X-Ray Analysis – Capitolo 818 – 817

Wano

Carissimi amici,

finalmente trovo qualche minuto per tornare a scrivere organicamente qualcosa su One Piece, spinto anche dall’incontenibile fervore che penso ha pervaso un po’ tutti voi durante la lettura dell’ultimo capitolo. Ho apprezzato parecchio i contenuti, in primis per l’utilità delle rivelazioni ai fini del libro che sto scrivendo insieme al Re. Se vi dicessi che la scoperta di un clan di Wano che scolpiva i PG non mi ha sorpreso affatto probabilmente non mi credereste, e non potrei darvi torto, d’altronde non avete ancora letto nulla di tutto ciò che da quasi due anni non vedo l’ora di raccontarvi. Ma il problema come sempre è il tempo.

Oggi parliamo del capitolo 817 e 818, per sommi capi, andando ad analizzare alcuni punti cardine, per concludere poi con una parte della MaxiWanoTheory, promessa mesi or sono e mai completata, ma che ahimè non posso ultimare, per le stesse ragioni di cui sopra.

Dato che ci aspetta una lunga analisi, direi di non tergiversare oltre.

Capitolo 817

Gli elementi salienti a mio parere sono stati tre:

  1. Momonosuke non è figlio di Kin’emon ma di un Daimyo di Wano (precisamente del Daimyo di Kuri, Oden Kozuki) e tutta la compagnia di samurai, più Inuarashi e Nekomamushi, sono suoi sottoposti, nonchè amici.
  2. Raizou è sempre stato a Zou, tenuto prigioniero all’interno della Balena per la sua incolumità.
  3. Esistono dei PG diversi dagli altri, di colore rosso, il cui scopo non è quello di narrare la storia perduta.

A parte il punto 1, che avevo teorizzato tempo fa limitatamente al fatto che Momo non fosse figlio di Kinemon, per il 2 mi son dovuto ricredere… sinceramente speravo che Raizou fosse altrove, ma come sempre la linearità della narrazione la fa da padrone: Kinemon – Punk Hazard, Kanjuro – Dressorsa, Raizou – Zou. Molto, molto semplice. Il punto 3 invece non me lo sarei mai aspettato, ma l’ho digerito con piacere.

Cominciamo parlando di una famiglia molto particolare, probabilmente l’unica che, dopo quella della D., è riuscita a impensierire seriamente il Governo Mondiale con le sue azioni.

Il Clan Kozuki

Non so quanti di voi conoscono la storia del Giappone feudale. Nel dubbio vi do giusto qualche cenno, altrimenti vi perdo per strada.

L’impalcatura politica del Giappone è stata quasi del tutto copiata da quella cinese dell’epoca. I rapporti con la Cina sono sempre stati, diciamo, di amore e odio… basti pensare alle origini del termine “Wa”, scritto con  il kanji 倭, inizialmente utilizzato dai cinesi per indicare quel popolo di barbari residenti a Est così fedeli e puntuali nel pagamento dei tributi, e successivamente trasformato quasi per sbaglio dagli stessi cinesi in 和 (che si legge sempre “wa”, ma significa: “paese dell’armonia, della pace e dell’equilibrio”) e subito adottato con fierezza dai giapponesi, che per anni ne fecero il loro simbolo. Non a caso, proprio il suddetto kanji, 和, compare nel flashback di Brook, quando parla della terra di Wano. In realtà, quando i samurai comparirono per la prima volta in veste di guerrieri e non più di servitori, questo nome era ormai caduto in disuso da tempo. Il fatto che Oda lo associ all’epoca feudale del Giappone, storicamente successiva, può essere sinonimo di spunti e richiami ad epoche passate, quelle stesse che la storia difficilmente racconta proprio perchè le fonti ufficiali andarono perdute (quel che sappiamo è merito degli annali cinesi, difatti). Ma ancora una volta i giapponesi, furbi, hanno voluto strumentalizzare questa sottospecie di destino infame e avverso per crearsi da zero, e sempre sulla falsa riga del vicino Impero Celeste, una propria storia e una propria mitologia, legando indissolubilmente l’umano e il divino, al punto da imparentare la famiglia imperiale con i Kami più importanti dello Shintoismo. L’idea di dare all’Imperatore natali semi-divini è retaggio cinese. Lo stesso stemma imperale, ossia il Drago, è retaggio cinese. Ma evito di dilungarmi al riguardo.

Ciò che importa è che ad un certo punto della sua storia, il Giappone si è trovato con un Imperatore a capo di numerose famiglie, ad ognuna delle quali decise di concedere un appezzamento di terra. Questi appezzamenti sarebbero poi diventati gli Han, ossia i feudi, mentre i capifamiglia sarebbero col tempo diventati i Daimyo, ossia i signori feudali.

Ora, credetemi se vi dico che la figura del Daimyo fu la rovina di questo Paese. Il modello istituzionale cinese era molto solido, ma era appunto cinese, ossia modellato per quel popolo. I giapponesi, arrivati a un certo punto, si ritrovarono con un modello istituzionale che mal si accoppiava con i loro usi, costumi e abitudini. In altre parole, si cucirono addosso un vestito molto scomodo, che dal cominciare a far le grinze un po’ dovunque, prese a strapparsi in modo irreparabile. L’imperatore pian piano venne eclissato, mentre la figura del capo militare, ossia lo Shogun, acquisiva sempre più prestigio e potere, al punto da diventare la carica più ambita di tutto l’impero. A partire dal clan Minamoto, conosciuto anche come Genji, si ebbe un governo di tipo shogunale, chiamato Bakufu, in cui sostanzialmente era lo Shogun e non l’imperatore a dettare legge. Da quel momento in poi, la storia venne scandita a colpi di shogunati, susseguitisi al prezzo di innumerevoli vite umane. Il culmine di questa follia si ebbe durante il periodo Sengoku, conosciuto anche come l’epoca degli stati belligeranti. Facile capire perchè. Per riacquistare un minimo di pudore e di ordine, furono necessari gli sforzi e i sacrifici di tre grandi uomini: Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Quest’ultimo, dopo una lunga serie di peripezie che ebbero fine con la vittoria di Sekigahara, riuscì a riunificare il Giappone sotto la sua guida, dando inizio all’epoca più famosa dell’intera storia giapponese: l’epoca Edo.

Al riguardo c’è da dire tantissimo, ma ci torniamo dopo. Quel che importa al momento è sapere che durante questo periodo visse una famiglia / clan di nome Nannbu, il cui simbolo era il seguente:

600px-Japanese_Crest_Nannbu_Turu.svg

Se siete attenti osservatori noterete subito alcune somiglianze con lo stemma del Clan Kozuki, in particolare l’uccello al centro (una gru), al cui interno troviamo una specie di sole, alcune volte considerato la stilizzazione di un fiore e molto spesso di un sistema di 9 astri, che preso da solo rappresenta il Kamon di altri clan giapponesi. Naturalmente ci sono anche altri stemmi che riportano la gru come animale simbolico (a ragion veduta, visto che è anche uno degli animali più caratteristici del Giappone). Qui di seguito vi mostro i più famosi:

crest_mori_gamo_kimotsuki_hatano

Ora, a parte la somiglianza dello stemma, il Clan Kozuki e il Clan Nannbu non hanno nient’altro da spartire, se non il fatto che entrambe furono rinomate famiglie di samurai.

Cattura4Un altro dettaglio interessante risiede nel nome del clan: “Kougetsu” o “Kozuki”, due letture diverse degli stessi kanji, stanno per “Luce lunare“. Al riguardo potremmo speculare fino a domani, ma non avendo chissà quali grandi teorie da raccontarvi, mi limito a dire che probabilmente la falce di luna incisa sulla fronte di Raizo fa riferimento proprio a questo. Non si escludono comunque implicazioni secondarie e vaghi richiami alla Luna, che a Zou abbiamo già visto più volte. Considerando che durante l’arco di Skypiea questa ebbe rilevanza particolare, sarebbe interessante se diventasse nuovamente centrale di qui a breve.

Raizo la Nebbia

Il primo ninja dell’intera opera è, come Kanjuro, un palese omaggio ad un attore del teatro Kabuki. Il soggetto in questione si chiama Ichikawa Danjuro, e potete ammirarlo nella seguente raffigurazione:

Raizou

Outfit a parte, la cosa che ho trovato più interessante di questo personaggio è l’attinenza  a molti dei clichè ninja sviluppatisi proprio durante il periodo Edo, ivi compresa la presunta capacità di compiere azioni “sovrumane” o “magiche”, come lascerebbe intendere l’utilizzo della pergamena (sia chiaro che non è da prendere alla lettera). Sui Ninja comunque ci torniamo dopo.

Red Poneglyph

Quando Robin asserì che il colore di questa pietra era rosso accesso, la cosa mi ha stranito un poco. Per anni ho pensato che queste pietre fossero indistruttibili perchè fatte di un preciso materiale. Mantenendo costante questo dato, mi pare evidente che o esiste un altro materiale, con proprietà identiche ma di colore rosso, oppure è stato dipinto. Questa seconda opzione non mi convince tantissimo, anche perchè una pittura che si conserva intatta per centinaia di anni non credo si conosca, e sarebbe troppo osè probabilmente anche per uno Shonen, a meno che non si scopra che i pigmenti usati erano i globuli rossi dei cinque astri… XD

Come faceva notare il mio stimato collega Flax, nel passaggio dall’817 all’818 si può notare il simpatico gioco di parole “Red” – “Road”. Nell’ultimo capitolo infatti, tale pietra viene chiamata Road Poneglyph, ma tra poco parliamo anche di questo.

