume. Fujitora è un uomo dalla mente molto elastica, un uomo che ha dimostrato di saper accettare qualcosa che andava contro le proprie convinzioni. Ha dimostrato di saper raggiungere sempre e comunque un compromesso per se accettabile. Adesso semplicemente agisce di conseguenza.

Io credo che gli eventi di Dress Rosa lo abbiano un po’ cambiato. Questo viaggio non sarà uno sterile allontanamento tipico del “vittimista”, o di colui che rifugge dai propri doveri. Io credo che lui abbia quasi colto la palla al balzo per riqualificare l’opinione che ha di questo mondo. Un viaggio che gli servirà per “aprire gli occhi” su questa nuova era e capire quanto effettivamente vale la pena fermare quei ragazzi di cui avrebbe dovuto prendere le teste.

Proprio adesso, se vogliamo, sembra di rivedere Aokiji, non solo per la scelta di allontanarsi dalla Marina (anche se Fujitora in realtà non sta dando le dimissioni, sia chiaro), ma anche per l’approccio alla “seconda chance” che sembra davvero una loro prerogativa. Se ricordate, Kuzan si comportò in modo simile con Robin. Uccise Saul, ma le permise di scappare perchè voleva capire fino a che punto la scelta di massacrare quei ricercatori/archeologi fosse giusta. Al minimo errore l’avrebbe uccisa. Adesso Fujitora fa la stessa cosa con Luffy. Lo lascia andare per vedere fino a che punto è stata giusta la sua scelta, o meglio, per vedere fino a che punto era sbagliato catturarlo e prenderne la testa. Chissà dove e in che vesti lo rivedremo.

Le nuove taglie dei Mugiwara

Quale migliore introduzione se non una splendida quanto imbarazzante Going Luffy Sempai? Al di la della polena ridicola che fa da pessimo contraltare a quella immensa e “prosperosa” della Yonta Maria, è sicuramente da apprezzare il chiamo alla compianta Going Merry (vera nave ammiraglia).

Tralascio i dettagli fanboyci del Barto Club, sempre più fan-club di Luffy.

Ecco le taglie, come già annunciato negli spoiler:

  • Luffy 500.000.000 Berry
  • Zoro 320.000.000 Berry
  • Usopp 200.000.000 Berry
  • Sanji 177.000.000 Berry
  • Robin 130.000.000 Berry
  • Franky 94.000.000 Berry
  • Brook 83.000.000 Berry
  • Nami 66.000.000 Berry
  • Chopper 100 Berry

Proprio ieri avevo stilato la mia lista delle taglie e devo dire di non averci azzeccato proprio, anche se le proporzioni sono state vagamente rispettate. Lasciando perdere i numeri, dal mio punto di vista la scaletta sarebbe stata: Lufy, Zoro, Usopp, Robin, Franky, Sanji, Brook, Nami e Chopper, ma contemplavo un aumento postumo per coloro che non hanno partecipato agli accadimenti di Dress Rosa. Tuttavia, questa decisione non mi sorprende affatto, in fondo ci sono stati anche gli accadimenti di Sabaody e PH che son passati inosservati all’epoca.

La cosa che mi ha veramente stupito è un’altra, ma ora ci arriviamo.

I dettagli

La taglia di Luffy è aumentata di 100.000.000 Berry
La taglia di Zoro di 200.000.000 Berry (non avrei mai pensato che potesse prendere quanto Luffy dopo Eines Lobby!!)
La taglia di Usopp di 167.000.000 Berry (anche qui, prevedibile… ma che botta!!)
La taglia di Sanji di 100.000.000 Berry (e qui ora ci soffermiamo, perchè arriva il bello!)
Robin, Franky, Nami e Brook hanno avuto un incremento di 50.000.000 Berry
Chopper di appena 50 Berry (XD povero)

Se la taglia di Sanji è stata una sorpresa “positiva”, quella di Franky mi ha decisamente deluso. Sono sicuro di parlare a nome di molti miei colleghi dicendo che Franky si meritava, forse anche più di Robin, di superare i 100 milioni!! La scelta di uniformarlo al resto della ciurma non lo valorizza affatto!

Questo tuttavia mette ancora più in risalto l’aumento di taglia di Sanji, che pur non essendosi fatto notare a Dress Rosa, prende tanto quanto Luffy!!

