L’eredità degli Antichi e la missione di Gol D. Roger

Gol D. Roger

L’eredità degli Antichi e la missione di Gol D Roger

Avvertenza: il presente articolo non si pone solo l’obiettivo di analizzare il viaggio di Gol D Roger in sé, ma prova anche a contestualizzarlo nel quadro del progetto e dell’eredità degli antichi, analizzando il modo in cui questi ultimi condizionarono le future generazioni, fino ad arrivare all’eredità lasciata dallo stesso Gol D Roger. Motivo per cui partiremo da molto lontano, e lo faremo ponendoci la stessa domanda che si pose il professor Clover nel capitolo 395: “Perché esistono i Poneglyph?”

Il professor Clover, insieme al suo team di archeologi, dedicò buona parte della sua vita allo studio di questi antichi manufatti. In funzione di ciò che scoprì, concluse che queste pietre indistruttibili furono pensate per consegnare ad imperitura memoria i tratti salienti di un passato che non poteva e non doveva essere dimenticato. Scriverlo soltanto sui libri non sarebbe stato sufficiente né sicuro, in quanto, oltre al tempo, vi era un nemico ben più agguerrito e risoluto: una coalizione di regni, conosciuta poi come Governo Mondiale, decisa a cancellarne ogni traccia.

Ma se l’intento era quello di mettere al corrente le future generazioni della storia passata e dei suoi segreti, perché non incidere le pietre in lingua comune? Perché rendere questo messaggio tanto complesso da decifrare?

Il motivo in realtà è semplice: evidentemente vi erano informazioni che non sarebbe stato saggio rendere accessibili a tutti, almeno non senza una preventiva mediazione. Informazioni che avrebbero potuto spaventare le menti più deboli e ingolosire quelle più perverse.

Prendiamo ad esempio il caso delle Armi Ancestrali, o quello, non ancora confermato, della sperimentazione umana e dei frutti del Diavolo. Cosa pensate sarebbe accaduto se persone di media o scarsa cultura, non avvezzi a girare il mondo, avessero letto di una storia condita da tre armi in grado di distruggere il mondo e di un Regno tanto avanzato tecnologicamente da rendere reale l’assunto “L’uomo che si fa Dio“?

In un mondo che sarebbe prevedibilmente piombato in un medioevo scientifico-culturale, come poi è accaduto, con chi pensate si sarebbero schierati costoro? Con quel regno che metteva il progresso davanti ad ogni altra cosa e predicava l’uguaglianza tra i popoli, oppure con i suoi detrattori? Con buona probabilità, come la storia insegna, i progressisti sarebbero stati additati come pazzi, mostri… demoni. Ecco perché dare in pasto ad un mondo non ancora pronto informazioni del genere avrebbe significato la completa rovina.

Di qui, probabilmente, la scelta di usare una lingua ben diversa da quella comune. Una scelta che implicava una condizione di assoluta rilevanza: fatto salvo il clan Kozuki, che si tramandò la capacità di leggere e scrivere i Poneglyph, al resto dell’umanità non restava che studiarli per poterli decifrare. In altre parole, lo studio, e quindi la conoscenza, diventò automaticamente non solo lo strumento per poterli tradurre, ma anche l’unico modo per poter comprenderne il contenuto! D’altronde abbiamo appena detto che senza un’adeguata preparazione culturale non è possibile sviluppare senso critico, e senza questa capacità è impossibile a sua volta riuscire ad effettuare le scelte più opportune, distinguendo ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.

A nostro parere, questo deve essere stato il dilemma di fronte al quale si sono trovati Gol D Roger e i pirati Jolly Gol D Roger. Un dilemma insolvibile senza la giusta levatura intellettuale. Al di là di tutto ciò che diremo fra poco al riguardo in modo più approfondito, Gol D Roger non fu in grado di dare un’ interpretazione incontrovertibile a quello che apprese, tant’è vero che lo stesso Rayleigh a Sabaody confessò a Robin che, alla fine del viaggio, pur venendo a conoscenza della stessa storia che loro scoprirono, sarebbero potuti giungere a conclusioni diametralmente opposte.

A tal proposito apriamo una breve parentesi chiarificatrice, perché è bene fugare ogni dubbio:

Le esatte parole di Rayleigh (che il Re ha gentilmente tradotto per noi), a precisa domanda, furono:

“[…] La verità è che abbiamo scoperto TUTTA la storia”.

Motivo per cui è possibile affermare con certezza che a Gol D Roger e compagni non mancasse alcun pezzo, e dunque, che la loro incapacità di tirare le somme in modo univoco non fosse affatto imputabile a questo. Inoltre è presumibile che il Rio Poneglyph sia strutturato in maniera tale da rendere impossibile a chi non lo legga per intero di venire a conoscenza di TUTTA la storia.

Detto questo, quindi, abbiamo capito e assodato uno dei pilastri fondanti di tutto il ragionamento, ossia: senza un’adeguata preparazione culturale non è possibile dare una corretta interpretazione della storia. Un concetto che se vogliamo è banale, dato che vale a tutti i livelli, e non certo solo in One Piece.

Chi è che invece possedeva queste caratteristiche? Naturalmente i ricercatori di Ohara.

Allora vi facciamo la seguente domanda: secondo voi, un ricercatore di Ohara sarebbe stato in grado di compiere l’impresa di Gol D Roger, conquistando l’intera Grand Line?

Anche in questo caso la risposta è banale, ed è no, perché mancava loro ciò che invece competeva a Gol D Roger, ossia le doti e i mezzi pirateschi, che di fatto gli permisero di girare il mondo, di conoscerlo e di conoscerne le genti, facendo fronte ad ogni sorta di pericolo che la navigazione, specialmente dentro la Grand Line, poteva mettergli dinanzi. A tal proposito risulta emblematico ciò che disse Rayleigh a Robin continuando nella sua spiegazione:

“[…] Osserva con attenzione il mondo”.

Attenzione: “osserva”, non “osservate”.

In quel momento, infatti, si stava rivolgendo alla Robin studiosa di Ohara, affinché colmasse la lacuna che il professor Clover e gli altri presentavano, ossia, come già detto: la mancanza di doti piratesche tali da permettergli di girare il mondo, di osservarlo e di conoscerlo. Pur essendo vero e indiscutibile che Nico Olvia ed altri ricercatori presero il mare alla ricerca di altri Poneglyph, siamo ben lungi dalla condizione di cui stiamo parlando, tant’è vero che si fecero catturare dalla Marina ancora prima di aver completato la loro missione.

Di fatto, anche le successive parole di Rayleigh cominciano a quadrare:

“[…] Di noi così come della gente di Ohara si potrebbe dire che siamo stati un po’… avventati”.

Già… perché mai sarebbero stati avventati?

Perché, se non fosse ancora chiaro, erano entrambi completamente sprovvisti di una delle due condizioni essenziali sopra citate, che in definitiva possiamo riassumere come segue:

  1. Conoscenza del mondo e delle sue genti, acquisita con l’esplorazione dei mari e il relazionarsi con le varie razze e popolazioni presenti sulla terra.
  2. Nozioni storiche-culturali tipiche di uno studioso.