Per concludere con le impressioni circa l’817, il fatto di aver trovato un PG e per di più così singolare mi ha eccitato parecchio. Come sapranno coloro i quali hanno seguito le precedenti X-Ray, era un evento che aspettavo dal primo momento in cui ho visto Zou.

Capitolo 818

Forse il capitolo più ciccioso e ricco di informazioni dai tempi di Ohara, tuttavia (e qui so di andare parecchio controcorrente) non è uno di quelli che mi ha fatto esclamare WOW! , pur avendo gioito come un bambino dinanzi al suo primo giocattolo. Vediamo intanto quali sono i punti cardine:

  1. Il Red PG è chiamato Road Poneglyph e, unitamente ad altri tre dello stesso colore, rivela la posizione di Raftel.
  2. Kaido e Big Mom ne possiedono uno a testa, mentre il quarto RPG rimane tutt’ora disperso.
  3. Non è più necessario andare personalmente alla ricerca dei PG: basta infatti trovare i calchi e unirli.
  4. Il clan Kozuki era anticamente una famiglia di “tagliapietre”: furono loro a scolpire i Poneglyph.
  5. Ascoltare la “voce” delle cose non significa “leggere” sulla superficie delle stesse; per tradurre i PG serve la conoscenza tramandata lungo la linea di sangue dei Kozuki, oppure un discendente di Ohara.
  6. Non è un caso, quindi, che Oden, ossia il padre di Momo, facesse parte della ciurma di Roger.
  7. Oden è stato giustiziato prima di poter tramandare le sue conoscenze al figlio. In pratica adesso l’unica al mondo che può svelare la verità è Nico Robin.
  8. Oden è arrivato fino a Raftel e ha scoperto il segreto del mondo. Questo lo ha reso una preda molto ghiotta, e ha messo in pericolo il suo clan. Per proteggere i suoi sudditi, Oden è morto.

RoadMap Poneglyph

Solitamente con il termine Roadmap intendiamo un piano o una sequenza di step da conseguire. In inglese sta semplicemente per “cartina stradale”. In questo caso, il singolo PG indica una strada o un percorso da seguire a partire da un luogo ben preciso. L’insieme di tutti e quattro costituisce di fatto una mappa, come conferma anche Nami.

Cattura5

La cosa mi ha lasciato sostanzialmente indifferente. C’è chi s’è esaltato e chi l’ha presa male, ma in qualche modo c’era da aspettarselo. Insomma, un’isola introvabile avrà pur bisogno di indicazioni per essere trovata. Piuttosto ciò che fa riflettere è altro.

Il ruolo dei Kozuki

Il clan Kozuki ha scolpito queste pietre 800 anni fa, alla fine dei 100 anni di vuoto. Eppure è sopravvissuto tranquillamente. A prescindere da ogni forma di speculazione sui rapporti con il Grande Regno, io penso che un tale dato è indicativo di una cosa soltanto: Clover aveva (parzialmente) torto. Ma d’altronde uno dei cinque astri glielo disse apertamente che la sua era (cito testualmente) “un’ipotesi audace”.

Cattura6

Vi ripropongo il testo originale:

Clover: “Quello che alla maggior parte di noi preme di più sapere non è il contenuto dei Poneglyph, ma il motivo della loro esistenza… per quale motivo le persone del passato hanno voluto trasmettere un messaggio alle generazioni future incidendo dei testi su solide pietre? Io credo che il motivo per cui hanno inciso quella storia su pietre indistruttibili, poi disseminate in tutto il mondo, è da ricercare nel fatto che se avessero scritto il messaggio su carta o libri, questi sarebbero stati distrutti. E questa è la chiara prova che quelle persone avevano dei nemici…

Astri: “Cosa sta insinuando, dottor Clover?”

Clover: […] “Probabilmente quando compresero che sarebbero stati annientati da una grande alleanza, conosciuta in seguito come Governo Mondiale, incisero la storia su delle pietre con l’intento di tramandare ai posteri la verità, e quelle pietre sono i Poneglyph.

Se la prima parte del discorso ha senso, la seconda, ritenuta dagli astri una teoria azzardata, cade completamente. Non è stato infatti il Grande Regno a scrivere i PG, e di questo c’era già sentore, considerando che un popolo sotto attacco tutto ha, fuorchè il tempo di scolpire pietre (gli astri furbastri questo lo sapevano!). Il clan Kozuki, forse dalla parte del Grande Regno, forse semplicemente neutrale, si è sobbarcato l’onere di evitare che la verità venisse cancellata per sempre, ed ecco perchè nei Poneglyph troviamo anche l’ubicazione delle armi ancestrali (che con la storia in realtà non è che c’entrino poi così tanto). Molto probabilmente il clan era in buoni rapporti col Grande Regno, visto che a uno di loro di nome Joyboy hanno anche fatto il favore di scrivere una lettera di scuse diretta all’allora principessa Poseidon.

Tutto questo ci porta ad una sola conclusione: il Grande Regno si servì di questi abili scalpellini/tagliapietre per tramandare alle generazioni future i loro segreti.

Raftel

Cattura7Finalmente dopo non so più quanti anni e capitoli si torna a parlare dell’ultima isola della Grand Line, la misteriosa e introvabile Raftel. Molti si sono cimentati ( e si cimenteranno ) nel trovare una valida spiegazione al perchè esistono 4 Poneglyph rossi adibiti a svelarne la collocazione. Io parto dal presupposto che Raftel, come dimostra anche l’immagine nella mente di Inu quasi praticamente identica a quella dei ricordi di Crocus, sia uno dei punti fermi di tutta l’opera, ossia qualcosa che è stata concepita quasi 20 anni fa e si è mantenuta inalterata fino ad oggi. Ergo, se fin dall’inizio si è parlato di Raftel come di un’isola, io credo proprio che sia un’isola e non una città incastonata nella Red Line o robe simili. Il fatto che servano indicazioni precise per trovarla, come dico da sempre, non deve stupire… il Nuovo Mondo è un tratto di mare molto caotico. La parte finale della Grand Line potrebbe addirittura riservare sorprese inaspettate, come mulinelli, correnti violente, foschie, tratti di bonaccia isolati, mostri marini sempre in agguato etc… insomma, potrebbe darsi che attorno all’isola vi sia una sorta di campo minato che va percorso entro precisi tratti di mare con una precisa direzione, e considerando con non hai nulla per orientarti, senza punti fermi potrebbe essere impossibile da superare. Come se non bastasse, nulla ci dice che questa isola non venga sommersa dalla marea periodicamente, o venga avvolta dalla foschia. Mi ha incuriosito quella specie di fiamma che nello schema avvolge il punto in cui si trova Raftel. Chissà che cosa rappresenta…

In ogni caso, la scelta del colore rosso secondo me è puramente grafica, per indicare una classe di PG molto più importante. Solitamente quando vi arriva una notifica, il baloon è rosso… così come quando ricevete una segnalazione importante,  un avviso di pericolo o robe del genere. Questo non fa altro che rimarcare l’importanza di Raftel, e il fatto che chi riesce ad arrivare fin li, riesce a comporre il puzzle completo.

La morte di Oden

Per i motivi sopra esposti, se al mondo esiste un uomo che conosce la verità e sa leggere i PG, questo diventa automaticamente l’indiziato numero 1 per tutti coloro che, non avendo la possibilità di tradurre gli antichi caratteri, vogliono arrivare dritti al punto ed evitarsi la fatica di trovare Raftel, tradurre e capire il contenuto del Rio PG, etc… Kaido evidentemente è uno di questi. Da tempo pensavo a questo personaggio, e l’unica risposta che riuscivo a trovare alla domanda: “ma un uomo praticamente immortale, che caspita può volere mai da un gruppo di samurai?”, era solo una: “evidentemente i samurai sanno qualcosa che riguarda il One Piece”. Non c’è da essere geni per dedurlo. Per uno che ha vissuto centinaia di anni e che ormai si passa il tempo cercando di suicidarsi, cosa può ancora essere degno di interesse? Naturalmente il tesoro più grande di tutti, appunto il One Piece. La cosa però si fa interessante se ci si comincia a chiedere: “ma perchè è interessato al One Piece?”

Non affronto l’argomento perchè esula dalla trattazione e in ogni caso domande del genere le tratterò adeguatamente nel libro, insieme al Re, quindi abbiate fede.

Ritornando a Oden… la sua morte, per quanto sensata, dato che si è sacrificato per proteggere la sua gente, è una delle cose che mi ha fatto storcere di più il naso. In primis, ritengo la scelta di giustiziarlo abbastanza ingenua. Ma se consideriamo che la ciurma di Kaido è composta da elementi senza senno come Jack, tutto torna. Suppongo che adesso cerchino Momonosuke perchè pensano che lui conosca gli stessi segreti del padre… al chè un bel “COG***NI”non glielo leverebbe nessuno. Ma cosa più importante, come dice anche Neko, molto presto ad entrare nel mirino dei più sarà proprio Nico Robin, in quanto l’unica persona al mondo in grado ancora di tradurre i Poneglyph.

Non da meno, ho trovato fuori luogo il gioco di parole usato per descrivere la sua morte. Oden in giappone è un piatto tipico, una specie di zuppa. Uno che si chiama Oden, cucinato nella tipica zuppa giapponese, sembra proprio una di quelle battute alla Oda, con la differenza che stavolta la trovo un tantino di pessimo gusto.