Sanji il Principe

Finalmente arriviamo al nocciolo della questione.
Se questo povero cuoco aveva avuto la sventura di riapparire, dopo anni, nello stesso capitolo di Kaido (e di fatto non se l’è cagato quasi nessuno, nonostante fino a poco prima le teche di tutti i circuiti della community vaneggiavano sul suo conto) , adesso finalmente riesce a catturare l’attenzione dei fans, prendendo di petto le sorti di un capitolo già sopra le righe.

Ebbene, come ci spiega Bartolomeo, non è tanto l’incremento assurdo di taglia che colpisce,  quanto il fatto che nel manifesto è scomparsa la scritta “dead or alive” (vivo o morto) che era presente fin tanto che non c’era la sua foto, ed è comparsa al suo posto la scritta “only alive” (solo vivo).

La portata di questo elemento è così grossa che appare quasi spaventosa.

Le taglie, come sapete, vengono stabilite dai vertici della marina, spesso su ordine o suggerimento di alcuni esponenti del governo. Perchè mai, dunque, alla marina, o al governo, Sanji interessa solo vivo ora che lo hanno visto in faccia? Che qualcuno di grosso lo abbia riconosciuto… ad esempio come suo erede?

Mi rendo conto di non dire nulla di nuovo, specie ai “sanjisti”. Da anni girano teorie circa la sua possibile origine nobiliare, e gli elementi scoperti oggi sembrano giustificare questa tesi… eppure, senza altre prove a suo carico, rimane una supposizione che non trova alcun valido fondamento se non nei “sensati” parallelismi che sono stati avanzati circa il portamento, la raffinatezza e i modi gentili propri di un uomo “di corte”. Anche il famoso “Mr. Prince” usato come pseudonimo ad Arabasta è sbandierato dai supporters come cavallo di battaglia. Ergo, ciò che sto per raccontarvi potrebbe mettere un punto definitivo sulla questione.

Mesi fa, girovagando sul web per motivi completamente diversi, mi sono imbattuto in un libro che m’è parso interessante già dal titolo: “La storia di Genji, il principe splendente.” (già vi vedo con le mani sul pacco, marrani!).

Citando la wiki:

Scritto nell’XI secolo dalla dama di corte Murasaki Shikibu vissuta nel periodo Heian, è considerato uno dei capolavori della letteratura giapponese così come della letteratura di tutti i tempi. I critici letterari si riferiscono ad esso come al “primo romanzo”, il “primo romanzo moderno” o il “primo romanzo psicologico”.

41UdeYV1QiL._SX307_BO1,204,203,200_Vi sparo giusto qualche nozione “invitante”.
Il libro annovera qualcosa come 1500 pagine. La traduttrice ha dedicato trent’anni della sua vita per darci la possibilità di gustarne ogni verso, rimanendo fedele al criptico stile orientale dell’epoca senza sminuirne la complessità e la profondità. Su amazon, con copertina rigida, non lo trovate a meno di 70 €. Chi vi si è approcciato, ed è stato in grado di apprezzarne il contenuto, vi dirà che è una delle letture più belle e ardue che esistano. Gli altri hanno semplicemente rinunciato in corsa.

Ma chi era Genji?

Genji era il secondogenito di un Imperatore del Giappone e di una concubina di basso rango ma dotata di grande avvenenza e leggiadria. Avendo ereditato questi tratti dalla madre, Genji veniva anche definito “il principe splendente” per la sua intelligenza, cultura, e bellezza fisica. La morte della madre, avvenuta quand’era ancora un bambino, ha lasciato in lui un vuoto profondo che per tutta la vita ha cercato di colmare circondandosi di altre donne e innamorandosi ripetutamente dell’una o dell’altra.

Il Genji Monogatari (questo il nome originale dell’opera) è il ritratto di un’epoca, di un mondo chiuso, elitario e raffinato fino a sfiorare la decadenza, un mondo in cui le regole del vivere sono dettate dall’etichetta, tanto che persino i personaggi non vengono mai chiamati coi loro veri nomi, ma con soprannomi.

Genji difatti non è il vero nome del principe, ma deriva dalla traslitterazione del Kanji che identificava il clan Minamoto (realmente esistito): 源. Nello specifico, la parola Genji nasce dalla contrazione del binomio Gen-Uji, dove gen è la lettura on’yomi del kanji 源 visto prima, e Uji vuol dire: “nome di famiglia” o “cognome”. In sostanza, il soprannome “Genji” sta ad indicare un membro del clan 源, ossia del clan Minamoto, più o meno come “Snow” indica i bastardi degli Stark, in Game of Thrones (visto che l’abbiamo citato).