D’altronde, non è possibile decidere del futuro senza un’adeguata conoscenza del passato (condizione culturale) e del presente (condizione piratesca).

Alla luce di questo, possiamo cominciare col dare un significato completamente nuovo, ad esempio, alla presenza di un Poneglyph nella sacra terra dell’archeologia, qual era Ohara. Infatti, nell’ipotesi di un Regno sufficientemente avveduto e lungimirante, quale potrebbe esser stato il Grande Regno dell’antichità, è assolutamente convincente che gli antichi posizionando un Poneglyph ad Ohara cercassero una commistione fra levatura intellettuale e capacità piratesche, che doveva realizzarsi spingendo da un lato i ricercatori ad interessarsi e studiare quelle pietre, ma sperando, d’altra parte, che un giorno uno di loro sarebbe riuscito a possedere le doti di un pirata e/o avrebbe incontrato l’uomo della provvidenza. Condizione che, per la prima volta dopo 800 anni, viene a compimento evidentemente nel momento in cui Nico Robin si unisce alla ciurma di Luffy.

D’altronde, se è vero che il Poneglyph affidato agli Shandia doveva essere protetto per via delle informazioni sensibili in esso contenute, non è parimenti logico pensare ad una sorte simile per quello di Ohara. Chi avrebbe dovuto difenderlo in tal caso? I ricercatori? Sono stati a malapena in grado di occultarlo. Quindi è evidente che il motivo per cui venne affidato loro un Poneglyph non fosse tanto quello di proteggerlo ma quello di studiarlo, permettendo così all’umanità di cominciare a camminare nella giusta direzione.

Ma, arrivati a questo punto sorge spontanea un’altra domanda: se il Grande Regno ha tenuto conto di questi due fattori, evidentemente aveva architettato un progetto molto più ampio e su scala più vasta per garantire che quelle memorie storiche sopravvivessero alla storia stessa.

Qual era dunque questo progetto?

A nostro parere, ad una prima fase, consistente nell’esplorazione dei mari e nella conoscenza del mondo e delle sue genti, che si sarebbe chiusa con l’approdo sull’ultima isola (dove si sarebbe venuti a conoscenza dell’esistenza dei Poneglyph, della civiltà che li fece scolpire e di Raftel), doveva seguire una seconda fase di ricerca, studio e traduzione dei Poneglyph sparsi per il mondo.

Per fare ciò il Grande Regno avrebbe dovuto necessariamente agire su più livelli, tenendo conto di molteplici variabili. Anzitutto, come dicevamo all’inizio, bisognava conciliare la necessità di salvaguardare il loro sapere dal tempo e da possibili nemici, con la volontà di far arrivare il messaggio a colui che un giorno sarebbe stato in grado di cambiare le sorti del mondo, e abbiamo capito che in quest’ottica si inquadrano bene le scelte di usare un materiale indistruttibile e una lingua molto difficile da tradurre.

Rimane tuttavia ancora un grado di vulnerabilità: infatti le pietre, se trovate, potevano essere prelevate e fatte sparire. Bisognava dunque curarsi di nasconderle per bene, in particolar modo quelle più importanti (ovvero quelle del Rio Poneglyph). Al contempo, però, era necessario fare in modo che solo coloro in grado di tradurre quei caratteri sarebbero stati in grado di trovarle. Ecco spiegata la funzione dei Poneglyph di locazione, ossia quelli che indicano la posizione di altri Poneglyph, senza i quali evidentemente sarebbe stato molto difficile, per non dire impossibile, trovarli tutti.

Ma se tutti i Poneglyph furono nascosti più o meno accuratamente, dato anche il loro numero estremamente esiguo, come avrebbe fatto l’eventuale predestinato a cercarli se non ne avesse mai visto uno in vita sua? Evidentemente bisognava porre da qualche parte nel mondo qualcosa che, oltre ad essere facilmente rintracciabile, mettesse al corrente dell’esistenza di queste pietre, di Raftel e di tutto ciò che era necessario sapere per completare l’opera, compresa l’esistenza del clan Kozuki.

A tal proposito, direte voi: perché non affidare a Ohara la stessa conoscenza lasciata in eredità al clan Kozuki?

Se abbiamo capito il ragionamento la risposta è banale: così come l’abito non fa il monaco, la sterile capacità di leggere e scrivere una lingua morta non faceva dei Kozuki dei luminari, quindi, sebbene avessero potuto tranquillamene decifrare il contenuto di un Poneglyph, non avrebbero avuto gli strumenti culturali necessari a capire e interpretare il messaggio finale, tant’è vero che quest’ultimo non fu mai tramandato, e morì insieme alla prima generazione di scalpellini.

Ciò che importa tenere a mente è che non è possibile, né pensabile, bypassare la fase di studio e di ricerca che porta alla decifrazione dei Poneglyph, e pretendere poi di capire oltre ogni ragionevole dubbio il loro contenuto. Questa è una tappa forzata e assolutamente necessaria. Ecco perché Gol D Roger, come vedremo fra poco, costituì, con buona probabilità, l’unico vero grande “imprevisto” all’interno di questo complesso meccanismo di trasmissione delle informazioni ideato dall’antico regno.

Lui difatti non ebbe alcuno studioso in ciurma, ma, per quel che riguardava la traduzione, si affidò a Oden Kozuki, il discendente diretto di un clan che era stato inserito nel computo delle informazioni salienti sui Poneglyph con uno scopo completamente diverso rispetto a quello di agevolare l’eventuale predestinato nella decifrazione di queste pietre. In altre parole, Gol D Roger, pur avendo molte carte in regola per rivestire il ruolo di uomo della provvidenza, bypassò la fase più importante, tant’è vero che, alla fine, a prescindere da tutti gli altri fattori di cui parleremo a breve, non fu in grado di arrivare ad una conclusione univoca e incontrovertibile, ovvero pur essendo arrivato fino a Raftel, non fu in grado di farsi carico del peso della storia. La malattia non fece che peggiorare le cose. Anzi, è molto probabile che sia stata la stessa malattia a spingere Gol D Roger per la via più breve, costringendolo ad essere “avventato”. Potremmo dire che nella ciurma di Gol D Roger pur abbondando le doti intellettive scarseggiavano le doti intellettuali.

Ma c’è anche un altro elemento che giocò un ruolo chiave nella disfatta del Re dei Pirati. Un elemento che rappresenta il terzo pilastro fondante dell’intero progetto e di questo articolo: il tempo.

Gol D Roger apparteneva alla generazione sbagliata. Mancò l’appuntamento col destino di appena vent’anni, ed il motivo è molto semplice. Immaginando quali potessero essere le mire degli antichi, è impossibile non tenere conto delle armi ancestrali. In qualche modo, di certo, queste andavano usate, ma non necessariamente come armi di distruzione di massa. Ciò implica che, quando Gol D Roger arrivò a Raftel, le armi sarebbero dovute essere tutte parimenti disponibili, e noi sappiamo per certo che Poseidon all’epoca non era ancora venuta al mondo. Quindi oltre alla malattia, oltre all’incapacità di trarre dovutamente le proprie conclusioni, Gol D Roger aveva di fronte un altro ostacolo insormontabile: la mancanza di un tassello cruciale per adempiere alla volontà degli antichi (e verosimilmente anche alla promessa fatta da Joyboy).