L’importanza del traduttore e la “voce” delle cose

Se c’è una cosa che si evince praticamente nell’immediato, ma si avvertiva già dal precedente capitolo, è che la capacità di sentire la “voce” delle cose, da sola è praticamente inutile (per quanto riguarda la traduzione dei PG). In caso contrario, nessuno avrebbe chiesto a Robin di tradurre il contenuto del PG rosso con Momonosuke li vicino che “sentiva” tutto quanto. Questo è il motivo per cui Roger si è dotato di un membro capace di leggere (e anche scrivere) l’antica lingua, ed è anche il motivo per cui Luffy ha bisogno di Robin, pur essendo probabilmente in grado, come Roger di sentire la “voce” delle cose.

A tal proposito mi preme fare una certa distinzione fra il sentire la voce di tutte le cose e il sentire la voce dei Poneglyph… perchè da quel che ho capito, sia Oden che Momonosuke riescono a sentire la voce dei PG, non quella di ogni singola pietra, mentre Roger, come Luffy, riusciva a capire ad esempio i Re del Mare… non vorrei spingermi troppo oltre, ma è probabile che si tratti di due poteri simili ma diversi.

Tuttavia, se per gli animali in fondo la cosa è abbastanza comprensibile, con le pietre si complica. Sarà forse la pietra di cui è fatto il PG ad essere particolare? Magari la cava sorgeva nei pressi di un cimitero? (scherzo XD)

Questo, a mio parere, è uno dei punti ancora oscuri, sul quale si potrebbero fare mille congetture.

Kaido, Wano e i Samurai

Finalmente arriviamo alla parte finale dell’analisi. So che sarete stanchi, ma da qui comincia forse la parte più sfiziosa, considerando che inserirò molte info presenti nella MaxiWanoTheory, che in pratica, ormai, non vedrà più la luce.

Come vi dicevo all’inizio, l’epoca più importante del Giappone feudale è senz’altro l’epoca Edo. Tutti i clichè sui Samurai, sui Ninja e su ciò che è diventato mainstream in film, documentari e libri, nacque proprio in questo periodo.

I Samurai e i Ninja

Il termine samurai originariamente proveniva dal cinese e voleva dire “servitore” o “accompagnatore”, e a partire dall’ottavo secolo designò una classe di burocrati di rango medio-basso della corte dell’imperatore, che nel corso dei secoli acquistò sempre maggior potere. Nel XIII secolo il termine assunse un significato militare diventando sinonimo di bushi, ossia colui che possiede la conoscenza e l’arte marziale, indicando dunque i guerrieri più valorosi ma anche più potenti e sapienti. Nel periodo Muromachi (XIV-XVI secolo), con il diffondersi del buddismo zen, si impose anche un codice morale, il Bushido, cioè la via del bushi, del samurai. E’ un sistema di principi etici a cui il guerriero deve attenersi: giustizia, coraggio, benevolenza, disciplina, sincerità, onore, lealtà. Il rispetto delle regole è fondamentale, come l’impossibilità di mancare alla parola data e la ricerca di una morte gloriosa.

Ergo, essere un samurai non voleva dire soltanto appartenere ad una classe, ma anche essere un uomo di valore e di grande integrità morale. Negli scritti di Musashi Miyamoto – considerato il più grande spadaccino della storia giapponese, ma anche scrittore e pittore – la via del bushi viene descritta come ricerca di arricchimento interiore e di perfezione.

Tra gli ideali del samurai vi era anche quello della conoscenza: la classe dei samurai era una classe colta, che esercitava l’arte della calligrafia e della cerimonia del tè, si interessava di pittura, letteratura, teatro, nonché di giardinaggio. In tal senso non deve stupire la scelta di Oda di caratterizzare Kanjuro come un attore del teatro Kabuki, dandogli come arma proprio un pennello.

Man mano che le lotte intestine fra Daimyo diventavano sempre più accese, crebbe la richiesta di guerrieri con un più elevato grado di istruzione nelle arti belliche, mimetiche e di sabotaggio: il ninja. Durante il turbolento periodo Sengoku furono molti i Daimyo che ingaggiarono Ninja per commissionare assassini, rapine e sabotaggi di sorta.

Sempre durante questo periodo il titolo di samurai era aperto a tutti: bastava distinguersi in battaglia. Successivamente Toyotomi Hideyoshi promulgò una legge che rendeva ereditario tale titolo e proibiva di portare armi alla gente non appartenente a questa casta. La spada diventò quindi segno distintivo di appartenenza ad una classe e veniva portata sempre e con orgoglio. Allo stesso tempo si diffuse anche l’idea che nella spada risiedesse l’anima del samurai. Questo portò ad una venerazione dell’arma ancora maggiore (come testimonia la reazione di Kinemon alla vista della Shusui, ritenuta addirittura tesoro nazionale di Wano).

Con la fine del periodo Sengoku e l’inizio del periodo Edo, il samurai tornò a svolgere principalmente funzioni di burocrate o di polizia, vigilando sui confini e mantenendo l’ordine all’interno di ogni feudo. La domanda di guerrieri altamente specializzati crollò improvvisamente e nel giro di pochi anni dei Ninja si perse quasi ogni traccia, anche se le tecniche tipiche del Ninjutsu vennero comunque tramandate e insegnate.

Anche la mobilità sociale che aveva contraddistinto il periodo delle guerre civili si cristallizzò in una rigida struttura sociale gerarchica (samurai, contadini, artigiani, mercanti), raggiungendo l’apice con il Sakoku, ossia la politica isolazionista che caratterizzò l’intero periodo Edo, e di cui anche Brook fa menzione.

L’integrità morale perse sempre più importanza a favore dell’appartenenza di classe e al proprio clan (e al proprio daimyo). Sotto il dominio Tokugawa anche il bushido cambiò i suoi valori. Se nell’opera “Il libro dei cinque anelli” di Musashi Miyamoto (all’inizio del periodo Edo) la disciplina del samurai era soprattutto ricerca di perfezione e affinamento interiore, già qualche anno più tardi (inizio Settecento), nel testo ufficiale che viene considerato una sorta di bibbia del bushido, lo Hagakure, si diede molta più importanza alla lealtà e all’obbedienza al daimyo come primo ideale del samurai. Questo dettaglio si evince abbastanza facilmente ripercorrendo tutta la storia del gruppetto di Momonosuke, basti vedere come reagiscono al solo pensiero che il loro Daimyo è morto.

Il samurai aveva un obbligo di totale fedeltà al suo signore feudale, e doveva essere disposto a sacrificare la vita per lui. Infatti c’era l’usanza, poi vietata, di suicidarsi alla morte del proprio signore. Questo derivava dal fatto che originariamente i samurai dovevano proteggere il loro generale durante le battaglie, e non solo non essere riusciti nel compito era considerato un fallimento, ma l’obbligo di suicidarsi funzionava anche da deterrente contro tradimenti e defezioni. Gli unici a non essere sottoposti all’obbligo di suicidio erano i non appartenenti al rango dei samurai, i soldati semplici e i Ronin (samurai caduti in disgrazia, cacciati o fuggiti).

Da ciò si evince che la salvezza indotta dal sacrificio di Oden, in realtà potrebbe essere proprio la morte dei suoi fedelissimi per suicidio. Quale miglior modo, d’altronde, per sfuggire alle terribili torture della ciurma di Kaido?

Allora, il fatto che Kinemon e Kanjuro, pur essendo samurai, non sono stati assoggettati a tale obbligo, sembra essere un forte indizio del loro essere Ronin. Ad argomentare per bene le motivazioni per cui Kinemon, in particolare, si possa considerare un Ronin c’ha già pensato la collega dello Strong World, di cui vi riporto l’articolo: https://goo.gl/hbCPJV. Discorso molto simile è possibile fare per Kanjuro.

Per chi non fosse ancora convinto che il periodo di riferimento è proprio il periodo Edo, ci sono piccole chicche che il Sensei ha disseminato lungo la narrazione.

Nel capitolo 657, ad esempio, Kinemon chiede ai mugi se a loro piacciono gli Hanjimono. Gli Hanjimono sono dei giochi puzzle-based in cui si deve ricostruire il senso di un’immagine a partire dai suoi frammenti. Tipici del periodo Edo.

La spada di Zoro, la Shusui, riporta sul fodero lo stemma della famiglia Tokugawa, che come abbiamo detto ha governato per l’intera durata del periodo Edo.

Lo stesso Fujitora, palesemente originario del Pese di Wano, potrebbe essere stato cacciato a causa del suo vizio per il gioco d’azzardo. Durante il periodo Edo, infatti, ogni forma di gioco d’azzardo era severamente vietata.

Infine, i soprannomi di diversi samurai già incontrati, tipo Jigoro del Vento, Shiliew della Pioggia, Kinemon Fuoco Fatuo, Kanjuro Pioggia notturna, Raizo la Nebbia, etc… sembrano ispirarsi al libro di  Musashi Miyamoto: “Il libro dei cinque anelli”, scritto proprio nei primi del 1600, detto anche “il libro dei cinque elementi”, dove però l’elemento naturale non viene trattato nella sua forma fisica, ma usato per veicolare concetti di carattere disciplinare o spirituale.

Kaido e i Pirati delle Cento Bestie

Una volta chiarito il discorso sulle origini dei samurai e dei ninja, le implicazioni della morte di Oden e il ruolo che potrebbero avere ad oggi Kinemon e Kanjuro, analizziamo rapidamente la situazione a Wano, dato che, come pronosticavo tempo fa, Kaido e la sua ciurma controllano l’intero paese.

Ritengo che alcuni nomi utilizzati in tutta questa faccenda dei samurai facciano riferimento tanto alla geografia del Giappone quanto ai costumi dell’epoca feudale. Ritengo inoltre che la ciurma di Kaido si ispiri in qualche modo alla tipica struttura geopolitica del Giappone e dei suoi palazzi durante il periodo Edo. Partiamo da Kaido.