Ora, per lo stesso principio, Sanji, che sembra proprio ispirato a questo famosissimo (almeno in Giappone) personaggio letterario, potrebbe essere solo un soprannome affibbiatogli per indicare la sua origine nobile e ibrida al contempo. Questo dettaglio trova riscontro, come si diceva già nella teoria, in quella scena (di cui non ricordo il capitolo) dove un Drago Celeste sceglie di prendere una graziosa infermiera come moglie semplicemente guardandola in volto. Dal suo tirapiedi, apprendiamo che quella sarebbe stata la tredicesima, quindi nulla di strano che poi da queste donne nascano “figli bastardi”.

Seguendo questo ragionamento dunque, Sanji potrebbe essere la contrazione della parola San-Uji, che lo bollerebbe come discendente del capostipite del clan/famiglia “San” o “Sanji” (di cui non saprei dire che kanji gli corrisponde), e che a questo punti mi azzardo a definire come una delle 18 famiglie presenti a Marigeois (cioè le famose 20, meno i Nefertari e i Donquijote).

Se a questo aggiungiamo i dettagli del viso che SOLO lui ha (vero che Duval gli assomigliava, ma voi credete che un padre o una madre non saprebbero riconoscere un proprio figlio?) si comprende benissimo come mai solo adesso gli viene data tutta questa importanza.

Se poi aggiungete i dettagli e le similitudini riportate nelle teorie già note, potete trarre l’ovvia conclusione che non possono essere TUTTI degli indizi casuali. Specialmente quando sussiste un riferimento così palese e ben contestualizzato, a mio parere le possibilità che stiamo tutti prendendo un abbaglio si riducono a zero.

Bene, con questo ho finito.
Spero sia stata una lettura piacevole e “acculturante”.

(ora mi aspetto il giga-spam dei sanjisti ahahaha!)

Alla prossima!

Ray

5/5 (2)

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La Tigre e il Dragone

La Tigre e il Dragone

One Piece: la Tigre e il Dragone

Il mondo di One Piece, esattamente come quello reale, è intriso di continue contrapposizioni di opposti e dualismi.

In particolare, uno dei dualismi più ricorrenti e significativi è quello della Tigre e del Dragone, molto caro agli orientali. Su questo concetto c’hanno scritto libri, fatto film, trattati, saggi etc… la cui comprensione molto spesso in occidente non è immediata, in quanto qui da noi la Tigre e il Dragone assumono un significato completamente diverso e decisamente più povero.

La figura del Dragone risale alla notte dei tempi e ritrova le proprie origini in Cina. Secondo alcuni scritti sarebbe un simbolo antico di circa 6000 anni. Il culto di questa figura nacque assieme alla pratica dell’agricoltura ed era finalizzato ad ingraziarsi la benevolenza del clima affinchè i raccolti non andassero perduti. In Cina, e successivamente anche nelle regioni limitrofe quali Giappone, Tibet, etc, il Dragone veniva difatti pregato nei periodi di siccità.
Divenne così ben presto simbolo di benevolenza, fertilità e ricchezza, e ad esso viene tutt’ora associato l’elemento dell’acqua, sia nelle sue manifestazioni tangibili (fiumi, cascate, laghi), sia nelle sua manifestazioni meteorologiche (vento, temporali, trombe marine, etc..).
Secondo la mitologia, oltre ad essere padrone del clima e portatore di pioggia, si credeva che il Dragone avesse assunto forma antropomorfa e dato origine alla stirpe imperiale. Tale credenza era così radicata che dopo la morte di un imperatore, in molti si aspettavano di veder spuntare la sua forma originale, ossia appunto la figura di un drago.
Proprio in funzione di quelle che si reputavano le virtù capitali di un imperatore, il Dragone divenne (e lo è tutt’ora) anche simbolo di saggezza.
In giapponese il termine “Dragone” si può esprimere in vari modi. Uno di questi, ドラゴン , discende dall’inglese dragon, e si legge doragon. Questo termine viene spesso usato per indicare il drago occidentale.
In occidente il drago ha il significato opposto: è infatti considerato portatore di distruzione e morte. Non deve stupire quindi se molto spesso le opere orientali basate su questo concetto, tutt’altro che semplice, non siano di immediata comprensione.
La Tigre invece, anch’essa un simbolo antichissimo, assume un significato duale, quasi complementare a quello del Dragone. Essa è l’emblema della forza. Anticamente la Tigre dominava le montagne del Tibet e della Cina, e infatti veniva considerata un vero e proprio “re delle montagne”. La sua figura felina ed elegante ha sempre affascinato la popolazione, e il suo vello a strisce è sempre stato sinonimo di potenza.