Ecco perché Rayleigh disse a Robin:

“[…]Anche se in questo momento vi rivelassi ogni cosa a proposito della storia, non potreste fare alcunché…!!”

Eppure, nonostante la presenza di numerosi fattori a giocare contro di lui, Gol D Roger fu l’uomo imprevisto di cui il Grande Regno aveva estremamente bisogno, perché fu colui che rese il meccanismo di trasmissione delle informazioni ideato dagli antichi, praticamente perfetto.

Affermare una cosa del genere capite bene che equivale a contemplare degli errori, o comunque degli elementi di vulnerabilità che avrebbero potuto compromettere la buona riuscita del progetto.

I più attenti di voi avranno di certo notato che non abbiamo ancora analizzato il pezzo più importante della catena, quello da cui sarebbe dovuto cominciare tutto, ossia il “contenitore” delle informazioni posto sull’ultima isola, la fonte da cui il prescelto avrebbe dovuto venire a conoscenza di tutti i dati preliminari e necessari per poter cominciare la ricerca dei Poneglyph. Come abbiamo già detto, questo elemento doveva godere di alcune proprietà particolari, in quanto doveva essere al contempo facile da trovare ma insospettabile da parte della Marina o del Governo Mondiale. Doveva inoltre essere in grado di perdurare nel tempo, almeno finché non avesse adempiuto alla sua “missione”; d’altra parte doveva essere estremamente selettivo nei confronti di coloro che gli si sarebbero posti davanti.

Analizziamo le ipotesi che circolano.

  • Gol D Roger potrebbe aver trovato un Poneglyph.

Ci sentiamo di escluderlo, il Governo lo avrebbe certamente spostato, a maggior ragione se doveva rispettare il vincolo di essere facilmente rintracciabile. Inoltre, come avrebbe fatto Gol D Roger ad apprendere le informazioni in esso contenute? Ascoltandone la voce direte voi. Ma se il suo potere gli dava questa capacità, allora perché reclutare Oden? La presenza a bordo di quest’ultimo sarebbe stata superflua. Tra l’altro, usare un Poneglyph per svelare l’esistenza dei Poneglyph stessi non ci sembra una trovata brillante.

  • Gol D Roger potrebbe aver trovato una sorta di “Stele di Rosetta”.

Questa teoria circola insieme a quella che vuole che una stele di questo tipo si trovi a Raftel. Nulla di più sbagliato. A Raftel non può esserci nulla di simile, perché per arrivarci occorre conoscere la lingua antica e tradurre i 4 Road Poneglyph, sicché tale stele sarebbe superflua. Che si trovi sull’ultima isola è parimenti impensabile, perché altrimenti gli antichi avrebbero consegnato a chiunque mettesse piede sull’isola la chiave per giungere a Raftel, alla verità e alle armi ancestrali. Si pensi a Kaido e Big Mom, ma soprattutto al Governo. Avrebbero potuto persino farla sparire. Inoltre, avendo Gol D Roger appreso i fondamenti di traduzione dalla stele, la presenza di Oden sulla sua nave sarebbe divenuta nuovamente superflua.

  • Gol D Roger ha semplicemente ascoltato quelle informazioni da un oggetto sull’isola o dall’isola stessa.

Impossibile. A questo punto Gol D Roger avrebbe potuto ascoltarle anche da altre isole o da altri oggetti sparsi per il mondo. Senza contare che in questo modo il suo potere assumerebbe dimensioni bibliche.

Veniamo allora alla nostra ipotesi.

  • Gol D Roger ha incontrato sull’ultima isola un animale millenario

A nostro avviso sì. Innanzitutto perché la capacità di ascoltare un animale pare non essere così rara, né così comune (Gol D Roger e Oden prima, Luffy e Momonosuke poi). Inoltre questa ipotesi supera le obiezioni mosse alle altre: come avrebbe potuto un animale, a prescindere dal tipo, essere sospettato di detenere tali informazioni? Inutile dire che abbiamo già un precedente, ossia Zunisha, a conferma del fatto che animali tanto longevi esistono e che possono essere ascoltati, o addirittura che con essi si può parlare (nel caso di Momonosuke). Perché allora non immaginare che gli antichi scelsero un altro animale per adempiere a questa missione?

Ma veniamo alla domanda di partenza

Se un animale millenario rispetta tutti questi vincoli, perché avrebbe rischiato di essere un importante fattore di vulnerabilità all’interno del progetto? Per poter rispondere è necessario introdurre il concetto di “missione”, che, leggendo il manga, sembra essere strettamente connesso all’esistenza stessa dei Poneglyph, e non solo.

Ad esempio, dopo aver letto il Poneglyph di Shandora, Robin dice che esso (e di conseguenza gli Shandia) ha finalmente assolto al proprio compito.

Sulla base di quanto detto in precedenza, possiamo affermare che, nel momento in cui Robin si unì alla ciurma di Luffy, anche il Poneglyph di Ohara adempì alla sua missione, cioè quella di propiziare l’incontro tra colui che avrebbe cambiato il mondo e qualcuno un grado di comprendere il messaggio.

Ma, se riflettiamo un attimo, anche il Poneglyph presente sull’isola degli Uomini-Pesce attende che si compia la sua missione (in questo caso riguarda la promessa fatta da Joyboy). Per riflesso, anche l’arca Noah attende che si compia il suo destino, esattamente come le armi ancestrali.

Potremmo allora allargare il ragionamento a Zunisha. Riteniamo verosimile, infatti, che gli antichi condannarono l’elefante millenario a portare i Mink, finché non fosse arrivato il giorno in cui, giunto qualcuno in grado di parlargli (Momonosuke), questi, dandogli un ordine preciso e facendo adempiere a Zunisha la sua missione, avrebbe estinto la sua condanna. Quale? Lo scopriremo tra qualche anno.

E allora perché non immaginare che anche sull’ultima isola ci fosse un animale adibito ad una missione, cioè quella di dare a chi giungesse lì e fosse in grado di ascoltarlo, le informazioni di base per iniziare la ricerca? Una missione che, una volta conclusa, avrebbe sciolto l’animale dal suo vincolo, permettendogli così, dopo 800 lunghi anni, di morire in pace.

Ebbene, l’uomo che per la prima volta, dopo secoli, fu in grado di ricevere quelle informazioni, non fu colui che gli antichi speravano che fosse. Gol D Roger, una volta giunto sull’ultima isola, ebbe modo di ascoltare l’animale e ciò che egli aveva da dire. Gli permise, un po’ ingenuamente, di adempiere alla sua missione, e di lasciare il mondo. Ma Gol D Roger non era l’uomo in grado di portare a compimento la volontà degli antichi, lo abbiamo detto. Anzi, una volta morto l’animale, lui avrebbe rischiato di tramutarsi nella pietra tombale su tutto il progetto, dato che, fatalmente e disgraziatamente, anche lui era in procinto di tirare le cuoia per via della malattia.