Il termine “Kaido” in quel del Sol Levante si trova abbastanza frequentemente, specie se si prende in mano una carta geografica della nazione. L’isola più a Nord si chiama proprio Hokkaido, poichè rappresenta quell’appezzamento di terra settentrionale che fa da ponte fra Honshu e il continente asiatico (viene tradotto infatti come Northen Sea Circuit). Delle quattro isole principali, questa è quella che è entrata a far parte del Giappone più di recente. Per lungo tempo fu infatti una terra popolata da barbari, e considerando che si piazza a latitudini molto elevate, potrebbe aver fatto da musa ispiratrice per rievocare un gruppo di pirati barbari, ispirati proprio ai Vichinghi, qual’è la ciurma di Kaido. Tra l’altro, se non ricordo male, nel capitolo in cui compare X-Drake e il profilo di un castello giapponese (che alcuni avevano scambiato per un Kaido con le corna), stava nevicando.

Altro termine interessante è il feudo di appartenenza di Kinemon, nonchè terra natale del Clan Kozuki. ossia la terra di Kuri “九里”. I kanji, fra le altre cose, possono essere tradotti come “nove quartieri”, il che potrebbe essere un richiamo all’isola più meridionale del Giappone, Kyushu, divisa proprio in nove distretti. L’elemento più interessante è il soprannome dell’isola, dovuto alla massiccia presenza di vulcani attivi: “isola del fuoco“, che risulta perfettamente compatibile con le tecniche specialistiche di Kinemon, detto non a caso “Fuoco Fatuo”. Inoltre è stata terra di origine di moltissimi samurai, il che è comunque un punto a favore, ma cosa più importante, durante il periodo Edo possedeva l’unico porto “internazionale”. In pratica l’unica via di fuga dal Giappone, che il nostro gruppo potrebbe aver sfruttato per fuggire.

Per quanto riguarda la struttura della ciurma dei Pirati delle Cento Bestie, ritengo che Kaido abbia in qualche modo preso spunto proprio da Wano. Abbiamo l’imperatore, le tre Calamità, e i Gifters e i Pleasures con i rispettivi “capitani”. In particolare, Gifters e Pleasures potrebbero ispirarsi rispettivamente ai samurai e agli uomini di corte (menestrelli, cantastorie, etc.).

Nel capitolo 808, se ricordate, ci vennero presentati i sottoposti di Jack, i quali vennero categorizzati principalmente in Pleasures e Gifters. Nella relativa X-Ray analizzando i nomi vennero fuori cose un po’ strane. In particolare per i Pleasures la traduzione dei kanji portava a qualcosa del tipo: “persone che fanno ridere” o “persone che compongono musica”.

Per quanto riguarda i Gifters invece, avevamo qualcosa del tipo:  “persone che possiedono una dote”, in riferimento al fatto che possedevano i poteri concessi dagli Smiles.

E allora i Pleasures a cosa potevano fare riferimento? La chiave di volta potrebbe risiedere proprio nel loro abbigliamento. Se all’epoca li avete osservati bene, i Pleasures avevano in testa un berretto a punta, mentre quelli di rango più alto, dai Gifters in poi, un paio di corna ricurve.

Cattura8.1

Cattura8.2

Anticamente da Oda venne rilasciato un bozzetto che raffigurava Izo, uno dei comandanti di Baffibianchi, da piccolo, mentre danzava allietato dalle note di due musicisti (tipicamente appartenenti alla rango della servitù, come dimostra anche il giochino tenuto da Momo sulla sunny al capitolo 705, in cui lui impersonava lo Shogun e Chopper, Brook e Nami i servitori). L’ appartenenza di Izo a Wano è più che evidente. Addirittura il nome stesso fa riferimento ad uno dei quatto Hitokiri di Bakumatsu, mentre l’outfit da adulto è più simile a quello di una Geisha.

Izo_bambino

L’acconciatura dei menestrelli, come potete vedere, prevedeva proprio un peduncolo di capelli tirato in aria, molto somigliante al berretto a punta dei Pleasures.

Le corna dei Gifters e degli uomini di rango superiore, sembrano invece prendere spunto dalle corna di bufalo tipiche dei Kabuto da battaglia dei samurai.

Cattura9

Lo stesso Jack porta una specie di Chonmage (acconciatura tipica dei samurai), per non parlare di Kaido che è praticamente abbigliato come un tipico guerriero giapponese (pronto per commettere Seppuku xD).

Quindi in definitiva ho come l’impressione che l’intera ciurma di Kaido sia strutturata sulla falsa riga della tipica corte imperiale giapponese.

La suddivisione dei territori e le Tre Calamità di Kaido

Il ragionamento che ho seguito è tanto semplice quanto fantasioso: il Giappone è composto da quattro isole principali, ergo Wano potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere composta da altrettante isolette. Se associamo l’isola di Hokkaido a Kaido, ne rimangono tre “libere”, da far amministrare alle sue “Tre Calamità”.

In realtà, nella geografia di Wano (dove non esistono i termini Hokkaido, Honshu, Shikoku e Kyushu, che sono i veri nomi delle maggiori isole del Giappone) vedo Kaido seduto sul trono di Kuri, insieme forse allo Shogun di Wano, ed ora vi spiego perchè.

Sulla base della precedente considerazione sui soprannomi dei samurai (fuoco, nebbia, vento, pioggia, etc..) , le isolette di Wano potrebbero essere in qualche modo collegate ai quattro elementi: fuoco, acqua, aria e terra, in modo da avere, in pratica:

Kuri – il feudo del Fuoco (di cui fa parte Kinemon)
xxxx – il feudo dell’Acqua (di cui potrebbero far parte Kanjuro e Shiliew)
yyyy – il feudo dell’Aria (di cui potrebbero far parte Jigoro e Raizo)
zzzz – il feudo della Terra

Abbiamo detto che a Kuri molto probabilmente amministra Kaido, ergo negli altri tre feudi potremmo avere a capo di tutto le Tre Calamità. Considerando quel che abbiamo visto con Jack, mi immagino gli altri due come mostri di potenza, con Zoan del reparto ancestrale o mitologico.

In tal senso, nella mitologia biblica esistono tre animali leggendari: il Behemoth, il Leviatano e lo Ziz, associati rispettivamente a Terra, Acqua e Aria, che sono proprio i feudi liberi e papabili.

Perchè ho scelto proprio queste tre bestie?

L’idea è nata dopo aver letto una teoria redatta da un utente nella pagina del Bike & Raft. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la ciurma di Kaido è composta da uomini-bestia, tutti più o meno fruttati. Le tre Calamità, in particolare, potrebbero avere frutti tali o poteri tali, da poterli ricollegare alle tre creature mitologiche della Bibbia, dove il Behemoth è, secondo molte fonti, la versione romanzata e mistificata del Mammuth.

Quindi Behemoth = Jack (il cui dominio è quello della Terra). Allo stesso modo la calamità col potere del Leviatano amministrerà il feudo dell’Acqua e quella col potere dello Ziz amministrerà il feudo dell’aria. Rimane Kuri, dove siede Kaido.

Il ragionamento, lo ripeto, è molto semplicistico e probabilmente errato, ma mi piace pensare in modo schematico. Vedremo poi in che termini ci proporrà la questione Oda.

* * * *

Bene, credo di aver finito (in ogni caso mi fermo, perchè è stato abbastanza arduo arrivare fin qui). Spero che la trattazione non sia stata troppo noiosa, ma soprattutto che sia stata di vostro gradimento.

Fatemi sapere cosa ne pensate, quali sono state le vostre impressioni e che idee vi sono venute in merito alle questioni ancora aperte, qui nei commenti o sulla pagina facebook.

Un caro saluto a tutti e alla prossima.

Ray

4.81/5 (21)

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X-Ray Analysis 805 – Il popolo dei Mink (Skypiea 2.0)

Capitolo 805

Cari amici, ben ritrovati a questa X-Ray Analysis sul capitolo 805 di One Piece

Anzitutto vorrei ringraziarvi (potessi lo farei uno per uno) per i like che sono arrivati in pagina questa settimana. Abbiamo fatto, in soli 7 giorni, +300!!! Siete delle bestie! Altro che quel Mink-ione…
Grazie! Grazie di cuore! 🙂

Ora però, mettetevi comodi. C’è tanto da dire.

Capitolo ricchissimo di roba, ma ancora troppo scialbo per poterlo chiamare “capitolo bomba”. La cosa che più mi è piaciuta è stata l’implicita (ed esplicita) conferma a tante supposizioni rilasciate nel corso del tempo, ma soprattutto il fatto che finalmente ricominciano le miniavventure! Tante vecchie conoscenze, tanti nuovi misteri e tanti nuovi personaggi. Il mix sembra davvero adatto per un capitolo che si piazza a fine volume. Non sappiamo ancora se lo chiuderà o meno (dal conto delle tavole, attualmente siamo a circa 163, che è un po’ pochino… il 79 fu un volume particolare, e chiuse con 166 tavole, ma in genere si superano le 180, quindi è possibile che il prossimo oltre ad essere un capitolo mooolto lungo -sulle 19/21 tavole – sia anche l’ultimo) comunque, andiamo a noi.

Il titolo.

Cominciamo da qui: 毛皮族 , “Kegawa Zoku”, che letteralmente significa: “Il popolo dei pellicciati”. (passatemi il neologismo)

Spendo due parole su questa traduzione.
Partiamo dal fatto che questo è il titolo delle scan cinesi, come tale questi kanji vanno tradotti, a rigore, dal cinese e non dal giapponese (a volte cambia qualcosa, pur essendo lo stesso kanji).