Nella cultura orientale il dualismo della vita viene ricondotto all’eterna opposizione di questi due simboli. Riuscire a farli coesistere in modo equilibrato è il modo migliore di garantirsi un’ottima esistenza.

Ma veniamo al dunque

In One Piece Oda ha creato personaggi che si ispirano sia alla Tigre che al Dragone, personaggi, cioè, che si contraddistinguono per Forza o per Saggezza. Ma si può essere tigri o dragoni in modo del tutto relativo, a seconda del riferimento che scegliamo. Per capire meglio, comincio subito con qualche esempio.
Partiamo da quel personaggio che secondo me è subito venuto in mente a tutti durante questa introduzione: Monkey D Dragon.
Quel “Dragon” è il termine inglese di cui parlavamo prima. In jap infatti si scrive ドラゴン, cioè appunto doragon. Lui è uno di quelli che riprende il significato del Dragone, inteso come portatore di pioggia e padrone del clima, e Oda difatti ce lo mostra più volte come capace di ciò. Lo stesso Sabo sfoggia tecniche “del drago”, probabilmente un insegnamento di papà scimmia. Ma Dragon ha anche dimostrato di essere una persona saggia e razionale, quindi ulteriormente meritevole di essere associato a questa figura sebbene non appartenga alla casta degli “dei” (che essendo l’equivalente della stirpe imperiale giapponese, dovrebbero rappresentare i Dragoni per antonomasia).
Sarebbe ragionevole ipotizzare che sia quindi un rogia dell’acqua (o della pioggia) e per questo sia in grado di modificare il clima a suo piacimento. Inoltre, considerando che Sabo adesso ha il rogia del fuoco, sarebbe una bell’accoppiata! Voi che ne dite? (…e si, ho detto due volte Sabo -e con questa fanno tre- e allora?)
Tuttavia Dragon è anche un personaggio che, proprio dal punto di vista del Governo Mondiale, assume i connotati della Tigre. Egli infatti si oppone ai loro ideali (che dovrebbero essere di saggezza, ma sono tutt’altro) e mira a detronizzarli. D’altronde abbiamo appena scoperto che per lui i Draghi Celesti sono il “nemico naturale”, dato che fa parte di quella famosa “famiglia”.
Abbiamo insomma un personaggio che è contemporaneamente Tigre e Dragone. In lui si realizza il connubio perfetto di persona saggia e potente. Non a caso è uno dei personaggi più temuti dal Governo Mondiale.

Prendiamo invece proprio i Draghi Celesti

Dato il ruolo che ricoprono, e dato che riprendono palesemente i connotati di divinità attribuiti alla stirpe imperiale giapponese, sono per antonomasia l’emblema del Dragone. Anche il loro stemma, lo zoccolo del drago cavalcacielo (stampato a fuoco sulle schiene degli schiavi come Hancock, le sue sorelle, Fisher Tiger etc) enfatizza il legame teorico con questo simbolo.
Ma si tratta appunto di un legame teorico. Tutto si può dire dei Draghi Celesti, ma non che siano saggi. Anzi, dal punto di vista della popolazione vengono visti come Tigri, in quanto non si fanno scrupoli nell’usare la violenza per raggiungere i loro scopi.
I Draghi Celesti sono dunque un esempio di persone che nascono per essere Dragoni ma si comportano come Tigri.

Infine, prendiamo la regina Otohime

Questo personaggio, nonostante non appartenga alla casta divina, è comunque un nobile (inteso proprio come figura reale) fra la sua gente. In questo contesto, a lei spetterebbe per diritto di nascita l’attribuzione del simbolo del Dragone. A maggior ragione se consideriamo la sua indole e il suo operato. Di lei tutto si può dire, ma non che fosse una persona violenta. Anzi. Ha fatto della saggezza la sua più grande virtù. Dunque abbiamo un esempio lampante di persona che nasce per essere un Dragone e si comporta come tale.
Potrei andare avanti e fare esempi analoghi, ma basti un caso per ogni categoria.