Gol D Roger, in altre parole, era l’imprevisto all’interno di un piano quasi perfetto, brillante… oseremmo dire divino. Un piano così ambizioso da pretendere di compiersi in qualsiasi momento, di qualsiasi era. Bastava solo che venissero soddisfatte le quattro condizioni cardine di cui abbiamo parlato: conoscenze storiche, capacità piratesche, coincidenza temporale e capacità di “sentire la voce delle cose”, senza la quale sarebbe stato impossibile ascoltare l’animale.

Una volta arrivato a Raftel, Gol D Roger capì di aver fatto un errore. Capì di non essere l’uomo che gli antichi stavano aspettando, perché era stato avventato, ma anche sfortunato. A quel punto non gli rimaneva che una scelta. Compiere la volontà degli antichi? No, non ne avrebbe avuto la capacità. Gol D Roger, brillante com’era, fece qualcosa di meglio: creò da zero la sua missione, facendosi prosecutore materiale di quella volontà, in modo da permettere ad altri dopo di lui di poterla compiere al suo posto, ma migliorando al contempo l’intero meccanismo ideato dagli antichi. In altre parole, prese quest’unica vulnerabilità e la trasformò nel pilastro solido che non era mai stato, chiedendo a Oden, dopo aver sciolto la ciurma, di incidere in lingua comune il trentunesimo Poneglyph.

Vi siete mai chiesti, infatti, come facesse Tamago a conoscere tutte quelle informazioni sulle antiche pietre se Big Mom non ha mai avuto modo di poterle tradurre? Escludendo a priori la disgustosa idea che qualcuno della ciurma di Gol D Roger abbia tradito, l’unico modo che ha un pirata comune, fosse anche imperatore, di venire a conoscenza di quelle informazioni è mediante una stele scritta in lingua comune e facilmente rintracciabile sull’ultima isola. Questo se non altro conferma le parole di Inuarashi, quando disse:

“[…] Solo una volta arrivati al punto finale indicato dai registri ci si può imbattere nel mistero dei Poneglyph, degli antichi caratteri e della civiltà che li ha creati, così come in quello della reale esistenza dell’ultima invisibile isola, Raftel!”

Ma, direte voi, non viene meno ad una delle condizioni citate all’inizio?

Ed è proprio a questo che servì principalmente salire su quel patibolo a Loguetown. Gol D Roger sapeva bene che un Poneglyph sull’ultima isola, messo magari ben in vista, avrebbe avuto vita breve, specialmente con la Marina libera di scorrazzare per i mari (d’altronde fu proprio per questo che ipotizziamo sia stato scelto un animale da parte dell’antico regno). Decise allora di ponderare bene le sue ultime parole, per fare in modo che la fiammella accesa dagli antichi non solo sopravvivesse a lui stesso ma addirittura bruciasse più che mai in ogni angolo del mondo. Diede inizio alla prima vera Era della Pirateria, spingendo molte più persone lungo quello stesso cammino che era la Grand Line e che inevitabilmente avrebbe portato all’ultima isola, là dove chiunque sarebbe stato in grado di apprendere dell’esistenza dei Poneglyph.

Ma di contro cosa ottenne? Tutti coloro che presero il mare, spinti dall’idea di ottenere ricchezza, fama e potere cominciarono a darsi battaglia lungo tutta la Grand Line. Nel Nuovo Mondo, poi, si vennero a creare dei veri e propri territori di proprietà degli Imperatori. In altre parole, Gol D Roger impose un blocco invalicabile, fatto di navi, uomini e spade, fra il Poneglyph e la Marina, impedendo loro di raggiungere in maniera agevole l’ultima isola.

Ma è anche vero che, in fin dei conti sarebbe bastato anche un solo pirata che avesse sparso la voce, e ogni azione della Marina e del Governo di occultare quella pietra sarebbe stata vana. Proprio come è avvenuto, tant’è che Tamago parla, evidentemente, per sentito dire.

Ma allora vi chiederete: come mai l’Antico Regno ha scelto maggiore segretezza?

Perché non mettere il mondo a conoscenza dei Poneglyph, senza estreme selezioni iniziali, e poi affidare a quei pochi eletti in grado di studiarli e tradurli di concludere il viaggio, giungere a Raftel e compiere la loro volontà?  In fin dei conti è proprio quello che ha fatto Gol D Roger, e abbiamo appena detto che lui migliorò quel meccanismo di trasmissione.

Ebbene, ci tocca ancora una volta parlare del concetto di “missione”.

Lo scopo degli antichi era quello di sparare un unico proiettile, che viaggiasse attraverso il tempo, fino a beccare il bersaglio, al centro, al momento giusto. Una follia, direte voi. Eppure è quasi successo. Il margine di errore è stato di una manciata di anni su ben otto secoli! Ma questa missione era troppo rischiosa, e difatti ha fallito, proprio nel momento stesso in cui Gol D Roger ha messo piede sull’ultima isola. Lui se ne è reso conto solo arrivato a Raftel. Ecco allora l’idea geniale: riprogrammare l’intera missione, facendo in modo di colmare tutte le vulnerabilità del progetto iniziale. Difatti, quando Baffibianchi parla con Teach, a Marineford, non dice: “Non sei tu colui che gli Antichi stavano aspettando” bensì “Non sei tu colui che Gol D Roger stava aspettando”! La missione adesso è la sua, e come uno qualsiasi di quei Poneglyph, vi adempirà, quasi sdebitandosi con gli antichi, nel momento stesso in cui Luffy se ne farà carico, giungendo a Raftel.

Questo, se ci pensate, è proprio il significato di quella famosa “volontà ereditata” citata proprio da Gol D Roger al capitolo 100. A voler essere completi, Gol D Roger ha dato persino un senso alla “ciclicità delle ere”, altro elemento citato in quell’occasione. Difatti, un Poneglyph, pur dovendo adempiere ad una missione, non “muore” come farebbe un animale, nel momento in cui viene liberato dal suo vincolo. Rimane lì, ad imperitura memoria. Questo è proprio lo scopo per cui gli antichi scelsero di affidare al clan Kozuki la capacità, non tanto di leggere, ma di scrivere i Poneglyph.

Vi siete mai chiesti perché mai, dopo secoli, si sarebbe dovuto rendere necessario incidere ancora quelle pietre? Lo dice Raizo, al capitolo 820:

“[…] Ciò che però venne tramandato fu l’arte del leggere e scrivere gli antichi caratteri!”

Il motivo, a nostro parere, è molto semplice. Finché non fosse arrivato qualcuno in grado di cambiare le sorti del mondo, poteva venirsi a creare la necessità di consegnare alla storia altri accadimenti di importanza cruciale, affiché le future generazioni potessero capire, metabolizzare ed evitare di cadere nuovamente in fallo. Di fondo, è solo nel momento in cui si dimentica che si corre il rischio di ripetere gli errori del passato. Ecco perché esistono i Poneglyph. Ecco perché era estremamente necessario che tutti i singoli tasselli di quel messaggio fossero capaci di perdurare nel tempo, sopravvivendo alla storia stessa. Una cosa che è stata possibile solo grazie all’avvento dell’Era della Pirateria, che ora più che mai, è sinonimo di Libertà.

Cosa ha scritto quindi Gol D Roger sul “suo” Poneglyph?