Allora, traducendo 毛皮 dal cinese, il vocabolario mi restituisce lo stesso significato del giapponese, ossia: “fur /pelt” (lett. pelliccia / pelle animale). Sulle prime si potrebbe pensare che sia un modo per dire “visoni”, o come direbbero gli studiosi della nostra lingua, una sineddoche, e tutto tornerebbe, ma in realtà non è così, perchè in cinese il visone si dice in questo altro modo: “水貂”, e questi kanji sono gli stessi che ha usato Law nello scorso capitolo (in cinese) per dire “ecco la tribù dei Mink”.
Tuttavia, nelle raw di oggi c’è scritto proprio ミンク 族, “Minku Zoku”, cioè popolo dei Mink. Allora il discorso comincia a complicarsi, perchè sebbene la traduzione più giusta sia quella letterale, e se c’è scritto Mink in katakana vuol dire che è proprio Mink, questo stona di brutto con quello che vediamo, cioè uomini-bestia, non uomini-Mink, ovvero dei Visoni! E allora forse i cinesi, che di solito stanno sempre attenti ai kanji da usare, hanno interpretato la cosa nel modo corretto, riadattando il “visone” in “pelliccia”, per semplici e banali motivi di coerenza!
Come mi diceva il Re, in Giappone non esiste il termine “visone” e quindi ci si appoggia all’inglese “mink”, come facciamo anche noi quando per spiegare qualcosa usiamo un termine straniero piuttosto che un insieme di termini equivalenti italiani. Può anche essere che in giappone se dici “mink” pensi alla pelliccia e non proprio all’animale, e anche in questo caso avrebbero ragione i cinesi. Sia come sia, il termine delle raw è grammaticalmente corretto, ma sostanzialmente sbagliato per quella che è la nostra accezione del termine.

Quest’altro kanji 族 invece, in cinese significa “race / nationality / ethnicity / clan” , mentre in giapponese indica “tribe / family”. Law usa questo per riferirsi ai Mink, e infatti, lo ripeto, è stato tradotto come “la tribù/popolo dei Mink” (il termine “razza” è antropologicamente incorretto, perchè non sono “animali parlanti” come Chopper… il taglio degli occhi, gli arti… ma soprattutto le mani sono umane. C’è dell’umano in queste creature… esattamente come negli Uomini-Pesce, ma fra poco ne parliamo.)

Miniavventure

news coo one piece “Dai ponti di comando del mondo: l’uomo da 500 milioni di Berry”.
Una serie di gabbiani-postini consegna la nuova copia del giornale! E sullo sfondo riecco Surume, il kraken dell’isola degli Uomini-Pesce. Probabilmente rivedremo, in rapida successione, tante vecchie conoscenze e le loro reazioni dinanzi ad una taglia così alta per Luffy. In particolare mi piacerebbe vedere come reagirà Shanks.

Tuttavia le mini avventure raccontano solitamente le vicende di qualcuno nello specifico… qualcuno la cui storia si incastrerà successivamente con la narrazione principale. Io ricordo ancora le famose parole di quella didascalia, che parlava di un futuro incidente causato da uno dei capitani della “flotta” di Luffy… e questo mi riporta all’incidente di Banaro, che fu preceduto proprio dalle mini avventure di Ace alla ricerca di Barbanera. Possibile che vedremo, dopo questo filone, proprio le vicende dei capitani della flotta di Luffy? (o addirittura di Bellamy?)
Possibile che, vista la riproposizione tal quale del “Paradiso” (la prima metà della Grand Line) con Arabasta/Dress Rosa e Skypiea/Zo, venga riproposta una modalità di “big incident” simile a quella vista per Ace, con conseguente cattura da parte della marina o di qualche imperatore di uno dei suoi?

Dite la vostra poi, nei commenti.

La controparte terrestre degli Uomini-Pesce

Utilizzo lo stesso titolo usato nella teoria dell’ultima volta, per sottolineare questo concetto. Al di là dei possibili motivi discriminatori che hanno portato questo popolo a isolarsi dal resto del mondo e ad odiare gli umani, cosa che li fa assomigliare non poco agli Uomini-Pesce, ciò che mi salta all’occhio è proprio la grande varietà delle fisionomie di questi nuovi ibridi uomo-animale.

Già in precedenza avevo esposto alcuni dubbi sul perchè si chiamassero “visoni” se poi han le sembianze di qualsiasi animale dotato di pelliccia. Nel titolo di oggi capiamo meglio perchè. Come nel caso degli Uomini-Pesce, infatti, c’erano gli uomini-balena, gli uomini-squalo, gli uomini-polpo, etc… poi c’era un’altra specie, ossia i Tritoni e le Sirene. La differenza principale stava nel fatto che mentre gli Uomini-Pesce avevano la parte inferiore del corpo principalmente umana, e quella superiore principalmente da pesce, Tritoni e Sirene erano all’inverso, con il sotto da pesce e il sopra da uomo. (scusate il gergo terra terra).

Nel caso dei Mink, sembra invece che tutti abbiano le stesse caratteristiche fisionomiche, ossia tutti quanti bipedi, tutti quanti con la pelliccia e tutti quanti con tratti peculiari del proprio animale.

Ora vi chiedo, visto che questa branca di ibridi uomo-animale viene classificata sulla base del fatto che possiedono la pelliccia, qual è allora quella che rimane per completare il quadro? Naturalmente quella che contempla tutti gli animali senza pelliccia. E chi sono gli animali senza pelliccia? I rettili, ad esempio. E come si chiama la specie che dobbiamo ancora vedere? Colli di Serpente!

Tutto torna!

Riassumendo, il discorso è veramente banale:

Specie di ibridi marini:

  • Uomini-Pesce/Donne-Pesce (sopra pesce, sotto umano)
  • Tritoni/Sirene (sotto pesce, sopra umano)

Specie di ibridi terrestri:

  • Uomini-Mink/Donne-Mink (animali con pelliccia)
  • Uomini-Serpente/Donne-Serpente (animali senza pelliccia)

Ecco perchè sono convinto, al di là di tutto, che i Mink siano la controparte terrestre degli Uomini-Pesce.

Electro, abilità o tecnologia?

E parliamo ancora di sti benedetti uomini con la pelliccia (che ricordano tanto gli Anyoko della teoria, ecco perchè vi dicevo che ne ho prese parecchie a sto giro XD).
Il pelo, fra le tante caratteristiche, ne ha una che si ricollega all’elettricità statica. Adesso non mi metto certo a fare una lezioncina di fisica, ma penso che a tutti sarà capitato, strofinando con un panno di lana un pezzo di plastica, di vedere come di colpo questo sia in grado di attrarre a se, ad esempio, dei pezzettini di carta.

Rody Mink One PieceEcco, per spiegare da dove arrivino le “scariche”, si potrebbe ipotizzare che questo popolo sia in grado di elettrizzare la superficie del proprio corpo, ad esempio col semplice attrito corpo-aria (dato che si muovono a grande velocità), accumulando una grande quantità di carica elettrica addosso, che poi rilasciano al contatto con la prima cosa che toccano. Sarebbe veramente geniale!

Giusto qualche giorno fa leggevo un articolo riguardo ad alcuni progetti scientifici del Politecnico di Torino, ed in particolare uno, portato avanti dal Prof. Nicola Pugno, che riguarda la riproduzione artificiale della capacità “adesiva” delle zampe di ragni e gechi. Questi ultimi, in particolare, si pensava che secernessero una sostanza adesiva oppure che fossero dotati di piccolissime ventose e che quindi aderissero alle superfici creando un vuoto, ora sappiamo che in realtà la loro aderenza formidabile è di natura elettrostatica: sono le forze di Van der Waals (queste sconosciute…) a far appiccicare a qualsiasi superficie le loro zampe, costellate (manco a farlo apposta!) da peletti microscopici in grado di offrire oltre 3 miliardi di punti di contatto con la superficie.

Chissà, magari sti visoni sanno camminare sui muri in stile Spiderman!
Tuttavia questo discorso dell’elettricità si ricollega inevitabilmente con la cara vecchia saga di Skypiea. In un’isola fra le nuvole, dove i mugi son dovuti salire in verticale in stile Knockup Stream, dove si trova una civiltà antecedente al secolo buio, dove ci sono perfino i guardiani di una foresta sacra/proibita, mi ci mette pure l’elettricità?! Chiamala “Skypiea 2.0” allora! XD

A sto punto la città di smeraldo non la teorizzo. La pretendo.
E anche il Poneglyph che indica la posizione di Uranus.
E pure il Dio-Animale che vuole andare sulla luna a fare compagnia ai lontani cugini pirati spaziali Mink che cercano invano l’elettricità pur avendocela addosso. (giusto perché non ci facciamo mancare niente XD)

I Guardiani, gli aiutanti e le Escort

All’inizio del capitolo sentiamo la donna-cane parlare di “Guardiani”. Come dissi in pagina, questo termine in realtà è una sorta di riadattamento giapponese dei Kanji cinesi: 侠客団, “kyuokaku-dan” , ossia letteralmente “gruppo di cavalieri” , diciamo così (in pagina trovate tutto l’approfondimento).