Passiamo ora alla Tigre

Prendiamo in esame l’ammiraglio Issho, detto anche Fujitora.
Questo personaggio, come Dragon, ha nel nome il riferimento principale. “Fujitora” letteralmente significa infatti Wisperia Tiger, dove il primo termine è il nome di una pianta ornamentale dai petali violacei tipica della Cina, da cui anche il soprannome “Tigre Glicine”.
Durante la saga di Dress Rosa abbiamo avuto modo di capire che è molto più incline alla Saggezza che alla Forza, sebbene sia una spanna superiore a tutti i presenti. Anche lui, dunque, presenta un perfetto connubio dei due simboli. Ma c’è anche un’altra roba abbastanza curiosa. Poco prima dicevamo che anticamente la tigre era considerata “il re delle montagne”. In Giappone la montagna più alta è proprio il monte Fuji, che tra l’altro è un vulcano. Questo presunto riferimento potrebbe fare mutare il significato del termine Fujitora in Tigre Fuji, ossia il “re delle montagne”, inteso come uno dei personaggi potenzialmente più distruttivi in circolazione (e ne ha dato prova). Sempre secondo la leggenda, inoltre, la Tigre Bianca porterebbe sfortuna nel gioco d’azzardo (e Issho è uno che di roulette se ne intende, lol).

Infine, concludiamo con un’altra grande Tigre, stavolta del passato: Fisher Tiger.

Anche questo personaggio ha nel nome il diretto riferimento simbolico. Ma non si ferma qui. L’essere Tigre è corroborato dal fatto di essersi opposto strenuamente a quelli che sono i Dragoni per eccellenza, cioè i Draghi Celesti. L’uso della forza non solo gli ha permesso di fuggire dalle prigioni di Marigeois, ma gli ha anche permesso di ritornarvi scalando a mani nude la Red Line, e mettendo a ferro e fuoco buona parte della Terra Sacra.
Tuttavia, la sua storia di Eroe si conclude quasi miseramente per un puro pregiudizio nei confronti degli umani. L’odio che prova nei loro confronti è tale da fargli rifiutare una trasfusione con il loro sangue.
Ecco, lui è l’emblema di una persona forte, caratterialmente e spiritualmente (anche se negli ultimi istanti di vita ha ammesso di non esserlo poi così tanto). Ha tutte le doti del capo branco, ma manca di saggezza, che invece era propria della sua regina, Otohime.
Lui quindi è un personaggio che nasce per essere una Tigre e rimane tale.
Ma come Fisher Tiger, un pò tutti i pirati possono essere considerati delle Tigri, eccetto coloro che hanno sviluppato anche le doti di Dragone (intendendo con ciò doti di saggezza): Roger, Newgate, Shanks, Rayleigh, etc… tutti i grandi nomi della pirateria del presente e del passato sono stati personaggi intrisi sia di Forza che di Saggezza.
Ritengo dunque che questo dualismo possa essere preso come riferimento o come chiave di lettura (molto più dei progressi che fanno dal punto di vista della mera potenza fisica) per capire quanto i Mugi siano distanti dal loro obiettivo. Forse un cretino come Luffy non lo vedremo mai in veste di profeta che ti spara perle di saggezza a gogo, ma a modo suo potrebbe ascendere a Dragone. E credo che sarà interessante capire come.

Benissimo, siccome mi sono attenuto fin troppo a cose incontrovertibili, a parte la storia di Dragon Superliquidator, che comunque ritengo molto sensata perchè ricalca fedelmente qualcosa di vero, concludiamo con un altro pizzico di sana teoria.

L’uovo di Roger

Il presunto ovetto a pois rosa, che a quanto pare si trova raffigurato (anche se in modo non chiarissimo) in alcuni spezzoni della storia sulla Oro Jackson, ed in particolare nel cap.0 (quindi qualcosa che già si discosta dalla trama integrale), cosa potrebbe contenere?
Stando a quanto detto, e considerando lo strano e improvviso mutamento delle condizioni atmosferiche che permise a Roger di vincere contro Shiki, potrebbe essere un uovo di drago? Mi stuzzica l’idea che all’interno ci fosse un draghetto, forse l’ultimo della sua specie, con il quale Roger poteva “parlare” o che Roger poteva perlomeno “ascoltare” e capire. Chissà, sapendo quanto sia forte la sensibilità dei cuccioli dentro e fuori le uova, non c’è da sorprendersi se la creatura abbia avvertito un pericolo imminente (cioè l’attacco di Shiki), e abbia scatenato il suo potere inconsciamente per autodifesa.
Ora questo presunto potere, vi ricorda qualcosa? Eh si, già che ci sono la sparo ancora più grossa, come disse Burndy World.
Potrebbe essere proprio un drago, ossia un signore dei cieli, la fantomatica Uranus? Alla fine il discorso potrebbe anche quadrare.
So che mò si aprirà una sorta di caccia alle streghe da parte degli haters, ma sono domande provocatorie (c’era bisogno di dirlo?).
Parliamone.

Ray

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