Sicuramente tutte le informazioni di base su queste pietre. Orientativamente è proprio ciò che Tamago dice di sapere al riguardo. Ma, se siete stati attenti fin qui, non vi sarà sfuggito di certo un dettaglio: Gol D Roger ha inserito anche l’informazione sui Kozuki?

Evidentemente no. Lui, con buona probabilità, apprese del clan dall’animale, ma, nel momento in cui avrebbe lanciato l’Era della Pirateria per garantire al Poneglyph di resistere sull’ultima isola, se avesse riportato tal quale ciò che sapeva avrebbe rischiato:

  1. Di mettere a repentaglio la sopravvivenza del clan stesso, dato che chiunque avrebbe puntato su di loro piuttosto che spendere anni della propria vita a cercare di studiare e tradurre i Poneglyph. Basti pensare a Kaido e Big Mom, ad esempio.
  2. Di ripetere lo stesso errore commesso dagli antichi, inserendo una possibilità concreta di bypassare quel delicato processo di arricchimento culturale di cui abbiamo parlato e che abbiamo capito essere vitale per interpretare correttamente gli accadimenti del passato.

Ecco perché, in definitiva, possiamo definire quella di Gol D Roger l’impresa di maggiore caratura mai compiuta lungo tutta la sua carriera da pirata, qualcosa che di fatto lo comprova quale Re dei Pirati.

Detto questo, il nostro percorso finisce qui. Se vi avremo tediato ci spiacerà molto. Se vi avremo interessati ne saremo lieti. Noi intanto ci siano divertiti da matti a pensare, sviluppare e scrivere questa teoria partendo da zero.

Ringraziamo il Re per averci tradotto tutti i dialoghi che avete letto, e un grazie speciale a tutti voi per aver retto fino alla fine un simile malloppo.

Benn & Ray

La Gazzetta di One Piece

Onepiecelab – Teorie ed Approfondimenti

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Teoria sul Grande Regno: il cerchio e la croce

grande regno

Teoria sul Grande Regno: il cerchio e la croce

Salve a tutti. Oggi parliamo dell’Antico Regno o Grande Regno che dir si voglia.
Prima di cominciare ringrazio il mio amico Re del Bike&Raft, che mi ha fornito parecchio materiale su cui lavorare e che trovate fra le fonti. Cominciamo dalla fine della Teoria sulla Redline. Per chi non l’avesse ancora letta, la trova QUI.

Raftel viene a coincidere con l’Indonesia: qui anticamente regnò un certo Joyoboyo.

  1. Loguetown viene a coincidere con il Giappone: i luoghi dove tutto è cominciato.
  2. Il Nuovo Mondo comincia dove si trova l’America: anticamente definita proprio Nuovo Mondo.

In questa trattazione prenderemo in considerazione soltanto il primo punto, che è quello di nostro interesse.

Cosa sappiamo di Raftel?

Raftel è un’isola. L’ultima isola del Nuovo Mondo. Da 800 anni a questa parte gli unici ad averla raggiunta son stati Roger e la sua ciurma, grazie al Rio Poneglyph, cioè l’insieme di informazioni raccolte sui vari PG disseminati in tutta la Grand Line. E’ Roger stesso che, attraverso quello scritto lasciato in calce al campanile d’oro di Shandora, suggerisce a chiunque fosse stato in grado di capire, di proseguire fino agli estremi confini del mondo per scoprire la verità.
Eppure in molti vi si saranno avvicinati, in primis gli Imperatori, ma nessuno di loro, nonostante la propria forza o i propri poteri, è riuscito a trovare Raftel. Anche per questo motivo nell’accezione comune è considerata un’isola leggendaria.
Stando a ciò che Roger dice a Baffibianchi poco prima di consegnarsi alla Marina, esiste un modo fattuale per trovarla ed accedervi. Questa informazione Roger l’ha dedotta, verosimilmente, “ascoltando” il contenuto dei PG. Evidentemente chiunque può raggiungerla grazie a questa indicazione, e non serve avere la D. nel nome, essere fruttati, o avere chissà quale potere.
Sarebbe altresì logico pensare che se le penultime isole del Nuovo Mondo (cioè quelle che chiudono la serie magnetica indicata dai Log Pose) sono abitate, coloro che ivi risiedono potrebbero avere più possibilità di trovare Raftel, anche casualmente, navigando fino alle spalle della Reverse Mountain. Invece in 800 anni ciò non è mai successo.

Cosa sappiamo dell’Indonesia?

Come il Giappone, patria del nostro sensei, è un arcipelago. Conta più di 17000 isole, di cui 5 le maggiori: Sumatra, Kalimantan, Giava, Nuova Guinea e Sulawesi.
Fra il 1135 e il 1157 d.C. fu governata dal re Sri Mapanji Jayabaya o Jayabhaya (in Giavanese: Joyoboyo). Costui viene ricordato per aver regnato con equilibrio e intelligenza, portando prosperità al regno. Egli incarnava l’archetipo del cosiddetto Re Giusto, poichè portò giustizia sociale, ordine e armonia in quelle terre. In quanto giavanese, credeva in una storia ciclica di epoche che si alternano tra prosperità e sofferenza.
Ci sarebbe da dire ancora un fascicolo di roba sull’Indonesia e sulla sua storia, ma ci basti al momento questo.

Cosa sappiamo del Grande Regno?

L’unico massimo esperto in merito, il prof. Clover, è morto poco prima del bombardamento di Ohara, su ordine di uno dei cinque astri. La scena penso l’avrete tutti in mente. Poco prima di morire, Clover cominciò a vuotare il sacco, elencando una dopo l’altra, in maniera molto chiara e comprensibile, le sue deduzioni. Lui era convinto che i Poneglyph erano stati creati dal Grande Regno per preservare in eterno determinate informazioni, che se scritte su carta o libri sarebbero state irrimediabilmente distrutte. Da ciò lui ha dedotto che qualcuno voleva mettere a tacere queste persone. Ciò che loro avevano da dire al mondo non si sarebbe dovuto scoprire.
Questo qualcuno, secondo il prof. Clover, è l’attuale Governo Mondiale, e arriva a questa conclusione poiché subito dopo i 100 anni di vuoto tale organizzazione prende vita. Se è vero che il Grande Regno aveva dei nemici, e che tali nemici avrebbero fatto di tutto per occultare la loro presenza alla storia cancellando ogni loro traccia dal mondo (come poi han fatto), allora in quei 100 anni sarà sicuramente scoppiata una guerra fra il Grande Regno e quella che noi sappiamo essere (grazie a Doflamingo) la Coalizione delle 20 famiglie. I vincitori di quella guerra hanno scritto la storia per i successivi 800 anni, incapaci però di eliminare quei blocchi sebbene fossero consapevoli della loro presenza. Ecco allora che scatta il divieto categorico di cercarli, studiarli e tradurli.