Ora che li abbiamo visti, sinceramente, non ci trovo molte attinenze, ma ancora è presto per dare una valutazione completa di questi personaggi. Quindi lasciamo in sospeso questo discorso (faccio solo notare che alcuni di loro “cavalcano” altri animali e portano anche una spada, in pieno stile cavalleresco, ma niente di più) e andiamo ad alcune sfiziose curiosità:

  • BB (Black Back), il Gorilla-Mink, Guardiano della foresta della Balena.
    I “Black Back” sono realmente una specie di gorilla di montagna, definiti così per il colore del pelo sulla schiena, che li distingue da quello bianco dei “Silver Back”, appunto. Una loro peculiarità è proprio quella di mangiare banane.
  • Rody, il Toro-Mink, Guardiano della foresta della Balena.
    A parte che è graficamente molto figo, ma “Rody” sta senz’altro per “Rodeo”, come si può dedurre dalla tendenza a incornare panni rossi. Il riferimento alla Spagna è molto eloquente.
  • Wanda, la Cagna-Mink, della tribù delle “Bestie Combattenti”.
    Il termine Wanda, che ad alcuni ha ricordato quella gran cag… ehm.. ragazza immagine di Wanda Nara, ha una radice etimologica molto interessante. Secondo alcune fonti, infatti, discenderebbe da una parola tedesca che significa “destrezza” , “agilità”… e abbiamo visto che questa sembra proprio una delle caratteristiche peculiari dei Visoni… o perlomeno di questa divisione di guerrieri. In realtà, Wan è semplicemente il suono giapponese dell’abbaiare dei cani.
  • Carrot, il Coniglio-Mink, della tribù delle “Bestie Combattenti”.
    Qui il termine è un chiaro riferimento all’animale che rappresenta. La sua estrema agilità ha fatto esclamare la seguente frase a Franky: “allora è questa l’abilità dei Mink…” . (E anche qui ho fatto centro.)pedro mink one piece
  • Pedro, il Giaguaro-Mink, probabilmente a capo dei Guardiani e responsabile di tutto ciò che accade dentro la foresta proibita.
    Per la gioia di Raffaella Carrà, ecco il fenomeno di Santa Fè, con l’orecchio morsicato da Tyson. La radice del termine “Pedro” , che è un nome proprio di persona maschile spagnolo (ancora la spagna), viene dal greco e significa “pietra”. Chissà, magari “è duro come una roccia”…
    Pedro Pedro Pedro, Pedro Pè, praticamente il meglio di Santa Fè! (cit. Wanda Nara)

E sempre la nostra cara Raffaella, sarebbe lieta di urlare “carramba che sorpresa” … e tutti a piangere per Bepo, povero orsetto, che finalmente ritorna a casa dai suoi familiari, con tanto di vecchio amico d’infanzia, ossia Law, che s’era pure dimenticato di avere una sua Vivrecard addosso.

Bepo mink one pieceLa novità più grossa è che Oda ci conferma la sua appartenenza ai Mink, e questo mi conforta, perchè come avevo teorizzato (ma non solo io) si sarebbero spiegate molte cose. E in effetti si spiegano molte cose, in primis, come abbia fatto Bepo, pur essendo il navigatore dei Pirati Hearts, a trovare Zo… e idem per Raizo*. Anche loro avevano una vivre card di qualcuno dell’isola? Oppure è stato una sorta di istinto animale a guidarli?

Sia come sia, sono arrivati, e almeno Bepo s’è già guadagnato il titolo di “aiutante guardiano”. Di certo non li aiuta nei target da eliminare, vista la considerazione che ha avuto con Luffy XD
Sarebbe carino un flashback su di lui, che magari ci aiuti a capire meglio come mai, ad esempio, alcuni visoni scelgono di abbandonare l’isola. In proposito avrei una mezza teoria…

La condanna all’esilio

Vedere Raizo* volare giù dall’elefante come se fosse stato cacciato via (a ragione, visto che a quanto pare gli scagnozzi di Kaido cercavano un Samurai, quindi magari proprio lui) … e notare che Bepo e Pekoms, due Mink non più viventi in patria, hanno ad esempio gli occhi e le mani differenti rispetto agli altri visoni, mi ha riportato in mente alcune antiche pratiche di esilio o condanna a morte, in voga ad esempio a Sparta Monte_Taigetoe nell’antica Roma, che prevedevano il volo giù da una rupe (il Monte Taigeto per gli spartani, dal quale lanciavano i bambini malformati, anche se pare fosse solo una leggenda metropolitana… e la Rupe Tarpea per i romani, dalla quale lanciavano i criminali in simbolo d’esilio). Quindi chissà… magari Bepo e Pekoms per la loro lieve diversità sono stati “cacciati” ? Magari Raizo* ha subito lo stesso trattamento?

Considerando che questa saga riprende molto Skypiea, ci tengo a ricordare che anche in quella saga erano previste molte forme di punizione per coloro che trasgredivano determinate regole… una delle quali era la cosiddetta Nuvola Vagante, al termine della quale la nave dei criminali cadeva giù dalle nuvole. Inoltre c’è un “simpaticissimo” strumento di tortura in stile pienamente medievale proprio lungo la via… sarà un caso? Oppure ce l’ha messo Jack per estorcere informazioni ai visoni?

Sia come sia, in definitiva, come ha fatto Bepo a rientrare? Il fatto che ora sia l’aiutante di un guardiano, è davvero un merito, oppure sta scontando qualche dazio?

Altre possibili capacità dei Mink

Innanzitutto, come hanno fatto ad appollaiarsi sullo stesso albero nel quale stava Luffy, pronti ad attaccare, senza che lui se ne accorgesse?

Scientificamente parlando, ci sono delle specie animali che riescono a sfruttare tecniche di mimetismo. Magari si tratta proprio di questo… anche perchè Wanda fa notare a Luffy che deve ringraziare il fatto che non fosse ancora scesa la notte. Questo significa che col buio diventano praticamente impercettibili? Oppure che la Luna ha su di loro uno strano effetto, in stile licantropia?

Jack il Mammut

mammut jack one pieceScopriamo ad un certo punto che l’artefice di cotanta distruzione è stato proprio Jack, quel tipo con la mandibola di ferro visto nel capitolo 801. Nello stesso capitolo si vede uno scorcio della polena della nave, che, stando alla forma, è inconfondibilmente quella di un mammut. In questo capitolo, vediamo orme circolari enormi, molto simili a quelle che lascerebbe un elefante, per cui il profilo diciamo che potrebbe anche corrispondere con la corrente tesi.

Per quanto riguarda invece le artigliate sui muri, credo che Jack non c’entri nulla. In fondo non credo sia l’unico possessore di SMILE… magari l’autore è un uomo-tigre? In tal caso tutta la ciurma di Jack non sarebbe altro che la riproposizione del simpatico team “multietnico” de l’Era Glaciale ! XD

Ma anche qui ho una serie di domande… che ci faceva Jack a Zo? Noi l’abbiamo lasciato, per così dire, che riceveva il rapporto dai suoi scagnozzi circa la sorte di Punk Hazard e di Caesar… cioè una informazione che concerneva gli Smiles e la loro produzione. E perchè allora è andato a distruggere Zo? Forse questa terra aveva qualche segreto legato ai frutti del diavolo, di cui voleva impossessarsi? Tuttavia, da quel che mi pare di capire, Jack e i suoi sono arrivati fino al Castello della capitale, ma forse non fino alla foresta proibita, dove possibilmene gli abitanti sono riusciti a far reggere le difese con l’aiuto dei pirati Heart e dei Mugi (ed è per questo magari che sono tutti fasciati e coperti di ferite). Allora sono stati bravi i nostri a respingere gli invasori? Oppure la notizia che Doflamingo era stato sconfitto e preso in consegna dalla marina ha dato nuove priorità a Jack e compagnia bella, per cui hanno dovuto abbandonare la missione?

La faccenda è temporalmente complicata… proviamo a fare due conti:

  • 10 giorni prima di ora, i nostri arrivavano a Dress Rosa, e probabilmente Jack era già in rotta verso Zo, avendo visto cosa era successo a Punk Hazard il giorno prima. Anzi, probabilmente era già arrivato.fq
  • 10 giorni prima di ora, il gruppo di Sanji si separa dal resto della ciurma e si dirige a Zo.
  • 9 giorni prima di ora, il gruppo di Sanji arriva a Zo (con la navigatrice esperta e la vivre c’han messo un giorno solo… e poi dicono che i navigatori non servono a niente XD) e gli scagnozzi di Kaido erano già lì che cercavano il Samurai.
  • 7 giorni prima di ora, il gruppo di Luffy parte con la nave di Bartolomeo, e nello stesso giorno parte anche il convoglio di Doflamingo; nel bel mezzo della traversata, non si capisce quando però, spunta Jack, intenzionato a liberare Doflamingo.

Allora mi viene da pensare che davvero la sua permanenza a Zo sia stata breve… e che forse non ha avuto il tempo materiale di trovare ciò che cercava.

La morte (apparente) di Sanji & Co.

In realtà parlare di morte non mi sembra tanto appropriato, considerando che questo termine non esce fuori mai durante il capitolo. Si evince piuttosto che potrebbe esser accaduto loro qualcosa di poco piacevole, d’altronde è stata ridotta in rovina un’intera città… e se così non fosse? Se fosse, ad esempio, una capacità di Brook di estrarre le anime dai corpi?
Ma in tal caso, mi sembra strano che siano ancora esanimi… magari c’entrano i Mink? C’entra forse qualche punizione?

Ora, sicuramente non è morto nessuno… ma se finisse come la bella addormentata nel bosco? Dove stavolta non è la principessa ma il principe a dover essere svegliato?

Va beh basta, sennò i sanjisti si gasano troppo XD

Oh, ragà, mi sono consumato falangi, falangine e falangette, e ho rischiato la sindrome del tunnel carpale per scrivere tutta sta roba. Spero almeno che non vi abbia annoiato  🙂

Scrivete nei commenti le vostre idee, mi raccomando.

Alla prossima!

*Raizo = è solo un’ipotesi, anche perché la scimmietta sembra chiamarsi Bariete

Ray

5/5 (17)

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X-Ray Analysis 803 – Scalando l’elefante

capitolo 803

E rieccoci qui, cari amici, con il nostro consueto appuntamento post-capitolo 803!

Anche stavolta Oda spara una salva infernale di informazioni succose, confermando la striscia positiva mantenuta con i recenti capitoli.

Sui dettagli questa volta ci soffermeremo poco perchè già molti altri colleghi li hanno ben documentati e io, onestamente, avrei poco di nuovo da aggiungere. Mi preme piuttosto analizzare altro questa volta, perchè mi sembra che pian piano Oda stia cominciando -e sarebbe anche il caso, visto che siamo a 3/4 di opera- ad approfondire la questione dei rivoluzionari, dei flottari, degli ammiragli, della cipher police, dei cinque astri, della malavita e di tutti gli altri protagonisti marginali che contribuiscono a modo loro a mantenere bilanciato l’equilibrio delle forze in campo. Un equilibrio che, coma sappiamo, è già saltato e continuerà a sgretolarsi.

Per concludere, vi proporrò un approfondimento su Dragon e i draghi, che già da Punk Hazard ci vengono mostrati con particolare insistenza e che potrebbe rendere più intellegibile anche la “simpatica” reazione di Nico Robin, più due paroline esatte su RaiZo, il terzo samurai, nonchè primo Ninja dell’opera!

Mettetevi comodi. Si comincia.

CoverCattura1

Bella! Mi piace soprattutto l’idea di “laboratorio Hi-Tech” che si sta cominciando a profilare all’interno della ciurma: Usopp disegna, Franky costruisce. La mente e il braccio. In tutto questo ci vedrei benissimo Nami, che con le sue conoscenze meteorologiche e oceanografiche può sicuramente tornare utile, specialmente in fase di progettazione. D’altronde Oda ci aveva già mostrato alcuni locali interni della Sunny specificatamente adibiti a questo: la “Usopp’s Main Factory” e la “Franky’s Weapon Development Room”.

Cattura2Fighissima comunque la scena. Mi piace il design aggressivo della moto d’acqua, che richiama già dal nome sia il maestro di Usopp, Hercules (la cui maschera sembra ripresa anche nello scafo anteriore), che la sua passione per i giganti (con quel “viking” e gli scudi tipici delle drakkar). Sulla coda vediamo la F di Franky, che non manca tra l’altro di pettinarsi adeguatamente per l’occasione XD. Chissà che non abbia riempito qualche loculo vuoto del Soldier Dock System della Sunny con questa roba. Potrebbe tornare molto utile.

Draghi e Samurai

Questo binomio sembra essere alquanto ricorrente già dai tempi di Thriller Bark, quando venimmo a sapere di Ryuma, il samurai divenuto famoso per aver ucciso un drago. La sua spada, la Shusui che ora appartiene a Zoro, divenne perfino tesoro nazionale di Wano.

A Punk Hazard vediamo le gambe di Kin’emon attaccate al dorso di un drago.

Sempre a Punk Hazard scopriamo che Momonosuke ha mangiato un frutto col potere di trasformare in un drago.

A Zo, scopriamo che anche Kanjuro conosce bene questo animale, tanto da riprodurlo in forma stilizzata.

Tutti questi indizi portano verso un’unica conclusione: Wano potrebbe essere intimamente legata ai draghi.

Se così fosse non ci sarebbe da stupirsi, in fondo Wano si ispira al Giappone, e i draghi, come sappiamo, fanno parte integrante della cultura nipponica, rivestendo un ruolo ben più importante e prestigioso che in occidente. Ma di questo parleremo meglio dopo, nell’approfondimento.

Cattura3Per quanto riguarda la reazione di Kin’emon alla presunta provocazione scherzosa di Kanjuro, credo che possa fare riferimento proprio a Momonosuke. D’altronde il draghetto stilizzato assomiglia molto alla forma animalesca di Momo, quindi chissà che quella frase non sia una sorta di “uno ciascuno” , più che un “occhio per occhio”. Acquisterebbe molto più senso.

 

I Rivoluzionari

Finalmente una delle più grandi incognite di tutto il manga comincia pian piano a diventare più intellegibile da parte dei lettori. Se la saga di Dress Rosa ha portato grosse novità, d’altronde, l’ha fatto proprio su questo fronte. Al di là del ritorno di Sabo e di Koala, l’informazione principe ci è stata data proprio sui loro obiettivi. Fin da quando per la prima volta sentimmo parlare di questa organizzazione di ribelli, ci si è chiesti quale fosse il loro scopo e in che modo lo avrebbero perseguito. Oggi, riunendo tutti gli indizi forniti da Oda, siamo in grado di decriptare le risposte a queste domande con un piccolo margine di errore.

L’obiettivo ultimo dei rivoluzionari, stando a ciò che fin’ora è stato reso noto, riguarda, banalmente, l’abbattimento del Governo Mondiale.
Il movente è altrettanto “banale”: porre fine ai soprusi, alla schiavitù e alle ingiustizie che dominano questo mondo, e che vengono perpetrate mediante il braccio armato del Governo, ossia la Marina e la Cipher Pol, e i suoi collaboratori, ovvero i reggenti delle 170 nazioni di cui è composto.

Cattura5L’opera di indebolimento ai danni del Governo è cominciata proprio rovesciando alcuni di questi sovrani. Ogni qualvolta in un regno vincono i ribelli, vincono anche i rivoluzionari. Così è stato a Drum, a Centaurea e in tutte quelle nazioni dove prima, grazie alla morte di Baffibianchi, e dopo, grazie alla caduta di Doflamingo, la resistenza ha avuto la meglio.

Il numero di nazioni che sfuggono al controllo del GM è in rapido aumento, e questo, come dice anche Dragon, porterà il Governo ad agire, sicuramente mediante la Cipher Police. L’ultima volta fu incaricata la CP9, e con successo. Quindi mi aspetto che adesso venga interpellata la CP0, vista la risonanza che Oda le ha dato in quest’ultima saga.

Infine vi è la sospetta ricerca dei Poneglyph e l’interesse per Nico Robin. In questi due anni, infatti, è probabile che la nostra archeologa sia riuscita a leggerne qualche altro e abbia ottenuto più ampie informazioni sulle armi ancestrali, cosa che ha dimostrato dinanzi a Neptune, durante la saga dell’isola degli Uomini-Pesce.

Equilibri precari

La posizione di forza dei Rivoluzionari era data principalmente dalla loro segretezza. In vent’anni mai nessuno era riuscito a rintracciare la loro base operativa, a Baltigo, che adesso invece sembra sul punto di diventare di dominio pubblico. Ma d’altronde prima o poi qualcuno doveva commettere un errore. Nonostante l’utilizzo di corvi e di lumacofoni anti-intercettazione, la probabilità che qualcuno riuscisse a seguirli non era nulla.

Sull’altro fronte è la Flotta dei Sette a dare evidenti segni di sgretolamento, non tanto per i due nuovi posti vacanti (quello di Mingo e quello di Law), quanto per le sempre più evidenti criticità connesse ai privilegi propri dei suoi componenti.

La stessa Marina non sembra esente dall’avere problemi. Con l’allontanamento di Fujitora, il team di Sakazuki perde sicuramente un membro importante.

Anche il sottobosco criminale è andato a farsi benedire. Doflamingo infatti gestiva quest’ulteriore ramo con successo e profitto, riunendo sotto il suo giogo un numero vastissimo di “teste calde”. Tutti questi “mostri”, come lui li definì, adesso sono dei veri e propri cani sciolti, alla ricerca di un nuovo leader che riesca a curare i loro interessi locali.

Al miglior offerente

Dopo questo capitolo è chiaro che a raccogliere l’eredità di Doflamingo sarà Buggy. Ma, a parte il numero decisamente più esiguo di clienti utili, sono soprattutto le modalità che cambiano. In mancanza di armi, infatti, Buggy mette a disposizione del mercato i suoi pirati-mercenari, ossia gente che, in cambio di laute ricompense in oro e gioielli, offre i propri servigi.

Tuttavia, non sembra essere l’unica “asta al miglior offerente” che si prospetta all’orizzonte.

La notizia-bomba di Burgess farà scattare i meccanismi della mente calcolatrice e perversa di Teach, che di sicuro metterà in piedi un piano adeguato al soddisfacimento delle proprie esigenze. Non è ancora possibile dire chi, come o quando, ma ragionando sui punti fermi offerti da Oda forse una piccola previsione si può fare.

  1. Teach contatta la Marina di Sazazuki per vendergli l’informazione.
    Per quanto sensata, la reputo una soluzione poco contemplabile, considerando che Teach ha già due precedenti di questo tipo, e la seconda volta, quando voleva scambiare Bonney per una nave della Marina,  Sazazuki ha provato a fregarlo.
  2. Teach contatta il Governo per vendergli l’informazione.
    Questa soluzione potrebbe tirare in ballo direttamente il CP0, e per quanto detto prima, ci sarebbero tutti i presupposti per vedere uno scontro fra queste due fazioni.
  3. Teach contatta Luffy per ottenere Caesar Clown
    Considerando che adesso tutto lo vogliono e tutti lo cercano (persino Weeble e -senza dubbio- Buggy) sarebbe interessane se si mettesse in contatto con lui anche Teach, che interessato com’è a fruttare la sua squadra con i poteri migliori, potrebbe vedere in Caesar un ottimo alleato. Chiaramente il ricatto sarebbe del tipo: “o mi dai Caesar, o sputtano al Governo dove si trovano tuo padre e tuo fratello”. Non so fino a che punto sia fattibile, ma credo che sarebbe interessante.
  4. Teach non contatta nessuno e attacca Dragon
    Questa mi sembra la soluzione meno probabile in assoluto, ma conoscendo il soggetto ci sono dei particolari che andrebbero comunque considerati.