Mi soffermo per fare una precisazione che ritengo importante

Il popolo di Ohara non aveva alcun potere particolare. Da 5000 anni coltivavano cultura, ossia da quando piantarono il seme dell’albero dell’Onniscienza. I Poneglyph, se studiati, possono essere tradotti; d’altronde sono stati costruiti proprio per questo. Il Governo ne vieta la ricerca perché sa che basta studiarli per venirne a capo, proprio come hanno fatto i ricercatori di Ohara; è chiaro che servono anni e anni di studio e una preparazione non indifferente… e chi meglio di loro, dico io. Certo, è anche vero che a volte aiuta anche essere predisposti, come Nico Robin, per apprendere molto più velocemente, oppure basta avere il potere di ascoltare le cose, come Roger, e il gioco è fatto, ma in linea di massima chiunque con un’adeguata e, oserei aggiungere, elevatissima preparazione può tradurre i Poneglyph.

Torniamo a Clover

Egli continua parlando proprio del Grande Regno, per quel poco che è riuscito ad estrapolare dai PG studiati durante la sua vita.

Vediamo quali sono le informazioni principali

  1. la nomea di “Grande Regno” era soltanto un appellativo, derivante probabilmente dall’estensione dello stesso;
  2. tale regno possedeva un enorme potere;
  3. prosperava e aveva ben precise ideologie;

In particolare, asserisce Clover, la reale minaccia per il futuro Governo Mondiale non erano tanto le armi ancestrali, ma proprio queste ideologie. Non sa che tipo di minaccia potessero rappresentare, ma la chiave di tutto sta proprio nel nome del Grande Regno. Questo nome, in altre parole, può aiutare a capire perché tali ideologie rappresentassero e rappresentino tutt’ora la più grande minaccia per il Governo Mondiale.

Cosa sappiamo del Governo Mondiale?

Esso venne creato subito dopo i 100 anni di vuoto e annovera al momento 170 nazioni fra le sue schiere.
La massima autorità politica è rappresentata dai Cinque Astri di Saggezza, quindi abbiamo le Venti Famiglie Reali e i loro discendenti, i Nobili Mondiali. Dispone di un braccio armato che è la Marina, e di un’agenzia di servizi segreti che è il Cypher Pol. Dispone anche di un’elite di scienziati capitanata dal Dr. Vegapunk. Ha inoltre un’alleanza con sette fra i pirati più temibili al mondo, a cui fornisce privilegi speciali in cambio di sostegno nella lotta alla pirateria.

Appare chiaro come sia un’associazione verticistica a stampo totalitario. La gerarchia è rigida e la mentalità molto conservatrice. Hanno dato più volte dimostrazione di intransigenza, ipocrisia e ignoranza, usando la forza bruta per asfaltare chiunque gli si opponesse.
Hanno inoltre commesso atti deplorevoli in nome della Giustizia Assoluta e della Scienza, in forza di quello che potremmo quasi definire il loro motto, ossia: “il fine giustifica i mezzi”. Il simbolo che li rappresenta è questo: una croce greca con cinque elementi circolari, tutti interconnessi.

Proviamo a capirne il significato

I quattro bracci hanno tutti la stessa lunghezza, sinonimo di equilibrio e giustizia. Tuttavia suddividono lo spazio in quattro parti identiche, non comunicanti, a simboleggiare la volontà di compartire in modo equo. I cinque elementi richiamano ai cinque astri di saggezza, che come abbiamo visto sono la massima autorità politica, ma richiamano anche alla geografia del mondo, diviso da due grandi linee ortogonali in quattro grandi mari, il cui centro è la sede del governo stesso, ossia Marigeois.

La croce ha anche un significato religioso, che richiama proprio alla nomea di Marigeois quale “terra sacra”, ma anche alle sfumature oscurantiste di parecchi suoi abitanti. In altre parole, lo stemma del Governo Mondiale rappresenta intrinsecamente proprio la sua ideologia, ossia quella di controllare il mondo intero, fino alle sue estremità, attraverso un potere centralizzato e concentrato nelle mani di pochi “saggi”. Si evince inoltre la volontà di mantenere questo mondo diviso, non solo a livello geografico ma soprattutto a livello sociale, attraverso l’adozione di una rigida gerarchia e di una netta distinzione classista e razzista.

Esiste un simbolo che possiamo considerare contrapposto alla croce? Si, ed è il cerchio.
Il cerchio rappresenta perfezione, omogeneità, assenza di divisione, assenza di distinzione. Nel cerchio non esiste un inizio né una fine e richiama a qualcosa di ciclico, che continua a ripetersi all’infinito. Proprio per questo viene visto come simbolo del rinnovamento e dell’evoluzione. Nel cerchio tutti i punti della circonferenza sono equidistanti dal centro. Se lo si immagina come estensione del punto si può avere un’idea concreta di unità, omogeneità ed eguaglianza.

N.B. Se inizia ad accendersi qualche lampadina siete sulla buona strada (Y)

A questo punto, proviamo a comporre il puzzle.
Ricapitolando, nell’opera di Oda abbiamo:

  • un’isola di nome Jaya, con una città d’oro chiamata Shandora, dove è nascosto un Poneglyph con l’ubicazione di una delle tre armi ancestrali; la città di Shandora nel 1122 (come riportato da Robin su una stele funeraria) era prosperosa e fiorente; inoltre Nico Robin fra le rovine vi trova la seguente scritta: “Preserva dentro di te la reale motivazione e non parlarne con nessuno. Noi siamo coloro che tessono la storia, accompagnati dal suono del grande campanile.”
  • un personaggio di nome Joyboy, in grado di scrivere nella lingua del Grande Regno, autore della lettera di scuse indirizzata alla Principessa Poseidon;
  • un’isola leggendaria di nome Raftel, ultima isola della Grand Line, dove si crede sia nascosto il One Piece;
  • alcuni personaggi con una D nel nome, che, nell’accezione comune, hanno potenzialmente la capacità di influenzare il corso della storia, e molti di coloro che fino ad ora ci sono stati presentati hanno effettivamente avuto un ruolo cruciale nello svolgimento della trama;
  • un pirata, Gol D Roger, definito il Re per essere riuscito là dove chiunque, per 800 anni, aveva fallito, raggiungendo Raftel e venendo a conoscenza di quel vuoto storico di 100 anni; un altro pirata, Edward Newgate alias Baffibianchi, da tutti creduto il successore di Roger, che viene a conoscenza proprio per mano di costui dei segreti della D, del One Piece e del modo per raggiungere Raftel. Ebbene, come ha sapientemente spiegato il mio grande amico Re in questa trattazione, in punto di morte a Marineford dice che il One Piece, inteso come il grande tesoro che unisce gli uomini, esiste davvero.

Il grande tesoro che unisce gli uomini è il punto cruciale

Considerando che nella realtà esiste un’isola di nome Jawa (Giava in italiano), una delle cinque maggiori isole dell’arcipelago indonesiano, in cui un tempo (fra il 1135 e il 1157 d.C.) un re di nome Joyoboyo, conosciuto come il miglior re nella storia di quel regno, governò con giustizia e lungimiranza, rendendola prospera e fiorente, potremmo correttamente supporre che Oda si sia liberamente ispirato all’Indonesia e alla sua storia per ricreare il Grande Regno.
Dalla Teoria sulla Redline abbiamo visto che geograficamente non è Jaya ma Raftel a coincidere con l’Indonesia. Dunque è possibile che il Grande Regno, proprio perché grande, comprendesse diverse isole (proprio come il governo mondiale annovera 170 nazioni) e che, durante il regno di Joyboy, la capitale fosse proprio Shandora, nell’isola di Jaya.

Anticamente questa città era, infatti, una città d’oro. Il motivo di tanto sfarzo potrebbe risiedere nel fatto che fosse la capitale di un regno ricco e prospero, proprio come lo era il Grande Regno. D’altronde tutte le capitali, sia dell’antichità che dell’era moderna, si distinguono per sfarzi, attrazioni, opere e via dicendo.

Un altro elemento che mi spinge a supporre la presenza di Joyboy a Jaya è il PG con l’ubicazione di Poseidon. Perché mai incastonare proprio qui questo blocco? E’ possibile che qualcuno, sopraffatto dai rimorsi per non aver mantenuto una qualche promessa, abbia scelto una pseudo forma di redenzione attraverso la protezione indiretta di quel popolo e del loro potere?
Sono portato a credere, in altre parole, che Joyboy abbia ordinato agli Shandia, subito dopo aver respinto la Coalizione alle porte di Shandora, di proteggere il PG con l’ubicazione di Poseidon non solo in quanto arma ancestrale e quindi potenzialmente in grado di distruggere il mondo in mani sbagliate, ma anche perché indirettamente aveva tradito la fiducia degli uomini pesce e della principessa Poseidon attraverso quella promessa non mantenuta, per cui la protezione di quel blocco poteva esser diventata una questione d’onore, che ben si addice ad un personaggio ispirato ad un Re Giusto. La costruzione di un blocco esclusivamente per porgere le proprie scuse ne è la conferma.

Sempre a Shandora, fra le rovine, Nico Robin rinviene una scritta:

“Preserva dentro di te la reale motivazione e non parlarne con nessuno. Noi siamo coloro che tessono la storia, accompagnati dal suono del grande campanile.”

E’ una frase molto criptica, che lascia spazio a molteplici interpretazioni. Provo a dare la mia: “Se hai un sogno, serbalo dentro di te e non farne parola con nessuno. Noi siamo coloro che fanno la storia ad ogni rintocco di campana.”

Evidentemente queste persone avevano un sogno, un ideale. Dalle parole di Clover sappiamo che questo ideale era talmente “rivoluzionario” da rappresentare una minaccia per ben 20 regni. Credere in quel sogno è costata loro l’esistenza. Probabilmente è per questo motivo che l’autore di quella frase si sentì di consigliare ad eventuali posteri di serbare i propri sogni senza diramarli, perchè probabilmente non sarebbero stati accolti da tutti allo stesso modo. Inoltre, specificare chi fossero, mette la curiosità di indagare ancora, quasi fosse un invito sia a scoprire cosa queste persone avessero fatto o avessero avuto intenzione di fare, sia ad imparare, seguendone le orme, per cercare di riuscire la dove loro avevano fallito.
In questo senso i possessori della D., come affermato più volte durante il manga, sembrano avere proprio la capacità di influenzare il corso degli eventi. Che siano i discendenti di quel Grande Regno? Che sia per questo che il Governo Mondiale li teme più di qualunque altra persona?
Si tratta solo di una mia interpretazione. Le cose potrebbero essere completamente diverse. Tuttavia, qui si intravede un modello che ricorre in tutto il manga:

Joyoboyo, come affermato in precedenza, credeva in una storia ciclica di epoche che si alternano tra prosperità e sofferenza. Ricordate qualcuno che disse una cosa simile?

 Esatto. Roger era convinto che la ciclicità della storia, nel suo continuo evolversi da un’epoca ad un’altra, non potesse essere fermata. Il credere nella volontà ereditata significa, in altre parole, credere che la storia possa ripetersi, in un ciclo infinito che rimarrà tale finchè le persone avranno sete di libertà. Un altro possessore della D affermava una cosa simile riguardo ai sogni dell’uomo: “I sogni degli uomini non finiranno mai!”

Continua a riproporsi lo stesso modello: un ciclo infinito… di volontà che vengono ereditate, di sogni partoriti dall’uomo e di ere che si susseguono, in nome dell’unico vero dio: la libertà.
D’altronde ne abbiamo prova nel manga stesso. Possono passare anche secoli, ma prima o poi una volontà verrà ereditata, un sogno verrà nuovamente partorito e un’era finirà, mutando in un’altra.Ritengo verosimile dunque che i possessori della D. siano direttamente legati a quel Grande Regno ormai scomparso. Probabilmente ne saranno i discendenti, o come ipotizzato nella Teoria della Genesi, potrebbero essere persone che ne hanno ereditato la volontà. Si parla spesso di volontà della D. … si parla spesso di rivoluzioni legate a questa volontà … eppure dalla storia sappiamo che la rivoluzione maggiore sarebbe arrivata al concretizzarsi degli ideali e dei sogni di quel Grande Regno. Dunque non sarebbe sbagliato ipotizzare che la volontà della D. non sia altro che la volontà di quel regno, e che la bramosia di libertà di Roger, di Luffy e degli altri possessori della D., sia retaggio di quello stesso antico sogno di libertà.

Credo sia chiaro, a questo punto, quale fosse quell’ideale. In caso contrario, riprendo la magnifica scoperta di Re Barbanera: il One Piece non è altro che il grande tesoro che unisce gli uomini (cit. Baffibianchi). Per capire meglio cosa voglia dire questa frase torniamo ai simboli di prima (e qui entriamo nel clou della teoria): la Croce e il Cerchio.

 Il significato della croce, ripeto, si focalizza sull’accentramento del potere, sulla divisione del mondo e sul dominio totale di questo. In altri termini, si concretizza il concetto di un mondo prigioniero della Giustizia Assoluta.
Il cerchio invece richiama omogeneità, uguaglianza, unità, perfezione. In particolare non sussiste alcuna divisione, distinzione o discriminazione all’interno di esso. Come dicevamo prima, non avendo un inizio e una fine richiama il concetto di infinito e di ciclico. Ma soprattutto, richiama il concetto di Libertà.Apro una breve parentesi di attualità.
Non so quanti di voi abbiano già fatto mentalmente questo collegamento ma la bandiera del Giappone è molto, molto simile.
Il cerchio rappresenta il sol levante, che è sinonimo di inizio, di nascita o rinascita.  Il sole, tra i simboli araldici più antichi, è l’antenato leggendario della dinastia imperiale, da essa usato per almeno seicento anni, forse addirittura mille. Non deve sorprendere un riadattamento di questo simbolo da parte di Oda, proprio in quanto Giapponese. Il Giappone è infatti una monarchia costituzionale, che vede al vertice politico la figura dell’Imperatore. Si sa che la Monarchia non è come la Democrazia, specialmente in termini di Libertà.
Potrebbe darsi, dunque, che nell’opera di Oda vi sia nascosto un desiderio latente di vedere un Giappone più libero e più democratico. Ma mi fermo qui, perchè la politica esula da questa trattazione.Torniamo quindi al Grande Regno, il cui simbolo potrebbe essere stato verosimilmente proprio un cerchio, esattamente come la bandiera del Giappone, anche se il significato che c’è dietro ovviamente, come abbiamo visto, è abbastanza diverso.
In questo caso infatti si spiegherebbe:
  • il fatto che alcuni possessori della D. rievocano il modello ciclico;
  • l’ideale di libertà che si contrappone al totalitarismo del Governo Mondiale.