Il possibile piano di Teach

Abbiamo dato per scontato che l’infernalissimo e nerissimo Barbanera riesca a scoprire la posizione di Baltigo, ma cosa potrebbe andare storto?

  1. Burgess tira le cuoia prima del loro arrivo e addio Vivrecard
    I motivi possono essere molteplici: potrebbe essere scoperto, oppure potrebbe semplicemente non farcela, considerando che son già 10 giorni che non riceve cure.
  2. Le navi di Teach si avvicinano troppo e vengono scoperti
    L’isola di Baltigo sarà pienissima di sentinelle e corvi che vanno e vengono.

Allora quale potrebbero essere le possibili soluzioni?

  1. Mandare Van Auger in avanscoperta
    Avendo una vista da elfo, potrebbe scorgere la posizione di Baltigo da molto, molto lontano.
  2. Far rivestire le navi
    Navigando sotto la superficie del mare come fece Baffibianchi a Marineford potrebbero arrivare senza problemi

Appurato che può farcela, rimane un ultimo problema: il recupero di Burgess.

Lo dico un poco a malincuore, ma se Burgess morisse non stonerebbe affatto. Ha avuto il suo momento, è stato sconfitto da Sabo e pur malconcio ha messo a segno un colpo strepitoso, conquistandosi di fatto la sua redenzione. Verrebbe ricordato come colui che l’ha messa nel culo ai rivoluzionari, che non è cosa da poco. Una morte da vero pirata.

Se fossi Teach, e ragionassi come lui, credo che non rischierei una guerra per un solo uomo, che comunque ha fatto egregiamente il suo dovere. Se valutando tutte le opzioni riterrei i rischi troppo elevati, lo lascerei lì. A limite, gli ordinerei di togliersi la vita. Dopodichè metterei in atto un piano così diabolico da passare alla storia.

D’altronde è così che agivano i veri pirati un tempo.

Il potere di Dragon

TeachvsDragon

Proviamo per un attimo a pensare a cosa accadrebbe se i Rivoluzionari e i pirati di Barbanera si scontrassero. Sarebbe l’apocalisse! Un duello che da solo varrebbe più dell’arrivo a Raftel, a prescindere da come finisca. Questo sostanzialmente deriva dalla potenza dei concorrenti in gioco: l’uomo attualmente più vicino al One Piece contro l’uomo più pericoloso del mondo.

Ecco, partiamo da questa definizione.

Un uomo con delle idee rivoluzionarie, basterebbe da solo per diventare un siffatto pericolo? Io credo di no. Alle idee bisogna associare i mezzi, la forza, la sorte, le amicizie… se uno come Luffy, ad esempio, non avesse tutte queste cose, ma solo la voglia di diventare il Re dei Pirati, pensate che ci riuscirebbe? Naturalmente no.

Dragon, oltre a possedere idee pericolose, deve possedere anche un buon potere, un nutrito gruppo di persone fidate, una certa dose di culo e anche un’ingente quantità di risorse e mezzi, oltre che un quartier generale praticamente introvabile. Basta che solo una di queste cose non ci sia, e tutto il castello rischia di crollare.

In mezzo a tutti questi fattori, l’unica incognita ad oggi rimane: il potere.
Quante teorie sono state messe in piedi su questo argomento? C’è chi lo associa a Uranus, chi a qualche Rogia (dell’acqua o del vento), chi a qualche Zoan ancestrale, etc.. ma vediamo un attimo di focalizzarci su una figura mitologica tanto nota quanto ricorrente:

Il drago

One Piece è pieno zeppo di riferimenti ai draghi, specialmente da quando è cominciato il post-timeskip. Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, questa figura sembra essere intimamente connessa ai samurai e al paese di Wano, che sarebbe la riproposizione del Giappone medievale.

In Giappone, come anche in Cina e un po’ in tutto l’estremo oriente, la figura del drago è venerata e rispettata fin da tempi antichissimi. La cultura che hanno da quelle parti è diametralmente opposto a quella occidentale, e questo ci spinge spesso a non capire taluni riferimenti. In occidente, infatti, il drago è sempre stato visto come il signore di tutti i predatori. Un qualcosa di veramente spaventoso, e come tale da combattere, imprigionare e uccidere. Il nostro medioevo è pieno di storie simili.
In oriente invece il drago è sempre stata una figura benevola, una forza della natura talmente eccezionale da assurgere a divinità. La sua dimora poteva essere acquatica o terrestre, ma arrivata la primavera saliva sempre in cielo per portare piogge e venti favorevoli. Da qui il legame fra il drago e le condizioni meteorologiche.

Esiste una differenza importante nella rappresentazione dei draghi orientali, tra quelli a cinque, a quattro e a tre artigli. Sul numero di artigli si assiste a un curioso fenomeno campanilistico: secondo i cinesi i draghi nascono in Cina con cinque artigli, poi man mano che si spostano ne perdono uno: quando arrivano in Corea hanno quattro dita e in Giappone tre. I giapponesi, però, ribaltano il percorso, sostenendo che i draghi nascono nella loro terra con tre artigli, poi man mano che si spostano ne acquistano uno.
Sia come sia, il numero è univocamente identificativo della terra di appartenenza:

  • il drago con 3 artigli è Giapponese;
  • il drago con 4 artigli è Coreano;
  • il drago con 5 artigli è Cinese.

Ma non solo.
Quando il drago viene usato come simbolo, all’interno di ogni nazione il numero degli artigli diventa identificativo della classe sociale di appartenenza.
In oriente un po’ ovunque, infatti, il drago con 5 artigli era solitamente l’emblema dell’imperatore, quello con 4 era adottato dalle classi nobiliari e quello con 3 dalla classe militare (ed è anche uno dei motivi per cui il drago con tre artigli è il più diffuso in Giappone).

Posto dunque che Oda faccia riferimento esclusivo ai draghi giapponesi, proviamo a interpretare gli indizi che ci sono stati forniti:

Cattura71) Momonosuke
Su di lui s’è detto l’impossibile. L’unica cosa certa è che il suo drago ha quattro artigli, e dunque potrebbe essere un indizio postumo della sua appartenenza alla classe nobiliare di Wano, cosa che tra l’altro aleggiava da un pezzo su forum e blog. Magari è davvero il figlio dello Shogun? Magari Kin’emon sta solo recitando la parte del padre per proteggerlo? Chissà.

 

2) DragonCattura8
Lo Stile del Drago usato da Sabo, e tanto caro alla scuola Shaolin, sembra un chiaro retaggio dell’addestramento del padre di Luffy, che, secondo alcune indiscrezioni, sembrerebbe aver avuto un passato proprio nella marina. Il drago a tre artigli, che è indicativo della classe militare, si sposerebbe perfettamente con il suo ruolo passato, ma soprattutto con il suo ruolo attuale.

 

Cattura63) Kanjuro
Anche per lui un draghetto a tre artigli, del tutto coerente con la sua estrazione sociale, in quanto samurai.

 

 

Allora, visto che queste piccole analisi ad personam sembrano essere coerenti, ritorniamo al discorso precedente.

Il potere di Dragon 2.0

Vediamo un attimo di collegare i vari indizi.

  1. Il nome, Dragon.
  2. L’apparente capacità di spostarsi su grandi distanze con ampie folate di vento, tipiche dei draghi.
  3. L’apparente capacità di alterare il meteo, innescando forti venti e temporali, anche questo tipico dei draghi.
  4. Lo stile del drago di Sabo.
  5. La telefonata di Ivan a Dragon, al capitolo 593, che vi riporto integralmente:
    – Ivankov: la tua identità è stata rivelata al mondo in un colpo solo, Dragon! Come stanno reagendo i soldati?
    – Dragon: Sembrano sollevati ora che sanno che il loro terribile capo è un umano nelle cui vene scorre del sangue.
  6. La polena della nave a forma di drago.
  7. Il bozzetto di Oda circa l’Armata Rivoluzionaria

bigmomrevolutiong4zou

Tutto questo lascerebbe pensare che il potere di Dragon sia da ricollegare a qualche Zoan Mitologico di tipo Drago. Un approfondimento ulteriore, che riguarda invece il suo tatuaggio, lo troverete nel libro.

Raizo, il Ninja

Concludo questo articolo con due parole su questo personaggio.
I samurai inizialmente erano tre, più Momonosuke. Ad esclusione di quest’ultimo, ci sono stati presentati al ritmo delle varie saghe:

  • Kin’emon – Punk Hazard
  • Kanjuro – Dress Rosa
  • Raizo – Zo

I riferimento sono molteplici, ma uno in particolare mi ha colpito:

Raizo infatti è il protagonista di un film del 2009, intitolato “Ninja assassin”.

Il nome, scomponibile in Rai e Zo, in giapponese diventerebbe: “fulmine” ed “elefante”. Magari ha qualcosa a che fare proprio con l’isola nella quale si trova ? Magari è un “ciccione velocissimo”? XD

Dite la vostra al riguardo.
Io ho finito. Spero sia stato di vostro gradimento.

Alla prossima!

Ray

 

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