Ma la cosa più sensazionale sta proprio nel significato di One Piece. Il grande tesoro che unisce gli uomini è dunque un sogno o un progetto, se vogliamo, ossia quello di rendere il mondo, un mondo unito, senza distinzione fra razze o classi sociali. E non parlo soltanto a livello metaforico, ma anche geografico.Le due figure di prima rappresentano due visioni differenti del mondo. Geograficamente parlando, nella prima le barriere sono dovute alla Redline e alla Grandline, mentre nella seconda non sussiste nulla di tutto ciò.

Se riprendiamo la Teoria della Redline, vediamo come un tempo il mondo fosse semplicemente un oceano sconfinato, disseminato di isole. E’ solo successivamente che si ha la formazione della Redline e della Grandline. In altre parole, c’è stato un tempo in cui il mondo era un One Piece, e il sogno di quel Grande Regno era proprio quello di riportare il mondo a quello stadio, perlomeno parzialmente, in modo da concretizzare quel modello di libertà.

E qui entrano in gioco le armi ancestrali. Ora io mi chiedo, dopo tutto quello che abbiam visto… che utilità potevano avere queste armi così potenti in mano ad un regno che sognava un mondo libero e giusto? Sarebbe del tutto fuori luogo pensare che se ne volesse servire per dominare il mondo, perchè non era questo il suo obiettivo. D’altronde perfino Roger e Luffy, se è vero che hanno ereditato la volontà di quel regno, non hanno mai dimostrato di essere interessati a conquistare il mondo, ma solo ed esclusivamente a raggiungere il maggiore status di libertà.
Sarebbe poco corretto anche ipotizzare che queste armi dovevano servire a combattere la Coalizione. Se è vero che il loro potenziale distruttivo è così elevato, il Grande Regno non avrebbe vinto, ma stravinto.

Ma c’è anche un’altra questione che non mi torna. Se la vera storia di quei 100 anni si incentra sull’ideale di libertà e di un mondo unito e giusto, perchè mai ricordare ai posteri, tramite i Poneglyph, dell’esistenza di queste tre armi ancestrali? Avranno sicuramente messo in conto la possibilità che quella informazione cadesse nelle mani sbagliate, e a quel punto si sarebbe realizzato l’esatto contrario di ciò che loro auspicavano: cioè un mondo di morte e distruzione, governato col pugno di ferro e con la violenza.

Evidentemente queste armi avevano un altro scopo. Uno scopo sicuramente più pacifico. Basti pensare alle scoperte della nostra scienza. La fissione dell’atomo non aveva come obiettivo la costruzione della bomba atomica, così come Pluton, secondo me, non era stata progettata per distruggere insediamenti umani. E’ chiaro che un’arma di quel tipo apriva un ventaglio molto ampio di utilizzi e nell’accezione comune passò l’idea che servisse a distruggere il mondo, che è una mezza verità, alterata e veicolata ad hoc dal Governo Mondiale semplicemente per vietare a chiunque di tradurre i PG e scoprire la verità.
Lo scopo di un’arma come Pluton, definita come quella dal maggiore potenziale distruttivo, doveva servire a realizzare un mondo unito e libero. Come? Ci sarete già arrivati, ma ve lo dico lo stesso: abbattendo la Redline nei due punti di intersezione con la Grandline. Probabilmente, così come questa idea divide coloro che ne prendono atto nella realtà e insinua perplessità a volte importanti, allo stesso modo credo che abbia spiazzato Roger e la sua ciurma quando ne sono venuti a conoscenza sull’isola di Raftel.
Come facevo già presente nella teoria della genesi, le parole di Rayleigh a Robin devono fare riflettere. Egli afferma che non sono ancora pronti a reggere il peso di quella verità. Non avrebbero ne i mezzi ne le conoscenze per poter sfruttare quella scoperta. Sembra quasi che voglia dire loro di continuare lungo il loro viaggio e arrivare fino in fondo, così come aveva scritto Roger a Skypiea, perchè solo allora avranno la mente pronta ad accogliere quella verità. Tuttavia, non è detto che interpretino allo stesso modo dei pirati di Roger questa scoperta, basti vedere come viene interpretata dai lettori del manga questa ipotesi.

Questo spiegherebbe anche un altro monologo importante:

Newgate spiega a Teach che non è lui l’uomo che Roger stava aspettando, sebbene appartenga alla sua stessa stirpe. Roger aspettava un uomo in grado di farsi carico del peso di quei secoli, di quegli ideali. Solo costui avrebbe potuto capire il messaggio lasciato dall’antico regno e fare un uso sapiente delle armi ancestrali. Newgate non è mai stato interessato al progetto One Piece ma sa benissimo la portata devastante di quella verità, in primis dal punto di vista politico e sociale. Smantellerebbe sul colpo un asset che dura da ben 800 anni, reputato indegnamente giusto ed equo. E come il suo predecessore, Baffibianchi in punto di morte rinnova quella verità:
Dunque, dato che come diceva Clover nel nome del regno è racchiusa la chiave di tutto, concordo con il collega dello Hyena Team nel reputare One Piece un probabile nome per il Grande Regno.
Clover diceva anche che questo regno vantava un enorme potere. Dal mio punto di vista tale potere era un’enorme conoscenza. Solo un alto livello di cultura può generare ideali di spessore come quello appena discusso. E chissà che, come avevo già ipotizzato nella teoria della genesi, questo potere non venga dal cielo… che non sia Uranus.
D’altronde Uranus si ispira alla divinità Urano, che per i greci non era altro che la personificazione del cielo inteso in senso fecondo. Una conoscenza extraterrestre che ha elevato quel popolo ad un livello superiore, al punto da essere temuti. Un’arma a tutti gli effetti, in grado di generare potenziali mostri come Pluton, o blocchi di pietra incredibilmente dura e resistente come i Poneglyph.Il progetto di unificazione del mondo, sotto tutti i punti di vista, avrebbe però anche altre implicazioni importanti, che risolverebbero altrettante questioni ancora aperte. Una fra tutte la creazione dell’All Blue di Sanji, realizzabile solo ed esclusivamente in questo modo.Concludo dicendo che il Grande Regno con buona probabilità nasce da un desiderio di Oda di vedere il proprio paese diverso sotto alcuni punti di vista. E’ altresì probabile che sia stato ispirato dall’età dell’oro Indonesiana, da cui l’idea di prendere spunto dalla sua storia e dai suoi re, nonchè l’idea di rendere Shandora una città d’oro, per l’appunto. In ogni caso, è riuscito a mescolare mitologia, storia, tradizione, geografia, scienza e molto altro nel suo solito ed unico modo squisitamente geniale.Spero che i contenuti di questa riflessione/teoria abbiano mitigato la frantumazione di cosiddetti per la lunghezza della stessa.
Aspetto di sentire la vostra.

Grazie per l’attenzione e a presto con nuove riflessioni. Buon ferragosto!

Ray

FONTI

5/5 (1)

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